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Le guerre nel XX secolo: eventi, protagonisti, ritratti, biografie, monografie, figure nella storia bellica del 900.
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 Storia, saggi, tradizione, folclore, narrativa, poesia, critica letteraria, geopolitica. |
 Testimoni, memorie, documenti. |
 Guide storiche, turistiche, immagini, ambiente, territorio, montagna, archeologia. |
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La Clessidra di Clio
Collana di testi e studi storici diretta da Fulvio Salimbeni. Formato unico 16.5 x 23,5. Rilegati con sovracoperta. |
Il Biancospino
Collana di testi e studi etnografici diretta da Gian Paolo Gri. Formato unico 16.5 x 23,5. Rilegati con sovracoperta. |
Scorciatoie
Collana di testi e studi letterari diretta da Elvio Guagnini. |
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ISONZOFRONT (AM ISONZO. MÄRZ BIS JULI 1916)
Collana: "LEGuerre", n° 17
Brossura, pagine: 206
Con 32 fotografie
Prima edizione italiana: 1977, Libreria Adamo
Prima edizione collana "La Clessidra di Clio": 1988
Prima edizione collana "LEGuerre": 2003
ISBN: 88-86928-64-5
prezzo: Euro 15,00 i.i.
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Perché leggere di guerra? Perché leggere le parole di chi ha scritto dalla parte dei vinti? Perché, oltretutto, leggere cronache di quasi cento anni fa? Perché leggere i reportages di una scrittrice sbeffeggiata da Karl Kraus ("quintessenza dell'amazzone perversa", la definisce in Die letzten Tage der Menschheit/Gli ultimi giorni dell'umanità), che la considerva il paradigma del militarismo giornalistico? Ci sono già abbastanza perché, e tutti piuttosto intriganti, per leggere Isonzofront di Alice Schalek, la giornalista e scrittrice viennese che fu probabilmente la prima inviata di guerra dei tempi moderni. Sul fronte dell'Isonzo, tra la primavera e l'estate del 1916, Schalek visse accanto ai soldati di quell'impero asburgico che stava dicendo addio alle scene del mondo. La prima domanda, "Perché leggere di guerra?", se la pone la stessa autrice all'inizio del suo scritto. E risponde in un modo che oggi dobbiamo prendere in considerazione anche per rivedere, alla luce della nostra sensibilità, i giudizi critici che la reporter dovette subire. Soprattutto oggi, in un momento storico in cui la donna reporter di guerra è divenuta protagonista nei media. Su uno dei fronti più cruenti della Grande Guerra, Alice Schalek svolse il suo compito di cronista. Ora abbiamo gli strumenti per giudicare come lo fece e per fare magari dei paragoni. La narratrice dell'ultimo esercito di un impero defunto riserva molte sorprese e numerosi spunti di riflessione. Fu la prima. E ha ancora molto da raccontare.
Alice Schalek (1874-1956), nata a Vienna da una famiglia dell'alta borghesia ebrea, fu una figura di pioniere in una professione allora preclusa alle donne. Fu giornalista, fotografa, corrispondente di guerra, scrittrice di viaggi, divulgatrice scientifica e letterata. Nella prima guerra mondiale fu corrispondente per il "Neue Freie Presse".
Fra le sue opere, le raccolta di racconti Das Fräulein, Sommererlebnis, e i romanzi Wann wird es tagen e Schmerzen der Jugend, nonché i resoconti di viaggio Japan, das Land des Nebeneinander e Ein Bummel durch Hinterindien.
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