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Eventi, incontri con gli Autori, presentazioni
Anno 2010 / » Anno 2009 / » Anno 2008
GIARDINO INTERNO Libreria Editrice Goriziana

LIBRI E AUTORI
Libreria Editrice Goriziana - Giardino interno
Corso Giuseppe Verdi, 67 - Gorizia

Settembre 2010 - Calendario


Venerdì 3 settembre, alle 17.30, presentazione del libro:
STUDENTI AL FRONTE

L'esperienza della Scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro. L'Università Castrense (LEG)
a cura di Daniela Baldo, Massimiliano Galasso, Daniele Vianello.

STUDENTI AL FRONTE
»


Con i curatori conversa Pierluigi Lodi.

Venerdì 10 settembre, alle 17.30, presentazione del libro:
CARSO. RISCATTO DALLA POVERTÀ
(LEG), di James C. Davis.

CARSO

Con l'autore conversa Giuseppe Trebbi.

Venerdì 17 settembre, alle 17.30, presentazione dei libri:
CARTOLINE DALLA FOSSA

Diario di Srebrnica (Beit), di Emir Suljagić.

CARTOLINE DALLA FOSSA

e

SERBIA
La storia al di là del nome (Beit), di Stevan K. Pavlowitch.

SERBIA

Con l'editore Piero Budinich conversa Marco Dogo.

Venerdì 24 settembre alle 17.30, presentazione del libro:
QUEI BELLISSIMI ANNI OTTANTA...
(Carocci), di Gizella Nemeth e Adriano Papo.

Con i curatori conversa Georg Meyr.


Quattro incontri con autori ed editori per presentare novità librarie. La Libreria Editrice Goriziana propone un calendario di quattro incontri, nei venerdì di settembre, con inizio alle 17.30, nella cornice del giardino interno della sede di corso Verdi 67 a Gorizia o, in caso di maltempo, nella sala interna della libreria.

Ad aprire il calendario sarà la presentazione del libro Studenti al fronte (LEG, 2010), volume curato da Daniela Baldo, Massimiliano Galasso e Daniele Vianello e realizzato con la collaborazione del Comune di San Giorgio di Nogaro e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. I curatori hanno raccolto ampia documentazione relativa all'origine della Scuola medica da campo che a San Giorgio di Nogaro nel biennio 1916-17 fu una sorta di Università nazionale italiana, poiché raccolse gli studenti del quinto e sesto anno di Medicina che si trovavano nelle zone di guerra, istruiti dai titolari delle cattedre d'insegnamento di medicina che prestavano servizio al fronte, i cui reparti divennero cliniche regolari. Con i curatori presenterà il volume Pierluigi Lodi, esperto di storia della Prima guerra mondiale.

Venerdì 10, un tuffo nella storia del Carso: insieme all'autore, lo studioso americano James C. Davis, lo storico Giuseppe Trebbi ripercorrerà le vicende narrate nel volume Carso. Riscatto dalla povertà (LEG, 2010), storia di una famiglia di poveri contadini dell'altipiano del Carso - gli Žužek, - e di come questi abbiano vissuto i grandi mutamenti portati dall'industrializzazione e dalla modernizzazione.

Venerdì 17, sarà ospite l'editore Piero Budinich della Beit di Trieste. Insieme a Marco Dogo, storico esperto dell'area balcanica, presenterà due titoli recentemente usciti per i tipi della casa triestina: Cartoline dalla fossa. Diariodi Srebrnica di Emir Suljagić e Serbia. La storia al di là del nome di Stevan K. Pavlowitch, due approfondimenti utili a comprendere la storia di una terra vicina, l'uno legato al diario della vita a Srebrenica dall'enclave del 1991 ai giorni precedenti il massacro, l'altro strumento di analisi per la conoscenza della storia della Serbia dal Medioevo a oggi.

Venerdì 24, infine, insieme a Gizella Nemeth e Adriano Papo, curatori del volume Quei bellissimi anni Ottanta..., lo storico Georg Meyr ripercorrerà il periodo di vorticosi mutamenti epocali che segnò i Paesi dell'ex blocco comunista sul finire degli anni Ottanta del XX secolo: una riflessione tra storia, politica e cultura.

L'ingresso agli incontri è gratuito e aperto a tutti.

Informazioni:
Ufficio stampa:
Dalia Vodice, +39.335.8396699
LEG - Libreria Editrice Goriziana
Corso Giuseppe Verdi, 67 - 34170 Gorizia - tel: +39.0481.539210 / +39.0481.33776 - fax: +39.0481.538370
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 ALLE 17.30


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
L'ULTIMO TRENO PER VALUJKI

di Lino Leggio (Nuovi Sentieri Editore).

L'ULTIMO TRENO PER VALUJKI

Verrà presentato venerdì 18 giugno 2010 alle 17.30, nella sede della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi 67, Gorizia), il nuovo romanzo storico di Lino Leggio L'ultimo treno per Valujki (Nuovi Sentieri Editore). Basato su un minuzioso lavoro di ricerca, puntigliosamente rigoroso in quanto a fatti storici, sapientemente sciolto in quanto a fantasia, il romanzo si dipana fino ai giorni nostri, ponendo al centro dell'intreccio un non-eroe di appena vent'anni, un alpino della divisione Julia, di nome Angelo. Il ricavato delle vendite del romanzo di Leggio viene devoluto per salvare il piccolo museo, oggi chiuso e fatiscente, che sorge a pochi passi dal Tempio di Cargnacco, dove riposano oltre ottomila caduti dell'Armir e che è sfondo di una parte del libro. Il romanzo storico di Lino Leggio è ambientato in Russia, nel tragico gennaio 1943. Due alpini volontari della Julia sono paracadutati nella più ostile delle nature con un duplice obiettivo: deviare sullo scalo ferroviario di Nikolajewka i raccogliticci resti delle divisioni in marcia verso la trappola ordita dai cosacchi a Valujki, ed eliminare uno spietato criminale messo a capo di un nucleo partigiano. Comincia così una missione suicida in territorio nemico, che giunge a un passo dal cambiare il corso della storia.

Lino Leggio, nato in Slovenia nel 1944, vive a Udine dal 1945. Con lo pseudonimo Li noleggio ha firmato nel 1999 La banda delle cataste. In seguito ha scritto Lui non è qui! che diventerà un fiilm con la regia di Carlo Mazzacurati, Il cacciatore di valanghe - Herr Eiger, La maschera di enrosadira, L'ultima banda, Eigerwand 1957 - La morte non riposa, La quinta stagione, Cercando Rommel.

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CASA DELLA PIETRA "IGO GRUDEN"
AURISINA (TRIESTE)
VENERDÌ 13 AGOSTO 2010 ALLE 17.30



Presentazione del libro

CARSO. RISCATTO DALLA POVERTÀ

di James C. Davis. (LEG, 2010)

Con l'autore conversa Adriano Papo.

CARSO. RISCATTO DALLA POVERTÀ
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Verrà presentato venerdì 13 agosto 2010 alle 17.30, alla Casa della pietra "Igo Gruden" di Aurisina (Trieste), dove si svolge la Festa di San Rocco, il libro Carso. Riscatto dalla povertà (LEG, 2010) di James C. Davis. Con l'autore converserà Adriano Papo.

L'incontro è promosso dall'Associazione Culturale Italoungherese del Friuli Venezia Giulia "Pier Paolo Vergerio", dalla "Sodalitas" adriatico-danubiana di Duino Aurisina e dalla Libreria Editrice Goriziana, nell'ambito della rassegna "Scrittori per tutte le stagioni 2010" in collaborazione con il Comune di Duino Aurisina/Občina Devin Nabrežina, Assessorato alla Cultura, con il sostegno della Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e con il patrocinio della Provincia di Trieste e dell'Unesco Trieste.

Carso - Riscatto dalla povertà è la storia di una famiglia di poveri contadini dell'altipiano del Carso e di come questa visse i grandi mutamenti portati dall'industrializzazione e dalla modernizzazione. Il libro ricostruisce accuratamente e in modo vivo la storia di gente umile ed analfabeta che della propria esistenza lasciò ben poche tracce. Con l'avvincente racconto delle vicende della famiglia Žužek, Davis compie un'attenta analisi dei mutamenti sociali che accompagnarono il riscatto dalla povertà dei contadini.
Nel Medioevo i primi Žužek erano servi della gleba dei signori del vicino castello di Duino. Due secoli fa gli Žužek vennero emancipati dalla servitù della gleba, ma per altri cento anni essi continuarono a essere analfabeti e a vivere nella miseria. Negli ultimi decenni essi hanno abbandonato la terra. In ciascun capitolo Davis si sofferma sui modi in cui gli Žužek risposero a vasti cambiamenti sociali: come, per esempio, essi videro la fine della servitù della gleba, e in che modo essa incise sulle loro possibilità di procurarsi i mezzi di sostentamento; in che modo i cambiamenti nella dieta, nell'edilizia e nella medicina ridussero il numero di morti infantili; gli effetti che il loro passaggio dall'attività agricola ad altri tipi di lavoro ebbe sulle relazioni fra mariti, mogli e figli; in che modo essi sopravvissero durante la Seconda guerra mondiale; e in che modo la prosperità del mondo industriale che ebbe inizio negli anni '50 influì sulla loro vita. E mentre Davis analizza le reazioni degli Žužek a questi avvenimenti, li inserisce in un contesto attinente all'esperienza storica di milioni di persone.

James C. Davis è stato professore di storia (Full Professor) alla University of Pennsylvania, a Philadelphia. Dopo la laurea in letteratura inglese conseguita alla Princeton University, si è specializzato in storia europea alla Johns Hopkins. Giornalista e militare a Trieste nel 1953-54, quando la città era territorio libero, conobbe la moglie, Elda Žužek, a Visogliano, paese carsico poco distante dal castello di Duino. Dall'esperienza diretta nacque il suo interesse profondo per queste zone e la loro storia. Tra le sue pubblicazioni: The Decline of the Venetian Nobility as a Ruling Class (1962), Pursuit of Power: Venetian Ambassadors' Report on Spain, Turkey, and France in the Age of Philip II (1970), A Venetian Family and its Fortune, 1500-1900 (1975) e The Human Story: Our History, from the Stone Age to Today (2004).

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GIARDINO INTERNO Libreria Editrice Goriziana

STAMPANTICA 2010

Le città visibili.
vedute a stampa e manoscritte
di città d'Italia e d'EURopa (1500-1800)

STAMPANTICA 2010 - Le città visibili


Le città visibili è il tema intorno al quale si sviluppa l'edizione 2010 di Stampantica, l'appuntamento ideato e organizzato dalla Libreria Editrice Goriziana che, negli spazi della libreria antiquaria di corso Giuseppe Verdi 67 a Gorizia, dal 9 luglio al 9 settembre, presenta l'allestimento espositivo della mostra-mercato prevalentemente incentrata su vedute a stampa e manoscritte di città d'Italia e d'Europa (1500-1800).

Stampantica 2010 sarà inaugurata venerdì 9 luglio alle 17.30 da una conversazione che vuole offrire un confronto e un approfondimento sul ruolo delle istituzioni pubbliche e dei collezionisti privati in fatto di salvaguardia, studio e fruizione del patrimonio di libri e stampe del passato. Sollecitati dal giornalista Alessandro Marzo Magno, si confronteranno sul tema il direttore della Biblioteca Statale Isontina, Marco Menato, alla luce della sua esperienza professionale, e tre collezionisti appassionati, Marino De Grassi, Stelvio Polita e Antonio Rossetti de Scander che porteranno la loro riflessione personale sul mondo della bibliofilia. L'incontro, in programma nel giardino interno della Leg, sancirà anche l'inaugurazione della ampliata libreria antiquaria che si presenta ora rinnovata, su una superficie più estesa, interamente dedicata allo studio e all'esposizione.

La parte principale della decima edizione di Stampantica 2010 è costituita da un ricco corpus di vedute, dedicate a città di mare come Trieste, Genova, Venezia e Napoli, di cui le opere restituiscono il fascino intatto nel tempo. Soggetto delle vedute sono anche capitali straniere come Londra o città dell'Europa continentale come Strasburgo, cui è dedicato il bel libro delle feste realizzato in onore di Luigi XV. Ricca, inoltre, la sezione incentrata sulla cartografia con i più importanti cartografi dal Seicento; non mancano belle incisioni stampate da famiglie di editori celebri come Vallardi e Artaria.

Stampantica resterà aperta al pubblico da martedì a sabato in orario 9.30-12.30 e 15.30-19.30, domenica e lunedì chiuso.

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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
GIOVEDÌ 22 LUGLIO 2010 ALLE 17.30



Presentazione del libro

ALOJZ GRADNIK. POETA DEL COLLIO GORIZIANO

a cura di Fedora Ferluga-Petronio. (Ztt-Est)

Interviene Fedora Ferluga-Petronio.

Letture di Paolo Bortolussi
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GRADNIK

Verrà presentato giovedì 22 luglio alle 17.30, nel giardino interno della Libreria Editrice Goriziana (corso Verdi 67, Gorizia), il volume Alojz Gradnik. Poeta del Collio Goriziano (con la sua versione slovena Alojz Gradnik. Pesnik Goriških brd) curato da Fedora Ferluga-Petronio e pubblicato alla fine del 2008 dalla casa editrice ZTT-EST di Trieste.
All'incontro interverranno la curatrice e l'attore Paolo Bortolussi che proporrà alcune letture. Il volume è il risultato del convegno internazionale organizzato nel 2007 da Fedora Ferluga-Petronio, professore ordinario di Lingue slave meridionali all'Università di Udine, in occasione del 125.o anniversario della nascita e del quarantesimo anniversario della morte del poeta sloveno (1882-1967).

Alojz Gradnik è uno dei maggiori poeti della letteratura slovena: alcuni storici della letteratura lo considerano secondo solo a France Prešeren. Nato nel 1882 nel Collio goriziano a Medana, da padre sloveno e da madre friulana, Lucia Godeas, Gradnik conosceva bene il friulano tanto che tradusse pure alcuni noti poeti friulani in sloveno. Poeta di confine, legato alle terre del Collio - il che si evidenzia chiaramente nella sua poesia paesaggistica in cui sfilano le immagini dei peschi e dei ciliegi in fiore, i vigneti nelle diverse stagioni dell'anno, le figure dei contadini intenti nel lavoro dei campi - Gradnik si distingue soprattutto per l'originalità della poesia erotico-amorosa.

Gli atti del convegno raccolgono i contributi dei dodici studiosi sloveni ed italiani che hanno partecipato al convegno: si tratta di studiosi provenienti dall'Accademia slovena delle scienze e delle arti, dagli atenei di Lubiana, Nova Gorica, Udine e Trieste. Durante il convegno sono state affrontate pure la meno conosciuta poesia filosofico-metafisica di Gradnik e la sua immensa produzione traduttoria che spazia dalla letteratura italiana (tradusse, tra gli altri, Dante, Petrarca e Leopardi) a diverse letterature europee (tradusse tutti i sonetti di Shakespeare) e anche orientali. Sono famose, infatti, le sue versioni dal poeta-filosofo indiano Rabindranath Tagore (attraverso le autoversioni in inglese dello stesso Tagore) e dai lirici cinesi (attraverso la mediazione di versioni inglesi e tedesche). Il volume è corredato da un'appendice che propone una scelta di poesie in traduzione italiana e friulana, queste ultime in omaggio alle origini friulane di Gradnik.

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CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
GIOVEDÌ 15 LUGLIO 2010 ALLE 17.30



Presentazione del libro

LA MEDICINA DEI LONGOBARDI

di FRANCO FORNASARO (LEG, 2009).

Conversano Elisa Sinosich e Franco Fornasaro

MEDICINA DEI LONGOBARDI
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La medicina dei Longobardi è al centro dell'incontro in programma giovedì 15 luglio 2010 alle 17.30, nel giardino interno della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi 67, Gorizia): nell'ambito degli appuntamenti estivi con autori e libri, verrà presentato il libro La medicina dei Longobardi (LEG) del farmacista e fitoterapeuta Franco Fornasaro, volume che ha inaugurato la collana denominata "Biblioteca di storia alto adriatica" della Libreria Editrice Goriziana. Con Fornasaro sarà presente Elisa Sinosich che illustrerà alcune preparazioni, tuttora applicabili ed efficaci, descritte nel libro che si completa con due appendici: la prima offre un dettagliato elenco delle species botaniche medicinali trattate nel testo e alcuni loro impieghi fino all'XI secolo; la seconda presenta un glossario di termini medici e fitoiatrici. Il libro La medicina dei Longobardi (151 pagine con 16 tavole a colori) si apre con l'introduzione di Giorgio Cosmacini, noto storico della medicina.

Come emerge dal volume, due, in particolare, sono le piante che rappresentano i Longobardi: il ribes (il cui uso condimentario era legato all'assunzione del pesce), quale simbolo vegetale, e la quercia, quale essenza arborea più importante. I Longobardi, gran consumatori di carne nella loro dieta, utilizzavano ampiamente nell'alimentazione il cavolo che dà forza e vigore; tra le erbe e le essenze impiegate nella quotidianità dai Longobardi figurano l'artemisia (che facilita la digestione e agisce da vermifugo), il ginepro (ancora oggi si massaggia l'addome dei neonati che soffrono di coliche con olio di ginepro per attenuare il dolore), la malva per le proprietà disinfiammanti, la menta per curare le patologie del cavo orale.

Franco Fornasaro, armacista, fitoterapeuta e giornalista pubblicista, di origine istriana ma friulano d'adozione (da ormai lungo tempo vive e lavora a Cividale), è autore di saggi, romanzi e ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche. Tra le opere di narrativa, ricordiamo Sulle orme del cavaliere (2007, GMB Edizioni); del 1996 è il saggio Etnie senza frontiere (Vattori Editore). Di carattere specialistico sono Erbe e ricette medicinali e Alberi e ricette medicinali (entrambi per Magnum Edizioni). Dal 1998 Fornasaro tiene una rubrica fissa nella trasmissione radiofonica "Vita nei campi" (Sede Rai per il Friuli Venezia Giulia).

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(Giardino interno)
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
GIOVEDÌ 8 LUGLIO 2010 ALLE 17.30


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
IPAZIA. VITA E SOGNI DI UNA SCIENZIATA DEL IV SECOLO

di Adriano Petta e Antonino Colavito (La Lepre Edizioni).


Con Adriano Petta conversa Erika Jazbar.

IPAZIA

Quattro edizioni e più di venticinquemila copie vendute in tre mesi: Ipazia. Vita e sogni di una scienziata del IV secolo, uscito per le edizioni La Lepre, è un piccolo caso letterario. Il libro di Adriano Petta e Antonino Colavito verrà presentato giovedì 8 luglio alle 17.30 nel giardino interno della Libreria Editrice Goriziana (corso Verdi 67, Gorizia) in una conversazione tra la giornalista Erika Jazbar e l'autore Adriano Petta, studioso di storia della scienza e di storia medioevale, autore di Eresia pura (2001) e Roghi fatui (2002), che formano con Ipazia la trilogia in cui ha sviluppato i suoi studi sulla lotta tra ragione e religione.

La figura di Ipazia, alla quale si è ispirato anche il kolossal Agorà di Alejandro Amenabar con Rachel Weisz, è rimasta per molto tempo nell'ombra. Ipazia era astronoma, matematica, musicologa, medico, filosofa, erede della scuola alessandrina e fu fatta massacrare da Cirillo, vescovo di Alessandria: con questo delitto la cultura occidentale ha definitivamente escluso la donne dalla sfera del sapere. La vita di Ipazia è una dei più antichi esempi sulla conflittualità che tuttora perdura tra fede e ragione, ma anche sul confronto tra uomo e donna. L'importanza di questo personaggio è ancora sottovalutata: per secoli la scienza sperimentale moderna ha creduto di avere un solo padre, Galileo, quando in realtà possiede anche un madre, nata 1200 anni prima di Galileo: Ipazia. Il ritratto che ci è stato tramandato è quello di una donna di intelligenza e bellezza straordinarie. Fu l'inventrice dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio, oltre che la principale esponente alessandrina della scuola neoplatonica. Aggredita per strada, fu scarnificata con conchiglie affilate, accecata, smembrata e bruciata, un assassinio che lo storico Edward Gibbon, detto il Voltaire inglese, considera "una macchia indelebile" nella storia del Cristianesimo. Sul personaggio di Ipazia hanno scritto Voltaire, Diderot, Proust, Pèguy, Leopardi, Pascal, Calvino, Luzi. All'inizio del terzo millennio l'Unesco, dietro richiesta di 190 Stati membri, ha creato un progetto internazionale che intende favorire piani scientifici al femminile nati dall'unione delle donne di tutte le nazionalità, perché attualmente nell'ambito della scienza solo il cinque per cento delle donne ricopre cariche di responsabilità. L'Unesco ha chiamato questo progetto Ipazia.

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(Giardino interno)
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
VENERDÌ 2 LUGLIO 2010 ALLE 17.30


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
IL RITORNO DEL DINOSAURO

di Piero Dorfles (Garzanti).


Con l'autrice conversa Dalia Vodice.

IL RITORNO DEL DINOSAURO

La cultura come antidoto all'involuzione in corso: è il suggerimento formulato dal giornalista e critico letterario Piero Dorfles nel suo ultimo libro, Il ritorno del dinosauro. Una difesa della cultura (Garzanti), che l'autore presenterà venerdì 2 luglio alle 17.30 nel giardino interno della Libreria Editrice Goriziana (corso Verdi 67, Gorizia). Sui contenuti del libro che ha avuto due edizioni in soli venti giorni, insieme all'autore - in Rai da quarant'anni, curatore di diversi programmi radiofonici e televisivi tra cui "Il baco del millennio" e "La banda", al fianco di Patrizio Roversi e di Neri Marcorè nella conduzione della trasmissione "Per un pugno di libri" - dialogherà Dalia Vodice.

Spiega Dorfles: "Mi sembrano vecchi quelli che pensano che la conoscenza della storia, della letteratura del passato, dei processi sociali e culturali che ci hanno preceduto non servano per vivere nel presente. Ci deve essere una strada per coniugare progresso tecnologico e cultura. E non voglio tornare indietro: voglio andare avanti, in un mondo che abbia più cultura, più consapevolezza, più coscienza di sé. Mi ribello perché senza ribellione c'è accettazione, e se non ci si riscuote, si soccombe. Se non si riflette, si progetta, si analizza e si critica, allora sì che si è estinti".

Piero Dorfles appartiene a una generazione che è cresciuta e si è formata prima dell'avvento dei computer. Per certi versi è un dinosauro, anche se non è certo un passatista o un oppositore del progresso. Tuttavia osserva come il declino del valore della cultura, che trova un terreno fertile nell'espansione delle nuove tecnologie, ha avuto un'enorme influenza sui processi della comunicazione e dell'istruzione, oltre che sulla nostra identità e sui rapporti personali. Prendendo spunto dal cinema, dalla televisione e dai fumetti, Piero Dorfles ci aiuta a capire come le contraddizioni della modernità rischiano di impoverire la nostra vita interiore e il nostro ruolo sociale. Quello che propone Il ritorno del dinosauro - illustrandoci dall'interno il funzionamento delle istituzioni del nostro paese - è una prospettiva in cui la cultura può rappresentare un antidoto all'involuzione in corso. Perché in un contesto in rapidissima mutazione, solo la cultura - ovvero saper progettare il futuro senza perdere il contatto con le nostre radici - può aiutarci a compiere scelte consapevoli e dare un senso e una direzione alla nostra esperienza.

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(Giardino interno)
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
VENERDÌ 25 GIUGNO 2010 ALLE 17.30


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO

di Margherita Hack (Rizzoli).


Con l'autrice conversa Marina Silvestri.

LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO

All'analisi delle condizioni di una ricerca che non ha più né Stato né Chiesa su cui contare è dedicato l'ultimo libro dell'astrofisica Margherita Hack, Libera scienza in libero Stato (Rizzoli), che l'autrice presenterà venerdì 25 giugno alle 17.30 nel giardino interno della Libreria Editrice Goriziana (corso Verdi 67, Gorizia). Sui temi del libro insieme alla scienziata e intellettuale di fama mondiale, membro delle più rinomate società fisiche e astronomiche, dell'Accademia dei Lincei e dal 2002 presidente onorario dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, dialogherà la giornalista Marina Silvestri.

Nel volume, Margherita Hack passa al vaglio le riforme che si sono succedute sotto quattro governi, denuncia gli errori ricorrenti e le troppe incongruenze, mette in luce gli esempi positivi incontrati nel corso della sua carriera e infine propone qualche idea. Per evitare che i troppi medici al capezzale dell'università malata finiscano per ammazzarla. La denuncia che emerge dal libro è chiara: non solo siamo fra gli ultimi in Europa nelle materie scientifiche, ma quando riusciamo a formare un genio in genere gli mettiamo in mano una valigia e lo mandiamo a far del bene all'estero. Perché in Italia la ricerca proprio non vuole funzionare? Per due motivi, risponde l'autrice: entrambi ben radicati nella storia e nel costume nazionali. Da un lato scontiamo una cronica quanto inspiegabile paura della scienza e delle sue potenzialità, e dal caso Galileo alla battaglia contro l'analisi preimpianto degli embrioni molta responsabilità spetta alla Chiesa nella dialettica con lo Stato che pure si professa laico. Dall'altro lato ci si mette lo Stato che, da Destra a Sinistra, taglia i fondi all'università, spreca le scarse risorse, ingarbuglia le carriere accademiche senza peraltro riuscire a sottrarle ai "baroni". Così, mentre da ogni parte si decanta l'importanza dell'innovazione per la crescita del Paese, nei fatti chi dovrebbe produrla viene ostacolato con ogni mezzo, concorsi macchinosi, precariato a vita, stipendi da fame e obiezione di coscienza: storie di ordinaria contraddizione in un sistema che cola a picco.

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LIBRI E AUTORI
Libreria Editrice Goriziana - Giardino interno
Corso Giuseppe Verdi, 67 - Gorizia

Estate 2010 - Calendario


Venerdì 18 giugno, alle 17.30, presentazione del libro: L'ULTIMO TRENO PER VALUJKI (Nuovi Sentieri), di Li noleggio.

Interviene l'autore Lino Leggio.

Venerdì 25 giugno, alle 17.30, presentazione del libro: LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO (Rizzoli), di Margherita Hack.

LIBERA SCIENZA IN LIBERO STATO

Con l'autrice conversa Marina Silvestri.

Venerdì 2 luglio, alle 17.30, presentazione del libro: IL RITORNO DEL DINOSAURO (Garzanti), di Piero Dorfles.

IL RITORNO DEL DINOSAURO

Con l'autore conversa Dalia Vodice.

Giovedì 8 luglio, alle 17.30, presentazione del libro: IPAZIA. VITA E SOGNI DI UNA SCIENZIATA DEL IV SECOLO (La Lepre Edizioni), di Adriano Petta e Antonino Colavito.

IPAZIA

Con Adriano Petta conversa Erika Jazbar.

Giovedì 15 luglio, alle 17.30, presentazione del libro: LA MEDICINA DEI LONGOBARDI (LEG), di Franco Fornasaro.

SETTECENTO GORIZIANO
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Conversano Franco Fornasaro ed Elisa Sinosich.

Giovedì 22 luglio, alle 17.30, presentazione del libro: ALOJZ GRADNIK. POETA DEL COLLIO GORIZIANO (Ztt-Est), di Fedora Ferluga-Petronio.

ALOJZ GRADNIK

Interviene la curatrice. Letture di Paolo Bortolussi.

LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
VENERDÌ 18 GIUGNO 2010 ALLE 17.30


PRESENTAZIONE DEL LIBRO
L'ULTIMO TRENO PER VALUJKI

di Lino Leggio (Nuovi Sentieri Editore).

L'ULTIMO TRENO PER VALUJKI

Verrà presentato venerdì 18 giugno 2010 alle 17.30, nella sede della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi 67, Gorizia), il nuovo romanzo storico di Lino Leggio L'ultimo treno per Valujki (Nuovi Sentieri Editore). Basato su un minuzioso lavoro di ricerca, puntigliosamente rigoroso in quanto a fatti storici, sapientemente sciolto in quanto a fantasia, il romanzo si dipana fino ai giorni nostri, ponendo al centro dell'intreccio un non-eroe di appena vent'anni, un alpino della divisione Julia, di nome Angelo. Il ricavato delle vendite del romanzo di Leggio viene devoluto per salvare il piccolo museo, oggi chiuso e fatiscente, che sorge a pochi passi dal Tempio di Cargnacco, dove riposano oltre ottomila caduti dell'Armir e che è sfondo di una parte del libro. Il romanzo storico di Lino Leggio è ambientato in Russia, nel tragico gennaio 1943. Due alpini volontari della Julia sono paracadutati nella più ostile delle nature con un duplice obiettivo: deviare sullo scalo ferroviario di Nikolajewka i raccogliticci resti delle divisioni in marcia verso la trappola ordita dai cosacchi a Valujki, ed eliminare uno spietato criminale messo a capo di un nucleo partigiano. Comincia così una missione suicida in territorio nemico, che giunge a un passo dal cambiare il corso della storia.

Lino Leggio, nato in Slovenia nel 1944, vive a Udine dal 1945. Con lo pseudonimo Li noleggio ha firmato nel 1999 La banda delle cataste. In seguito ha scritto Lui non è qui! che diventerà un fiilm con la regia di Carlo Mazzacurati, Il cacciatore di valanghe - Herr Eiger, La maschera di enrosadira, L'ultima banda, Eigerwand 1957 - La morte non riposa, La quinta stagione, Cercando Rommel.

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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
MARTEDÌ 8 GIUGNO 2010 ALLE 17.30


PRESENTAZIONE DELL'ANTOLOGIA
L'ALTRA ANIMA DI TRIESTE

a cura di Marija Pirjevec (Mladika).

Lojzka Bratuž e Sergio Tavano conversano con la curatrice.

L'ALTRA ANIMA DI TRIESTE

Verrà presentata martedì 8 giugno 2010 alle 17.30, nella sede della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi 67, Gorizia), l'antologia L'altra anima di Trieste (Mladika) curata da Marija Pirjevec. Con la curatrice conversano Lojzka Bratuž e Sergio Tavano.

Il volume L'altra anima di Trieste, curato dalla professoressa Marija Pirjevec, è un viaggio nel tempo, alla scoperta dell'"altra Trieste", quella degli sloveni, ignota per lo più alla popolazione maggioritaria. Il volume non si limita alla presentazione della attività letteraria slovena in città, ma ha l'ambizione di offrire un quadro più vasto e vario, un ritratto spirituale, politico, sociale e storico, costituito da più eterogenee testimonianze: pagine documentarie e di diario, articoli giornalistici, memorie familiari, lettere private, omelie, rappresentazioni di costume, aneddoti, saggi, e ancora poesie, prose liriche, bozzetti, racconti brevi e novelle di molti che a Trieste hanno vissuto e hanno lasciato una traccia nella sua storia passata e recente. Il materiale è strutturato in modo da seguire un percorso cronologico attraverso i secoli, con particolare attenzione per il periodo a noi più vicino e conosciuto, che va dalla fine dell'Ottocento ad oggi.

Alla parte antologica, comprendente testi di ben sessantasei autori - fra i quali Vladimir Bartol, Darko Bratina, Pavel Fonda, Dušan Jelinčič, Srečko Kosovel, Miran Košuta, Miroslav Košuta, Pavle Merkù, Marica Nadlišek Bartol, Boris Pahor, Jože Pirjevec, Alojz Rebula, Jakob Ukmar e Stanko Vuk - si aggiunge un saggio introduttivo che traccia i lineamenti principali della storia culturale, politica e sociale dell'altra anima di Trieste: quell'anima che la città adriatica, nel suo lungo cammino storico, ha spesso voluto nascondere. Ben pochi sanno che Trieste - per limitarci alla sfera letteraria - non è solo la città di Svevo, Saba, Stendhal, Joyce e Tomizza, ma anche di Trubar, Kosovel, Bartol, Rebula e Pahor.

Marija Pirjevec (Sežana, 1941) è stata per anni docente di Letteratura slovena alla Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori dell'Università di Trieste. Fra i suoi lavori si segnalano numerosi saggi sulla letteraura slovena, la curatele di varie antologie e la traduzione di romanzi e poesie.

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1628 PIAZZA GRANDE WINE CAFÉ
SABATO 24 APRILE 2010 ALLE 18.30



I VINI NEL "SETTECENTO GORIZIANO"

di Antonio Musnig (LEG, 2009).

Intervengono Stefano Cosma, Franco Dugo e Sergio Tavano; letture di Pierluigi Pintar

SETTECENTO GORIZIANO
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Incontro dedicato ai vini nel "Settecento goriziano", sabato 24 aprile 2010 alle 18.30 al 1628 Piazza Grande Wine Café (piazza della Vittoria 37, Gorizia): per iniziativa congiunta della frequentata enoteca di piazza Vittoria e della Libreria Editrice Goriziana, è in programma una conversazione dedicata ai temi storici della grande tradizione vitivinicola goriziana così come è documentata già nel XVIII secolo da Antonio Musnig, del quale la Leg ha pubblicato di recente il libro Settecento goriziano. All'incontro saranno presente il curatore dell'opera Sergio Tavano, il giornalista enogastronomico Stefano Cosma e l'artista goriziano Franco Dugo; alcuni passi del libro saranno proposti al pubblico dalla voce di Pierluigi Pintar.

Settecento goriziano (166 pagine, 40 tavole con immagini a colori) è il secondo titolo della collana editoriale "Biblioteca di Storia Alto Adriatica", sostenuta dalla Banca Popolare FriulAdria-Crédit Agricole; il volume propone un saggio introduttivo di Sergio Tavano, la traduzione dal latino del testo di Musnig è stata curata da Lorenzo De Vecchi.

Antonio Musnig (1726-1803) fu incaricato da Maria Teresa nel 1763 di raggiungere Gorizia, la capitale di quella Contea da cui era partito per studiare medicina a Vienna e poi per esercitare la sua professione nell'esercito imperiale: doveva assumere il compito di protomedico o protofisico, titolo che oggi suonerebbe quale medico provinciale. La sua cultura, fondata sulla conoscenza dei grandi maestri di medicina e anzitutto di Gerhard van Swieten, e la sua attenta curiosità lo guidarono nell'esercizio della professione, che in lui sembra una missione, e soprattutto nell'analisi delle condizioni ambientali, climatiche ma anche culturali, mentali ed economiche degli abitanti di Gorizia e dei vari settori della Contea. Il protomedico raccolse il frutto della sua attività e delle sue osservazioni scientificamente scrupolose nel Clima goritiense, che uscì a Gorizia nel 1781 tra le edizioni della i.r. Società agraria della Contea di Gorizia: in tal modo egli si impegnava in un'azione di conoscenza e di divulgazione a vantaggio dei cittadini e quale suggerimento per gli amministratori. Lo spirito del secolo dei lumi lo guidò con disciplina scientifica ma anche con sensibilità umana, offrendo della città e del suo territorio una visione ragionata e affettuosa. L'impiego che egli fece del latino, un latino pieno di dignità e veramente chiaro, quale lingua del sapere scientifico e della didattica superiore, ha certamente impedito all'opera del Musnig di essere conosciuta e messa a frutto in tempi successivi presso un largo pubblico. Ne scrissero per lo più gli storici di medicina, ma soltanto da poco è uscita a cura di Branko Marušič un'edizione anastatica, con la traduzione in sloveno. Questa edizione italiana, a cui giova molto l'elegante padronanza dimostrata dal traduttore, Lorenzo De Vecchi, viene ora affidata al lettore italiano che può scoprire una Gorizia quasi mitica, nel pieno dell'età teresiana.

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SOCIETÀ COOPERATIVA ROGOS E LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA

DOMENICA 18 APRILE 2010 ALLE 11
CENTRO VISITE GRADINA VIA VALLONE, 32 DOBERDÒ DEL LAGO (GO)


Presentazione del libro

LA MEDICINA DEI LONGOBARDI

di FRANCO FORNASARO (LEG, 2009).

INCONTRO CON FRANCO FORNASARO ED ELISA SINOSICH

MEDICINA DEI LONGOBARDI
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Medicina e sapienza d'altri tempi sono protagoniste nell'incontro di domenica 18 aprile 2010 alle 11 al Centro Visite Gradina (via Vallone 32) di Doberdò del Lago. Per iniziativa della Società Cooperativa Rogos e della Libreria Editrice Goriziana, verrà presentato il libro La medicina dei Longobardi (LEG) del farmacista e fitoterapeuta Franco Fornasaro, volume che ha inaugurato la collana denominata "Biblioteca di storia alto adriatica" della Libreria Editrice Goriziana. Con Fornasaro sarà presente Elisa Sinosich che illustrerà alcune preparazioni, tuttora applicabili ed efficaci, descritte nel libro che si completa con due appendici: la prima offre un dettagliato elenco delle species botaniche medicinali trattate nel testo e alcuni loro impieghi fino all'XI secolo; la seconda presenta un glossario di termini medici e fitoiatrici; nel mese di giugno, sarà proprio Elisa Sinosich a condurre al Centro Gradina il corso "Piante spontanee e salute".

Franco Fornasaro, armacista, fitoterapeuta e giornalista pubblicista, di origine istriana ma friulano d'adozione (da ormai lungo tempo vive e lavora a Cividale), è autore di saggi, romanzi e ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni scientifiche. Tra le opere di narrativa, ricordiamo Sulle orme del cavaliere (2007, GMB Edizioni); del 1996 è il saggio Etnie senza frontiere (Vattori Editore). Di carattere specialistico sono Erbe e ricette medicinali e Alberi e ricette medicinali (entrambi per Magnum Edizioni). Dal 1998 Fornasaro tiene una rubrica fissa nella trasmissione radiofonica "Vita nei campi" (Sede Rai per il Friuli Venezia Giulia).

Il libro La medicina dei Longobardi (151 pagine con 16 tavole a colori) si apre con l'introduzione di Giorgio Cosmacini, noto storico della medicina. Se l'oggetto principale del volume è la trattazione della disciplina medico-sanitaria nell'àmbito di quella civiltà longobarda che segnò a lungo la storia della penisola italiana - dall'età del suo più alto fulgore (VIII secolo), fino al crepuscolo mediterraneo dei duchi campani ed oltre -, occorre sottolineare che l'indagine sull'argomento compiuta da Franco Fornasaro muove da una premessa fondamentale per il quadro che egli ha inteso delineare. Qualificata come "obbligata" nel primo dei nove capitoli che compongono l'opera, tale premessa - che trova costanti contrappunti nell'intero svolgersi dello studio - vuole smentire il "ruolo liberticida e puramente di rottura" che, secondo una tradizione mai sopita, avrebbero avuto i Longobardi rispetto alla cultura latina; esistono invece - rileva l'Autore - legami ed elementi di scambio fra la società longobarda e quella tardo-romana, segni che indicano un piano di continuità storica, benché entro un processo di transizione inevitabilmente conflittuale nel quale si misurano le due culture. Ed è proprio dallo sfondo di un confronto sofferto che emergono due figure, portatrici di due visioni apparentemente inconciliabili, che recano in sé una valenza fortemente simbolica della loro età: Paolo Diacono, storico, ancestrale cantore dell'epica longobarda; e Paolino d'Aquileia, imbevuto di cultura latina, futuro patriarca di quella città. Questa è la cornice che, in una ricca articolazione di motivi, ispira il percorso di Fornasaro, laddove egli entra nella storia descrivendo l'impatto di una Medicina ancestrale (quella che affonda le proprie radici nel periodo baltico-pannonico) sulle dotte Medicine romane e bizantine, cogliendo il rapporto fra la Medicina longobarda e le cure monastiche coeve (sostanziate nella massima benedettina infirmis ante omnia et super omnia cura adhibenda est), definendo il ruolo delle strutture ospedaliere del tempo, evidenziando come la pratica della medicina, non più disgiunta dal ruolo professionale e sociale di chi la esercita, fa sì che la figura del medico venga sancita giuridicamente nel Diritto longobardo.

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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
Venerdì 26 marzo 2010 alle 17.30
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
SALA INTERNA


presentazione del libro

L'imbalsamatrice

di Mary Barbara Tolusso (Gaffi, 2010)

Fabrizio Meroi conversa con l'autrice.

Tolusso

Uno stile acceso, vibrante, spesso sopra le righe ma vivo e mai strumento sterile alle dipendenze della trama; la riscoperta della sensualità burlesque, di una femminilità reale e ricca di autoironia: è L'imbalsamatrice (Gaffi, 2010), il romanzo di Mary Barbara Tolusso, giornalista, poetessa e scrittrice, che verrà presentato venerdì 26 marzo 2010 alle 17.30, nella sala interna della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi 67, Gorizia). Con l'autrice converserà Fabrizio Meroi.

L'imbalsamatrice, N., ha un compito ben preciso: dare la bellezza ai morti. Di giorno lavora in un laboratorio asettico in mezzo ai cadaveri: li prepara per il loro ultimo saluto ai vivi. Di notte reclama la vita e va in cerca di corpi che esaudiscano la sua energica sensualità in una corsa senza freni verso altri uomini e altre donne. Una spasmodica e ossessiva fuga dal perbenismo e dalla normalità di una sonnacchiosa Trieste che di notte si sveglia e, ancora più bella e misteriosa - proprio come N. -, diviene complice in un mondo che non è ancora pronto a pensare che Don Giovanni possa essere anche donna. N., la protagonista, si rivela in tutta la sua complessità: in apparenza cinica ed egoista, cela dietro il sarcasmo e la nera ironia un'urgenza di autenticità e di verità nei rapporti con gli altri, il bisogno di trovare se stessa e la ricerca di un significato che sembra sfuggire alla sua esistenza e che ogni notte insegue negli odori e negli umori degli altri.

Mary Barbara Tolusso è nata nel 1967 e vive tra Trieste e Milano dove lavora come giornalista. Ha pubblicato i volumi di poesia Cattive Maniere (Campanotto, 2000) e L'inverso ritrovato (Lietocolle, 2003; Premio Pasolini 2004). Svolge attività di consulente editoriale, dirige la rivista "Almanacco del ramo d'oro" (Il ramo d'oro, Trieste) e collabora alla nuova edizione dell'"Almanacco dello Specchio" (Mondadori). Sue poesie sono uscite su varie antologie e riviste. Suoi testi sono stati tradotti in spagnolo, sloveno, inglese.

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Venerdì 19 marzo 2010 alle 17.30
sala interna Libreria Editrice Goriziana


Presentazione del libro

Come eravamo. Storie di avvocati friulani del secolo appena trascorso

di Nino Orlandi (Marsilio, 2010).

Silvano Bertossi, Carlo Bressan, Antonio Devetag e Silvano Gaggioli conversano con l'autore.
Come eravamo nasce da una rubrica della rivista “Il Foro Friulano”, pubblicata dall'Ordine degli avvocati di Udine: una galleria di avvocati friulani del secolo appena trascorso. Tra questi personaggi, le figure rilevanti, interessanti, o in qualche modo originali, non sono certo mancate. Basti pensare a Tiziano Tessitori, Loris Fortuna, Antonio Comelli. Per non parlare di quei giganti del diritto friulani - Asquini, Manzini, Bettiol, Carnelutti – che hanno segnato il secolo scorso. Eppure, Udine non è certo una metropoli. E il Friuli ha un numero di abitanti inferiore a certi quartieri di Roma, o di Milano. È sorto allora il dubbio che qualcosa di speciale si nasconda da quelle parti. Da dove arriverà questo genio particolare per il diritto? Udine, anche se non è Roma, Napoli, o Venezia, capitale lo è stata, di uno stato che, oltre al Friuli vero e proprio - i territori delle attuali province di Udine, Pordenone e Gorizia - comprendeva un'area che andava fino a Zagabria ad est, alla Carinzia a nord, al Cadore e, di lì, fino all'alta Lombardia ad ovest. Questo stato fu il Patriarcato d'Aquileja. Fu proprio il Friuli la sede del primo parlamento d'Europa. Quando Giovanni Senza Terra, re d'Inghilterra, travolto dai Francesi nel 1214 nella domenica di Bouvines, l'anno successivo dovette concedere ai suoi baroni la “Magna Charta Libertatum”, già da vent'anni, a Udine si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli.

I Friulani come il Guerin Meschino: sentono scorrere nelle loro vene la nobiltà, il valore di una stirpe antica, ma non conoscono le loro radici. Di esser nobili, i Friulani nemmeno lo immaginano. O forse, chissà, non lo ricordano. È il momento di ricordarglielo. Le sorprese non mancheranno e saranno, per certi versi, straordinarie. Come la qualità degli avvocati di quel mondo italiano, sì, ma a modo suo. Strana gente: timida, diffidente, avara d'effusioni, diceva Tiziano Tessitori. Italiana, ma – come dire – un po' diversa. Diversità che è stata sentita a lungo come un peso, o una sorta di condizione di inferiorità. Da un po' di tempo pare non sia più così: e che il contrario di “normale”, per il Friuli, non sia più una parola greve, o penalizzante, ma piuttosto qualcosa come “speciale”, se non - perché no? - “eccezionale”.

Nino Orlandi, avvocato, collabora alla rivista “Il Foro Friulano”. Ha scritto Storia di un paese inutile (Marsilio, 2005), libro in cui Latisana è il pretesto per raccontare la sofferenza di una generazione a cavallo tra due ere.

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Domenica 21 marzo 2010
Centro Visite Gradina (via del Vallone 32) di Doberdò del Lago


Incontro di primavera e di Pasqua

Presentazione del libro

Ricettario mitteleuropeo di Suor Antonija, Orsolina (LEG).



Prima domenica di primavera dedicata alla cucina della Mitteleuropa, al Centro Visite Gradina (via Vallone 32) di Doberdò del Lago. Per iniziativa della Società Cooperativa Rogos e della Libreria Editrice Goriziana, nella struttura in una suggestiva posizione che domina la riserva naturale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa, domenica 21 marzo 2010 alle 11 verrà presentato il Ricettario mitteleuropeo di Suor Antonija, Orsolina.

Nell'incontro, che vedrà la partecipazione del curatore del volume, Carlo del Torre, non mancheranno le occasioni per scoprire ricette d'altri tempi e ancora attuali, legate alla cucina di primavera e di Pasqua. Durante la presentazione saranno offerti alcuni assaggi di pietanze tratte dal Ricettario mitteleuropeo. Inoltre, il servizio di ristorazione del Centro Visite Gradina inserirà nel menù del giorno per la clientela alcuni piatti preparati secondo le ricette contenute nel libro.

Il volume, un elegante cartonato di 270 pagine, è stato tradotto dallo sloveno all'italiano da Alessandra Foraus ed è uscito per i tipi della Libreria Editrice Goriziana fuori collana. La curatela del Ricettario è stata affidata al vicedelegato per la provincia di Gorizia dell'Accademia italiana di cucina, Carlo del Torre.

Il Ricettario mitteleuropeo raccoglie 801 ricette che intrecciano tradizioni e culture dell'area centro-europea. Concepito non come manuale di cucina, bensì nella forma di una articolata raccolta di ricette, il manoscritto fu custodito prima in un convento sloveno e quindi in un monastero italiano, in tempi in cui era la cortina di ferro a dividere i due mondi. A Gorizia, il manoscritto del Ricettario mitteleuropeo era stato portato dalla sua autrice. Valeria Kraker nasceva il primo marzo 1905 in una famiglia slovena, entrava nell'ordine delle Orsoline dell'Unione Romana con il nome di madre Maria Antonia, Antonija come è indicato sull'etichetta apposta sulla copertina del quaderno da cui è tratto il ricettario.

Carlo del Torre, avvocato, appartiene a una storica famiglia friulana di origini cividalesi e da due secoli stabilitasi nel Friuli goriziano. Vicepresidente per il Friuli orientale della Società Filologica Friulana, è anche vicedelegato per la provincia di Gorizia dell'Accademia italiana della cucina.

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LIBRI E AUTORI
Primavera 2010 - Calendario


Libreria Editrice Goriziana - sala interna
Corso Giuseppe Verdi, 67 - Gorizia


Venerdì 12 marzo 2010, alle 17.30, presentazione del libro: VENEZIA DEGLI AMANTI
L'epopea dell'amore in 11 celebri storie veneziane
(Tropea), di Alessandro Marzo Magno

Con l'autore converseranno sui temi del libro l'attrice goriziana Anita Kravos e il docente universitario Claudio Cressati.
Alessandro Marzo Magno, veneziano, ha gironzolato fra Vicenza e Trieste, con puntate a Gorizia e a Vienna, prima di approdare a Milano, dove abita. È giornalista, blogger e scrittore poliedrico. Fra i suoi libri: La guerra dei dieci anni (2001), Il leone di Lissa. Viaggio in Dalmazia (2003), Rapidi e invisibili. Storie di sommergibili (2007), Romba il motore. Storie di aviatori (2009), pubblicati dal Saggiatore, e La carrozza di Venezia. Storia della gondola (Mare di Carta, 2008).

In undici straordinarie vicende di passione e sentimento che attraversano cinque secoli di storia, Alessandro Marzo Magno dipinge Venezia, l'impareggiabile ruffiana. Come raccontare, infatti, la città più romantica del mondo se non ripercorrendo i grandi amori che ha ispirato? Veneziano è il seduttore per eccellenza, Giacomo Casanova, di cui questo libro ricorda le più spregiudicate prodezze amatorie. Veneziana è Bianca Cappello, futura moglie di Francesco I de' Medici, che l'ansia d'amore mette in fuga dal palazzo del padre. Dalla Serenissima passano una ricca marrana perseguitata e il suo amante segreto, i cui intrighi alla corte di Costantinopoli scateneranno la battaglia di Lepanto. A Venezia lascia il segno Lord Byron, l'inquieto poeta inglese, che qui fa sue oltre duecento donne, “contesse e mogli di ciabattini, nobili, borghesi o popolane”. Non potevano mancare la passione travolgente fra Isabella Teotochi Albrizzi e il giovane Ugo Foscolo, la burrascosa storia fra Gabriele D'Annunzio ed Eleonora Duse, e l'idillio “proibito” fra l'Hemingway maturo e un'affascinante baronessina diciannovenne, musa ispiratrice del suo “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Per arrivare ad avventure e follie d'amore più recenti, come le nozze da fiaba tra la giovanissima Ira Fürstenberg e il principe Alfonso Hohenlohe o la presunta storia dell'attrice Julia Roberts sul set del film intitolato - naturalmente – “Tutti dicono I love you”.

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Venerdì 19 marzo 2010, alle 17.30, presentazione del libro: COME ERAVAMO
Storie di avvocati friulani del secolo appena trascorso
(Marsilio), di di Nino Orlandi

Intervengono e con l'Autore conversano Silvano Bertossi, Carlo Bressan, Antonio Devetag e Silvano Gaggioli.


Venerdì 26 marzo 2010, alle 17.30, presentazione del libro: L'IMBALSAMATRICE (Gaffi Editore), di Mary Barbara Tolusso

Con l'Autrice conversa Fabrizio Meroi.


Centro Visite Gradina
Sala carsica
Via Vallone, 32 - Doberdò del Lago

in collaborazione con la Società Cooperativa Rogos


Domenica 21 marzo 2010, alle 11.00: presentazione del libro RICETTARIO MITTELEUROPEO (LEG), di Suor Antonija, Orsolina

A cura di Carlo del Torre.

Interviene il Curatore.


domenica 18 aprile 2010, alle 11.00: presentazione del libro: LA MEDICINA DEI LONGOBARDI (LEG), di Franco Fornasaro

Interviene l'Autore.


Tre scrittrici a Gorizia


Venerdì 5 febbraio 2010, alle 17.30: presentazione del libro GORIZIA NASCOSTA (Lint Editrice), di Barbara Sturmar

Con l'Autrice conversa Roberto Covaz.


Venerdì 12 febbraio 2010, alle 16.00: presentazione del libro: DIETRO AL CANCELLO: UN MONDO. Ricordi di una guerra non combattuta 1940-1945 (Battello stampatore), di Marina Cerne

Con l'Autrice e con Roberto Weber conversa Roberto Covaz.


Venerdì 19 febbraio 2010, alle 17.30: presentazione del libro: IL SOGNO E L'INCUBO. Un'Europa spezzata nelle memorie di Berta Bianca Spitzer (MGS Press), di Gabriella Ziani

Con l'Autrice conversa Roberto Covaz.

Tre scrittrici a Gorizia: questo il filo tematico individuato per la serie di tre incontri organizzati alla Libreria Editrice Goriziana per altrettanti venerdì, il 5, il 12 e il 19 febbraio 2010. Al centro di ciascun appuntamento, tre volumi recentemente pubblicati da case editrici regionali e frutto del lavoro di autrici, legate a Gorizia da vincoli di nascita oppure di residenza e attività professionale. Tutti i tre incontri sono affidati alla conduzione di Roberto Covaz, giornalista del quotidiano "Il Piccolo", che converserà con le protagoniste e con gli ospiti.

Il primo incontro è in programma venerdì 5 febbraio alle 17.30 con la presentazione del volume Gorizia nascosta di Barbara Sturmar (Lint Editrice), raccolta illustrata di curiosità su Gorizia e sulla sua provincia. Uscito a ridosso del Natale 2009, il libro ha suscitato l'interesse del pubblico goriziano. L'autrice, Barbara Sturmar, è nata nel 1972 a Trieste ma vive e lavora a Gorizia. Dottore di ricerca in italianistica, ha pubblicato per la Eut nel 2008 il saggio La vera battaglia. Italo Svevo, la cultura di massa e i media.

Venerdì 12 febbraio alle 16, Marina Cerne insieme a Roberto Weber, che ha curato la presentazione d'apertura del libro, illustrerà la sua opera d'esordio, intitolata Dietro al cancello: un mondo. Ricordi di una guerra non combattuta 1940-1945 (Battello stampatore): l'agile volumetto è percorso da una precisa vena letteraria, come ricorda Weber, "per riportare alla luce e impedire che venga sommerso, il profilo e il ricordo di una piccola ma vivacissima e composita comunità di persone vissute ‘dietro il cancello' di una villa triestina oltre mezzo secolo fa negli ultimi due anni della guerra mondiale".

Venerdì 19 febbraio alle 17.30, sarà protagonista la giornalista goriziana Gabriella Ziani, autrice del volume Il sogno e l'incubo. Un'Europa spezzata nelle memorie di Berta Bianca Spitzer (MGS Press), nel quale racconta il romanzo della vita di una donna nata nel 1916 e spentasi nel 1997, tra antenati e compagni di strada spesso eccezionali, restituiti nei loro tratti più geniali, toccanti e stravaganti.

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Venerdì 19 febbraio 2010, alle 17.30
Libreria Editrice Goriziana - sala interna
Corso Giuseppe Verdi, 67 - Gorizia


presentazione del libro

IL SOGNO E L'INCUBO - Un'Europa spezzata nelle memorie di Berta Bianca Spitzer (MGS Press
di Gabriella Ziani

Con l'Autrice conversa Roberto Covaz.


Si conclude venerdì 19 febbraio alle 17.30, alla Libreria Editrice Goriziana (corso Verdi 67, Gorizia), la serie di incontri Tre scrittrici a Gorizia che pone al centro degli appuntamenti tre volumi recentemente pubblicati da case editrici regionali e frutto del lavoro di autrici, legate a Gorizia da vincoli di nascita oppure di residenza e attività professionale. L'ultimo appuntamento ospiterà la giornalista e scrittrice goriziana Gabriella Ziani, autrice del volume Il sogno e l'incubo. Un'Europa spezzata nelle memorie di Berta Bianca Spitzer (MGS Press, 2009). Con Gabriella Ziani converserà il collega del quotidiano Il Piccolo, Roberto Covaz, anch'egli giornalista e scrittore.

"Ogni vita è un romanzo", diceva Berta Bianca Spitzer (Vienna 1916 – Trieste 1997): la sua è stata la somma di un vasto mondo, attraversato grazie a una larga rete di rapporti familiari, a legami parentali e di amicizia dispiegati nel tempo e nello spazio tra Sarajevo, Trieste, Vienna, Varazdin, Budapest, Parigi, Venezia, in un intreccio forse irripetibile di migrazioni, lingue, culture, religioni in armonica convivenza. Fino alle guerre, alla furia nazista che spezzò brutalmente un intero universo umano e culturale. “Ma io sono un'imbecille e non mi arrendo”, disse un giorno Bianca e decise di raccontare la propria storia, scena per scena, attimo per attimo.

Rivivono in questa biografia collettiva una Trieste e un'Europa diverse, i drammi dei conflitti e le speranze di ogni rinascita. Un testamento spirituale, ma anche brillante diario di vita vissuta tra salotti, teatri, università, nozze, feste, amori, fughe, abiti, cibi, profumi, in un grande e popolatissimo palcoscenico dove si ritrovano antenati e compagni di strada spesso eccezionali. Dalla nonna Rachele Salom, discendente degli ebrei scappati nel Cinquecento dalla Spagna e a Trieste ricchi commercianti di caffè, al nonno Giulio Morpurgo, fondatore della Scuola di commercio Revoltella, dove insegnarono anche gli amici di famiglia Svevo e Joyce, e primo rettore dell'Università di Trieste. Dalla grande famiglia croata del papà Carlo-Carolj Spitzer a Teodoro Mayer, il fondatore del Piccolo, allo psicoanalista Umberto Servadio, a Pierpaolo Luzzatto Fegiz, creatore della Doxa, a un corteo di persone e personalità meno note, ma che la memoria restituisce nei loro tratti più geniali, toccanti e stravaganti.

Gabriella Ziani, giornalista, ha pubblicato (con Roberto Curci) Bianco, rosa e verde. Scrittrici a Trieste fra '800 e '900 (Lint), Elody Oblath. L'ultima amica, lettere a Carmen Bernt 1965-1970 (Il Poligrafo), La strada maestra. Storie, memorie, avventure di San Martino al Campo (Editoriale FVG).

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Corso Giuseppe Verdi, 67 - 34170 Gorizia - tel: +39.0481.539210 / +39.0481.33776 - fax: +39.0481.538370
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
Venerdì 12 febbraio 2010, ore 17.30
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
SALA INTERNA


presentazione del libro

L'ultimo colpo di bora. Una Sinistra riformista a Trieste

di Stelio Spadaro (LEG, 2009)

Ne converseranno il deputato del Pd, Alessandro Maran, il vicepresidente nazionale dell'Anvgd e presidente della Lega Nazionale di Gorizia, Rodolfo Ziberna, e l'autore.

L'ultimo colpo di bora
»

Si può essere patriottici e di sinistra? Anticomunisti e al tempo stesso democratici? Per giunta sul sofferto e martoriato confine orientale, dove il defunto Partito comunista ha conosciuto accenti più complessi rispetto al resto d'Italia? Leggendo questo libro di Stelio Spadaro, la risposta da dare al quesito è affermativa. Attraverso un'intervista ed una carrellata di suoi interventi sugli eventi che hanno caratterizzato Trieste e la Venezia Giulia in questi ultimi anni, Spadaro ci da la sua interpretazione di quanto accaduto, soprattutto nella prospettiva di una nuova sinistra riformista. Stelio Spadaro, istriano, insegnante, già assessore provinciale di Trieste, ha traghettato il Pds verso il Ds di questa provincia. Ha svolto un ruolo significativo per la condivisione da parte della sinistra del dramma dell'esodo e delle foibe.

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Venerdì 12 febbraio 2010, alle 16.00
Libreria Editrice Goriziana - sala interna
Corso Giuseppe Verdi, 67 - Gorizia


presentazione del libro

DIETRO AL CANCELLO: UN MONDO. Ricordi di una guerra non combattuta 1940-1945 (Battello stampatore)
di Marina Cerne

Con l'Autrice e con Roberto Weber conversa Roberto Covaz.


L'agile volumetto è percorso da una precisa vena letteraria, come ricorda Weber, “per riportare alla luce e impedire che venga sommerso, il profilo e il ricordo di una piccola ma vivacissima e composita comunità di persone vissute ‘dietro il cancello' di una villa triestina oltre mezzo secolo fa negli ultimi due anni della guerra mondiale”.

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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
LUNEDÌ 1 FEBBRAIO 2010 ALLE 17.30
CORSO GIUSEPPE VERDI, 67 - GORIZIA
SALA INTERNA


presentazione del libro

SELVA DI TARNOVA. LA FORESTA A COLORI

di Ettore Tomasi e Giovanni Stegù (Transalpina Editrice, 2009)

Conversano Alessandro Ambrosi, Roberto Todero ed Ettore Tomasi.

Selva di Tarnova

Oltre quaranta percorsi escursionistici nel magnifico scenario naturale della Selva di Tarnova, il Trnovski Gozd, sono l'ossatura del volume Selva di Tarnova. La foresta a colori - Escursioni, natura e storia sul Trnovski Gozd di Ettore Tomasi e Giovanni Stegù (Transalpina Editrice, 2009), che verrà presentato al pubblico lunedì 1 febbraio 2010 alle 17.30, nella sala interna della Libreria Editrice Goriziana (corso Giuseppe Verdi 67, Gorizia). Con l'autore Ettore Tomasi saranno presenti Roberto Todero, che ha curato un contributo relativo alla Selva di Tarnova nelle due guerre mondiali, e Alessandro Ambrosi, editore e curatore della collana "Andar de Bora" nella quale il nuovo volume è stato pubblicato.

Il libro guida il lettore in una zona di natura incontaminata in Slovenia: le valli dell'Isonzo e del Vipacco e la Selva di Tarnova con i sentieri storici, quelli "di vini" nelle Vipavska e Braniška Dolina e Planina, i sentieri pedemontani ed i sentieri dell'altopiano di Tarnova. Itinerari tra natura e storia nella grande foresta, incastonata come un gioiello tra Gorizia, Ajdovšina e Idrija, si dipanano in una inedita guida, con decine di mappe e centinaia di foto a colori. Il capitolo conclusivo è dedicato alle grandi traversate alpine slovene.

Ettore Tomasi, alpinista, naturalista e consulente editoriale, dal 1958 svolge un*intensa attività alpinistica, escursionistica e di ricerca scientifica. Ha pubblicato una vasta serie di articoli, guide escursionistiche e opere scientifiche. Ampia è l'esperienza maturata tra gruppi montuosi e ambienti naturali di mezza Europa. Collaboratore dell'Università degli Studi di Trieste (botanica), è ricercatore esterno al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste dove svolge ricerche cecidologiche nell'ambito della regione Friuli Venezia Giulia.
Giovanni Stegù, classe 1944, è stato appassionato in gioventù di varie discipline sportive, ma poche erano le escursioni fatte in montagna durante i rari soggiorni estivi. Il cambiamento, la svolta, è del 1996, quando si associa al Club Alpino Italiano e frequenta il corso "Rose d'inverno" dell'Associazione XXX Ottobre di Trieste. Conosce così Ettore Tomasi che gli fa da istruttore e il rapporto si trasforma via via in amicizia e condivisione della passione per la montagna.

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LIBRI E AUTORI
Febbraio 2010 - Calendario


Libreria Editrice Goriziana - sala interna
Corso Giuseppe Verdi, 67 - Gorizia


lunedì 1 febbraio 2010, alle 17.30, presentazione del libro: SELVA DI TARNOVA. La foresta a colori (Transalpina Editrice), di Ettore Tomasi e Giovanni Stegù

Conversano Alessandro Ambrosi, Ettore Tomasi e Roberto Todero.


Tre scrittrici a Gorizia


Venerdì 5 febbraio 2010, alle 17.30: presentazione del libro GORIZIA NASCOSTA (Lint Editrice), di Barbara Sturmar

Con l'Autrice conversa Roberto Covaz.


Venerdì 12 febbraio 2010, alle 16.00: presentazione del libro: DIETRO AL CANCELLO: UN MONDO. Ricordi di una guerra non combattuta 1940-1945 (Battello stampatore), di Marina Cerne

Con l'Autrice e con Roberto Weber conversa Roberto Covaz.


Venerdì 19 febbraio 2010, alle 17.30: presentazione del libro: IL SOGNO E L'INCUBO. Un'Europa spezzata nelle memorie di Berta Bianca Spitzer (MGS Press), di Gabriella Ziani

Con l'Autrice conversa Roberto Covaz.

Tre scrittrici a Gorizia: questo il filo tematico individuato per la serie di tre incontri organizzati alla Libreria Editrice Goriziana per altrettanti venerdì, il 5, il 12 e il 19 febbraio 2010. Al centro di ciascun appuntamento, tre volumi recentemente pubblicati da case editrici regionali e frutto del lavoro di autrici, legate a Gorizia da vincoli di nascita oppure di residenza e attività professionale. Tutti i tre incontri sono affidati alla conduzione di Roberto Covaz, giornalista del quotidiano "Il Piccolo", che converserà con le protagoniste e con gli ospiti.

Il primo incontro è in programma venerdì 5 febbraio alle 17.30 con la presentazione del volume Gorizia nascosta di Barbara Sturmar (Lint Editrice), raccolta illustrata di curiosità su Gorizia e sulla sua provincia. Uscito a ridosso del Natale 2009, il libro ha suscitato l'interesse del pubblico goriziano. L'autrice, Barbara Sturmar, è nata nel 1972 a Trieste ma vive e lavora a Gorizia. Dottore di ricerca in italianistica, ha pubblicato per la Eut nel 2008 il saggio La vera battaglia. Italo Svevo, la cultura di massa e i media.

Venerdì 12 febbraio alle 16, Marina Cerne insieme a Roberto Weber, che ha curato la presentazione d'apertura del libro, illustrerà la sua opera d'esordio, intitolata Dietro al cancello: un mondo. Ricordi di una guerra non combattuta 1940-1945 (Battello stampatore): l'agile volumetto è percorso da una precisa vena letteraria, come ricorda Weber, "per riportare alla luce e impedire che venga sommerso, il profilo e il ricordo di una piccola ma vivacissima e composita comunità di persone vissute ‘dietro il cancello' di una villa triestina oltre mezzo secolo fa negli ultimi due anni della guerra mondiale".

Venerdì 19 febbraio alle 17.30, sarà protagonista la giornalista goriziana Gabriella Ziani, autrice del volume Il sogno e l'incubo. Un'Europa spezzata nelle memorie di Berta Bianca Spitzer (MGS Press), nel quale racconta il romanzo della vita di una donna nata nel 1916 e spentasi nel 1997, tra antenati e compagni di strada spesso eccezionali, restituiti nei loro tratti più geniali, toccanti e stravaganti.

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