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| · il libro · | |
 | L'ALTRA QUESTIONE DI TRIESTE Voci italiane della cultura civile giuliana 1943-1955
a cura di Patrick Karlsen e Stelio Spadaro
Collana: "i leGgeri", n° 25
Brossura, pagine: 174
Prima edizione: settembre 2006
ISBN: 88-6102-002-X
prezzo: Euro 18,00 i.i.
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| · note di copertina · | |
Per decenni, Trieste è stata avvolta nelle dense nebbie di un "passato che non passava". L'ombra lunga della Seconda guerra mondiale ha filtrato quasi ossessivamente la sua memoria collettiva, l'ha spezzata in narrazioni contrapposte
e spesso inconciliabili: una divisione delle memorie che rispecchiava le lacerazioni nel tessuto civile della città e, al contempo, contribuiva ad alimentarle. A livello diplomatico la "questione di Trieste" si era chiusa negli anni Cinquanta; ma in realtà proseguiva sottilmente, con fastidiosi prolungamenti nelle coscienze dei suoi abitanti come nelle agende dei governi che si succedevano in Italia.La gestione del dopoguerra giuliano, insomma, ha rappresentato a lungo un problema
dai molti risvolti: politici, economici, sociali, morali. Al quale si è risposto, non di rado, con la rimozione.
Oggi diversi segnali fanno pensare che quel passato, a Trieste, sia davvero passato. Il collasso del sistema comunista, la dissoluzione della Jugoslavia, l'allargamento a Est dell'Unione Europea aprono uno scenario rinnovato e pongono il Paese davanti a un'altra questione di Trieste: perché il problema, a più di mezzo secolo dal buco nero del conflitto mondiale, si può trasformare in risorsa per il nostro presente.
Intendono raccontarlo i testi raccolti in questa antologia – composti tra il 1943 e il 1955 da alcuni fra i più celebri intellettuali giuliani di lingua italiana (tra cui spiccano le voci di Giani Stuparich, Carlo Schiffrer, Biagio Marin, Umberto Saba, Bruno Pincherle) – i quali testimoniano l'esistenza di un patrimonio di valori civili più che mai attuale. La proficua collaborazione tra popoli vicini, il dialogo e la convivenza pacifica tra le nazioni, il patriottismo rivendicato come veicolo di una consapevole cittadinanza democratica e come base per l'appartenenza più ampia che lega all'Europa: sono questi i puntelli sui quali Trieste, con fatica ma con abnegazione, ha costruito negli anni il riconoscimento reciproco tra le sue diverse componenti etniche e le sue tante anime. Ma sono anche i fondamenti del vivere collettivo irrinunciabili nell'Europa di oggi e, ancor più, in quella di domani.
Dalle pagine che Patrick Karlsen e Stelio Spadaro hanno riunito in volume, emerge una Trieste viva, positiva, plurale dal punto di vista nazionale e culturale. Illuminata da una grande tradizione civile che potrà accompagnare – come vide in anticipo Stuparich nel 1948 – lo spirito italiano nel farsi europeo.
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| · i curatori · | |
Patrick Karlsen (1978) si è laureato con Anna Maria Vinci in Storia contemporanea all'Università di Trieste, dove svolge attualmente un dottorato in Storia. Presso l'Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione nel Fvg, ha compiuto nel 2005 una ricerca sull'impegno civile di alcuni fra i maggiori intellettuali italiani a Trieste nel secondo dopoguerra, nell'ambito di un progetto Interreg tra Italia e Slovenia. Ha approfondito alcuni aspetti dell'opera di Fabio Cusin ed Elio Apih, e ha introdotto e curato gli scritti di Angelo Ermanno Cammarata sulla "questione di Trieste".
Stelio Spadaro, nato nel 1934 a Isola d'Istria, è stato insegnante di Storia e Filosofia nei Licei e Assessore alle Attività Culturali per la Provincia di Trieste dal 1977 al 1980. Segretario della Federazione provinciale dei Democratici di Sinistra dal 1993 al 2001, ha guidato a Trieste la fase di transizione dal PCI al PDS e poi agli stessi Democratici di Sinistra, contribuendo a rinnovare profondamente la cultura politica della sinistra giuliana.
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