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storia di Trieste
copertina VENEZIA GIULIA E FASCISMO 1922-1935
Una società post-asburgica negli anni di consolidamento della dittatura mussoliniana

Brossura, pagine: 447
Con numerose fotografie, illustrazioni e cartine n.t.
Formato: 14 x 17
Prima edizione: Maggio 2004
ISBN: 88-86928-76-9
Prezzo di copertina: Euro 24,00 i.i.
Note: Volume realizzato con il patrocinio dell'I.R.C.I.

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Note di copertina
L'analisi dello scorcio più significativo del Ventennio fascista nella Venezia-Giulia, quei tredici anni che vanno dall'affermazione e consolidamento della Dittatura mussoliniana al punto di sosta e anello iniziale di una catena reattiva susseguente alla rottura segnata dallo scoppio della Guerra d'Africa, indica come suo fondamentale presupposto l'originalità che nella società regionale ebbe il carattere del Regime, senza che con ciò venga meno lo scenario generale su cui si sviluppò il percorso complessivo dell'avventura totalitaria italiana. Semmai, nello sfondo del più ampio contesto nazionale, le peculiarità locali traducono le diversità e le difficoltà di un nucleo socio-culturale ed economico collegato a un passato, quello asburgico, che stentò a confluire entro la realtà statuale della Penisola.
L'indagine dell'Autore, appoggiandosi ad ampie fonti di archivio ma diffidando del "bel documento" atto a corroborare ora l'una ora l'altra tesi, è assorbita da un criterio che dà luce e cerca nel contempo risposte a una miriade di episodi "minori" in un quadro diffuso di chiaroscuri, che si offre talvolta a interpretazioni tutt'altro che univoche.
Ne risulta così un testo che ben poco trascura degli intrecci problematici di quell'epoca, e da cui emergono eventi e protagonisti, ambienti e situazioni che parteciparono della complessa fenomenologia del fascismo giuliano, investigato con un lavoro di analisi a tutto campo che, accantonati gli indugi moralistici, conduce una lunga e approfondita carrellata in ogni settore della società: riaffiorano così non solo i personaggi politici di quel decennio e più (Giunta, Suvich, Cobolli-Gigli, Host-Venturi, Banelli, Perusino, Grazioli, Lupetina, Masi) ma anche i grandi amministratori locali (Pitacco e Salem) e le figure di spicco della vita economica tra le due guerre (C. Ara, G. Segre, E. Morpurgo, A. Frigessi, i Cosulich ed i Brunner). L'Autore illustra il laborioso processo di inserimento delle istituzioni del Regime e le politiche di repressione, i tentativi di snazionalizzazione degli slavi (ponendo interrogativi sul cruento episodio che portò alle fucilazioni di Basovizza), senza tacere sulle violenze fasciste, che fin dal 1925 assunsero una connotazione antisemita; apre una finestra sul malessere sociale e le durezze della quotidianità al culmine della grave crisi degli anni Trenta (di cui si dà una notevole mole di dati statistici), alla fine dell'ultima, disastrosa avventura del mondo degli affari triestino; segue le tappe della difficoltosa ripresa e le varie fasi attraversate dalla cantieristica e dalla marineria giuliana, svela retroscena poco conosciuti sugli interventi del capitale "regnicolo" (Banca Commerciale, Fiat, Credito Italiano, gruppo Volpi-Cini); introduce uno sguardo sulla vita culturale di Trieste, le sue istituzioni e le sue molteplici espressioni (breve ma stimolante la lucida parentesi aperta sull'ambigua valenza del populismo culturale "ceccheliniano"), sulle organizzazioni di massa del fascismo (OND, ONB, Corporazioni), di cui si propone una disamina dall'interno, anche alla luce delle circolari emanate dal Partito per la penna dell'indefettibile Segretario Achille Starace.
Un intero capitolo è dedicato infine alla politica ecclesiastica del Regime in regione, anche tramite la trattazione di episodi sino ad oggi rimasti per lo più oscuri o accuratamente taciuti: al centro, la vicenda del Vescovo Fogar e il noto conflitto del presule con il fascistissimo Prefetto Tiengo in merito ai diritti del Culto in lingua slava.

SOMMARIO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NEI CAPITOLI DEL LIBRO:


Fondazione e imprese della Milizia fascista - L’instabilità del Partito Nazionale Fascista giuliano e i "misteri" della sua consistenza numerica - La creazione e le prime imprese della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) - Il 1923, un anno di crisi economica e di "avveduti provvedimenti" del Governo a favore del capitalismo giuliano - Comunisti e sindacalisti - Quanti erano i fascisti giuliani dal 1920 al 1924 - Le vicende interne del PNF a Trieste nel 1923 - I limiti delle simpatie per il fascismo entro la società giuliana prima e dopo il 1923.
Le elezioni del 1924 - L'assassinio di Matteotti e la successiva crisi politica - Le lotte sindacali - L’assassinio dell’on. Matteotti e le sue ripercussioni nella regione - La ripresa sindacale e la lotta per gli aumenti salariali del 1924 - Le contese entro il PNF - Le caute voci dell’opposizione - Verso il "colpo di stato".
Le strane vicissitudini del fascismo giuliano negli anni d’affermazione della Dittatura - Peculiarità del fascismo triestino - La repressione delle libertà politiche e la tacita accettazione della Dittatura.
Il laborioso inserimento delle istituzioni del regime negli anni 1926-1934 La fine delle autonomie comunali. I Podestà - L’istituzione della Provincia di Trieste.- Il settore dell’Istruzione Pubblica - Nazionalizzazione delle associazioni sportive - L’Opera Nazionale Balilla (ONB) - L’ONB nelle campagne friulane e in area slovena - Le ragioni del successo popolare dell’ONB - L’Opera Nazionale per l’Assistenza alla Maternità e all’Infanzia (ONMI) - Le Congregazioni di Carità municipali - L’Opera Nazionale Dopolavoro (OND) - Le organizzazioni culturali - L’Università - Il presunto "Stato corporativo" - Le organizzazioni dei datori di lavoro - Contratti "erga omnes" - Magistratura del Lavoro - Le organizzazioni sindacali fasciste dei lavoratori - Istituti di previdenza e di assistenza sociale.
Lo Stato fascista e gli slavi della Venezia Giulia dal 1923 al 1934. Tentativi di compromesso, snazionalizzazione e conseguenti reazioni - Attentati del TIGR. Le bombe al "Popolo di Trieste". I Fucilati di Basovizza. I retroscena - La stampa - Penetrazione del regime nel sistema cooperativo. Gli "accordi tra galantuomini" nel settore del credito - La follia persecutoria delle lingue altrui - L’emigrazione politica in Jugoslavia - L’italianizzazione dei cognomi - Il Plebiscito del 1929 e gli slavi. Il caso Gortan - La Jugoslavia di Re Alessandro - L’emigrazione giuliana nel dopoguerra. La "colonizzazione" nelle terre jugoslave - Considerazioni sull’antifascismo, italiano e slavo, nella Venezia Giulia - Il Plebiscito del 1934 e gli slavi - La "fascistizzazione" del Carso - Italiani e slavi negli anni del regime fascista
La ripresa economica e la successiva deflazione (1923-1929). Gli effetti di "Quota 90" sull’economia giuliana - La grande ripresa dell’economia giuliana 1924-1927 - Le strutture del capitale privato giuliano e gli interventi "regnicoli" - Verso il "pieno impiego". La Ford e le "aziende tabacchi orientali". I Cantieri - La crisi delle abitazioni e l’attività edilizia, pubblica e privata - Il Porto. Le Società di Navigazione - Qualità della vita. Costo della vita. Livelli salariali - La politica deflativa di Mussolini - I Lavori Pubblici ("Le Opere del Regime") per alleviare la disoccupazione. Il malessere economico alla fine degli anni Venti e le richieste della classe imprenditoriale - Effetti finali della deflazione sull’occupazione e sul tenore di vita alla vigilia della crisi.
La crisi economica mondiale e i suoi riflessi sulla situazione giuliana (1930-1934). La difficile e lenta ripresa del 1935 - La fusione delle aziende cantieristiche giuliane nei CRDA - La crisi mondiale nei suoi riflessi sulle società armatoriali giuliane - Dalla crisi armatoriale a quella cantieristica - La politica delle decurtazioni retributive - Crisi bancarie nella Venezia Giulia - La disoccupazione si allarga al settore commerciale e dei servizi - Altri settori investiti dalla crisi. La crisi agricola - Le statistiche della disoccupazione in provincia di Trieste - Come si riusciva a sopravvivere negli anni della crisi - La tardiva e insufficiente politica anti-congiunturale nella Venezia Giulia - La contraddittoria politica finanziaria del Governo tra il 1934 e il 1935 - Il "sabato fascista" - Crisi valutaria. Aumenti dei prezzi. Preparazione e inizio della Guerra d’Africa.
Il PNF a Trieste da Cobolli Gigli a Perusino e alla Guerra d’Africa. I "Volontari Giuliani” per un miglioramento dei rapporti interetnici - Le ragioni occulte del grande successo delle organizzazioni del Regime a Trieste - Il Plebiscito del 1934 - Le "anime morte" del Regime. Lo squallore della MVSN - Società e Milizia. Giuliani e "regnicoli". Cattolici e non cattolici - Il1934: un punto morto per il Regime. La Guerra d’Africa quale via d’uscita. - La "società civile" giuliana nel 1934 - L’egemonia borghese e i suoi limiti.
La politica ecclesiastica del Regime nella Venezia Giulia e la campagna contro il Vescovo Fogar - Il Clero giuliano e il fascismo - Il problema linguistico e nazionale nella Chiesa giuliana - Dopo il 1922. Interventi dei Vescovi giuliani a tutela del Clero e dei fedeli slavi - Offensiva fascista nel 1929-1930 contro il Clero slavo. Il Concordato - "Epurazione" della Chiesa giuliana - Il Vescovo Fogar in difesa della Chiesa slava in Istria - Il Prefetto Tiengo e l’offensiva fascista contro il Vescovo Fogar - Considerazioni sul Clero slavo e sulla sua funzione nazionale.
Alcune considerazioni sui "punti di forza" della dittatura e sulle sue debolezze e contraddizioni. Gli equivoci del "consenso" e i limiti della propaganda.

NELLE APPENDICI: La "Memoria" del prof. Giorgio Masi a Mussolini del 21.6.1926 - L’affare della Banca Adriatica. Rossini, Host Venturi, Dumini, Giunta e altri - Un anno con Starace e con Perusino: le circolari del Segretario del PNF del 1934 e l’effettivo potere di un Federale - I compiti di un sindacalista fascista secondo l’on. Bottai - La cantieristica giuliana nel periodo 1920-1934 (Da uno studio per la Commissione Guarneri del gennaio 1935.

Autore
Nato a Pirano nel 1928, ALMERIGO APOLLONIO ha iniziato in modo sistematico il suo lavoro di ricerca storica regionale all'età di sessant'anni, dopo un'intensa vita professionale in ambito amministrativo e fiscale. Ha contribuito agli studi sulla Venezia Giulia (per l'arco di tempo che va dal '700 alla metà del '900) con un consistente numero di lavori pubblicati nell'ultimo quindicennio, fra i quali Autunno Istriano (IRCI, 1992), un'indagine sull'irredentismo di fine secolo, L'Istria Veneta dal 1797 al 1813, uno studio politico, sociale e amministrativo sulla provincia tra l'Antico e il Nuovo Regime (IRCI-LEG, 1998). Altri suoi contributi riguardano pubblicazioni apparse sull'"Archeografo Triestino" (sulla Trieste economica fra Settecento e Ottocento), sui "Quaderni Giuliani di Storia" (sull'amministrazione del Governatore Stadion nel Litorale nel periodo della Restaurazione), nonché numerosi saggi di storia comunale (Atti del Centro Ricerche Storiche di Rovigno). Per la Libreria Editrice Goriziana ha inoltre pubblicato nel 2001 Dagli Asburgo a Mussolini. Venezia Giulia 1918-1922 (collana LEGuerre), una ricostruzione della vita giuliana negli anni della nascita e del trionfo del fascismo. I testi di Apollonio si basano su ampie analisi "a tappeto" dei fondi archivistici, alla ricerca dei caratteri originali di un'epoca, della sua classe dirigente, della società che la esprime.

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