LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
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STAMPANTICA 2007
Mostra mercato di libri, stampe, disegni e quadri


Dalla Biblioteca Bianca dell'Ardicuca Ludovico Salvatore d'Asburgo ai colori di Zoran Music
Gorizia, 20 luglio - 5 agosto 2007: Biblioteca Statale Isontina - Libreria Editrice Goriziana
Catalogo n° 49 online

 Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA  (1-82)Parte II: CARTOGRAFIA (83-247)Parte III: PIANTE e VEDUTE (248-308)
pagine: [1] [2] 3 [4] [5] [6] [7] [8]
18. BOCCACCIO GIOVANNI, Genealogie Johannis Boccacii cum micantissimis Arborum Effigiacionibus Cuiusque Gentilis Dei Progeniem non tam Aperte q Summatim Declarantibus ...

Parigi, Dionisio Roche-Lodovico Hornken, 1511. In folio (mm 312 x 228), a4 b-t8 v10; CLXII fogli. Frontespizio con caratteri rossi e neri e marca tipografica silografata al centro. Iniziali silografate con 13 immagini di rami genealogici tutte a piena pagina. Nel foglio di guardia anteriore ex libris Carlo Cosmi e nel contropiatto anteriore lunga scheda descrittiva dell’esemplare con la riproposizione delle note descrittive di un catalogo di Breslauer et Meyer di Berlino del 1898 (n. 24). Nel frontespizio vi sono note di studio in inchiostro rosso che riportano delle descrizioni contenutistiche. Legatura novecentesca in mezza pelle.

Prima edizione francese del 1511 del capolavoro della erudizione di Giovanni Boccaccio a cura di Dionisio Roche e Lodovico Hornken. Le Genealogie deorum gentilium furono composte in una prima stesura, comprendente tredici libri, tra il 1350 e il 1359, e successivamente ampliate con due libri (XIV e XV) prima del 1367; ma anche in seguito il Boccaccio continuò a lavorare all’opera, senza giungere a dargli l’ultima mano. Unito alle Genealogie vi è il trattatello De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus et de nominibus maris. Esemplare in buone condizioni conservative con il frontespizio rinforzato ed immagini assai fresche. Attilio Hortis, Studj sulle opere latine del Boccaccio, Trieste, Libreria Julius Dase, 1879, p. 782-783; Ernest H. Wilkins, The Genealogy of the Genealogical Trees of the “Genealogia Deorum”, Modern Philology, Vol. 23, No. 1 (Aug., 1925), p. 61-65.

€ 5.500,00
 
 
 
 
 
 
 
19. BOSCHINI MARCO, L’arcipelago con tutte le isole, scogli secche e bassi fondi

Venezia, Francesco Nicolini, 1658. In 4°, 5 c.n.n., 101 c.n., 3 tavole fuori testo e 46 incisioni calcografiche. Antiporta illustrata con stemma dei Farnese. Nella voce riservata ad arcipelago e all’isola di Candia mancano le illustrazioni. Legatura coeva in pergamena rigida. Timbro in inchiostro nero nel frontespizio.

Prima e rarissima edizione di uno dei maggiori libri illustrati veneziani di argomento “marinaresco”. L’autore Boschini Marco fu scrittore d’arte, pittore ed incisore italiano (Venezia 1613-1678 o 1704). La sua opera principale è la Carta del navegar pitoresco (1660), in dialetto veneziano, dedicata all’arciduca Leopoldo Guglielmo e scritta in quartine rimate. A Boschini si devono anche la prima vera guida artistica di Venezia, le Ricche miniere della pittura veneziana (1674), e una guida di Vicenza (Gioielli pittoreschi della virtuosa città di Vicenza, 1676). Apprezzato incisore e cartografo, nulla rimane della sua attività pittorica. Il presente volume è dedicato al principe Alessandro Farnese. Esemplare con illustrazioni in perfette condizioni.
Una bruciatura nel foglio di guardia anteriore e note cancellate in inchiostro rosso.
BLC v. 38, p. 279; BN v. 16, col. 615.


€ 24.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
20. BOSCHINI MARCO, Le minere della pittura

Venezia, Francesco Nicolini, 1664. In 12°, 36 p.n.n., 572 p., 4 p.n.n., antiporta inciso e rifilato oltre a 6 incisioni nel testo. Legatura in pergamena rigida..

Prima e rarissima edizione di uno dei maggiori libri illustrati veneziani di argomento “marinaresco”. L’autore Boschini Marco fu scrittore d’arte, pittore ed incisore italiano (Venezia 1613-1678 o 1704). La sua opera principale è la Carta del navegar pitoresco (1660), in dialetto veneziano, dedicata all’arciduca Leopoldo Guglielmo e scritta in quartine rimate. A Boschini si devono anche la prima vera guida artistica di Venezia, le Ricche miniere della pittura veneziana (1674), e una guida di Vicenza (Gioielli pittoreschi della virtuosa città di Vicenza, 1676). Apprezzato incisore e cartografo, nulla rimane della sua attività pittorica. Il presente volume è dedicato al principe Alessandro Farnese. Esemplare con illustrazioni in perfette condizioni.
Una bruciatura nel foglio di guardia anteriore e note cancellate in inchiostro rosso.
BLC v. 38, p. 279; BN v. 16, col. 615.


€ 2.500,00
 
21. BROSSES CHARLES DE, Histoire De La République Romaine, dans le cours du VII. siecle; Par Salluste: En partie traduite du latin sur l’original; en partie rétablie & composée sur les fragmens qui sont restés de ses Livres perdus, remis en ordre dans leur place véritable ou le plus vraisemblable

A Dijon, chez L. N. Frantin, Imprimeur - Libraire du Roi, 1777. Volumi 3, in 4°, legatura coeva in piena pelle con ricche impressioni dorate al dorso e titolo su tassello in marocchino rosso impresso in oro, pp. n. LXXXII, 646; pp. n. XIII, 676; pp. n. IV, 400; antiporta con il ritratto del presidente de Brosses inciso in rame da Aubin e disegnato dal Cochin, frontespizi dei tre volumi in rosso e nero, 2 carte geografiche ripiegate all’interno, 1 pianta, 19 tavole a piena pagina di ritratti di personaggi celebri e tavole numismatiche.

Bella ed elegante opera impreziosita da fini incisioni ad opera dall’Aubin e del Cochin alla quale l’autore, Charles De Brosses (Digione 1709-Parigi 1777) membro del Parlamento di Borgogna ma generalmente conosciuto come Presidente de Brosses l’autore di numerose altre opere, dedicò quasi tutta la vita, rendendola opera conosciuta e dotta, che altro non vuole che ripercorrere in modo critico l’Historiae di Sallustio. Ottimo esemplare perfettamente conservato in bella e solida legatura coeva.
Graesse VI 247; Brunet V 90.


€ 2.200,00
22. BUJOVICH GIOVANNI, Teoria della terra giusta la fisica degli antichi filosofi egizii

Venezia, Marcellino Piotto, 1798. In folio, 2 c.n.n., XL p., 5 tavole calcografiche con raffigurazioni geografiche. Legatura in cartone ruvido. Stampato su carta filigranata.

Prima edizione (non presente su SBN) del rarissimo trattato della terra da parte di Giovanni Bujovich, di Cattaro in Dalmazia che si dedicò alla matematica ed all’idraulica, fu anche socio di varie accademie scientifiche da Mantova a Rovigo. Esemplare in ottime condizioni con illustrazioni assai fresche.

€ 2.000,00
 
 
 
 
 
 
 
23. CALMET AUGUSTIN, Dictionarium historicum, criticum, chronologicum, geographicum, et literale Sacrae Scripturae

Venezia, Sebastiano Coleti, 1726. In folio, 2 volumi, vol. I: 12 p.n.n., 499 p., 1 p.n.n. , 10 c. di tav. di cui 4 ripiegate; vol. II: 503 p., 1 p.n.n., 12 c. di tav. Frontespizio con probabile marca tipografica silografata. Legatura in cartone coevo alla rustica con titolo calligrafico al dorso.

Prima edizione in latino curata da questo importante padre benedettino, Augustin Calmet, nato nel 1672 e morto nel 1757. Si tratta di uno dei più celebri e rigorosi dizionari esegetici, storici e geografici delle Sacre Scritture di grande utilità per lo studio degli antichi ebrei e ragguardevole anche per la bellezza del materiale iconografico. Nel I volume, ad uno scritto prefattore segue un ampio catalogo di libri utili allo studio della Bibbia, e il dizionario propriamente detto. In fine del II volume, una tavola cronologica biblica generale. Il Calmet, teologo benedettino, abate di St. Leopold de Nanci, ebraista tra i piu conosciuti del suo secolo, fortemente conservatore nella sua linea esegetica della Bibbia, nacque a Mesnil-la- Horgne nel 1657 e morì a Parigi nel 1757. Una sua biografia fu scritta dal Dom Faugè nel 1763. Voltaire scrisse a tal proposito questa quartina: “Des oracles sacres que Dieu daigna nous rendre, / Son travail assidu perca l’obscurite; / Il fitplus, il les crut avec simplicite, / Et fut, par ses vertus, digne de les entendre” (Brunet, I, 1495 altre ediz.): “Ouvrage fort estime”. Graesse, II, p. 20. Voce “Calmet” di Weiss, in Michaud, “Biogr. universelle”, VI, 559-60: “La meilleur et la plus utile de tous les ouvrages de l’auteur; on l’a traduit en latin, en allemand et en anglais; on trouve une bibliographie ecclesiastique tres etendue et qui n’est pas sans merite”). Esemplare ben conservato, immagini molto belle e fresche, pagine con macchie di umidità.

€ 3.800,00
 
24. CAROCCI GUIDO, Ricordi del vecchio mercato di Firenze

Firenze, Tipografia dell’Arte della Stampa, 1887. In folio, serie di XL tavole cromolitografate inserite ciascuna in una cartelletta che presenta una decorazione floreale, il titolo della tavola (la n. I è Via delle Sette Botteghe), e nel verso la descrizione a firma di Carocci. Le tavole a loro volta sono inserite in un astuccio di cartone rigido con dorso ed angoli intela e cartoncino colorato con ripresa del titolo dell’opera.

Importante documento storico artistico a firma di Guido Carocci (1851-1916) che fu una delle figure più rappresentative dell’opera di catalogazione e salvaguardia delle opere d’arte fiorentine e toscane. Fu un uomo di vasta e profonda erudizione della storia e dell’arte della Toscana. Nel 1882 fondò la rivista “Arte e Storia”, che secondo Carocci doveva anche rispondere al fine didascalico di acculturazione delle masse e di stimolo all’amore di patria. La sua conoscenza storico-artistica trovò anche un’applicazione pratica nell’attività di Ispettore per le Antichità e Belle Arti della Toscana, poi come Ispettore regionale dei Monumenti e negli ultimi dieci anni come direttore del Museo di San Marco e dei Cenacoli. Carocci sostenne accese battaglie contro i danni ai beni artistici e storici messi in pericolo dalla riorganizzazione urbanistica della città, come nel caso della distruzione del Mercato Vecchio. Sempre molto attento al patrimonio artistico di tutte le provincie toscane, stese, nei suoi viaggi, classificazioni e schede di tutto ciò che avesse qualche rilievo storico-artistico. Questo materiale servì poi alla compilazione del Catalogo delle opere d’arte della Toscana e alla stesura di innumerevoli libri ed opuscoli, il più famoso dei quali fu I dintorni di Firenze (1875).

€ 3.300,00
25. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Specimen Genealogico - Progonologicum ad illustrandam Augustam Habsburgo - Lotharingicam Prosapiam Caesareo Regio Principi Petro Leopoldo

Vienna, J. T. Trattner, 1774. In folio, (cm 34,5 x 26), legatura coeva in vitello spugnato con titolo impresso in oro su tassello in marocchino arancio al dorso riquadrato da sette nervi entro i quali motivi floreali impressi in oro e tagli rossi; antiporta con il ritratto del Coronini inciso dal Volpato, cc. nn. 8 compreso il frontespizio (con note manoscritte del possessore parzialmente abrase) con in basso la vignetta incisa raffigurante una medaglia con l’effigie di Maria Teresa, grande stemma della Casa d’Austria al verso, ed una vignetta all’inizio del testo sulla seconda c. nn. incisa da Mansfeld; pp. n. 184 (delle quali la 121-122-123 non numerate), 13 alberi genealogici su doppia pagina ripiegati all’interno, 33 tabelle a piena pagina esplicative della Pronologia Austriaco-Borbonica da pp. n. 129 a 161, e 5 vignette delicatamente incise.

Rodolfo Coronini conte di Cronberg, signore di Quisca e Sarsina, nato nel 1731, scrisse diverse opere di carattere genealogico ed alcune dissertazioni in difesa dei diritti dell’Impero Germanico sopra il Ducato del Friuli e sul Marchesato dell’Istria. Seconda edizione stampata per la prima volta nel 1770 a Venezia dallo Zatta. L’opera dedicata a Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa, granduca di Toscana e futuro imperatore Leopoldo II relaziona minuziosamente la genealogia della casa d’Asburgo e di Lorena che nel 1736 si unirono dopo il matrimonio di Maria Teresa e Francesco Stefano di Lorena fondando la nuova dinastia degli Asbugo Lorena. Edizione stimata e non comune sul mercato librario antiquario che rispetto alla precedente è stata integrata ed aggiornata da nuove tavole genealogiche e contiene una dissertazione di Francesco Carlo Palma sulla specificità storica dei titoli spettanti a Maria Teresa quale regina d’Ungheria. Ottimo esemplare a grandi margini e stampato su carta forte. Ex libris di appartenenza.
Manzano 68.


€ 1.800,00
26. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Tentamen genealogico-chronologicum promovendae seriei comitum et rerum Goritiae

Viennae Austriae, J. T. Trattner, 1752. In 4° (mm 220 x 168), legatura in pelle e cartone, cc. nn. 3 contenenti la supplica al lettore, pp. n. 416, 1 carta bianca; 1 carta geografica più volte ripiegata della contea di Gorizia; 1 tavola raffigurante le iscrizioni tombali e l’effigie dell’ultimo conte di Gorizia seppellito nel Duomo della città, 1 tavola del sigillo trecentesco; 1 tavola di moneta riproducente il conte Mainardo ed altre 4 tavole genealogiche ripiegate all’interno.

Seconda edizione, peraltro stampata un anno più tardi della prima ma pressoché identica, nella quale l’autore si occupa principalmente di storia medioevale goriziana, cercando di comporre una sorta di tentativo cronologico. “Il Coronini attinse abbondantemente all’archivio comitale goriziano ivi conservato e poté beneficiare dei consigli di Erasmo Frölich, nonché di alcune modeste indicazioni fornitegli da Sigismondo d’Attems” Maria Teresa ed il Settecento goriziano, catalogo della mostra, 1982, pagina 136. Ottimo esemplare.
Valentinelli, 209; Combi 1099; Manzano 68.


€ 2.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
27. D’ALBE BACHLER, Carte générale du thèatre de la guerre en Italie - Carte genérale des Royaumes de Naples, Sicilie & Sardigne

Parigi, s.e., 1802. In folio grande, 31 fogli incisi su rame a piena pagina (mm 660 x 580 misurati alla battuta e variabili); 25 fogli incisi su rame a piena pagina (mm 660 x 580 misurati alla battuta e variabili) per un totale di 56 tavole (compresi i due frontespizi illustrati di forte impatto scenografico). Legatura coeva in cartoncino marmorizzato con angoli in cuoio e dorso che reca intitolazione sulle campagne militari in Italia e in Grecia del Cassini, il tutto impresso in oro con ornamentazione floreale.

Strepitoso album di carte geografiche edite nel 1801 dal cartografo di Napoleone Bacler d’Albe. Il Bacler d’Albe (Saint-Pol-sur-Ternoise, 1761-Sèvres, 1821) fu militare dell’esercito napoleonico, pittore e cartografo. Capitano d’artiglieria all’assedio di Tolone, fece in seguito parte dell’Armata d’Italia, divenendone il geografo e cartografo ufficiale in grazia del suo talento artistico. Direttore dell’Ufficio Topografico e poi Capo degli Ingegneri Geografi di Napoleone, dell’Imperatore fu strettissimo collaboratore. Colonnello nel 1807, Barone dell’Impero nel 1810, fu nominato generale di brigata nel 1813. Alla caduta di Napoleone si ritirò a Sèvres, dove trascorse i suoi ultimi anni votandosi all’arte litografica. Eccellente pittore di battaglie e incisore, fu anche uno dei massimi cartografi del suo tempo, con la grande realizzazione della Carte du théâtre des campagnes de Bonaparte en Italie. Il centro nevralgico principale del “santuario del genio” era costituito dal personale dell’ufficio topografico dell’imperatore. Questo reparto era soprattutto il regno di Bacler d’Albe, il più indispensabile tra tutti i collaboratori di Napoleone. Era responsabile della esecuzione di tutti i compiti di stato maggiore derivanti dai piani formulati da Napoleone. A lui era affidato il compito di correggere le carte e di tenere aggiornata una grande carta della situazione giornaliera, sulla quale ogni unità era indicata con spilli di diversi colori. Questa carta veniva sempre collocata su un grande tavolo al centro dell’ufficio di Napoleone, e Bacler d’Albe era incaricato di assicurare che tutto l’occorrente si trovasse a portata di mano: le cartelle dei dispacci, lo scrittoio da campo, i compassi già fissati con apertura uguale alla distanza media di una giornata di marcia, e l’indispensabile raccolta dei carnets (i quaderni delle annotazioni di Napoleone, contenenti i particolari relativi a ogni unità francese e a ogni formazione nemica). I carnets dì Napoleone venivano aggiornati dal suo stato maggiore ogni giorno e completamente rinnovati ogni due settimane. Quelli che si riferivano agli affari militari erano fatti così: a ogni reggimento veniva assegnata una pagina, suddivisa in colonne, nelle quali venivano riportati i nomi dell’ufficiale comandante, del capo di stato maggiore, degli ufficiali superiori, un elenco delle azioni, la posizione del deposito, un elenco delle perdite, uno dei ricoverati in ospedale, e uno delle reclute in addestramento con le regioni di provenienza delle stesse. Altri quaderni di annotazioni contenevano i rapporti su ogni ufficiale dell’esercito con il suo periodo di servizio, le sue campagne, le distinzioni, le decorazioni, le promozioni, la paga. Napoleone era soprattutto metodico, e andava sempre a fondo nelle cose. Insieme si mettevano carponi sulla superficie della carta Bacler d’Albe aiutava l’imperatore nella compilazione dei suoi piani in modo veramente apprezzabile. Insieme si mettevano carponi sulla superficie della carta, appuntando nuovi spilli, bestemmiando o grugnendo quando si verificavano collisioni tra le loro teste o i deretani. A Bacler erano affidati anche importanti calcoli di tempi e distanze. Faceva una vita da cani; il primo e l’ultimo comando dell’imperatore in ogni giorno trascorso sul campo era invariabilmente «mandate a chiamare d’Albe”. Per aiutarlo nel suo lavoro, Bacler aveva due assistenti, ma rimaneva il personaggio più importante e infatti venne elevato al rango di generale (David G. Chalander “Le campagne di Napoleone”, Rizzoli). Esemplare in perfette condizioni conservative con qualche carta che presenta segni di umidità. Le carte sono di estrema finezza e bellezza compositiva oltre a due grandi frontespizi illustrati e allegorici con l’Italia che rende onore a Napoleone.
Brunet, I, p. 602.


€ 12.500,00
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