LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA - LIBRI D'ANTIQUARIATO
Opere presenti alla XIX Mostra del Libro Antico - Milano, Palazzo della Permanente, 14-16 marzo 2008


Catalogo n° 53 online
Responsabile: Federico Ossola - Schede a cura di Federico Ossola e Simone Volpato

 Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA  (1-117)Parte II: INCISIONI E DISEGNI (118-170)
pagine: [1] 2 [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10]
10. Reise... Apostolischen Majestaten Franz Joseph und Elisabeth durch Karnthen im september 1856,
Vienna, Kaiserlich-koniglichen hof-und Staatdruckerei, 1859. In folio, 91 p., XXXIV cromolitografie a tutta pagina. Legatura coeva in tela cerata con stemma nobiliare e scritta del titolo nel piatto anteriore, il tutto impresso a colori.

Bellissimo album cromolitografato dedicato al viaggio nella regione di Karnthen eseguito da Francesco Giuseppe e dalla moglie Elisabetta nel 1856. Esemplare in perfette condizioni conservative.
€ 4.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
11. Storia delle operazioni militari eseguite dalle Armate delle Potenze Belligeranti in Europa durante la Guerra cominciata l’anno MDCCLVI

Bella edizione di storia militare con primo volume che presenta un frontespizio figurato con un soldato ed un cannone. Dedicata a Guglielmo Graeme generale della Serenissima Repubblica di Venezia. Esemplare in buone condizioni conservative.
€ 2.400,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
12. Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi

Venezia, Antonio Zatta, 1779. In folio, 4 vol., vol. I: frontespizio inciso in rame con allegorie varie di P. A. Novelli e G. Zuliani, dedica a Carlo Spinola con stemma gentilizio in rame e iniziale figurata acquerellata, finalino, X p., 2 c.n.n., 50 p., LXX carte geografiche di mm 400 x 310 di norma; vol. II: frontespizio inciso e figurato, 1 c.n.n., 47 carte geografiche; vol. III: 2 c.n.n., 54 tavole; vol. IV: 2 c.n.n., 45 tavole. Legatura con piatti in carta marmorizzata, dorso arrotondato in pergamena, etichetta in cuoio che riporta la titolazione.

Importante raccolta di tutte le carte geografiche pubblicate dallo Zatta tra il 1779 e il 1785. Ottimo stato di conservazione. Bella e decorativa coloritura d’epoca delle incisioni eseguite dal Zuliani, dal Pitteri, dal Novelli.
€ 33.000,00
 
 
 
 
 
 
13. Catastico di scritture della Famiglia Ferrea detta Ferro Patritia Veneta, &c. Principiato l’Anno 1670 Dal NH& Giovanni Ferro

Venezia, 1660-1671 luglio 20; pergamenaceo, 3 f.n.n., 263 f.n., 3 f.n.n. Frontespizio architettonico con stemma familiare, iniziale con Leone di San Marco, lettera figurata e motto “Regredior non nascor” (f. 1), altre iniziali figurate alle p. 18, 20, 24, 28, 30, 32 e seguenti; stemma nobiliare alla p. 23; raffigurazione di Villa della Capelletta a Noale (p. 85). Legatura in cartone rigido, dorso arrotondato in pergamena. Risultano essere scritte da Pordenone la lettera a p. 28; si parla dell’acquisto di Palazzo Turriano a Udine a p. 98; del cittadino triestino Andrea Gerardi a p. 109.

Se si deve prestare fede ad un’antica tradizione accennata anche da un diploma di conte palatino del 1465, i Ferro sarebbero discesi dai signori di Beaumont in Fiandra e passati nel 1359 a Venezia con un Lazzaro detto de Rotarii che vi avrebbe posto stabile dimora. Non essendo però tale tradizione appoggiata ad alcun documento, è doverosa qualche riserva sulla sua attendibilità. L’accennato diploma esistente in semplice copia all’Archivio di Stato di Venezia (Provveditori sopra feudi b. 1046), sarebbe stato emanato dall’Imperatore Federico III il 6 febbraio 1465 a favore del nobile milite Lazaro Ferreo di Giovanni di Venezia, con la concessione della contea palatina a lui e successori maschi e della nobiltà del SRI anche alle femmine. Sulla fine del secolo XVI i Ferro si divisero in due linee. La prima rimasta a Venezia ebbe dal Senato di Roma con SC 11 ottobre 1624 la nobiltà romana nelle persone di Alvise avvocato e Giovanni dottore in teologia, figli di Lazzaro, e dall’Imperatore Leopoldo con diploma dato da Vienna 19 ottobre 1658 il riconoscimento della contea palatina e della nobiltà del SRI già elargite alla famiglia come si è detto nel 1465 e la concessione della nobiltà d’Ungheria e dell’arma di questo Regno nelle persone di Giovanni segretario della Repubblica Veneta, Giovanni Battista canonico di Treviso e dottore, Lazzaro avvocato fiscale della Serenissima, Francesco Maria, dottore e vicario pretorio in Padova e Pietro Paolo, giudice, figli di Alvise Ferro, avvocato. Questi stessi cinque fratelli, dietro l’offerta di 100.000 ducati, furono ascritti al patriziato veneto con delibera del Maggior Consiglio del 22 giugno 1662. Questa prima linea si estinse in Venezia nel secolo XVIII. La seconda linea, che fiorisce ancora, passò a Pordenone con Pietro Ferro, cittadino veneto, che acquistato un possesso in quel territorio, chiese di venir ascritta alla nobiltà pordenonese, ciò che gli venne concesso con delibera del capitano di Pordenone Baldassarre Zen del 16 marzo 1604. A questo ramo, in base al citato diploma di riconoscimento del 1658 conferito al ramo veneziano, la repubblica di Venezia riconobbe il titolo di conte, orinandone l’iscrizione nell’Aureo Libro dei Titolati della Repubblica Veneta in data 23 febbraio 1672.
€ 9.500,00
 
14. Der Golf Von Buccari - Porto Re (bilder und skizzen)

Praga, Mercy, 1871. In 4° (mm 280 x 210), pagine nn. 8. n. 125, 22 illustrazioni nel testo, 14 piccoli piani e 30 tavole fuori testo + 2 carte geografiche ripiegate più volte e montate su tela, leggermente colorate e poste alla fine del volume dentro ad una fascettatura, legatura coeva in tutta tela rossa a sbalzo con impressioni dorate e nere.

“Dettagliata e precisa descrizione della località; tavole e illustrazioni da originali dell’autore, la prima tavola in anteporta a colori, segue poi la dedica a S. M. Elisabetta d’Austria e Regina d’Ungheria”. Fiorello De Farolfi “Un grande dimenticato”.
€ 1.200,00
15. Squitinio della libertà veneta

Mirandola, appresso Giouanni Benincasa, 1619. In 8° (mm 165 x 110), legatura in pergamena con dorso arrotondato ed etichetta in basso strappata; 2 p.n.n - 101 p.n, 3 p.n.n; Testo ad unica colonna, carattere romano e corsivo. Alla p. 102 n.n appare questo curioso avviso “alcune minutie d’errori di stampa, auertiranno facilmente, e perdoneranno volentieri gli benigni lettori”.

Seconda rarissima edizione (la prima ? del 1612) di questo pampleth nei confronti della Repubblica di Venezia, testo che fu soggetto alla censura, ritirato e fatto bruciare. L’opera è attribuita ad Alfonso de la Cueva, ambasciatore della Spagna presso la città lagunare ma si parla anche di Possevino e Marco Velsero. Il Peignot nel suo Dictionnaire des ouvrages condamnes au feu così scrive “Ouvrage seditieux et rare. Il a ete brulÈ par ordre du senat de Venise. On n’en connait pas l’auteur precisement... Il pretend monster dans cet ouvrage que la republique de Venise n’est pas nee libre, qu’elle est un ancien domaine de l’empire , et que, par consequent l’empereur et l’empire conservent sur la republique leurs droits et leurs memes pretentions. Cet auteur semble avoir prevu la sorte de Venise. Quoi qu’il en soit, son livre a donnÈ lieu a’ Fra-Paolo (Sarpi) de faire l’Histoire du concile de Trente pour mortifier la cour de Rome, et il n’y a que trop bien reussi” (II, p. 144-145). Esemplare in ottime condizioni, pagine con aloni scuri causa acqua.
Melzi, Dizionario di opere..., III, p. 93; Parenti, Dizionario dei luoghi di stampa falsi..., p. 143; Autori italiani del Seicento, III, p. 226-227, n.1013-1016; Brunet V, 502; Cicogna 129-129. Lozzi 6133.

€ 550,00
 
 
 
 
 
 
16. ADAM FRANZ, Erinnerungen an die Feldzuege der K.K. Oester. Armee in Italien

Munchen, J. G. Cottàschen, 1851. Cartella di 24 litografie con vedute di campi di battaglia quali Novara, Campalto, Milano, Vicenza, Pavia, Sommacampagna ed altre località italiane. Ogni tavola è preceduta da un foglio con descrizione del soggetto.

Album completo di 24 litografie tratte da “Erinnerungen an die Feldzuege der K.K. Oester. Armee in Italien” pubblicato a Monaco di Baviera nel 1851 da F. Hacklander e Adam Franz.
€ 4.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
17. ALIGHIERI DANTE, La Divina Commedia... giusta lezione del codice bartoliniano

Udine, Fratelli Mattiuzzi - Tipografia Pecile, 1823. In 4°, 3 vol. in 5 tomi, vol. I: 22 c., I tav., LIII, 330 p., 2 c.n.n. per gli errata; vol. II: 265 p.; vol. III.1.A: LI, 350 p.; vol. III.1.B: 353-790 p.; vol. III.2: VII, 323 p. (ma 423 p.). Vi è anche la calcografia, incisa da Federico Lose da disegno di Giovanni Darif e sotto la direzione di Giovanni Migliara, a fronte della prima pagina dell’Inferno, raffigurante Dante alla Grotta di Tolmino. Esemplare rara perché in 4° e non comunemente in 8° (Gamba, 336). Legatura coeva in pergamena rigida, dorso arrotondato e titolo impresso in oro su tassello in cuoio rosso.

Il primo volume contiene una calcografia a piena pagina con riproduzione di un saggio di caratteri di svariati codici danteschi e un’altra calcografia, incisa da Federico Lose da disegno di Giovanni Darif e sotto la direzione di Giovanni Migliara, a fronte della prima pagina dell’Inferno, raffigurante Dante alla Grotta di Tolmino. Dediche a stampa a Anna di Schio Serego e al Marchese Gian Giacomo Trivulzio. Edizione udinese ottocentesca della Commedia, tra i più clamorosi casi di manipolazione del testo dantesco compiuti nel XIX secolo, ricavata da Quirico Viviani (Soligo, 1784-Padova, 1835) dal quattrocentesco Codice Bartoliniano la cui autorità fu poi negata dal Foscolo nel Discorso sul testo..., Londra, 1842, vol. I, pp. 16-23, 113-135), col riscontro di 65 testi a penna e delle prime edizioni Dantine. Il Viviani si servì delle varianti dei tre codici della Divina Commedia della Palatina di Parma (Mambelli). Il codice, che deve il suo nome al Conte Bartolini, suo acquisitore, fu ritenuto dal Witte uno dei più affidabili per la trasmissione del testo proemiale. In fine del primo vol. sono aggiunti vari frammenti di una traduzione in esametri latini dell’Inferno tratti dal Codice Fontanini. Le lezioni in calce al testo dantesco sono quelle del testo approvato dalla Crusca. Non mancarono peraltro, nell’esegesi dantesca dell’Ottocento, voci fortemente dissonanti rispetto alla discutibile e talora falsificatoria operazione filologica del Viviani, tra cui quelle del Witte, del Fiammazzo (che lo accusò di avere scientemente e artatamente alterato il testo; Dinanzi all’improntitudine di cotesto falsario perfino di facsimili... dinanzi a sì sfacciata improntitudine basti un’esclamazione sola per cotest’editore: Miserabile!) e dello Scartazzini (rimandiamo al Mambelli per una breve ricapitolazione delle riserve di tali dantisti). De Batines, I, p. 157. Gamba, 406. Mambelli, 136 (con indicazioni bibliografiche). Manna, p. 23: Edizione accurata, molto importante sotto il punto di vista filologico e molto discussa per la novita del codice cosidetto Bartoliniano, scritto nel Friuli, e per il conseguente gran numero di nuove lezioni presentate. Brunet, II, 508. Graesse, II, p. 331.
€ 3.000,00
18. ALIGHIERI DANTE, La Divina Commedia... con tavole in rame

Firenze, All’Insegna dell’Ancora, 1817. In folio, 4 vol., vol. I (Inferno): 6 p.n.n. (front. con ritratto di Dante e Dedica a Antonio Canova), 208 p., con 44 incisioni all’acquaforte f.t.; vol. II (Purgatorio): 2 p.n.n. (frontespizio con ritratto di Dante), 210 p., con 40 incisioni all’acquaforte f.t.; vol. III (Paradiso): 2 p.n.n. (frontespizio con ritratto di Dante), 206 p., con 41 incisioni all’acquaforte f.t.; vol. IV (Vita di Dante). Note e commenti alle Cantiche di cui a p. 10: ‘Discorso intorno al canto IV di Dante di Gianfranco Galeoni Nepione di Cocconato’, 251 p. Con 125 incisioni totali. Legatura coeva con piatti in carta marmorizzata, dorso in cuoio chiaro, cinque nervi sporgenti, decorazioni floreali in oro. Ex libris Petrellianis nel contropiatto anteriore marmorizzato.

Splendida edizione arricchita di 125 bellissime incisioni di gusto neoclassico, di influenza Sabatelliana, disegnata da Luigi Ademollo e Francesco Nenci, incise in rame da Giovanni Massetti, Giovanni Lapi, Innocenzo Migliavacca, Lasinio Figlio e Benucci. (Mambelli, 113: “Questa magnifica edizione... stampata in ristretto numero d’esemplari, fu curata sul testo degli Accademici da Antonio Renzi, Gaetano Marini, Gaetano Muzzi, che la dedicarono al Canova... I disegni di questa Opera servirono ad alcune composizioni di Paolo de la Roche. Al III volume (sic IV) è aggiunto un discorso sulle Teologiche dottrine di Dante attorno al Limbo, scritto dal conte Giovan Francesco Nepione. Il IV volume contiene la Vita scritta da Leonardo Aretino e le annotazioni alle tre Cantiche, tratte da diversi codici, da un anonimo (Abate Renzi). Il De Batines giudicò questa edizione veramente magnifica per la bellezza e splendidezza del lavoro tipografico e per la eccellenza dei disegni che contiene”.
Manna I, 21. Brunet II, 507. Graesse II, 331. Gamba, 402. Cicognara, 1089.

€ 5.500,00
 
19. ALIGHIERI DANTE, Dante col sito, et forma dell’inferno

Toscolano, Alessandro Paganini, 1520 circa. In 8°, 248 c.n.n., 3 grandi silografie a piena pagina (struttura dell’Inferno, Legatura moderna in pelle con impressione dorata al centro del piatto superiore che riporta il monogramma di un collezionista racchiuso in un tondo (Bernardino Ribeiro de Carvalho, Lisboa), dorso a cinque nervi dorati, decorazioni floreali in oro, riferimento all’anno 1596. Esemplare con cancellature dei versi nei quali si parla in modo assai duro della Chiesa (c. b1r-v; f4v-f5r, A1v. Nell’ultima carta indicazione della censura).

Rara edizione dantesca figurata, che segna il ritorno dell’enchiridio aldino da parte dello stampatore bresciano Paganini sulla cui data di pubblicazione si è sempre dibattuto partendo dal 1506 a 1527. Le tre silografie in fine, riprese dalla seconda edizione aldina del 1515 illustrano la struttura dell’Inferno, i peccati puniti all’Inferno e i peccati che si scontano nel Purgatorio. (Mambelli, 21: “... senza luogo, nè data; con pagine di 30 righe, con segnature e senza numerazione; stampata verso il 1506 in Toscolano da Alessandro Paganini che col padre Paganino, oltre a stampare libri, aveva anche coltivato l’arte di bulinare e di fondere magnifici caratteri. La presente edizione, che può dirsi una fedele riproduzione dell’aldina del 1502, però con caratteri più grandi, è assai rara e pregevole...”.
Brunet II, 502. De Batines I, 66-67: “Leggiadra edizione e poco comune...”. Sander, 2318. L’EDIT 16 data la seguente edizione come successiva al 1518; Ascarelli-Menato, La tipografia del ’500 in Italia, p. 342; Adams I, 337, 91 data 1525.

€ 8.800,00
 
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