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LA GRANDE GUERRA SUL FRONTE DELL'ISONZO
Volume secondo, tomo secondo
Pagine: 200
Prima edizione: "La clessidra di Clio" settembre 1997
ISBN: 88-86928-14-9
Prezzo: Euro 18,08 i.i.
Note: con 65 fotografie
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La guerra italiana fu considerata dagli alleati anglofrancesi come un momento della più complessa vicenda strategica in atto sul "théatre italo-serbe". Per l'Italia e gli italiani quella fu invece la "nostra guerra" e le connessioni balcaniche di quel conflitto si ridussero ai territori pattuiti a Londra e negati a Versailles. Si credette di aver portato il R. Esercito a liberare le terre irredente e ci si trovò a combattere una guerra di posizione nelle due principali aree multietniche del nostro Paese; sul fronte dell'Isonzo ciò significò che le undici spallate vennero effettuate all'interno di un territorio dove eisteva una minoranza slava mentre si combatteva contro un esercito composto per il 42% da slavi. La logica della contrapposizione etnica, sottovalutata dalle FF. AA. italiane divenne invece centrale nella pianificazione e nella pratica di combattimento delll'esercito I. R. L'analisi compiuta dall'autore evidenzia taluni aspetti di questo fenomeno e ne esamina le conseguenza sull'andamento delle
operazioni, sia nella delicata fase iniziale che nelle successive offensive. Nonostante l'impreparazione iniziale, il R. Esercito seppe imparare a fare la guerra mentre la combatteva contro un avversario scaltrito dalla continua esperienza nei conflitti di confine e multietnici. Il lavoro è completato da un'analisi di Alessandro Massignani sulla
storiografia militare austriaca, da una di Antonella Furlan sul rapporto fra storiografia e fotografia nella Grande Guerra, e da una scelta di fotografie selezionate e commentate con l'intento di fornire al lettore un ulteriore elemento di conoscenza sulla particolare guerra di confine che si combatté lungo l'Isonzo.
Il tomo primo del secondo volume completa le analisi delle vicende belliche
sino alla conclusione dell'undicesima offensiva.
Il secondo tomo tratta la battaglia di Caporetto e le vicende successive con particolare attenzione al destino delle tracce della memoria bellica lungo il confine nord orientale.
Antonio Sema , nato a Pirano nel 1949, fin dall'infanzia è vissuto a Trieste dove ha conseguito la laurea in lettere con indirizzo storico. Specializzato in soria militare, fra i suoi lavori vanno segnalati Marte in orbace. Guerra, esercito e milizia nella concezione fascista della nazione, scritto assieme a Virgilio Ilari, e Caporetto. Il mondo capovolto. Collabora con il Centro Militare di Studi Strategici di Roma, i suoi lavori sono stati pubblicati inoltre da diverse riviste tra cui «Rivista di storia contemporanea», «Passato e Presente», «Qualestoria» e «Limes» di cui è membro del comitato di redazione.
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