94. SCHULEMBOURGH MATTIAS GIO., Esercizio militare e regola universale dell’Infanteria della Serenissima Repubblica di
Venezia
Venezia, Figliuoli del qu. Z. Antonio Pinelli, 1735?. In 4°, 3 c.n.n., 296 p., frontespizio con il Leone di San Marco silografato
e testo entro cornice silografica, 11 tavole (più volte ripiegate fuori testo). Legatura in pergamena rigida, dorso arrotondato,
cinque nervi rialzati, etichetta in cuoio con titolazione in oro. Ex libris della biblioteca di John Smith.
L’opera contiene le ordinanze del Welt-Marechal Schulembourgh emanate nel 1724 e rimaste inalterate fino alla caduta
della Serenissima. Oltre ad indicare importanti sviluppi dell’esercito quanto a uomini, equipaggiamenti ed armi, questo
volume fornisce, in dettaglio, altre curiose informazioni sui distintivi di grado degli ufficiali, le armi in loro possesso.
Inoltre è anche l’unica opera nella quale si trovano precise indicazioni sull’uso delle Bandiere nei Reggimenti Veneti.
€ 2.800,00
95. SERMONICH DOMENICO, L’Ecco che forma dalla Fama, che rimbomba le glorie immortali dell’Ill.mo et Ecc.mo Senatore
Grimani, il suo humiliss.mo servo e fiozzo Domenico Sermonich
S.l., s.e., seconda metà del Settecento. In 4°, 8 c.n.n., testo entro doppia cornice arancione e gialla. Stemma dei Grimani
disegnato a colori vividi su entrambi i piatti. Ex libris di una biblioteca del Cincinnati
Curioso certificato di servizio scritto da Domenico Sermonich al Senatore della Repubblica Veneta Francesco Grimani, il
quale, come Provveditore Generale in Dalmazia ed Albania, si distinse per le sue doti amministrative. Scrisse a sua volta
le Quattro relazioni iteressantissime circa lo stato delle isole Ionie e le Anagrafi delle isole del Levante soggette al dominio
della Repubblica nel 1761. Esemplare in ottime condizioni.
€ 4.800,00
96. SOCIÉTÉ IMPÉRIALE HORTICULTURE, Pomologie ou histoire et description de tous les fruits cultivés e France
Lione, Imprimerie et lithographie de. J. Nigon, 1863-1868. In 4°, 5 vol. sugli otto pubblicati, vol. I: 38 p., 1-60 litografie
a colori; vol. II: 36 p., 61-110 litografie a colori; vol. III: 31 p., 32 p., 111-172 litografie a colori; vol. IV: 1-67 litografie a
colori con corrispettivo testo esplicativo; vol. V: 1-31, 1-12, 1-30 litografie a colori con testo epslicativo corrispondente.
Legatura in tela cerata rossa, dorso arrotondato in cuoio, titolazione in oro.
Importante opera a cura della Società Imperiale d’Orticultura francese riservata alla trattazione botanica dei frutti coltivati
in Francia e corredata da magnifiche tavole a colori di notevole impatto visivo. Esemplare in ottime condizione.
€ 8.500,00.
97. STIGLIANI TOMMASO, Il mondo nuovo
Roma, appresso Giacomo Mascardi, 1628. In 16°, 1011 p., 16 c.n.n. Le prime 12 pagine sono manoscritte. Frontespizio
in inchiostro rosso con raffigurazione del Mondo Nuovo. Legatura in pergamena rigida, dorso arrotondato con quattro
nervi, titolazione in rosso. Ex libris con timbro rosso, la lettera G sormontata da una corona.
Prima edizione di questo importante
testo a cura di Tommaso Stigliani
(Matera, 1573-Roma, 1651), letterato e
scrittore italiano. Forse di nobili origini,
da giovane si recò a Napoli dove
conobbe Giambattista Marino. Dopo
un breve soggiorno alla corte di Carlo
Emanuele I di Savoia a Torino, nel
1603 divenne segretario di Ranuccio I
Farnese, duca di Parma. Il
Canzoniere, pubblicato nel 1605, fu
messo all’Indice dei libri proibiti a
causa di alcuni indovinelli di contenuto
osceno. Stigliani ritenne colpevole
Arrigo Caterino Davila e lo sfidò
a duello. Rimasto ferito si rifugiò a
Napoli. Poté ritornare a Parma, grazie
all’intercessione del cardinale Cinzio
Aldobrandini, già protettore di
Torquato Tasso. Nominato Principe
dell’Accademia degli Innominati,
pubblicò nel 1617 i primi venti canti
del poema Il mondo nuovo, sull’epopea
di Cristoforo Colombo. Le allusioni
a Giambattista Marino contenute
nell’opera suscitarono aspre polemiche.
Costretto a lasciare Parma nel
1612 si stabilì a Roma dove curò l’edizione
del Saggiatore di Galileo
Galilei (Roma, Mascardi, 1623).
Sempre a Roma pubblicò una nuova
edizione del suo Canzoniere (Roma,
Zannetti, 1623) emendata delle poesie
oscene. Nel 1627 pubblicò
Dell’Occhiale (Venezia, Carampello,
1627), stroncatura dell’Adone di
Giambattista Marino, cui seguì l’anno
successivo un’edizione definitiva in
34 canti de Il Mondo nuovo (Roma,
Mascardi, 1628). Nel 1651 uscì l’edizione
delle Lettere (Roma, Manelfi,
1651). Postumo fu pubblicato il rimario
Arte del verso italiano (Roma, Del
Verme, 1658). La nostra edizione presenta
le prime 12 pagine scritte a
mano in un ductus posato con le iniziali
decorate, testatine, richiami che
riprendono l’originale. Esemplare rifilato
€ 2.400,00
98. TEMISTIO, 1)- Themistii Eupharadae in libros quindecim Aristotelis commentaria... Hermolao Barbaro interprete 2)-
Arithmetica Ioannis Martini Silicaei 3)- Textus De Sphaera Ioannis de Sacrobosco
1- Parigi, Simon de Coline, 1528. In 4°, 152 c., frontespizio con impresa e motto e raffigurazione del Tempo, iniziali ornate
e silografate. Legatura in marocchino decorato in oro. Triplice inquadramento concentrico di filetti in oro struttura il
campo. Fregi floreali ai quattro lati. Dorso arrotondato, sei nervi sporgenti,sette tasselli con decorazioni in oro, etichetta
con titolazione Themistii. Fitte postille in tutte e tre le opere e nota di possesso nel primo frontespizio “De Simon
Dubal... 1604”. 2- Parigi, Simon de Coline, 1526. In 4°, 63 c., frontespizio inquadrato da una cornice silografata con tondi
che presentano allegorie delle scienze matematiche e astrologiche e personaggi famosi come Tolomeo, Orfeo, Euclide.
Leggero strappo nel margine inferiore. 3- Parigi, Simon de Coline, 1531. In 4°, 35 c., frontespizio silografato con la raffigurazione
del sistema solare e figura umana che osserva il firmamento mentre gli è accanto Esculapio. Alla c. 3v altra
immagine a piena pagina con Urania e Tolomeo. Molti gli inserti geometrici silografati.
1- Bellissima edizione con il commento ad Aristotele di Temistio (Paflagonia, ca 317-Costantinopoli, ca 388) filosofo
greco, insegnante e alto funzionario dell’Impero bizantino. Fu maestro di filosofia in una scuola di Costantinopoli.
Benché pagano, fu accettato al servizio dell’Impero, divenendo senatore nel 355, proconsole nel 358 e prefetto nel 383.
Fu anche a Roma nel 357 e nel 376. Ci sono pervenuti, tra le altre opere, 33 Discorsi, 18 cosiddetti “politici”, per lo più
panegirici imperiali, e i restanti 15 “privati”, cioè conferenze, scritti polemici e d’occasione. Perdute sono le sue parafrasi alle Categorie, agli Analitici primi e ai Topica di Aristotele. La notizia data da Fozio nel IX secolo, di un Temistio anche
commentatore di Aristotele e di Platone, è dubbia; l’aver adottato il genere della parafrasi comporta del resto una maggiore
neutralità e fedeltà al pensiero di Aristotele. Questa edizione presenta l’interpretazione di Ermolao Barbaro indirizzata
a Antonio Galateo. 2- Bella edizione di Juan Martinez Siliceo (Villagarcía de Extremadura, c. 1486-Toledo, 1557),
ecclesiastico e precettore del principe Filippo oltre che professore alle università di Parigi e di Salamanca. Fu nominato
cardinale del 1556 e il suo nome di erudito è legato al trattato di aritmetica che pubblicò nel 1514. 3- Affascinante opera
astronomica di Giovanni Sacrobosco, (detto anche Johannes de Sacrobosco, Sacrobosco, o John of Holywood, ca. 1195-
1256) studioso inglese che insegnò all’Università di Parigi. Insieme all’italiano Guido Bonatti da Forlì fu uno dei più
famosi astronomi/astrologi del XIII secolo.Benché descritto come inglese, il suo luogo di nascita è sconosciuto, in quanto
Sacrobosco sarebbe una non meglio specificata città o regione. La teoria secondo cui nacque ad Halifax viene oggi
screditata poiché Halifax significa ‘sacro volto’, e non ‘sacro bosco’. Sacrobosco venne educato all’Università di Oxford.
Secondo un resoconto del XVII secolo, giunse all’Università di Parigi il 5 giugno del 1221, non è chiaro se come studente
d’arte o come laureato in arte in un’altra università, e quindi qualificato per l’insegnamento. Divenne in breve
tempo professore di matematica all’Università di Parigi. Attorno al 1230, venne pubblicato il suo lavoro più noto, il
Tractatus de Sphaera. In questo libro, Sacrobosco trattava della Terra e del suo posto nell’universo. Il libro divenne una
lettura obbligatoria per gli studenti di tutte le università occidentali nei quattro secoli successivi. La sua descrizione della
Terra come una sfera, e la sua popolarità, permettono, fin dagli studi compiuti nel XIX secolo, di confutare l’opinione
secondo la quale gli studiosi medioevali avrebbero ritenuto che la Terra fosse piatta. Del resto, la rotondità della terra
è ben sostenuta da altri autori del Medio Evo, quali: Ruggero Bacone, Tommaso d’Aquino, Brunetto Latini, Dante
Alighieri, Giovanni Buridano ed altri. Sacrobosco fu un forte sostenitore dei metodi arabi nella matematica: il suo trattato
Algorismus, che si ritiene la sua prima opera, fu uno dei primi testi sui numeri arabi adottato come manuale nelle
università europee. In questo testo, noto anche come Algorismus de integris o Algorismus vulgaris, Sacrobosco tratta le
quattro operazioni, la media aritmetica, e l’estrazione di radici quadrate e cubiche. Nell’opera Computus (1235) trattò in
maniera sistematica i calendari e la misura del tempo. Definì il giorno, le sua suddivisione in ore, e probabilmente fu il
primo autore occidentale ad introdurre le frazioni sessagesimali (minuti e secondi). Definì l’anno solare e l’anno lunare.
Un’altra ragione della notorietà di Sacrobosco è la sua critica del Calendario Giuliano. Nel Computus sostenne infatti che
tale calendario era avanti di 10 giorni e che era necessaria una qualche correzione. Il suo piano per sistemarlo era quello
di saltare un giorno ogni 288 anni. Sempre in questo libro inventò la falsa nozione secondo cui Augusto tolse un giorno
a febbraio per aggiungerlo ad agosto. L’anno della sua morte è incerto dato che le fonti indicano diversi anni: 1234,
1236, 1244 e 1256.
€ 16.000,00
99. TOMMASEO NICCOLÒ, Nuovo dizionario della lingua italiana
Firenze, Giovanni Pietro Vieusseux, 1838. In 8°, LXII, 1140 p. Legatura coeva in tela cerata rossa nei piatti e in marocchino
per il dorso arrotondato che presenta una decorazione animata con una scimmia ed un orso impressi in oro oltre
a girali. Contropiatti in carta marmorizzata ed ex libris Charles Bois de Chesne.
Importante edizione del famoso dizionario del Tommaseo. Niccolò Tommaseo nacque a Sebenico (Dalmazia) nel 1802
(morì a Firenze nel 1874). Ebbe une educazione rigorosamente cattolica, con fondamenta umanistiche. Fece i primi studi
a Sebenico, poi al seminario di Spalato; nel 1817 è all’università di Padova dove si laurea in legge nel 1822. Rimase a
Padova fino al 1824, poi a Milano vivendo della propria attività di giornalista e letterato. Collaborò al «Nuovo Ricoglitore»,
e intervenne su questioni linguistiche (“Il Perticari confutato da Dante” 1825). A Milano conobbe Manzoni, e gli presentò
Rosmini che aveva conosciuto a Padova. Cominciò a collaborare all’«Antologia» di Vieusseux. Si trasferì a Firenze nel
1827 restando fino al 1834 e convivendo con la popolana Geppa Catelli. Fu una stagione di intenso lavoro. Conobbe
vari intellettuali, fu amico di Capponi. Risale a questo periodo la prima edizione del “Dizionario dei sinonimi” (1830). Il
soggiorno fiorentino si interruppe quando un suo scritto pubblicato sull’«Antologia» suscitò le proteste dell’Austria.
Tommaseo fu costretto all’esilio, andò a Paris. Continuò l’attività letteraria pubblicando vari scritti importanti: “Dell’Italia”
(1835), i versi delle Confessioni (1836), il commento alla “Commedia” di Alighieri, l’autobiografia di “Memorie poetiche”
(1838). Altri scritti preparati in Francia furono pubblicati al suo ritorno in Italia, a Venezia, in seguito all’amnistia austriaca
del 1839: il romanzo Fede e bellezza (1840, che ebbe la sua edizione definitiva nel 1852), le prose d’arte in varie lingue
di “Scintille” (1841), la raccolta di traduzione dei Canti popolari toscani, corsi, illirici, greci (1841-1842). A Venezia
pubblicò la prima edizione del “Dizionario estetico” (1840), due volumi di “Studi filosofici” (1840) e due volumi di “Studi
critici” (1843). Durante i moti del 1848 ebbe un ruolo di primo piano nella Repubblica Veneta. Arrestato alla fine del
1847 per aver pronunciato un discorso in cui chiedeva la libertà di stampa, fu liberato con l’insurrezione del marzo 1848,
ebbe incarichi di governo nella Repubblica Veneta. Fu contrario all’unione con il Piemonte, fautore della resistenza a
oltranza contro l’Austria. La restaurazione lo costrinse a esiliare a Corfù . Qui prese moglie, e divenne completamente
cieco. Nel 1854 si trasferì a Torino. Contrario alla politica di Cavour, nel 1859 fu a Firenze dove visse fino alla morte.
Invecchiando divenne sempre più intollerante e critico verso la politica italiana. Rifiutò la carica di senatore offertagli
dal nuovo Regno d’Italia. Continuò a scrivere: diede l’edizione definitiva delle sue Poesie (1872), curò l’edizione delle
opere di Scalvini e di Caterina da Siena. Suo è anche l’importante “Dizionario della lingua italiana” (1858-1879) in sette
volumi, realizzato in collaborazione con B. Bellini, e terminato da G. Meini.
€ 800,00
100. TOTTI POMPILIO, Ritratto di Roma moderna
Roma, per il Mascardi, 1638. In 8°, 28 p.n.n., 531 p., 1 p.n.n. Frontespizio allegorico inciso a piena pagina e centinaia
di incisioni nel testo, molte a piena pagina, che illustrano suggestive vedute di Roma. Nel verso dell’ultima carta, bella
marca tipografica di Vitale Mascardi. Legatura coeva in piena pergamena, titolo calligrafico sul dorso.
Magnifica guida di Roma, riccamente illustrata da belle incisioni dedicate alle piazze, chiese, ville suburbane di Roma.
Vanno segnalate le vedute dei palazzi Farnese, Barberini, Gaetani e la sede papale di Montecavallo. Questa guida di
Roma, opera del compilatore ed editore Pompilio Totti, appartiene al genere dei bedeker antiquari seicenteschi, più
scientifici e accurati delle guide popolaresche di derivazione dai Mirabilia cinquecenteschi. Esemplare in buone condizioni
conservative.
Olschki, Choix, 18147.
€ 1.800,00
101. ULLEPITSCH C.A., Denkbuch der anwesenheit... Ferdinand I und Maria Anna in Krain und Karten
Laibach, Ignaz Edlen Kleinmayr, 1845. In 4°, 88 p., antiporta con litografia a colori e vignette figurate con castelli, archi
e vari monumenti.
Bel libro d’omaggio eseguito in seguito alla visita fatta in Carinzia di Ferdinando I e Maria Anna.
€ 900,00
102. VALVASONE ERASMO, La Caccia... ricorretta & di molte stanze ampliata con le annotationi di M. Olimpio Marcucci
Libro / Bergamo, Comin Ventura, 1593. In 8°, 8 c.n.n., 124 c., 42 c.n.n. + 5 splendide tavole silografate a piena pagina
(illustrano scene di caccia); legatura ottocentesca in mezza pergamena con angoli, tasselli bicolori, titolo in oro, doppio
ex libris di Gino Sabattini e F. De Maria.
Seconda edizione, “rara quanto quella originale del 1591” di un famoso poema della caccia con riferimenti politici.
Ampliata di ben 95 ottave e dalle interessanti note del Marcucci. Sono presenti sonetti di Angelo Grillo, Alessandro
Midano Fileremo, Gherardo Borgogni, Ercole Tasso, Nicolo Oddo, Torquato Tasso. Esemplare in ottime condizioni.
Ceresoli, 547.
€ 2.000,00
103. VANNI GIOVANNI FRANCESCO, Investigatio momentorum quibus gravia tendunt deorsum
Roma. In 8°, 110 p. Frontespizio con emblema dei Gesuiti, illustrazioni matematiche silografate per tutto il testo. Legatura
in pergamena morbida.
Prima e rarissima edizione (in Italia sono presenti solo tre esemplari censiti da SBN) curata dal gesuita Giovanni Francesco
Vanni (1638-1709) dedicata alla geometrica.Si tratta dell’esemplare appartenente alla biblioteca privata di Pietro Riccardi.
Due sono le indicazioni che avvalorano la nostra affermazione. La prima prova è fornita dalla presenza nel contropiatto
anteriore dell’ex libris Biblioteca Riccardi di Modena ossia di Pietro Riccardi. La seconda, più stringente, proviene dalla
voce su Giovanni Francesco Vanni che il Riccardi gli dedica nel primo volume della sua Biblioteca Matematica Italiana.
Introducendo la scheda descrittiva dell’Investigatio egli afferma: “Nell’esemplare da me posseduto vi ha la firma del matematico
Francesco Bianchini, cui fu donato dall’autore” (p. 583). Difatti nella parte inferiore del frontespizio in inchiostro
nero si legge la nota di possesso, in latino, “ex dono Authoris accepit Fr. Blanchinus”. L’eccezionalità del nostro esemplare
quindi è ancora aumentato dalla nota di possesso di Francesco Bianchini (Verona, 13 dicembre 1662-Roma, 2 marzo
1729) astronomo, archeologo e storico italiano. Studia presso i gesuiti a Bologna dal 1673 al 1680 e poi, dal 1680 al 1684,
teologia, anatomia, botanica, matematica, fisica e astronomia nell’Università di Padova.
Bibliografia: F. Cavani, Della vita e delle opere del Prof. Ing. Pietro Riccardi, Bologna, Soc. Tipografica già Compositori,
1899; Pietro Riccardi (1828-1898) e la storiografia della matematiche in Italia. Atti del convegno, a cura di F. Barbieri e
F. Cattelani Degani, Univ. degli Studi di Modena, 1989.
€ 8.500,00
104. VERTOT RENÉ AUBERT DE, Histoire des chevaliers hospitaliers de S. Jean de Jerusalem
Parigi, Rollin Quillau-Desaint, 1726. In folio, 4 vol., vol. I: 12 p.n.n., 696 p.; vol. II: 719 p.; vol. III: 2 p.n.n., 552 p.; vol.
IV: 2 p.n.n., 240, 408, 222, 20 p., 2 p.n.n. Antiporta del primo volume ritratto in rame di Vertot, 6 tavole più volte ripiegate
sempre incise in rame a carattere geografico, tra cui Malta, e 70 stupendi ritratti finemente incisi su rame. Legatura
coeva in cuoio liscio con triplice cornice in oro nei piatti, dorso arrotondato con cinque nervi sporgenti, tessere decorate
in oro con motivi floreali, doppia etichetta con titolazione e numero del tomo. Contropiatti in carta marmorizzata
policroma con ex libris Novacco.
Splendida edizione originale del prestigioso esemplare appartenuto alla collezione
Franco Novacco. Viene narrata la storia dell’Ordine di Malta a partire dal 1048. Sarebbero stati alcuni mercanti dell’antica
repubblica marinara di Amalfi ad ottenere dal Califfo d’Egitto il permesso di costruire a Gerusalemme una chiesa, un
convento e un ospedale nel quale assistere i pellegrini di ogni fede o razza. L’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme
– la comunità monastica dedita alla gestione dell’ospedale per l’assistenza dei pellegrini in Terra Santa – diviene indipendente
sotto la guida del suo fondatore il Beato Gerardo. Papa Pasquale II, con la bolla del 15 febbraio 1113, pone
l’ospedale di San Giovanni sotto la tutela della Santa Sede, con diritto di eleggere liberamente i suoi capi, senza interferenza
da parte delle altre autorità laiche o religiose. In virtù di tale bolla l’Ospedale divenne Ordine esente dalla Chiesa.
Tutti i Cavalieri erano religiosi, legati dai tre voti monastici, di povertà, castità e obbedienza. La costituzione del Regno
di Gerusalemme ad opera dei crociati costringe l’Ordine ad assumere la difesa militare dei malati, dei pellegrini e dei
territori sottratti dai crociati ai Musulmani. Alla missione ospedaliera si aggiunge il compito di difesa della cristianità.
Successivamente viene adottata la bianca Croce Ottagona, che ancora oggi rappresenta il simbolo dell’Ordine.
Cohen, 1011; Saffroy, n 5420.
€ 5.500,00
105. VIRGILIO PUBLIO MARONE, Bucolica Georgica et Aeneis
Roma, 1763-1765. In folio, 3 volumi, vol. I: (2), XCII, 211, (1) p.; vol. II: LX, 336 p.; vol. III: XIV, 343, p.; 150 illustrazioni
nel testo, capilettera, finalini. Frontespizi rossi e neri con ritratti in ovale. Sono presenti le tre magnifiche antiporte
illustrate. Esemplare eccellente con legatura in marocchino rosso, dorso arrotondato con fregi geometrici impressi in oro
e titolazione dell’opera. Contropiatti in carta colorata.
Strepitosa edizione virgiliana curata da Antonio Ambrogi e dedicata a sua maestà Carlo Emanuele re di Sardegna.
Esemplare in perfette condizioni, pagine con ampi margini, illustrazioni calcografiche di notevole bellezza. Esemplare
appartenuto alla nobile ed importante famiglia ungherese dei Kohary come si legge nell’occhiello del primo volume “C:F:
Kohary 1788” e del terzo con nota a penna “C. franc. Jos. Kohary 788”.
Mambelli, Edizioni virgiliane, 417; The Bodleian library-CD 912361; Graesse VII 343.
€ 8.000,00
106. VON BRUCK GOTTLOB FRIEDRICH, 1)- Vorteile eine situation zum militarischen gebrauch 2)- Kurze Anweifung
Dresda, Walterischen, 1767. In 8°, 100 p., 7 tavole silografate fuori testo; Lipsia, Johann Gottlob Rothen, 1765. In 8°, 64
p., 11 tavole silografate fuori testo. Legatura coeva in cuoio, dorso arrotondato con decorazioni floreali in oro e titolo
su etichetta rossa, unghie dorate. Ex libris della biblioteca militare di G.L. Parker e timbro a secco impresso nel frontespizio
e nell’antiporta.
Sono presentate due opere sulle fortificazioni con attenti studi di matematica e di geometria in rapporto alla costruzioni
di forti, murature, ponti nei pressi di fiumi, monti,e luoghi geologicamente sconnessi. Esemplare in perfette condizioni.
€ 1.100,00
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