1. GUICCIARDINI FRANCESCO, Compendio della storia di M. Francesco Guicciardini,
Firenze, Stamperia nuova del Massi e Landi, (15..?). In 4°, 6 c.n.n., 147 p. Frontespizio con stemma inciso in rame e dedica
al Serenissimo Principe D. Lorenzo di Toscana. Iniziali figurate e silografate. Legatura coeva in pergamena morbida
con piatti che presentano doppia cornice in oro con al centro un medaglione floreale e ai quattro lati dei ferri dorati.
Nel frontespizio compare anche il timbro di possesso di Marco Lazzari.
Bella edizione a cura di Manilio Plantendio dedicata a D. Lorenzo di Toscana. Sono contenute le istorie del Guicciardini
con commenti iniziali e brevi riassunti. Buon esemplare.
€ 1.800,00
2. Constitutiones illustrissimi comitatus Goritiae... principe Ferdinando Archiduce Austriae
Udine, Carlo Schiratti, 1670. In 4° (mm 195 x 132), legatura dell’epoca in piena pelle alle armi, tracce di dorature al dorso
e impressioni lineari ai piatti, cc. nn. 4 (frontespizio con marca tipografica di scoiattolo che rema in piedi sopra un tronco
nell’acqua e attorno cornice con motto latino: Sic ad portum, dichiarazione in latino dell’arciduca d’Austria Ferdinando
sotto fregio con marca, indice in latino), pp. n. 128 (testo in latino delle Constitutiones divise in capitoli numerati con
titolo, all’ultima pagina Iuramentum Iudaeorum con testo in italiano), cc. nn. 4 manoscritte in latino all’epoca come
estensione del testo, cc. nn. 4 ripiegate e manoscritte in italiano con testo di un editto dell’imperatore Carlo VI datato
1716 (l’ultima c. bianca), al foglio di guardia posteriore indice manoscritto in latino. Le pagine numerate da 83 a 86 sono
sostituite da altrettante trascritte all’epoca dall’originale in chiara grafia, abbellimenti tipografici, scritte cancellate e tracce di vecchie etichette al frontespizio, fori di tarlo marginali in poche pagine, macchia alla p. 45, errore di numerazione
della p. 53, piegatura della p. 64 con strappo ma senza perdita di testo, rifilatura del margine superiore, legatura con
alcune mancanze. Testo delle patrie Costituzioni (Patrio statuto con il titolo appunto di Constitutiones Comitatus
Goritiae) confermato nel 1604 dall’arciduca Ferdinando e stampato per la prima volta nel 1605 dal tipografo friulano
Giovanni Battista Natolini a Udine, poi ristampato da Nicolò Schiratti sempre a Udine nel 1651 e in questa terza edizione
dagli eredi di Carlo Schiratti nel 1670.
Anche questa nostra edizione risulta assai rara essendo presente con soli tre esemplari nelle biblioteche italiane: il nostro
esemplare si presenta nel complesso in buone condizioni di conservazione. L’arciduca Ferdinando (poi come imperatore
sotto nome di Ferdinando II) governò sulla Contea di Gorizia dal 1595 al 1631. L’imperatore Carlo VI, di cui è allegata
alla fine la trascrizione di un editto, eletto nel 1711 governò sino alla morte avvenuta nel 1740.
Della Bona Giuseppe Domenico, Sunto storico delle principate Contee di Gorizia e Gradisca, Gorizia, Paternolli, 1853,
p. 48. SBN (Servizio bibliotecario nazionale informatico).
€ 1.800,00
3. To the most honourable
Belfast, Marcus Ward and Co., 1892. In 4°, 7 c.n.n. Legatura in cuoio di scuro con ricchissima decorazione floreale e geometrica
nei piatti con la sigla D coronata al centro del piatto anteriore, dorso arrotondato con tre nervi sporgenti, quattro
comparti con foglioline dorate.
Curiosissimo libro d’onore dedicato ad Arthur Wills John Wellington Trumbull Blundell (1871-1918) sesto marchese di
Downshire, con pagine miniate che riprendono motivo decorativi medievali in oro, giallo, rosso, celeste, eseguiti presso
la Marcus Ward and Co. di Belfast.
€ 2.200,00
4. Algues. Cotes de Bretagne
Strepitoso album contenente 119 tipologie delle alghe delle coste della Bretagna applicate su fogli singoli e poi uniti da
una legatura art déco in cuoio verde, con i quattro lati dei piatti ornati da volute impresse in oro, dorso arrotondato con
cinque nervi sporgenti e titolazione dell’album, contropiatti con doppi fogli in carta marmorizzata policroma e ferri riccamente
dorati senza firma del legatore. Il frontespizio presenta il titolo acquerellato in azzurro, nero, rosso e oro, il
tutto inserito in una cornice rossa. Presenta anche un astuccio rigido in carta marmorizzata. Ogni tavola presenta una
legenda con identificazione dell’alga.
€ 4.000,00
5. HUGFORD IGNAZIO ENRICO, Serie degli uomini i più illustri nella pittura, scultura, e architettura con i loro elogi, e ritratti
incisi in rame
Firenze, Gaetano Cambiagi, 1769-1775. In 4°, 12 vol., vol I: 2, XXXIII, 1, 115, 1! p., 25! c. di tav.; vol. II: 2, XVII, 1, 110,
2 p., 25 c. di tav.; vol. III: 2, IX, 3, 158, 2 p., 25 c. di tav.; vol. IV: 2, X, 2, 208 p., 25 c. di tav.; vol. V: XI, 3, 218 p., 25
c. di tav.; vol. VI: XI, 3, 231, 1 p., 25 c. di tav.; vol. VII: VII, 3, 249, 1! p., 25 c. di tav.; vol. VIII: 6, 154, 25! c. di tav.; vol.
IX: 8, 160 p., 25 c. di tav.; vol. X: 8, 172 p., 25 c. di tav.; vol. XI: 8, 223, 1! p., 25 c. di tav.; vol. XII: 8, 177, 1 p., 25 c.
di tav. Legatura coeva in pergamena rigida, dorso arrotondato con tassello in cuoio sul quale è impresso in oro il titolo,
tagli marmorizzati.
Splendida raccolta di ritratti calcografici con relative biografie dedicate a Lorenzo Ginori, Marco Mortelli, Giuseppe
Ginori, Cosimo Pasquali, Niccolo Pantiatichi. Per l’attribuzione dell’autore, ossia Ignazio Enrico Hugford, vedi Melzi,
Dizionario di opere anomine e pseudonime, v. 3, p. 55-56 e Graesse, Tresor de livres rares et precieux, v. 6, pt. 1., p.
369. Esemplare in perfette condizioni conservative con illustrazioni freschissime. L’antiporta del primo volume è anche
acquerellata.
€ 6.000,00
6. Numismata virorum illustrium ex Barbadica gente
Padova, Tipografia del Seminario, 1732. In folio, 4 c.n.n., 164 p., 35 p., 1 p.n.n. Antiporta figurato inciso in rame, frontespizio
con carattere rosso e nero.
Avvincente è la storia sottesa al volume Numismata virorum illustrium ex Barbadica gente. Protagonista di tale impresa
fu il veneziano Giovanni Francesco Barbarigo di Santa Maria del Giglio (1658-1730). Nato da una delle famiglie più
antiche della città, intraprese un’importante carriera ecclesiastica, diventando prima vescovo poi cardinale. Fin dalla giovinezza
si dedicò alla formazione di una raccolta di medaglie, che fece realizzare da Giovanni Francesco Neidinger (attivo
a Venezia fra il 1685 e il 1714 circa), per illustrare le gesta e le virtù degli avi, decidendo, già nel 1697, di riprodurre
a stampa l’intera collezione. Collaborarono all’impresa prima l’incisore Domenico Rossetti (Venezia 1651-Verona 1736)
poi, almeno dal 1709, Robert van Auden Aerd (Gand 1663-1743), che alla fine approntò tutti i rami necessari per l’intero
apparato illustrativo. Il lavoro poté dirsi concluso solo nel 1731, il volume fu stampato nel 1732 a Padova e fu completato
nel ’60 con un ulteriore fascicolo. In apertura di ogni capitolo è riprodotta in incisione una medaglia che presenta
sul diritto l’effige in profilo del personaggio illustrato e sul rovescio una scena relativa alle vicende che lo riguardano,
oppure un’allegoria riferita alle virtù e ai meriti dello stesso. Le medaglie sono incastonate in un’elaborata cornice
definita dalla presenza di personificazioni simboliche correlate alla celebrazione del personaggio raffigurato. Il testo
che ne descrive le gesta s’apre con un capolettera figurato e termina con una clausola o finalino dove è delineata un’immagine
emblematica. È conservato anche una sorta di foglietto volante pubblicitario dell’opera.
€ 3.300,00
7. Gemme d’arti italiane
Milano-Venezia-Verona, P. Ripamonti Carpano, 1856. In 4°, 6 c.n.n., XXXIV p., 126 p. Legatura in madreperla con piatti
che presentano un mazzo di fiori.
Serie di frontespizi con dediche di caratteri diversi e di vario colore, testo inserito in cornici liberty e dieci litografie.
Famosa pubblicazione di lusso la cui serie iniziò nel 1845 con uscita annuale e fu sospesa tra il 1849 e il 1851. Esemplare
in buono stato di conservazione
€ 2.200,00
8. Sommario del libro d’oro del Maggior Consiglio
Venezia, secolo XVIII. In 8°, 500 c.n.n.; inchiostro rosso e nero.
Il Maggior Consiglio era il maggiore organo politico della Repubblica di Venezia e si riuniva in un’apposita ampia sala
del Palazzo Ducale. Ad esso spettava la nomina del Doge (la procedura di elezione era complicatissima e prevedeva
circa dieci passaggi di elezioni e sorteggi) e di tutti gli altri consigli e numerose magistrature, con poteri illimitati e sovrani
su qualunque questione. La partecipazione al Maggior Consiglio era un diritto ereditario ed esclusivo delle famiglie
patrizie iscritte nel Libro d’Oro della nobiltà veneziana, la cui istituzione giungerà addirittura dopo più di due secoli, nel
1506 e nel 1526. Idealmente i “libri d’oro nascite” e i registri “Balla d’oro”, conservati nell’ufficio dell’Avogaria di Comun,
legati al processo cui era soggetto ciascun patrizio per accedere al Maggior Consiglio, nonché la lista di tutti i detentori
di cariche, potrebbero fornirci preziose informazioni, ma essi sono sistematici solo dal Cinquecento in poi e in ogni
modo comporterebbero un immenso lavoro di spoglio per ottenere come solo risultato sicuro la presenza delle famiglie
nel Maggior Consiglio; ma le date di cooptazione e d’estinzione sarebbero emerse solo in minima parte. Inoltre, un lavoro
di questa portata non avrebbe coperto il periodo che va dal 1297 al 1506. Malgrado ciò, il patriziato veneziano ha
saputo predisporre nel corso dei secoli una serie di strumenti che fungevano da vere banche dati politiche e sociali, e
che permettevano la rapida identificazione della veste sociale e politica di famiglie e persone: libri d’oro che elencavano
tutti i membri del Maggior Consiglio secondo appartenenza famigliare; cronache di famiglie che studiavano la storia
d’ogni famiglia membro del Maggior Consiglio, e che fornivano la data di cooptazione e d’estinzione; liste d’elezioni alle
cariche e genealogie di singole famiglie. La loro affidabilità cambia secondo il genere: i libri d’oro – prima manoscritti,
poi stampati sotto il titolo di La Temi Veneta e Protogiornale – sono considerati fedeli alle carte prodotte dall’amministrazione
pubblica, mentre le cronache, manipolate a scopo politico o personale, non sono di grande aiuto, eccetto un
solo caso: il Cod. Marc. It. VII, 105 (=7732). Questa cronaca, compilata tra il 1559 e 1567, è frutto di indagine accurata
- svolta con ogni probabilità su richiesta ufficiale – su tutte le famiglie veneziane considerate nobili, incluse quelle che
sedevano in Maggior Consiglio ed estinte prima della “serrata”. Contrariamente ad altre cronache – più attente all’invenzione
d’origini illustri per le famiglie – la novità di quest’ultima sta nel fatto che il compilatore identifica il momento
della divisione della famiglia in casate con le relative armi e individua l’ultimo membro d’ogni famiglia estinta e la sua
ultima carica sulla base, sembra, di documenti ufficiali.
Dorit Raines, Cooptazione, aggregazione e presenza in Maggior Consiglio: le casate del patriziato veneziano (1297-1797).
€ 2.000,00
9. Libro nel quale gli è descritto tutti li Magistrati di Venetia
Venezia?, sec. XVII. In 16°, 59 c.n.n. Legatura in pergamena morbida, piatti con cornice lungo i bordi impressa in oro,
al centro ovale conntorniato da motivi floreali come ai quattro lati, dorso arrotondato.
Bello e curioso libretto manoscritto contenente l’elenco dei magistrati, ambasciatori, procuratori di Venezia e dei podestà
di Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Rovigo, Palmanova, Friuli, Istria, Dalmazia, Candia, Alessandria.
€ 2.000,00
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