LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA - LIBRI D'ANTIQUARIATO
Opere presenti alla XIX Mostra del Libro Antico - Milano, Palazzo della Permanente, 14-16 marzo 2008


Catalogo n° 53 online
Responsabile: Federico Ossola - Schede a cura di Federico Ossola e Simone Volpato

 Parte II: INCISIONI E DISEGNI (118-170)Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA  (1-117)
pagine: 1 [2] [3] [4] [5] [6]
118. BARATTI ANTONIO, De procuratia de supra novi circi pro nundinis quae in foro maximo venetiis,
Venezia, s.e., 1777. Acquaforte e bulino. Due fogli (mm 1235 x 450 misurati alla battuta). Inserita in una cornice in legno.

Strepitosa acquaforte e bulino con suggestivo effetto delle ombre e ottimo gusto scenografico barocco a cura del bellunese Antonio Baratti (1724-1787), grande amico di Pietro Antonio Novelli ed esperto di illustrazioni librarie delle opere di Metastasio, Ariosto, Goldoni. La presente acquaforte mette in luce tutta l’abilità del Baratti nella costruzione di scene architettoniche e nella sapienza delle luci. Essa è dedicata all’architetto veneziano Bernardino Macaruzz.
Da Carlevarijs ai Tiepolo, p. 42-46.

€ 7.600,00
 
 
119. BARATTI ANTONIO, Bella è costei, ma co quel volto, orrore

Venezia, presso Joseph Wagner, 1748-1754. Acquaforte su unico foglio di mm 280 x 420 misurati alla battuta.

Incisione raffigurante due figure femminili con maschere e motto “Bella è costei, ma con quel volto, orrore Più che piacer a’ riguardanti inspira: Così all’incontro amor da luogo all’ira Se di taluna si discopre il core”. Magnifico rame.
€ 2.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
120. BARTOLOZZI FRANCESCO, Andò per bastonar fu bastonato

Venezia, presso Joseph Wagner, 1748-1754. Acquaforte su unico foglio di mm 310 x 400 misurati alla battuta.

Incisione raffigurante Arlecchina, ed Arlecchino con le grucce e motto “Andò per bastonar fu bastonato: E all’altrui carità si raccomanda. Se non vi move un povero storpiato, Vi mova chi per lui pietà domanda”. Magnifico rame.
€ 2.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
121. BARTOLOZZI FRANCESCO, Invano si nasconde un traditore

Venezia, presso Joseph Wagner, 1748-1754. Acquaforte su unico foglio di mm 310 x 400 misurati alla battuta.

Bellissima acquaforte presa da un soggetto di Giovanni Domenico Ferretti ed incisa da Francesco Bartolozzi presso la bottega di Joseph Wagner. Vi si vede due figure, Arlecchino ed una donna, elegantemente delineati con motto nella parte inferiore “Invano si nasconde un traditore | Sotto il vestito umil di Bacchettone | A donna amante tutto scopre amore | E si cnosce al viso ogni Buffone. Figlio del maestro orafo Gaetano Bartolozzi, a nove anni già sapeva disegnare e conosceva i primi rudimenti della tecnica dell’acquaforte e dell’incisione. La sua prima opera, un’effigie di Sant’Antonio, realizzata ad appena dieci anni fece gridare al prodigio. Poco più che adolescente frequentò e si formò all’Accademia di Firenze, con i maestri Giovanni Domenico Ferretti, detto l’ Imola, e Ignazio Hugford apprezzando principalmente lo studio delle tecniche incisorie. In collaborazione con Hugford realizzò la raccolta I Cento Pensieri del pittore fiorentino Anton Domenico Gabbiani. Per perfezionarsi si trasferì a Venezia dove, dal 1748 al 1754, operò nella prestigiosa bottega di Joseph Wagner (Thalendorf 1706-Venezia 1786). In questa calcografia, tra le più importanti d’Europa e frequentata dai maggiori acquafortisti veneti di quei tempi (Giambattista Brustolon, Giovanni Volpato, Cristoforo Dall’Acqua, Antonio Baratti, Bernardo Zilotti e Giovanni Battista Piranesi), perfezionò la sua tecnica e ampliò le sue conoscenze pratiche e teoriche in particolare sull’uso congiunto dell’acquaforte e del bulino. In diverse sue stampe di questo periodo compare la scritta: «F. Bartolozzi incid. appo J. Wagner». Wagner lo impegnò soprattutto ad incidere ad acquaforte alcuni paesaggi tratti dai lavori di Marco Ricci e da Francesco Zuccarelli. Bartolozzi pubblicò alcune di quelle stampe che divennero subito celebri principalmente a Milano e a Firenze. Gli stampatori cominciarono, a gareggiare per aggiudicarsi le sue vignette e i suoi frontespizi da inserire nelle opere a stampa che pubblicavano. Anche i mercanti di stampe si interessarono al suo lavoro cercando di ottenere una qualche sua stampa da annoverare nei loro cataloghi o nelle loro collezioni. Nel 1756 Bartolozzi si trasferì a Roma per entrare alla Calcografia Camerale, un laboratorio poligrafico istituito nel 1738 da papa Clemente XII. Fra le incisioni romane eseguite dall’artista si ricordano particolarmente la serie di ritratti per le Vite del Vasari, le incisioni dagli affreschi del Domenichino a Grottaferrata (1756-1757) e il Ritratto di Domenico Lazzaroni. Poi ritornò a Venezia nel 1760 dove riprese la collaborazione con Wagner ma si dedicò anche alla produzione di incisioni proprie come la serie dedicata al Guercino. Lavorò anche per la tipografia Albrizzi ed è qui che insieme a Giovanni Battista Piazzetta e Felicita Sartori illustrò il famoso Tasso del Piazzetta. La sua fama di incisore fu tale che nel 1764 Richard Dalton, libraio di re Giorgio III, lo convinse a trasferirsi a Londra facendogli conferire il titolo di “Engraver to the King” ed entrò subito a far parte della Incorporated Society of Artist. Quattro anni dopo ricevette anche il titolo di Royal Academician in quanto tra i fondatori della Royal Accademy of Arts. Negli oltre 40 anni di soggiorno londinese Bartolozzi produsse più di 2.000 tavole, quasi tutte con la tecnica del “gesso rosso”, un composto di caolino ed ematite inventato in quegli anni in Francia ma portato alla ribalta ed elevato al livello di arte proprio da Bartolozzi. Non a caso i suoi allievi lo chiamavano “god of drawing”, il dio del disegno. Tra le opere più famose del periodo inglese: le illustrazioni del Paradiso perduto di John Milton, numerose riproduzioni dei quadri di Sir Joshua Reynolds e ancora il “Royal Academy Diploma”, “The Marlborough Gems”, e le “Illustrations to Shakespeare”. Nel 1802 Bartolozzi, ormai settantacinquenne, si spostò a Lisbona dove fu investito cavaliere e andò a dirigere l’Aula de Gravura presso l’Academia de Lisboa. A sua volta, Giovanni Domenico Ferretti (Firenze, 1692-Firenze, 1768) è stato un pittore italiano del periodo rococò.Nato al tramonto del ’600 e morto poco oltre la metà del ’700 a Firenze, Giovanni Domenico Ferretti (o Giandomenico) fu uno dei più importanti pittori, sia d’affresco che su tela, del rococò toscano. Secondo soltanto al contemporaneo Giovanni Camillo Sagrestani, Ferretti ebbe la buona ventura di incontrare nella sua strada un maestro di grande calibro come il bolognese Giuseppe Maria Crespi che apportò alla scuola classicista toscana la grande tradizione emiliano- padana che in Ferretti si fusero per iniziare una carriera pittorica di grande originalità. Quando Ferretti nacque, nel 1692, il tardo barocco ancora dominava in Italia e Mattia Preti era il più famoso frescante dell’epoca.
€ 2.000,00
122. BERARDI FABIO, L’ozio

Venezia, Giuseppe Wagner, 1742. Acquaforte su unico foglio di mm 340 x 525 misurati alla battuta.

Bella scena campestre sullo sfondo di rovine con tre viandanti in primo piano. Nella parte inferiore scritta “Quando dormo non vivo, e a mio gran scorno Vivo quei dì che in ozio vil consumo, Ma se la Pipa poi mi ruba il giorno, Tutta la vita mia la mando in fumo”. L’opera è a cura del senese Fabio Bernardi, allievo a partire dal 1742 di Giuseppe Wagner e grande amico di Fabio Bartolozzi. Esemplare in perfette condizioni.
€ 2.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
123. BERARDI FABIO, Anco in mezzo a dirupi...

Venezia, Giuseppe Wagner, 1742. Acquaforte su unico foglio di mm 340 x 525 misurati alla battuta.

Bella scena campestre animata da personaggi in veste contadina presa da un soggetto dello Zocchi. Nella parte inferiore scritta “Anco in mezzo a dirupi in valle oscura Trovan conforto de’ mortali i cuori, I passeggi, le caccie, ed i lavori Sono dell’uom trattenimento e cura”. Molto soffuse le sfumature del grigio e la capacità di creare una sorta di atmosfera immobile.
Da Carlevarijs ai Tiepolo, p. 75-80.

€ 2.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
124. BERARDI FABIO, Quando il Sole è all’occaso ha per costume...

Venezia, Giuseppe Wagner, 1742. Acquaforte e bulino su unico foglio di mm 328 x 452 misurati alla battuta.

Bella scena pastolare del Berardi eseguita con estrema morbidezza. Nella parte inferiore scritta “Quando il Sole è all’occaso ha per costume Chi della greggia è alla custodia intento Guidar dal pasco il satolato armento A qualche fonte, ad un ruscello, a un fiume”.
Da Carlevarijs ai Tiepolo, p. 77-78.

€ 2.000,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
125. BERTELLI CRISTOFANO, L’Età della donna

Roma, s.e., metà del XVI secolo. Incisione in rame su unico foglio di mm 505 x 395 misurati alla battuta.

Bellissima incisione di carattere allegorico dedicato alle diverse età della donna eseguito da Cristofaro Bertelli, incisore riminese nato tra il 1526-1530 che ricopiava soggetti del Correggio, del Pordenone. Molto ricca questa allegoria che parte dalla nascita della donna fino ad arrivare, scalando una sorta di vetta, alla vecchiaia e alla morte. Ad ogni livello corrisponde una legenda in lingua spagnola.
A. Bertarelli, Imagerie populaire italienne, Paris, 1929, p. 32-33.

€ 3.300,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
126. BERTELLI LUCA, Queste son l’arti...

Padova, Luca Bertelli, s.d. Incisione in rame. Foglio unico (mm 290 x 440) applicato su un supporto di carta grezza.

Bella incisione di contenuto allegorico con la rappresentazione della pittura, della statuaria, dell’anatomia, della scultura, dell’incisione, dell’architettura, della fusoria, il tutto eseguito da Luca Bertelli, editore, stampatore e mercante, attivo a Padova e Venezia tra il 1564 ed il 1589. Figlio di Pietro, appartiene alla celebre famiglia di incisori ed editori veneziani, che tra il 1558 ed il 1630 esercitò una forte egemonia sul mercato editoriale del nord Italia. Luca eredita dal padre la libreria in San Bartolomeo a Padova, dove risulta attivo nel 1578; tuttavia la sua prima opera datata a stampa è del 1565. Come editore pubblica opere per diversi artisti quali Agostino Carracci, Giacomo Franco, Martino Rota. Il presente lavoro non compare nei repertori ed è stilisticamente vicino alla maniera del fiammingo Cornelis Cort, il cui stile influenzò tutta la grafica del periodo nel nord Italia
€ 2.600,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
127. BRUSTOLON GIAMBATTISTA, La sagra nottruna di Santa Marta

Venezia, appresso Ludovico Furlanetto, 1763. Acquaforte su inico foglio di mm 286 x 464 misurati alla battuta. Nel margine inferiore sinistro scritta “Antonius Canal pinxit”, nel margine destro “Jo. Bap. Brustolon inc”, in basso, al centro, dopo la titolazione in latino, “Apud Ludovicum Furlanetto supra Pontem vulgo dictum dei Baratteri C.P.E.S.”.

Splendida acquaforte che raffigura la sagra popolare di Santa Marta che si svolgeva la vigilia del 29 agosto lungo la riva settentrionale delle Zattere. Si tratta di uno dei più suggestivi fogli di Brustolon ripreso da un’opera di Canaletto. Molto intensi i risultati chiaroscurali, il lumeggiare delle acque, le finestre illuminate. L’opera fa parte del Prospectuum Aedium Viarumque insigniorum Urbis Venetiarum. Da Carlevarijs ai Tiepolo, p. 84-85.
€ 2.400,00
 
 
 
 
 
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