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 · il libro · 
LA CONQUISTA DELL'ADAMELLO
 
LA CONQUISTA DELL'ADAMELLO.
IL DIARIO DEL CAPITANO NINO CALVI



A cura di Marco Cimmino.

Fuori collana
Brossura con alette, pagine: 168 (96 b/n, 48 a colori - copia anastatica, 24 b/n)
Prima edizione: marzo 2009
ISBN: 978-88-6102-045-0
prezzo: Euro 28,00 i.i.

Note: contiene la copia anastatica del diario mai pubblicato finora.

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 · note di copertina · 
La conquista dell'Adamello rappresenta il tentativo di coniugare due aspetti centrali della storiografia militare: quello strettamente documentale e quello interpretativo.
Il materiale su cui si basa l'opera si presta egregiamente a questa operazione, giacché il diario del Capitano Calvi possiede caratteristiche peculiari che lo rendono uno strumento unico di documentazione e, contemporaneamente, una rara testimonianza di valori umani, intesi in senso assoluto.
Per questa ragione, l'opera del curatore è risultata enormemente semplificata, dato che, per così dire, il libro era già pronto: scaturiva naturalmente dalla lettura e dalla trascrizione della relazione di Calvi. È bastato, pertanto, stabilire una struttura portante del libro: il resto è venuto da sé.
Inevitabile è subito apparsa la scelta di accostare ad una introduzione storica e di commento, la copia fotografica del diario, nella sua ultima stesura (ne esistono, infatti, due versioni, di cui viene data notizia all'interno dell'opera), poiché questa rappresenta, semplicemente con il suo aspetto esteriore, un documento di rara bellezza e di potente significato, con il suo corollario di cartine, fotografie e disegni.
Emerge prepotentemente da quelle pagine di novant'anni fa la personalità del loro autore: la sua serietà, la sua eccezionale competenza militare ed alpinistica ed il suo cristallino senso della giustizia. Non si è trattato, perciò, che di dare a questo documento, tanto eloquente, una corretta cornice: sia ben chiaro, però, che ciò che più vale è il quadro, che essa delimita.
Questa cornice parte da un inquadramento storico e geografico del contesto in cui è maturata la relazione del Capitano Calvi, partendo dalla sua storia familiare e arrivando alle imprese militari che lo videro protagonista. Non va dimenticato che l'autore del diario è uno dei quattro fratelli Calvi, leggendarie figure di alpini, che rimangono nell'immaginario collettivo come uno dei più celebri esempi di sacrificio e di valore tra le truppe da montagna. Tra le quali i casi di valore non furono certamente rari. Inevitabilmente, perciò, in questo libro si incontreranno anche le figure dei fratelli del protagonista: perché protagonisti anch'essi di un'epopea terribile e straordinaria, ma anche per restituire alla storia una dimensione umana e familiare, che troppo spesso si è persa, nell'inseguimento di una storiografia tabellare e statistica.
Va da sé che la riproduzione fotografica del diario non sia pensabile senza una trascrizione annotata, che ne faciliti e ne chiarisca la comprensione: le note e la bibliografia sono state ridotte all'essenziale, per evitare di appesantire la lettura. In definitiva, dunque, La conquista dell'Adamello vuole essere un contributo allo studio della guerra bianca e, insieme, un tributo agli uomini straordinari che l'hanno combattuta, di cui il Capitano Nino Calvi fu, insieme, comandante e simbolo. Non dimenticando mai che, dall'altra parte del ghiacciaio, nelle opposte trincee, combattevano con uguale valore uomini altrettanto straordinari e che amavano la propria Patria allo stesso modo. Solo comprendendo fino in fondo questa piccola verità, si può leggere con il giusto spirito quest'opera e si può cogliere appieno il grande messaggio di valore e di coraggio che ci proviene dalle pagine ingiallite del diario di Calvi. Perché, se un libro di storia non ci dà qualcosa in termini di civiltà e di umanità, è un libro di storia inutile.


 · l'autore · 
Natalino Calvi (Nino) nacque a Piazza Brembana (BG) nel 1887, primo dei leggendari quattro fratelli alpini. Dopo gli studi classici intraprese la carriera militare, prestando sempre servizio nelle truppe alpine: prima della guerra, nei Btg. Mondovì, Fenestrelle e Feltre e, durante la guerra, col grado di capitano, nel reparto autonomo "Garibaldi" e nel Btg. Monte Suello, che comandò, nel corso dell'ultima battaglia del Grappa, in cui rimase gravemente ferito ad un piede. Certamente, Nino Calvi fu una delle figure più rappresentative della guerra alpina sul fronte italiano: stratega acuto e combattente valorosissimo, venne decorato con due medaglie d'argento al valor militare ed una di bronzo. Morì il 15 settembre del 1920, precipitando dalla terribile parete nord dell'Adamello, che stava scalando in solitaria. Nel 1921, le salme dei quattro Calvi vennero riunite a Bergamo e, dopo una veglia funebre che vide la partecipazione commossa dell'intera cittadinanza, esse vennero traslate nel paese d'origine. Da allora, Nino Calvi riposa, insieme ai suoi tre eroici fratelli, nella cappella di famiglia, a Piazza Brembana.

 · il curatore · 
Marco Cimmino è nato a Bergamo, nel 1960. Dopo gli studi classici ed il servizio militare nel 5° Rgt. Alpini, si è laureato in storia medievale a Milano. Da allora ha alternato l'insegnamento alla ricerca storica e all'attività giornalistica. Specializzatosi negli studi sulla Grande Guerra, è presidente della giuria del premio internazionale I.F.M.S. dell'Associazione Nazionale Alpini. Da anni è collaboratore fisso di Radiouno Rai e di numerose testate, sia specialistiche che d'attualità. È autore di diversi manuali scolastici per le scuole superiori. Tra le sue pubblicazioni più recenti, la storia della scuola italiana Cronaca di un disastro annunciato, Interacta, 2009.

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