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SCRITTI POLITICI E DI GUERRA 1919-1933 (POLITISCHE PUBLIZISTIK)
Raccolti e commentati da Sven Olaf Berrgötz Volume I - 1919-1925
Collana: "LEGuerre", n° 18
Brossura, pagine: 191
Prima edizione: 2003
ISBN: 88-6928-69-6
prezzo: Euro 16,00 i.i.
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I quattordici anni della Repubblica di Weimar rappresentano una fase che lascia un'impronta decisiva sullo sviluppo di Ernst Jünger. L'ufficiale del fronte della prima guerra mondiale, pluridecorato, disilluso, si trasforma rapidamente in un acuto critico delle relazioni allora dominanti. In una serie di saggi brillanti e sommamente provocatori, il giovane pubblicista fustiga spietatamente le piaghe della politica e della società, e, ciò facendo, sviluppa l'alternativa radicale di uno "Stato nazionale, sociale, armato e gerarchicamente articolato".
Ben presto il ruolo di Jünger sarà quello della testa speculativa del "nuovo nazionalismo" e la sua sarà una posizione di guida entro la cerchia della cosiddetta Rivoluzione Conservatrice.
Oltre al loro significato di fonte imprescindibile della destra durante la Repubblica di Weimar, i saggi di Jünger - accolti alla loro uscita come documento storico di eccezionale interesse - attestano l'enorme sviluppo teoretico ed estetico dell'Autore fra l'uscita di Nelle tempeste di acciaio (In Stahlgewittern) (i diari della prima guerra mondiale che gli procurarono una improvvisa e vasta notorietà) e i suoi capolavori dei tardi anni Venti e dei primi anni Trenta. I presenti contributi valgono pertanto a rimettere in discussione la figura di Ernst Jünger.
Da Scritti politici e di guerra, vol. I 1919-25:
Su noi continua a imperversare l’ombra dello spaventoso. La più violenta delle guerre ci è ancora troppo vicina perché possiamo dominarla con lo sguardo, o addirittura cristallizzarne lo spirito per renderla visibile. Una cosa tuttavia si innalza sempre più chiaramente dal flutto dei fenomeni: il significato soverchiante della materia. La guerra è culminata nella battaglia di materiali: macchine, ferro e sostanze esplosive costituivano i suoi fattori. L’uomo stesso era considerato un materiale. Le formazioni venivano continuamente riarse combattendo sui punti caldi del fronte, rispedite indietro e sottoposte a uno schematico processo di risanamento. "La divisione è matura per la grande battaglia".
L’immagine della guerra era sobria, grigio e rosso i suoi colori; il campo di battaglia un deserto di follia in cui la vita penosamente proseguiva in sotterraneo. Di notte colonne stanche si trascinavano su strade devastate incontro all’orizzonte infuocato. "Spegnere le luci!". Croci e rovine orlavano la via. Non risuonava un canto, solo qualche sommessa parola di comando e maledizioni interrompevano lo scricchiolio delle cinghie di cuoio, il tintinnio di fucili e attrezzi
per scavare. Ombre vaghe emergevano dai margini di villaggi scavati da infiniti camminamenti. Nessuna musica da reggimento, come prima, avvolgeva col suo ronzio le compagnie che ingaggiavano battaglia. Sarebbe suonata uno scherno. Nessuna bandiera galleggiava, come una volta, tra i vapori di polvere al di sopra dei quadrati spezzati, l’aurora non rischiarava liete giornate equestri, né cavallereschi scontri mortali. È raro che l’alloro cinga la fronte del valoroso. Eppure anche questa guerra ha avuto i suoi uomini e il suo romanticismo! Eroi, se la parola non fosse ormai tanto consunta. Figure impetuose, sconosciuti compagni di un tempo cui non fu concesso di inebriarsi agli occhi di tutti della propria audacia. Stavano soli nella tempesta della battaglia, quando la morte, il rosso cavaliere, galoppava con zoccoli di fuoco nella nebbia ondeggiante. Il loro orizzonte era l’orlo di un cratere, il loro sostegno il senso del dovere, dell’onore e del valore interiore.
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Ernst Jünger (1895-1998), dopo aver combattuto come volontario nella prima guerra mondiale, preso congedo dall'esercito nel 1923, svolse una intensa attività pubblicistica (fra le altre collaborazioni, la rivista "Arminius", il mensile "Widerstand"), fu una multiforrme figura di polemista, saggista, scrittore, romanziere.
Tra le sue opere, Sulle scogliere di marmo (Auf den Marmorklippen, 1939), Il lavoratore (Der Arbeiter, 1932), gli Epigramme di ispirazione schopenhaueriana, i diari della seconda guerra mondiale (Strahlungen, 1949), i romanzi Heliopolis, del 1949, e Gläserne Bienen (Le api di vetro, 1957).
» SCRITTI POLITICI E DI GUERRA 1926-1928 - Volume II
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