10. Reise... Apostolischen Majestaten Franz Joseph und Elisabeth durch Karnthen im september 1856,
Vienna, Kaiserlich-koniglichen hof-und Staatdruckerei, 1859. In folio, 91 p., XXXIV cromolitografie a tutta pagina.
Legatura coeva in tela cerata con stemma nobiliare e scritta del titolo nel piatto anteriore, il tutto impresso a colori.
Bellissimo album cromolitografato dedicato al viaggio nella regione di Karnthen eseguito da Francesco Giuseppe e dalla
moglie Elisabetta nel 1856. Esemplare in perfette condizioni conservative.
€ 4.800,00
11. Storia delle operazioni militari eseguite dalle Armate delle Potenze Belligeranti in Europa durante la Guerra cominciata
l’anno MDCCLVI
Bella edizione di storia militare con primo volume che presenta un frontespizio figurato con un soldato ed un cannone.
Dedicata a Guglielmo Graeme generale della Serenissima Repubblica di Venezia. Esemplare in buone condizioni
conservative.
€ 2.400,00
12. Atlante novissimo, illustrato ed accresciuto sulle osservazioni e scoperte fatte dai più celebri e più recenti geografi
Venezia, Antonio Zatta, 1779. In folio, 4 vol., vol. I: frontespizio inciso in rame con allegorie varie di P. A. Novelli e G.
Zuliani, dedica a Carlo Spinola con stemma gentilizio in rame e iniziale figurata acquerellata, finalino, X p., 2 c.n.n., 50
p., LXX carte geografiche di mm 400 x 310 di norma; vol. II: frontespizio inciso e figurato, 1 c.n.n., 47 carte geografiche;
vol. III: 2 c.n.n., 54 tavole; vol. IV: 2 c.n.n., 45 tavole. Legatura con piatti in carta marmorizzata, dorso arrotondato
in pergamena, etichetta in cuoio che riporta la titolazione.
Importante raccolta di tutte le carte geografiche pubblicate dallo Zatta tra il 1779 e il 1785. Ottimo stato di conservazione.
Bella e decorativa coloritura d’epoca delle incisioni eseguite dal Zuliani, dal Pitteri, dal Novelli.
€ 33.000,00
13. Catastico di scritture della Famiglia Ferrea detta Ferro Patritia Veneta, &c. Principiato l’Anno 1670 Dal NH& Giovanni
Ferro
Venezia, 1660-1671 luglio 20; pergamenaceo, 3 f.n.n., 263 f.n., 3 f.n.n. Frontespizio architettonico con stemma familiare,
iniziale con Leone di San Marco, lettera figurata e motto “Regredior non nascor” (f. 1), altre iniziali figurate alle p. 18,
20, 24, 28, 30, 32 e seguenti; stemma nobiliare alla p. 23; raffigurazione di Villa della Capelletta a Noale (p. 85). Legatura
in cartone rigido, dorso arrotondato in pergamena. Risultano essere scritte da Pordenone la lettera a p. 28; si parla dell’acquisto
di Palazzo Turriano a Udine a p. 98; del cittadino triestino Andrea Gerardi a p. 109.
Se si deve prestare fede ad un’antica tradizione accennata anche da un diploma di conte palatino del 1465, i Ferro sarebbero
discesi dai signori di Beaumont in Fiandra e passati nel 1359 a Venezia con un Lazzaro detto de Rotarii che vi
avrebbe posto stabile dimora. Non essendo però tale tradizione appoggiata ad alcun documento, è doverosa qualche
riserva sulla sua attendibilità. L’accennato diploma esistente in semplice copia all’Archivio di Stato di Venezia (Provveditori sopra feudi b. 1046), sarebbe stato emanato dall’Imperatore Federico III il 6 febbraio 1465 a favore del
nobile milite Lazaro Ferreo di Giovanni di Venezia, con la concessione della contea palatina a lui e successori maschi e
della nobiltà del SRI anche alle femmine. Sulla fine del secolo XVI i Ferro si divisero in due linee. La prima rimasta a
Venezia ebbe dal Senato di Roma con SC 11 ottobre 1624 la nobiltà romana nelle persone di Alvise avvocato e Giovanni
dottore in teologia, figli di Lazzaro, e dall’Imperatore Leopoldo con diploma dato da Vienna 19 ottobre 1658 il riconoscimento
della contea palatina e della nobiltà del SRI già elargite alla famiglia come si è detto nel 1465 e la concessione
della nobiltà d’Ungheria e dell’arma di questo Regno nelle persone di Giovanni segretario della Repubblica Veneta,
Giovanni Battista canonico di Treviso e dottore, Lazzaro avvocato fiscale della Serenissima, Francesco Maria, dottore e
vicario pretorio in Padova e Pietro Paolo, giudice, figli di Alvise Ferro, avvocato. Questi stessi cinque fratelli, dietro l’offerta
di 100.000 ducati, furono ascritti al patriziato veneto con delibera del Maggior Consiglio del 22 giugno 1662. Questa
prima linea si estinse in Venezia nel secolo XVIII. La seconda linea, che fiorisce ancora, passò a Pordenone con Pietro
Ferro, cittadino veneto, che acquistato un possesso in quel territorio, chiese di venir ascritta alla nobiltà pordenonese,
ciò che gli venne concesso con delibera del capitano di Pordenone Baldassarre Zen del 16 marzo 1604. A questo ramo,
in base al citato diploma di riconoscimento del 1658 conferito al ramo veneziano, la repubblica di Venezia riconobbe il
titolo di conte, orinandone l’iscrizione nell’Aureo Libro dei Titolati della Repubblica Veneta in data 23 febbraio 1672.
€ 9.500,00
14. Der Golf Von Buccari - Porto Re (bilder und skizzen)
Praga, Mercy, 1871. In 4° (mm 280 x 210), pagine nn. 8. n. 125, 22 illustrazioni nel testo, 14 piccoli piani e 30 tavole
fuori testo + 2 carte geografiche ripiegate più volte e montate su tela, leggermente colorate e poste alla fine del volume
dentro ad una fascettatura, legatura coeva in tutta tela rossa a sbalzo con impressioni dorate e nere.
“Dettagliata e precisa descrizione della località; tavole e illustrazioni da originali dell’autore, la prima tavola in anteporta
a colori, segue poi la dedica a S. M. Elisabetta d’Austria e Regina d’Ungheria”.
Fiorello De Farolfi “Un grande dimenticato”.
€ 1.200,00
15. Squitinio della libertà veneta
Mirandola, appresso Giouanni Benincasa, 1619. In 8°
(mm 165 x 110), legatura in pergamena con dorso
arrotondato ed etichetta in basso strappata; 2 p.n.n -
101 p.n, 3 p.n.n; Testo ad unica colonna, carattere
romano e corsivo. Alla p. 102 n.n appare questo
curioso avviso “alcune minutie d’errori di stampa,
auertiranno facilmente, e perdoneranno volentieri gli
benigni lettori”.
Seconda rarissima edizione (la prima ? del 1612) di
questo pampleth nei confronti della Repubblica di
Venezia, testo che fu soggetto alla censura, ritirato e
fatto bruciare. L’opera è attribuita ad Alfonso de la
Cueva, ambasciatore della Spagna presso la città lagunare
ma si parla anche di Possevino e Marco Velsero.
Il Peignot nel suo Dictionnaire des ouvrages condamnes
au feu così scrive “Ouvrage seditieux et rare. Il a
ete brulÈ par ordre du senat de Venise. On n’en connait
pas l’auteur precisement... Il pretend monster
dans cet ouvrage que la republique de Venise n’est
pas nee libre, qu’elle est un ancien domaine de l’empire
, et que, par consequent l’empereur et l’empire
conservent sur la republique leurs droits et leurs
memes pretentions. Cet auteur semble avoir prevu la
sorte de Venise. Quoi qu’il en soit, son livre a donnÈ
lieu a’ Fra-Paolo (Sarpi) de faire l’Histoire du concile
de Trente pour mortifier la cour de Rome, et il n’y a
que trop bien reussi” (II, p. 144-145). Esemplare in
ottime condizioni, pagine con aloni scuri causa
acqua.
Melzi, Dizionario di opere..., III, p. 93; Parenti,
Dizionario dei luoghi di stampa falsi..., p. 143; Autori
italiani del Seicento, III, p. 226-227, n.1013-1016;
Brunet V, 502; Cicogna 129-129. Lozzi 6133.
€ 550,00
16. ADAM FRANZ, Erinnerungen an die Feldzuege der K.K. Oester. Armee in Italien
Munchen, J. G. Cottàschen, 1851. Cartella di 24 litografie con vedute di campi di battaglia quali Novara, Campalto,
Milano, Vicenza, Pavia, Sommacampagna ed altre località italiane. Ogni tavola è preceduta da un foglio con descrizione
del soggetto.
Album completo di 24 litografie tratte da “Erinnerungen an die Feldzuege der K.K. Oester. Armee in Italien” pubblicato
a Monaco di Baviera nel 1851 da F. Hacklander e Adam Franz.
€ 4.800,00
17. ALIGHIERI DANTE, La Divina Commedia... giusta lezione del codice bartoliniano
Udine, Fratelli Mattiuzzi - Tipografia Pecile,
1823. In 4°, 3 vol. in 5 tomi, vol. I: 22 c., I tav.,
LIII, 330 p., 2 c.n.n. per gli errata; vol. II: 265
p.; vol. III.1.A: LI, 350 p.; vol. III.1.B: 353-790
p.; vol. III.2: VII, 323 p. (ma 423 p.). Vi è anche
la calcografia, incisa da Federico Lose da disegno
di Giovanni Darif e sotto la direzione di
Giovanni Migliara, a fronte della prima pagina
dell’Inferno, raffigurante Dante alla Grotta di
Tolmino. Esemplare rara perché in 4° e non
comunemente in 8° (Gamba, 336). Legatura
coeva in pergamena rigida, dorso arrotondato
e titolo impresso in oro su tassello in cuoio
rosso.
Il primo volume contiene una calcografia a
piena pagina con riproduzione di un saggio di
caratteri di svariati codici danteschi e un’altra
calcografia, incisa da Federico Lose da disegno
di Giovanni Darif e sotto la direzione di
Giovanni Migliara, a fronte della prima pagina
dell’Inferno, raffigurante Dante alla Grotta di
Tolmino. Dediche a stampa a Anna di Schio
Serego e al Marchese Gian Giacomo Trivulzio.
Edizione udinese ottocentesca della
Commedia, tra i più clamorosi casi di manipolazione
del testo dantesco compiuti nel XIX
secolo, ricavata da Quirico Viviani (Soligo,
1784-Padova, 1835) dal quattrocentesco
Codice Bartoliniano la cui autorità fu poi negata
dal Foscolo nel Discorso sul testo..., Londra,
1842, vol. I, pp. 16-23, 113-135), col riscontro
di 65 testi a penna e delle prime edizioni
Dantine. Il Viviani si servì delle varianti dei tre
codici della Divina Commedia della Palatina di
Parma (Mambelli). Il codice, che deve il suo
nome al Conte Bartolini, suo acquisitore, fu ritenuto dal Witte uno dei più affidabili per la trasmissione del testo proemiale. In fine del primo vol. sono aggiunti vari
frammenti di una traduzione in esametri latini dell’Inferno tratti dal Codice Fontanini. Le lezioni in calce al testo dantesco
sono quelle del testo approvato dalla Crusca. Non mancarono peraltro, nell’esegesi dantesca dell’Ottocento, voci fortemente
dissonanti rispetto alla discutibile e talora falsificatoria operazione filologica del Viviani, tra cui quelle del Witte,
del Fiammazzo (che lo accusò di avere scientemente e artatamente alterato il testo; Dinanzi all’improntitudine di cotesto
falsario perfino di facsimili... dinanzi a sì sfacciata improntitudine basti un’esclamazione sola per cotest’editore:
Miserabile!) e dello Scartazzini (rimandiamo al Mambelli per una breve ricapitolazione delle riserve di tali dantisti).
De Batines, I, p. 157. Gamba, 406. Mambelli, 136 (con indicazioni bibliografiche). Manna, p. 23: Edizione accurata, molto
importante sotto il punto di vista filologico e molto discussa per la novita del codice cosidetto Bartoliniano, scritto nel
Friuli, e per il conseguente gran numero di nuove lezioni presentate. Brunet, II, 508. Graesse, II, p. 331.
€ 3.000,00
18. ALIGHIERI DANTE, La Divina Commedia... con tavole in rame
Firenze, All’Insegna dell’Ancora, 1817. In folio, 4 vol., vol. I (Inferno): 6 p.n.n.
(front. con ritratto di Dante e Dedica a Antonio Canova), 208 p., con 44 incisioni
all’acquaforte f.t.; vol. II (Purgatorio): 2 p.n.n. (frontespizio con ritratto di Dante),
210 p., con 40 incisioni all’acquaforte f.t.; vol. III (Paradiso): 2 p.n.n. (frontespizio
con ritratto di Dante), 206 p., con 41 incisioni all’acquaforte f.t.; vol. IV (Vita
di Dante). Note e commenti alle Cantiche di cui a p. 10: ‘Discorso intorno al canto
IV di Dante di Gianfranco Galeoni Nepione di Cocconato’, 251 p. Con 125 incisioni
totali. Legatura coeva con piatti in carta marmorizzata, dorso in cuoio chiaro,
cinque nervi sporgenti, decorazioni floreali in oro. Ex libris Petrellianis nel
contropiatto anteriore marmorizzato.
Splendida edizione arricchita di 125 bellissime incisioni di gusto neoclassico, di
influenza Sabatelliana, disegnata da Luigi Ademollo e Francesco Nenci, incise in
rame da Giovanni Massetti, Giovanni Lapi, Innocenzo Migliavacca, Lasinio Figlio
e Benucci. (Mambelli, 113: “Questa magnifica edizione... stampata in ristretto
numero d’esemplari, fu curata sul testo degli Accademici da Antonio Renzi,
Gaetano Marini, Gaetano Muzzi, che la dedicarono al Canova... I disegni di questa
Opera servirono ad alcune composizioni di Paolo de la Roche. Al III volume
(sic IV) è aggiunto un discorso sulle Teologiche dottrine di Dante attorno al
Limbo, scritto dal conte Giovan Francesco Nepione. Il IV volume contiene la Vita
scritta da Leonardo Aretino e le annotazioni alle tre Cantiche, tratte da diversi
codici, da un anonimo (Abate Renzi). Il De Batines giudicò questa edizione veramente
magnifica per la bellezza e splendidezza del lavoro tipografico e per la
eccellenza dei disegni che contiene”.
Manna I, 21. Brunet II, 507. Graesse II, 331. Gamba, 402. Cicognara, 1089.
€ 5.500,00
19. ALIGHIERI DANTE, Dante col sito, et forma dell’inferno
Toscolano, Alessandro Paganini, 1520 circa. In 8°, 248 c.n.n., 3 grandi silografie a piena pagina (struttura dell’Inferno,
Legatura moderna in pelle con impressione dorata al centro del piatto superiore che riporta il monogramma di un collezionista
racchiuso in un tondo (Bernardino Ribeiro de Carvalho, Lisboa), dorso a cinque nervi dorati, decorazioni floreali
in oro, riferimento all’anno 1596. Esemplare con cancellature dei versi nei quali si parla in modo assai duro della
Chiesa (c. b1r-v; f4v-f5r, A1v. Nell’ultima carta indicazione della censura).
Rara edizione dantesca figurata, che segna il ritorno dell’enchiridio aldino da parte dello stampatore bresciano Paganini
sulla cui data di pubblicazione si è sempre dibattuto partendo dal 1506 a 1527. Le tre silografie in fine, riprese dalla
seconda edizione aldina del 1515 illustrano la struttura dell’Inferno, i peccati puniti all’Inferno e i peccati che si scontano
nel Purgatorio. (Mambelli, 21: “... senza luogo, nè data; con pagine di 30 righe, con segnature e senza numerazione;
stampata verso il 1506 in Toscolano da Alessandro Paganini che col padre Paganino, oltre a stampare libri, aveva anche
coltivato l’arte di bulinare e di fondere magnifici caratteri. La presente edizione, che può dirsi una fedele riproduzione
dell’aldina del 1502, però con caratteri più grandi, è assai rara e pregevole...”.
Brunet II, 502. De Batines I, 66-67: “Leggiadra edizione e poco comune...”. Sander, 2318. L’EDIT 16 data la seguente edizione
come successiva al 1518; Ascarelli-Menato, La tipografia del ’500 in Italia, p. 342; Adams I, 337, 91 data 1525.
€ 8.800,00
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