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VIAGGIO IN ITALIA
Sei secoli di manoscritti, edizioni a stampa, cartografia e vedute


Catalogo n° 43 online

 Parte III: PIANTE e VEDUTE   (187-261)Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA (1-97)Parte II: CARTOGRAFIA (98-186)
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187. A view of Casal, a very strong city and Castel in Italy, taken by the Duke of Savoy in Decem.r 1706

Dublino, s.e., 1726-1732. Incisione in rame. Foglio unico in carta grezza (mm 475x385 misurati alla battuta).

Nella parte inf. dell’incisione appare la scritta “for M. Tindals Continuation of M.r Rapin history of England”. Si fa riferimento all’importante Histoire d’Angleterre di Paul de Rapin tradotta in inglese da Nicolas Tindal. Con la data del 1706 si ricorda anche l’episodio dell’assedio di Torino da parte di Vittorio Amedeo II. Il castello, edificato nel 1352 per volontà del marchese Giovanni II Paleologo, venne ricostruito nella seconda metà del Quattrocento, dopo che Casale divenne la capitale del Monferrato. Altri lavori di ampliamento del castello, cardine della città, vennero eseguiti attorno al 1561 per conto di Guglielmo Gonzaga. La funzione di difesa di Casale venne svolta, dopo pochi anni, anche dalla cittadella fatta erigere da Vincenzo I, successore di Guglielmo, nella parte opposta della città. Alla fine del Settecento il castello venne trasformato in magazzino militare. Presenta una pianta quadrilatera con torrioni angolari troncoconici ed è cinto da un fossato. Esemplare in ottime condizioni.
€ 650,00
 
188. Genealogia della famiglia Estense

S.l. (Modena o Ferrara?), 1823. Acquerello con disegno preparatorio (mm 404x295) su carta marrone priva di filigrana. La scena è così suddivisa: nella parte inf. un bambino vestito in modo assai elegante trattiene un’ancora su cui è appoggiato un putto nudo. Dall’ancora partono diverse corde che si diramano a seconda dei personaggi mitologici e storici che sono raffigurati dal busto in su e sono appoggiati su delle nuvole (in alti troviamo Ega, poi Oetingen, Liutpold, Rugiero, Witikind, Farneg e sulla destra Roberto, Cifo, Azzo ed uno privo di nome. Sullo sfondo si apre la visione della città di Modena o di Ferrara. Sotto l’ancora, che forse potrebbe suggerire un significato simbolico, è scritta a penna la data 1823.

Splendido acquerello finemente eseguito con mano assai felice e particolare attenzione alla raffigurazione degi edifici architettonici e del paesaggio. Trattasi della rappresentazione “inventata” delle origini della casa Estense: compare il nome di Ruggiero. Non a caso nell’Innamorato del Boiardo si contrappone alla pubblicistica avversa alla famiglia degli Estensi, che sosteneva la discendenza dei signori di Ferrara dalla stirpe dei traditori maganzesi (discendenti, cioè, da Gano di Maganza, il traditore di Orlando) e l’origine da Ettore troiano, identificando il capostipite del ceppo moderno nel pagano Ruggiero, redento alla cristianità per amore di Bradamante, sorella di Ranaldo, il quale proprio per mano degli intrighi orditi da Gano di Maganza avrebbe dovuto trovare la morte anzitempo nel finale del poema. In realtà gli Estensi sono una dinastia principesca dell’Italia padana le cui origini alto-medievali rimandano quasi sicuramente alla famiglia degli Obertenghi, di ascendenze longobarde. L’effettivo capostipite della casata è da considerarsi tuttavia Alberto Azzo II (circa 996-1097), signore del castello di Calaone (Este), nel Padovano. A quasi un secolo dalla sua morte, Obizzo I raccoglie nel 1184 l’eredità degli Adelardi di Ferrara, anche dal punto di vista politico, poiché la famiglia degli Estensi subentra loro nel ruolo di oppositori alla fazione ghibellina dei Torelli. Di qui si giunge al pieno controllo della città: con Azzo VII, podestà poco oltre il 1240 (nel frattempo il fratello Aldobrandino era stato addirittura privato del castello avito dai Padovani), e con suo nipote, Obizzo II (1247-93), fatto proclamare signore perpetuo di Ferrara da un’assemblea popolare.
€ 2.800,00
189. Malborghetto

Wien, von. M. Trentsensky, fine ottocento. Litografia (mm 552x366) colorata ramo e fissata con albume d’uovo e con scritta nella parte centrale bassa “N. VII. MALBORGHETTO / Hauptmann Hensels Heldentod bei Vertheidigung des Blockhauses / am 17. Mai 1809”. Nella parte inf. sinistra e destra si legge “Momente aus Österreichs Kriegsgeschichte” e “Herausgegeben von M. Trentsensky in Wien”.

Splendida raffigurazione dell’assalto a Malborghetto del 17 maggio del 1809 tra le truppe napoleoniche e gli Asburgo con in primo piano la morte di Friedrich Hensel. Per questo importante fatto rimando al bell’articolo di Paolo Foramitti, Friedrich Hensel, da L’Assalto di Malborghetto 1809. Tra gli Asburgo e Napoleone (art. apparso in “Antica Trattoria Schönberg”). La costruzione del forte di Malborghetto iniziò alla fine di agosto del 1808, sembra su indicazione dello stesso Arciduca Giovanni d’Asburgo, fratello dell’Imperatore Francesco I, che all’epoca era Direttore Generale dell’Arma del Genio. La progettazione delle opere di difesa di Malborghetto venne eseguita sotto la diretta supervisione dell’Arciduca Giovanni, e la direzione dei lavori fu affidata al capitano del Corpo del Genio Friedrich Hensel, un giovane ufficiale del genio nato il 13 agosto 1781 a Kronstadt in Transilvania, l’odierna Brasov in Romania. Hensel aveva dunque da poco compiuto ventisette anni quando giunse a Malborghetto, e aveva frequentato l’accademia militare del genio dalla quale era uscito nel 1801 come cadetto dell’Ingenieurkorps, il corpo degli ingegneri militari che all’epoca formavano il primo nucleo dell’arma del genio. Il primo settembre 1802 Hensel era salito al grado di tenente e il primo gennaio del 1807 venne nominato capitano di seconda classe.
€ 850,00
190. Piemonte Lombardia e Liguria

S.l., s.d. (Ottocento?). Disegno acquerellato con tinte azzurre e verdi su due fogli di carta spessa (mm 710x836) applicati su una tela.

Bella rappresentazione dello Stato di Milano, del Monferrato, dei Feudi Imperiali, di Genova e del Piemonte, il tutto suddiviso da diversi colori come spiegato nella legenda posta nel marg. inf. destro. È usata la scala “de miglia 10 Lombardi”. Nel marg. inf. sono presenti delle merci, un tamburo, un grande secchio in legno. Esemplare con qualche macchia scura.
€ 3.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
191. Prospetto della città di Mantova e suoi forti

Mantova (?), 1735 (data della rappresentazione del tema inciso). Incisione in rame su foglio spesso (mm 432x271 misurati alla battuta).

Questa bella incisione di cui abbiamo solo una piccola indicazione dell’identità dell’autore nelle lettere alfabetiche P.F. Sculp. presenta nella parte inf. una scena di guerra con soldati, cannoni, accampamenti. Siamo nel periodo in cui gli austriaci tennero Mantova per quasi un secolo, dal 1707 al 1797, periodo durante il quale principalmente su impulso dell’imperatrice Maria Teresa, si impegnarono a ridare dignità alla città. Questa prima fase di dominazione austriaca si concluse con l’avvento delle truppe di Napoleone Bonaparte. Molto ricca e particolareggiata è la rappresentazione dei laghi e del fiume Mincio oltre ai monumenti, ai palazzi, alle chiese, ai conventi che vengono indicati con una attenta legenda. Esemplare in ottime condizioni.
€ 2.300,00
 
 
 
 
 
 
192. Zur erinnerung an die Kroenungs Feyer seiner K. K. Majestat Ferdinand des Ersten

Linz, Friedrich Eurich, posteriore 1838. Foglio volante litografo (mm 565x870) con raffigurazione nella parte supriore dell’imperatore e della consorte e della cattedrale di Milano.

Splendido foglio volante commemorativo incentrato sulla figura di Ferdinando I imperatore che viene incoronato a Milano re del Lombardo-Veneto con la corona ferrea. Seguì un grande banchetto nella Sala delle Cariatidi dove Hayez ha appena affrescato il soffitto con il Trionfo di Ferdinando. Era giunto a Milano l’1 settembre, da Monza, con una solenne sfilata lungo il corso di Porta Orientale. Ripartirà il 15 ottobre, dopo aver inaugurato il 10 settembre l’Arco della Pace. Grazie ad un’amnistia, concessa dall’imperatore per la sua incoronazione, rientrano molti esuli liberali. I più pericolosi come Vitale Albera, riparato in Svizzera nel 1833, non possono però neppure regolarizzare la loro posizione di esuli.
€ 800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
193. ADAM FRANZ, Die Rückkehr des Marschalls am Tage nach der Schlacht von Novara

Vienna, Ed. Holzel, 1848-1849. Litografia a colori (mm 576x450 e mm 429x295 a partire dalla conirce che delimita la rappresentazione).

Bella litografia tratta dall’album commemorativo ed apologetico con titolo Erinnerung an die Feldzuege der K. K. osterreich. Armeee, 1848-1849 in Italien. In questo particolare caso si rimanda alla battaglia di Novara (23 marzo 1849) che segnò la fine della prima guerra d’Indipendenza. È nota anche come battaglia della Bicocca dal nome del sobborgo a sud-est di Novara che vide gli scontri più aspri. Venne combattuta fra 70.000 soldati austriaci comandati dal Maresciallo Radetzky e 100.000 soldati del regno Sardo (anche se non tutti parteciparono alla battaglia) guidati dal re Carlo Alberto, dal generale polacco Albert Chrzanowsky e dal capo di stato maggiore Alessandro La Marmora.
€ 400,00
 
 
 
 
 
 
194. ALT FRANZ, Nervi (Genova)

Nervi, 16 Mai 1895 (maggio). Acquerello su cartoncino. Foglio unico (mm 195x278). Pennello, colori ad acquerello, cartoncino avorio.

Il disegno acquerellato raffigura una via della città di Nervi, località del Levante genovese, con cinque personaggi che camminano, una folta vegetazione e sullo sfondo una casa d’epoca. L’opera, firmata e datata dall’artista in basso a sinistra, fu eseguita con molta cura senza una traccia disegnata. Franz Alt, fratello del noto artista Rudolf Alt e figlio di Jacob Alt, studiò all’Accademia di Vienna ritratto ed architettura; in seguito, egli si specializzò nel paesaggio attraverso la tecnica ad acquerello e numerose vedute di palazzi furono realizzate durante il suo soggiorno nell’Italia Settentrionale. Nel 1846 Alt realizzò un album di 40 vedute acquerellate di Tarvisio e delle zone limitrofe per il conte Kasimir Esterhàzy. Inoltre egli viaggiò molto e realizzò numerosi acquerelli della città di Londra, Berlino, San Pietroburgo, Stoccarda etc. Ottimo esemplare.
Thieme-Becker, p. 338.

€ 8.500,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
195. ARTARIA, Trieste

Acquatinta ritoccata coevamente a mano eseguita prima del 1832, stampata su carta con filigrana Wathmann, da Artaria e Compagn. Editori.

Splendida veduta, tra le più apprezzate dell’iconografia triestina di primo ottocento.
Cfr. Fiorello De Farolfi “Catalogo delle stampe triestine” n° 371/1.

€ 5.800,00
 
 
 
 
 
 
196. BENOIST PHILIPPE, Florence. Porte St. Gallo - Porta San Gallo

Parigi, Lemercier, 1850 circa. Litografia colorata d’epoca (mm 416x314 e mm 286x204 dalla cornice azzurra che fa da contorno all’immagine). Nella parte sup. indicazione in francese “TOSCANE” e nella parte inf. “ Dessiné d’après nature par Ph. Benoist”, “Imp. par Lemercier, à Paris”, ed ancora “Paris. Bulla éditeur, Rue Tiquetonne 18” e “et (M.on Aumont) Francois Delarue, succ. rue JJ. Rousseau, 10”.

Ottima litografia a colori su disegno al naturale di Philippe Benoist, pittore e litografo nato a Ginevra nel 1813 e litografata dal Bachelier. Viene rappresentata la Porta di San Gallo a Firenze animata da personaggi che camminano, parlano, oltre ad una carrozza e allo sfondo paesaggistico.
Esemplare in ottime condizioni.

€ 250,00
 
 
 
 
 
 
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