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Libreria Editrice Goriziana Eventi, incontri con gli Autori, presentazioni
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Anno 2007 / » Anno 2008 / » Anno 2009
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LUNEDÌ 17 DICEMBRE 2007 ALLE 17, SALA ROMANA
PIAZZA DEL CAPITOLO - AQUILEIA
PRESENTAZIONE
DELL'EDIZIONE ITALIANA DELL'OPERA
LA BASILICA DI AQUILEIA di Karl von Lanckoroński (LEG, 2007)
INTERVENGONO
CESARE SCALON E SERGIO TAVANO.
Verrà presentata lunedì 17 dicembre 2007 alle 17, nell'incontro organizzato nella Sala Romana di piazza del Capitolo, ad Aquileia, l'opera di Karl von Lanckoroński Der Dom von Aquileia (Vienna, 1906) nell'edizione italiana aggiornata a cura di Sergio Tavano La Basilica di Aquileia (Leg, 2007). All'incontro parteciperanno i professori Cesare Scalon e Sergio Tavano.
L'edizione italiana è stata progettata dalla Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, resa possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e realizzata dalla Libreria Editrice Goriziana sulla base della copia posseduta dalla Biblioteca Statale Isontina di Gorizia. La traduzione dei testi dal tedesco è stata curata da Rossana Macuz Varrocchi, le immagini a colori sono state predisposte da Luca Laureati e messe a disposizione, per i mosaici teodoriani, dalla Società in base alle assunzioni fotografiche di Enzo Andrian.
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L'affascinante bellezza dell'edizione originale, tutta affidata a incisioni in rame e a cromolitografie, è apprezzabile nella riproduzione digitale su cd-rom che viene allegata al nuovo volume, di imponenti dimensioni: 30 centimetri e mezzo di base, 43 centimetri di altezza, per complessive 232 pagine.
Come scrive nel suo saluto, nelle prime pagine dell'opera, l'arcivescovo di Gorizia, Dino De Antoni, "la ricorrenza centenaria dell'edizione del volume Der Dom von Aquileia, pubblicato a Vienna nel 1906, per il mecenatismo del conte Karl von Lanckoroński, meritava una giusta considerazione e una riproposizione editoriale, vista l'importanza documentale e l'analisi storica e artistica della basilica aquileiese e la quasi irreperibilità del volume, peraltro noto solo agli specialisti".
"La pubblicazione dell'opera, avvenuta qualche anno prima della scoperta dei mosaici paleocristiani (1909) - continua l'arcivescovo -, non ha reso quello studio superato dal tempo. Anzi la ricchezza dei dati, di tavole, di rilevazioni molto accurate, di valutazioni storiche, archeologiche, artistiche ed architettoniche raccolte prima della scoperta del pavimento musivo dell'aula teodoriana-sud, presentano la basilica come prezioso "scrigno" dell'immenso mosaico paleocristiano. Alla ristampa dell'originale, si è preferita la presentazione del testo tedesco in traduzione italiana per offrire al lettore una comprensione degli studi e una più gradevole comprensione delle illustrazioni".
In merito alla genesi dell'edizione originale tedesca, Sergio Tavano spiega:"Sul finire del 1891 venne a visitare Aquileia Karl von Lanckoroński, conte polacco, "mecenate tra i più insigni e meritevole di essere ricordato" secondo Giovanni Brusin che lo conobbe da vicino e che lo ammirò. Il Lanckoroński, cultore delle arti antiche e patrocinatore di ricerche e di edizioni in luoghi molto notevoli dell'Asia Minore, come la Cilicia, la Panfilia e la Pisidia, ma anche altrove, rimase impressionato dalla monumentale basilica patriarcale di Aquileia, la quale non aveva potuto ancora godere di studi e di edizioni che ne illustrassero i valori, nonostante che questi fossero grandissimi in senso storico e artistico, sia in relazione con la storia culturale e in particolare paleocristiana e medievale lungo l'alto Adriatico sia per la sua nobilissima rappresentatività nel panorama articolato dell'impero".
Prosegue Tavano: "Il Lanckoroński (1848-1933) volle immediatamente progettare un volume che illustrasse la basilica in tutti i suoi momenti e in tutti gli aspetti. Consapevole però che occorresse anzitutto indagare negli strati inferiori avviò una campagna di scavi che riguardarono, per allora, l'area attorno al campanile e tutta la zona antistante alla basilica".
Nasceva così un'opera di pregio assoluto in senso scientifico non meno che per i suoi valori estetici: un volume di grande formato che usciva nella primavera del 1906 in coincidenza con l'ascesa di monsignor Francesco Borgia Sedej alla cattedra arcivescovile di Gorizia.
La realizzazione dell'opera è stata resa possibile dall'impegno congiunto delle Fondazioni Carigo e Crup. Scrivono nel loro saluto i due presidenti, Franco Obizzi e Silvano Antonini Canterin: "È questa una ulteriore testimonianza dell'attenzione da sempre rivolta dalle due Fondazioni a quelli che possono essere considerati dei veri gioielli della nostra regione, capaci di proiettare il loro valore intrinseco anche oltre confine. E questo è proprio il caso di Aquileia e della sua basilica, alle quali molti popoli, al di qua e al di là delle Alpi, per molti secoli hanno guardato con atteggiamento devoto e riconoscente, facendole assurgere a modelli della loro civiltà".
Informazioni:
Ufficio stampa:
Dalia Vodice, +39.335.8396699
LEG - Libreria Editrice Goriziana
Corso Giuseppe Verdi, 67 - 34170 Gorizia - tel: +39.0481.33776 - fax: +39.0481.538370
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Sabato 15 dicembre 2007 alle 18 Sala conferenze della Biblioteca Statale Isontina di via Mameli a Gorizia
presentazione del libro
Il passo delle oche. L'identità irrisolta dei postfascisti di Alessandro Giuli (Einaudi, 2007)
All'incontro, organizzato dalla Libreria Editrice Goriziana, parteciperanno l'intellettuale triestino Stelio Spadaro, lo psichiatra monfalconese Adriano Segatori e l'Autore, Alessandro Giuli, giornalista del quotidiano "Il Foglio".
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Il ritratto della leadership di Alleanza nazionale sullo sfondo di una transizione politica che si colora d'attualità è al centro del libro Il passo delle oche. L'identità irrisolta dei postfascisti del giornalista romano Alessandro Giuli che verrà presentato sabato 15 dicembre 2007 alle 18, nella sala conferenze della Biblioteca Statale Isontina, via Mameli, 12, Gorizia. L'incontro, organizzato dalla Libreria Editrice Goriziana nell'ambito degli appuntamenti che vanno sotto il nome di Autori&Libri, vedrà la partecipazione dell'autore Alessandro Giuli insieme all'intellettuale triestino di area progressista Stelio Spadaro e allo psichiatra monfalconese Adriano Segatori.
Nel suo lavoro, Alessandro Giuli traccia un ritratto lancinante della leadership di An: dalle origini missine, piene di tuoni mussoliniani, al possibile ingresso nel Partito popolare europeo, il senso della parabola di una generazione politica è nel suo percorso non lineare, in un passo delle oche che, si spiega nel libro, "è l'andatura oscillante e senza metodo di un partito concepito molto prima del 1995, prima del congresso di Fiuggi, prima che Gianfranco Fini ne facesse il combustibile di un'avventura personale già estenuata".
"Il passo delle oche - si aggiunge - è l'incedere dei figli di Giorgio Almirante e del cieco sradicamento da un passato orgoglioso e catacombale. Il passo delle oche è anche il frutto di una ubriacatura politica che ha travolto le menti di una classe dirigente scaraventata nel fuoco del potere senza i mezzi per reggerne il bagliore". In un momento di grandi cambiamenti sulla scena politica italiana, "Fini e i suoi portano con sé il marchio di un partito che non è più nazionale ma non sa essere apolide, non più ghibellino ma nemmeno guelfo, occidentale per comodità e di destra per mancanza d'altro. Sopra questa incompiutezza, An ha seminato la propria transizione da un passato impresentabile a quel nulla imbellettato di modernità chiamato postfascismo".
Alessandro Giuli (Roma, 1975) è giornalista del quotidiano "Il Foglio" e collabora con RadioRai nella trasmissione culturale L'Argonauta. Ha pubblicato la plaquette Dadafleur (Asefi, 2001) e il racconto Nigredo (Settimo Sigillo, 2002).
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Martedì 11 dicembre 2007 alle 18.00 sala del Consiglio provinciale, corso Italia, 55, Gorizia
presentazione del volume
LA GUERRA DEL FRIULI altrimenti nota come Guerra di Gradisca o degli Uscocchi di Riccardo Caimmi (LEG, 2007)
All'incontro, promosso da LEG - Libreria Editrice Goriziana con il patrocinio della Provincia di Gorizia, parteciperanno il professor Giuseppe Trebbi, ordinario di Storia moderna all'Università degli Studi di Trieste, e l'Autore Riccardo Caimmi.
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Il volume, basato su ricerche d'archivio, traccia per la prima volta un chiaro, equilibrato ed esaustivo quadro degli eventi relativi a una pagina delle più significative della storia del territorio provinciale, ponendo all'attenzione del lettore aspetti rimasti sino ad oggi ignoti. Finora, infatti, degli eventi hanno riferito le cronache di pochi autori secenteschi e alle vicende storiche sono stati dedicati alcuni successivi contributi, per lo più ispirati agli stessi scritti.
La Guerra del Friuli vide dal 1615 al 1617 l'esercito della Repubblica di Venezia e quello dell'arciduca Ferdinando d'Austria affrontarsi sul territorio che dalla Val Canale giungeva a Monfalcone, sull'Adriatico, insistendo per un ampio tratto lungo il fiume Isonzo. Trecento anni dopo, sui medesimi luoghi, si sarebbero scontrati nel corso della Prima guerra mondiale Italiani ed Austriaci. Combattuta anche in Istria e Dalmazia, nel corso di questa guerra Venezia lottò per mantenere il dominio del Golfo e per riconquistare i territori perduti durante la guerra contro la lega di Cambrai, gli Arciducali per difendere il Südland isontino ed affermare le proprie aspirazioni sull'Adriatico. In questo aspro conflitto, caratterizzato da scorrerie, assedi, combattimenti e colpi di mano, più che da vere e proprie battaglie campali, si distinsero alcuni tra i più brillanti condottieri. del secolo, tra i quali Wallenstein; gli stessi Generali comandanti le contrapposte armate, Pompeo Giustiniani ed Adamo di Trautmannsdorf, trovarono una gloriosa morte sul campo.
Riccardo Caimmi, veneziano, classe 1959, è ufficiale dell'Esercito. Compiuti gli studi militari si è laureato in Lettere all'Università degli Studi di Siena dove è cultore in Storia dei Trattati e Politica internazionale; collabora con la cattedra di Storia militare della Facoltà di Scienze politiche dell'ateneo senese. Ha conseguito il master di II livello in Peacekeeping & Security Studies all'Università degli Studi di Roma Tre. Ha pubblicato L'identità di sicurezza e difesa europea - Il percorso storico (Ed. Cantagalli - 2004), un libro dedicato alle origini ed allo sviluppo della difesa europea, e articoli di carattere storico-militare su qualificate riviste di settore.
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Martedì 11 dicembre 2007 alle 17.30 Sala Baroncini (Palazzo delle Assicurazione Generali) via Trento, 8, a Trieste
presentazione del volume
LA GUERRA MARITTIMA DELL'AUSTRIA-UNGHERIA 1914-1918 di Hans Sokol (LEG, 2007)
Il lavoro - quattro volumi riuniti in un elegante cofanetto - è corredato da un ricco apparato iconografico. L'opera è alla seconda edizione italiana: la prima venne realizzata dalla Regia Marina tra il 1931 e il 1934 nella traduzione del Capitano di Vascello Silvio Salza e del Capitano di Fregata Raffaele de Courten.
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Alla presentazione interverranno, in rappresentanza della Marina italiana, il Contrammiraglio Franco Favre, vicecomandante dell'Istituto Studi Militari Marittimi di Venezia e direttore dei corsi normali di Stato maggiore della Marina Militare, e, per parte austriaca, il professor Erwin Schatz di Klagenfurt, già presidente della Lega navale austriaca, ufficiale nella Kriegsmarine germanica durante la seconda guerra mondiale e figlio di ufficiale della Marina austriaca. La presentazione sarà coordinata dal dottor Augusto de Toro, cultore di storia della Marina. L'incontro è realizzato con la collaborazione della Società triestina di cultura "Maria Theresia".
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Venerdì 2 novembre 2007 alle 21 Auditorium della cultura friulana, via Roma 5, Gorizia
Incontro con
MARCO TRAVAGLIO "L'ITALIA TRA POLITICA E ANTIPOLITICA"
L'incontro con Marco Travaglio rientra nel ciclo Autori e Libri nel quale la LEG ospita autori e studiosi di vaglia, invitati a conversare alla luce della loro ampia produzione editoriale. Marco Travaglio affronterà il tema "L'Italia tra politica e antipolitica", facendo particolare riferimento ad alcuni dei suoi libri, quali "La scomparsa dei fatti", "Uliwood Party. Figure e figurine, figuri e figuracce del primo anno di centro-sinistra-(destra)", "Le mille balle blu" e "Onorevoli wanted", questi ultimi due scritti insieme a Peter Gomez.
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Laureato in Lettere e in Storia contemporanea, Travaglio ha cominciato l'attività come giornalista free-lance in piccole testate di area cattolica, come Il nostro tempo, dove conobbe Giovanni Arpino. Questi, nell'ottobre del 1987, lo presentò a Indro Montanelli che, l'anno seguente, lo chiamò a collaborare al Giornale. Quando nel 1994 Montanelli lasciò il quotidiano che aveva fondato venti anni prima, Travaglio lo seguì, con altri cinquanta redattori, nella breve esperienza de La Voce.
La principale area di interesse di Marco Travaglio è la cronaca giudiziaria, dalle questioni legate all'antimafia ai fenomeni di corruzione, fin dalla cosiddetta inchiesta Mani pulite, sviluppata sotto forma di indagini e raccolte storico-giornalistiche. Più di una volta i suoi articoli hanno suscitato le ire dei politici, spesso senza distinzione di schieramenti. Travaglio si presenta infatti come un giornalista fuori dal coro, un fine polemista, un professionista sempre documentato in grado di far parlare fatti e notizie, fino ad apparire scomodo sia a Destra sia a Sinistra.
Prima del 2001 ha pubblicato sul mensile il Borghese, in versione integrale e a puntate, le intercettazioni telefoniche fatte dalla polizia al movimento Lotta Continua (inclusi Gad Lerner, Giuliano Ferrara, Andrea Marcenaro e Luigi Manconi) il giorno seguente l'arresto di Adriano Sofri per l'accusa dell'omicidio Calabresi.
Marco Travaglio si definisce un liberale da sempre. Dal 14 settembre 2006 è ospite fisso nella trasmissione di approfondimento giornalistico Anno Zero, condotta da Michele Santoro. Tra le sue ultime battaglie si ricorda l'opposizione alla legge di indulto del 2006. In una puntata della trasmissione Anno Zero ha espresso il suo parere negativo nei confronti della legge Mastella (approvata nel luglio 2007 dal Parlamento), da lui considerata una "legge bavaglio", poiché fortemente limitativa nell'utilizzo, da parte dei giornalisti, delle intercettazioni telefoniche. L'8 settembre 2007 ha aderito al V-Day lanciato da Beppe Grillo, partecipando alla manifestazione a Bologna.
Marco Travaglio ha curato una rubrica su L'Unità dal nome "Bananas", titolo che fa riferimento sia al film Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen, di cui è un grande estimatore, sia alla frase del 2001 di Gianni Agnelli sulle opinioni di alcuni giornali stranieri riguardo una eventuale vittoria elettorale di Silvio Berlusconi: "Non siamo mica una repubblica delle banane". Con l'avvento del governo Prodi la rubrica ha cambiato nome in "Uliwood Party" (in riferimento al film Hollywood Party e alla formazione politica di centro-sinistra dell'Ulivo).
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Venerdì 5 ottobre 2007, alle 18 - Auditorium via Roma, Gorizia
ARRIGO LEVI e RAOUL PUPO
Lo scrittore e giornalista Arrigo Levi e lo storico Raoul Pupo saranno i protagonisti della presentazione pubblica del libro Quei giorni di Pola di Corrado Belci (Leg, 2007), in programma venerdì 5 ottobre 2007 alle 18 all'Auditorium della cultura friulana di via Roma a Gorizia. Libro di riconciliazione della memoria con i luoghi e con il tempo della giovinezza, Quei giorni di Pola è fresco di stampa nella collana "i leggeri" della Libreria Editrice Goriziana.
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Il volume rappresenta il recupero dell'esperienza vissuta dall'autore a Pola - la "città scomparsa" - dai primi anni Trenta sino al tumultuoso biennio politico, dall'impegno politico sino all'inevitabilità tragica dell'esodo istriano, ma è anche la storia di come un ragazzo diventa un uomo, un viaggio e un apprendistato sentimentali che ne fanno un prezioso unicum nella letteratura di confine. Corrado Belci, nato a Dignano d'Istria nel 1926, è stato giornalista e parlamentare, ha diretto il quotidiano della DC "Il Popolo", ha presieduto il Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico di Duino.
Rileva Arrigo Levi nella prefazione del volume: "Un libretto tanto breve quanto prezioso, tanto pacato quanto appassionato. Corrado Belci ha scritto - ricorrendo, per scelta deliberata, o inconsapevole, alla sua sapienza di vecchio giornalista - una narrazione tutta "in crescendo", per l'intensità dei sentimenti che si nascondevano da sempre in fondo alla sua anima, e a cui ha finalmente deciso di dar voce, come per la drammaticità, che si fa di pagina in pagina più intensa, degli eventi rievocati". Sarà proprio Arrigo Levi, grande firma del giornalismo italiano che ha alle spalle una carriera di oltre sessant'anni di professione attiva, a presentare il volume di Belci, insieme a Raoul Pupo, docente universitario di Storia contemporanea all'Università di Trieste, autore di numerosi saggi, tra i promotori, dalla fine degli anni Ottanta, del rinnovamento degli studi storici che hanno sollevato il velo sulla tragedia delle foibe e dell'esodo.
Arrigo Levi inizia la sua lunga carriera giornalistica in Argentina, Paese in cui si rifugia durante il secondo conflitto mondiale. A Buenos Aires è direttore di Italia Libera.
Rientrato in Italia, dal 1946 al 1948 è direttore della Gazzetta di Modena. Dal 1951 al 1953 è corrispondente da Londra per la Gazzetta del Popolo. Dal 1953 al 1959 è corrispondente da Roma per il Corriere di Informazione. Dal 1960 al 1962 e dal 1962 al 1966 è a Mosca, come corrispondente prima del Corriere della sera in seguito de Il Giorno. Dal 1966 al 1968 è conduttore del telegiornale Rai. Dopo essere stato inviato speciale dal 1969 al 1973 per La Stampa, dal 1973 al 1978 è redattore capo sempre a La Stampa e Stampa sera. Dal 1979 al 1983 cura la rubrica dei problemi internazionale del Times. Nel 1988 diviene capo editorialista del Corriere della sera. Numerosi e di successo sono i programmi televisivi che lo vedono protagonista in veste di conduttore o giornalista. Arrigo Levi è autore di libri e saggi, è stato insignito del Premio Trento per il giornalismo nel 1987, del Premio Luigi Barzini come miglior corrispondente dell'anno nel 1995, del Premio internazionale di giornalismo Ischia nel 2001. È stato consigliere per le relazioni esterne del presidente della Repubblica nel settennato di Carlo Azeglio Ciampi.
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Sabato 6 ottobre 2007 alle 18, sala interna della Libreria Editrice Goriziana , Gorizia
ILARIA MARIA SALA, IRENE PANOZZO e ROSELLA IDEO presenteranno il volume Safari cinese (ObarraO edizioni).
Un tema di stringente attualità è al centro dell'appuntamento che la Libreria Editrice Goriziana ospiterà sabato 6 ottobre 2007, alle 18, nella sala interna della sede di Corso Giuseppe Verdi a Gorizia. L'incontro vedrà la presenza di Ilaria Maria Sala e Irene Panozzo, autrici insieme a Cecilia Brighi del volume Safari cinese. Petrolio, risorse, mercati. La Cina conquista l'Africa (ObarraO, 2007). La presentazione sarà curata da Rosella Ideo, docente di Storia politica e diplomatica dell'Asia orientale all'Università di Trieste.
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Materie prime, fonti energetiche, mercati da assicurarsi. Infrastrutture, palazzi e stadi da costruire. Il tutto senza chiedere nulla in cambio, almeno ufficialmente. La presenza cinese in Africa è soprattutto economica, ma con pesanti risvolti politici e diplomatici: in Africa, Pechino si sta costruendo un futuro da superpotenza. La penetrazione cinese nel continente africano è ormai un dato di fatto, apertamente dichiarata nel 2006 grazie a una serie di mosse mediatiche attuate dal governo di Pechino. Ma il rapporto tra Impero di Mezzo e continente nero non è un fatto recente. Dagli anni di Mao e del "socialismo africano" alla corsa di Pechino al petrolio e alle ricchezze del sottosuolo africano, relazioni di lunga durata si sono velocemente trasformate nell'ultimo decennio, facendo dell'Africa la terra di conquista dei capitali cinesi.
In Safari cinese, la puntuale indagine giornalistica, politica e sociale del legame sino-africano e la storia di un rapporto bilaterale, o forse di una nuova forma di colonialismo, chiariscono le motivazioni geopolitiche, le spinte economiche, le ripercussioni di un cambiamento in atto negli equilibri mondiali.
Ilaria Maria Sala, da diciassette anni in Asia, vive attualmente a Hong Kong. Collabora con Le Monde e con l'inserto culturale domenicale de Il Sole-24 Ore. Presidente del Foreign Correspondents' Club di Hong Kong, il maggior circolo della stampa estera in Asia, è coautrice di Geopolitica dello tsunami, di A oriente del Profeta (ObarraO edizioni) e autrice de Il dio dell'Asia (Saggiatore).
La goriziana Irene Panozzo, giornalista dell'agenzia Lettera22, da anni si occupa di Africa. In particolare, ha condotto ricerche accademiche e pubblicato due libri sulla storia e la politica del Sudan. Con i colleghi di Lettera22 ha scritto Il dio della guerra (Guerini ed.) e Geopolitica dello tsunami (ObarraO edizioni).
Panozzo e Sala firmano Safari cinese insieme a Cecilia Brighi, sindacalista della CISL, impegnata nella promozione dei diritti del lavoro nei programmi di internazionalizzazione delle imprese e delle istituzioni internazionali, con particolare attenzione ai Paesi asiatici (Cina, India, Birmania, Pakistan). Cecilia Brighi fa parte del consiglio di amministrazione dell'OIL.
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Sabato 1° settembre alle 18
BENEDETTA CRAVERI E ROBERTO COALOA
Benedetta Craveri, nota francesista, acuta osservatrice di fenomeni culturali e sociali, fine autrice di best seller come La civiltà della conversazione (Adelphi, 2001), Amanti e regine. Il potere delle donne (Adelphi, 2005) fino al recente Maria Antonietta e lo scandalo della collana (Adelphi, 2006) - che ricostruisce il clamoroso affaire du collier alla corte di Versailles, a metà strada fra dramma politico, imbroglio da ciarlatani e opera buffa, con verve letteraria e rigore storico - dialogherà, in una Conversazione sul Settecento francese, quale spunto per una ricognizione sulla sua ampia attività letteraria, con Roberto Coaloa, storico e giornalista (laureato in storia ad Aix-en-Provence, ha dedicato studi a Charles-Irénée Castel, abate di Saint-Pierre) che dal 2002 scrive per il supplemento culturale domenicale de Il Sole-24Ore.
Benedetta Craveri, romana di nascita, è docente di Letteratura francese all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ha diretto vari programmi culturali di RadioRai, è membro della Commissione per i premi alla cultura della presidenza del Consiglio. Collabora alle pagine culturali di Repubblica e della New York Review of Books. Fin dalla tesi con Giovanni Macchi, i suoi interessi di ricerca hanno riguardato soprattutto la civiltà letteraria francese del XVII e del XVIII secolo. La civilità della conversazione, che ha vinto numerosi premi ed è stato tradotto in diverse edizioni all’estero, ricostruisce la storia, leggendaria e al tempo stesso sorprendentemente attuale, di un’arte del vivere fiorita in Francia tra Sei e Settecento e destinata a imporsi come modello delle élites europee. Nelle sue opere, Benedetta Craveri si distingue per la spiccata capacità di saper unire la narrazione brillante al sapere storico, regalando al lettore puntuali ritratti di personaggi e vividi affreschi storici. |
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Sabato 4 agosto alle 18
MAURO COVACICH E FABRIZIO MEROI
Mauro Covacich è autore di successi editoriali come "Trieste sottosopra", "A
perdifiato", "Fiona", "Storia di pazzi e di normali", "Mal d'autobus".
Fabrizio Meroi è docente universitario di filosofia. Si ritrovano per questo
incontro due amici, compagni di studi, che hanno condiviso la passione per
la letteratura e la filosofia |
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Sabato 28 luglio alle 18
EDOARDO CEREA E MARCO PERONI
La musica di Edoardo Cerea e i testi di Marco Peroni hanno creato un caso
discografico. Il loro cd "Come se fosse normale" ha venduto nell'anno
successivo all'uscita appena 28 copie nei negozi, ma ben 2000 tra concerti e
sito internet. Vita, morte e miracoli (musicali) di una generazione di
artisti invisibili. |
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Sabato 21 luglio alle 18
PIERO MELOGRANI E STEFANO BIANCHI
Lo storico Piero Melograni, grande appassionato di musica, presenta il suo
libro "Toscanini. La vita, le passioni, la musica" (Mondadori, 2007). Con
l'autore dialoga il conservatore del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl"
di Trieste, Stefano Bianchi. |
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Sabato 14 luglio alle 18
VALERIA PALUMBO E ADRIANO SEGATORI
L'intervista rovesciata. La giornalista Valeria Palumbo, autrice di "Svestite da uomo" (Bur, 2007), caporedattore de L'Europeo, studiosa di storia delle donne, si racconta nell'intervista con lo psichiatra e
scrittore Adriano Segatori. |
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