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VIAGGIO IN ITALIA
Sei secoli di manoscritti, edizioni a stampa, cartografia e vedute


Catalogo n° 43 online

 Parte III: PIANTE e VEDUTE   (187-261)Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA (1-97)Parte II: CARTOGRAFIA (98-186)
pagine: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] 8
255. SEUTTER ALBERTO CARLO, Prospetto vero del Porto e della città di Trieste esibito da Alberto Carlo Seutter, geografo di sua Maestà Cesarea in Augusta / Warhe, eigentliche U. perspectivische Vorstellung der Stadt und des Seehafens Trieste, Herausgegeben von Albrecht Carl Seuttern, Kaiserl. Geogr. in Augspurg

Incisione in rame. Foglio unico (mm 506 x 585 misurati alla battuta). Stampa acquerellata.

Stupenda veduta presa dal mare della città di Trieste, molto animata e di grande suggestione; una delle più antiche vedute della città. Essa è tratta dall’Atlante di Tobias Conrad Lotter, stampato ad Amburgo nel 1760 ca. La carte è inquadrata da una doppia riga semplice. Il titolo è scritto in un cartiglio lungo il lato superiore. L’elenco dei luoghi della città è scritto in un cartiglio riccamente ornato, lungo il lato inferiore. Sotto la cornice, lungo il lato inferiore, si legge l’iscrizione Anjero in Verlag bey Tobia Conrad Lotter, Geogr. in Amburgo.
F. de Farolfi, Catalogo delle stampe triestine, 1994, p. 153, n 591.

€ 3.500,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
256. URBANI GIOACCHINO, Pianta generale delle fortificazioni interne ed esterne della città e porto di Civitavecchia

Civitavecchia, s.d. (Ottocento?). Disegno acquerellato con tinte azzurre e verdi su due fogli di carta spessa (mm 975x1260 misurati a partire dalla cornice nera che racchiude il disegno).

Il porto di Civitavecchia fu un vero gioiello architettonico. La struttura fondamentale dell’opera romana era rimasta inalterata; i due moli curvilinei davano al bacino acqueo l’aspetto di un anfiteatro e le due torri gemelle guardavano ancora, così come le vide e le cantò Rutilio Namaziano, quindici secoli or sono, le due bocche del porto. Dal lato di levante, il vaghissimo maschio del forte Michelangelo, si specchia ancora nelle acque tranquille del mare; e poco lontano, le superbe arcate dell’arsenale Bernini sembrano un monumento dell’antica Roma. Il lato del porto verso la città è chiuso dalla bella cinta merlata di Urbano VIII, tutta in opera laterizia, la cui monotonia è interrotta, nella parte centrale, dalla graziosissima fontana del Vanvitelli. Verso il lato di ponente, dopo la monumentale porta Livorno, si profilano le poderose mura dell’antica Rocca, con l’alta torre quadrangolare, costruita, sembra, ai tempi di Calisto III. Al di là della bocca che conduce alla vecchia darsena, nelle cui profondità, giace forse tuttora, la colossale statua in bronzo di Nettuno, il cui braccio, tornò in luce nel secolo scorso; si affacciano sul mare i bastioni che Antonio da Sangallo costruì nella prima metà del secolo XVI. Della bellissima opera cingente in origine tutta la città, non rimane purtroppo che la piccola parte, circondante appunto la vecchia darsena. Dell’epoca romana, non è rimasta superstite che una delle quattro torri, che guardavano le due bocche; e precisamente quella detta il Bicchiere all’estremità del molo omonimo. Anche nel molo opposto, detto del Lazzaretto, vi è un’altra torre simile; ma non è quella antica, benchè sorga esattamente sul posto da essa occupata. Le altre due torri romane stavano all’antemurale, a fronteggiare quelle già menzionate; ma sono andate completamente distrutte. Al loro posto sorge ora il Fortino Gregoriano, costruito da Gregorio XVI nella prima metà del secolo scorso, e il Faro, sorto nell’anno 1616 sotto il pontificato di Paolo V, in forma di torre rotonda, che ascendendo restringe i suoi piani, portando il fanale ad oltre 30 metri di altezza. A poca distanza da essa, incontriamo l’Arsenale, costruito nel 1660 sotto il pontificato di Alessandro VII, per opera del Bernini. Al di là dell’arsenale, tutto il restante lato del porto verso terra è chiuso dalla bella cinta merlata costruita sotto il pontificato di Urbano VIII. La fontana posta al centro della muraglia, venne eretta nel I743 e cioè sotto il pontificato di Benedetto XIV, per opera del Vanvitelli. Alla fine della muraglia di Urbano VIII, si apre la Porta Livorno eretta dal pontefice Clemente XIII. Attraverso il piccolo portico che rasenta uno dei lati meglio conservati dell’antica Rocca, costituito da una muraglia a grandi blocchi di travertino, giungiamo alla vecchia Darsena. Nella piazzetta vi è la Porta Marina, decorata con pilastri piani di travertino, sormontati da capitelli di stile ionico, con due colonne di granito, probabilmente antiche. È stata eretta nell’anno 1689 sotto il pontificato di Innocenzo XI. All’esterno della Darsena, sono da osservare i due bastioni, denominati di S. Barbara e S. Rosa, gli unici rimasti della mirabile cinta eretta nella prima metà del 1500 dal grande architetto militare Antonio da Sangallo.
€ 4.500,00
257. VAN DER AA PETER, Cremona Ville du Duché de Milan

Leida, Peter Van der AA, 1715. Incisione in rame. Foglio unico su carta grezza (mm 415x345 misurati alla battuta). Incisione a cura di Daniel Stoopendall.

Splendida incisione in rame tratta dal fondamentale repertorio del Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae a cura di Joannes Georgius Graevius con numerazione 33. Si tratta della pianta prospettica della città di Cremona con le mura, il contado, l’indicazione delle strade e del fiume che l’attraversa. La città di Cremona sorse in epoca romana sulle rive di un piccolo corso d’acqua naturale, noto come Cremonella. Si trattava di un colatore che raccoglieva, lungo il suo corso, le acque di dilavamento dei terreni circostanti, ancora non bonificati, e quelle delle risorgive, all’epoca non ancora canalizzate, che si trovavano nella fascia di pianura compresa tra l’Adda e l’Oglio, in quella che attualmente è la bassa Pianura Bergamasca. La Cremonella, scorrendo verso sud-est, giungeva in città e qui veniva canalizzata fungendo sia da acquedotto, sia da fognatura, prima di sfociare nel Po. Con il passare dei secoli la città si espanse e conseguentemente anche la richiesta d’acqua andò progressivamente aumentando, sino al punto in cui le acque fornite dalla Cremonella non furono più sufficienti a garantire, allo stesso tempo, approvvigionamento per usi civili, agricoltura e attività artigianali (mulini, concerie, ecc.). Nella parte destra bel cartiglio con quattro putti e stemma della città. Esemplare ben conservato.
€ 1.200,00
258. VAN DER AA PETER, Piacenza capitale du duche de meme nom, en Italie

Leida, Peter Van der AA, 1715. Incisione in rame. Foglio unico su carta grezza (mm 421x348 misurati alla battuta). Incisione a cura di Daniel Stoopendall.

Splendida incisione in rame tratta dal fondamentale repertorio del Thesaurus antiquitatum et historiarum Italiae a cura di Joannes Georgius Graevius con numerazione 41. Si tratta della pianta prospettica della città di Piacenza con le mura, il contado, l’indicazione delle strade e del fiume Po che la lambisce. Nella parte inf. sinistra bel cartiglio con scena bucolica. Esemplare ben conservato con un piccolo foro dove è indicata la chiesa di San Paolo.
€ 1.600,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
259. VERNET CARLE, Bataille et passage du Tagliamento le 26 Ventose An 5.

Parigi, 1840 circa. Incisione all’acquaforte (mm 424x292 misurati alla battuta) tratta dall’opera di Vernet pubblicata a Parigi ed incisa da Duplessis-Bertaux su disegno dello stesso Vernet. Allegata una pagina con la descrizione della battaglia.

Esemplare in ottime condizioni con soggetto storico legato al Friuli con vivissimi particolari degli schieramenti e primi piani dei soldati a piedi e a cavallo. Napoleone nella primavera del 1797 riprende la guerra contro l’Austria che possedeva una potente armata, forte di 22.000 uomini al comando dell’Arciduca Carlo, che si era trasferito nella villa del Doge Ludovico Manin a Passariano mentre i suoi uomini si erano si erano accampati sulla riva sinistra del fiume Tagliamento e nei dintorni di Codroipo. Bonaparte aveva invece dislocato le sue milizie, sotto il comando di Massena, Bernadotte, Serrurier, Guieu e Murat, in altre zone strategiche. All’alba del 16 marzo 1797 Napoleone inizia l’avanzata alla testa delle sue truppe e in poche ore dopo aver raggiunto la riva destra del Tagliamento diede l’ordine di oltrepassare a guado il fiume. Nel caso di questa operazione, l’esercito austriaco dalla riva opposta oppose un’accanita resistenza con il fuoco delle artiglierie. Si determinò una mischia violenta e sanguinosa che si protrasse fino a sera. Alla fine l’esercito austriaco, costretto a ripiegare, si trincerò in una vasta prateria nei pressi di Goriezza di Codroipo dove tentò una ulteriore resistenza contro le armate di Bonaparte, ma fu nuovamente sconfitto.
€ 350,00
260. WAGNER JOSEPH, Der Luschariber (Monte Lussari)

Klagenfurt, Leon, 1844. Litografia (mm 468x396 e mm 325x246 dalla cornice). Nel marg. inf. sinistro scritta “Jos. Wagner aufg. u Lith” e in quello destro “Gedr. bei Leon in Klagenfurt”.

Trattasi della terza litografia presente nell’Ansichten aus Karnten, album che contiene 100 illustrazioni di località austriache. La località descritta è quella del Monte Lussari un gioiello d’incomparabile bellezza. Oltre ad essere luogo d’interesse naturalistico, esso è anche il Santuario che accomuna il ceppo etnico slavo, italiano e tedesco. Secondo un’antica leggenda, nell’anno 1360 sul Lussari, un pastore di Camporosso smarrì le sue pecore che ritrovò poco dopo inginocchiate attorno ad un cespuglio di pino mugo. Con grande meraviglia egli si accorse che al centro del cespuglio si trovava la statuetta di una Madonna con Bambino. Egli la prese, la portò a valle e la consegnò al Parroco di Camporosso. La mattina seguente però la statua venne trovata nuovamente sul Lussari attorniata dalle pecore inginocchiate. Tale episodio si ripeté ancora una volta. Il Parroco quindi informò del fatto il Patriarca di Aquileia; questi ordinò che sul luogo in cui venne ritrovata la statua venisse costruita una cappella. Della cappella originaria non vi sono più tracce; essa venne invece sostituita nel 1500 dal coro attuale, tutto in pietra, compresa la volta. Nel 1760 la comunità dei fedeli Sloveni celebrò il 4° centenario del Santuario. Nel 1786 l’imperatore d’Austria, Giuseppe II, vietò la celebrazione di qualsiasi funzione religiosa all’interno della chiesa. Essa venne chiusa, l’interno spogliato di tutti gli oggetti sacri ed i pellegrinaggi vietati. Ma già nel 1790 il successore, il fratello Leopoldo, fece annullare l’ordinanza. La Madonna potè così tornare nella sua dimora sul Monte Lussari.
€ 380,00
261. WAGNER JOSEPH, Pontafl (Pontebba)

Klagenfurt, Leon, 1844. Litografia (mm 499x421 e mm 324x245 dalla cornice). Nel marg. inf. sinistro scritta “Jos. Wagner aufg. u Lith” e in quello destro “Gedr. bei Leon in Klagenfurt”.

Trattasi della quarta litografia presente nell’Ansichten aus Karnten, album che contiene 100 illustrazioni di località austriache. La veduta è assai bella e luminosa, fine nei dettagli della rappresentazione della vallata, della foresta, del fiume, del campanile con l’orologio. Esemplare in ottime condizioni.
€ 330,00
 
 
 
 
 
 
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