Autore: Ossola Beindl Giorgio

Collana: fuori collana

Questo breve viaggio nella memoria dell’Autore si dipana tra il n. 1 e il n. 19 di via Mazzini, strada-simbolo di una Gorizia prebellica in incessante fermento. Al centro della via, la rivendita di sale e tabacchi, valori bollati e giornali di nonna Teresa Roth, la madre di Giorgina Roth, cui il libro è dedicato. Lo sguardo del narratore è catturato dall’intenso andirivieni delle persone fra le case modeste e dalle attività affacciate sulla via: panetterie, trattorie, modisterie, pasticcerie, drogherie, gelaterie, fonderie e persino una fabbrica di aceto – un umile e laborioso microcosmo ignaro dell’incombere della Seconda guerra mondiale. Con l’aiuto dell’obiettivo fotografico, il racconto sottrae all’oblio i suoi personaggi senza indulgenze retoriche: “Nell’ultimo anno della Grande Guerra, Giorgina aveva conosciuto Ottokar Beindl, viennese, e i due giovani si erano piaciuti. Ottokar era di buona famiglia: il padre, comandante di navi a vapore, aveva navigato lungo il Danubio fino al Mar Nero, per poi diventare dirigente del porto fluviale di Vienna; un fratello della madre era ispettore generale della fanteria. Nel dopoguerra si erano sposati. Io nacqui alcuni anni dopo. Nei mesi successivi al parto, mia madre perse completamente la vista. Mio padre se ne andò di casa. Per la famiglia il cammino si presentava in salita”. Singolare intreccio di ricerca storiografica e saggio di etnografia naïve, Ritorno in via Mazzini, oltre a essere un ritratto corale di una tipica località del centro Europa negli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, mutilata per sempre dalla catastrofe della guerra, si trasforma in una testimonianza del lento declino della città nel trascorrere della Grande Storia.

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Ritorno in via Mazzini

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