78. LUTHER MARTIN, Geistliche Herzens-Musik Geistlicher Herz-Altar
Schleusingen, Johann Georg Müller, 1804. In 8°, 2
c.n.n., 648 p.; 96 p.
Edizione che raccoglie la tradizione dei Lieder
tedeschi dal 728 al 1804. Molto accurata e particolare
la legatura in pergamena su assi rigidi
e decorata a colori con motivi floreali e cerchietti
e roselline e girali. Dorso arrotondato
con medesime decorazioni, tagli con impressioni
a secco e bindelle in cuoio e in ottone.
Antiporta colorata con indicazione di data
1806. Contropiatti con carta marmorizzata blu
e bianca.
€ 2.200,00
79. MAFFEI SCIPIONE, Verona illustrata parte prima / parte quarta ed ultima
Verona, Jacopo Vallarsi e Pierantonio Bernio, 1731-1732. In folio, 4 parti, I parte (1: Parte
prima contiene l’istoria della citta e insieme dell’antica Venezia dall’origine fino alla venuta in
Italia di Carlo Magno): XIV, [2], 677, [3], 86, [2] p., 1 c. di tav. ripieg.; II parte (Parte seconda
contiene l’istoria letteraria o sia la notizia de’ scrittori veronesi): X, 298 p.; III parte (Parte terza
contiene la notizia delle cose in questa città più osservabili): IV, 294 p., 3 c.n.n.; IV parte (Il
trattato in questa seconda edizione accresciuto anche di figure degli anfiteatri e singolarmente
del veronese): 3 c.n.n., 214 p. Frontespizio in caratteri rossi e neri, vignette ed illustrazioni
calcografiche. Legatura in pergamena rigida, dorso liscio con titolo dell’opera in inchiostro
rosso sbiadito, tagli spruzzati. Nel foglio di guardia posteriore etichetta del II Congresso
sull’Esperanto tenutosi nella città di Karlovac.
Prima edizione di notevole bellezza per le illustrazioni presenti e per le pagine
con ampi margini. Nato a Verona nel 1675, di nobile famiglia, Scipione Maffei
fondò nel 1710 con Zeno e con Vallisnieri il «Giornale de’ letterati italiani». Morì
a Verona nel 1755. La sua multiforme attività puntò coraggiosamente allo svecchiamento
delle strutture sociali e culturali italiane. Fu, con Muratori, una tappa
importante per il passaggio dall’età degli eruditi a quella dei riformatori. Contro i pregiudizi di casta è l’opuscolo “Della scienza chiamata cavalleresca” (1710).
Contro le superstizioni sono i trattati “La favola dell’ordine equestre costantiniano”
(De fabula equestris ordinis costantiniani, 1717), “Arte magica dileguata”
(Arte magica dileguata, 1749) e “Arte magica annichilata” (1754). Diede un contributo
al progresso della filologia e della paleografia con l’“Italia diplomatica”
(1727) che instaura nell’esame dei codici medievali un criterio di valutazione
cronologico-storicistica che gli servirà poi per avvalorare i dogmi dell’ortodossia
cattolica contro il giansenismo (“Istoria teologica” 1734, pubblicata nel 1752).
L’idea di un governo fatto su modello inglese è il motivo centrale del “Consiglio
politico presentato al governo veneto” (1738). Capolavoro storico e erudito di
Maffei fu la monumentale “Verona illustrata” (1731-1732) dedicata alla storia, agli
scrittori e ai monumenti della sua città. Opera qui, nonostante il carattere erudito
e tradizionale dell’opera, un concetto innovatore basato sul rapporto tra sincronia
e diacronia nella storia della cultura medievale, e sulla scoperta di scambi
risolutivi tra centri maggiori e aree periferiche. Come letterato fu inferiore
all’erudito, anche se ebbe intuizioni importanti. Esemplare ben conservato con
evidente gora tra le p. 141-142 della seconda parte.
Graesse IV 334.
€ 5.000,00
80. MALVASIA CARLO CESARE, Le pitture
di Bologna che ... rendono il passeggiere
disingannato, ed Instrutto
Bologna, Stamperia del Longhi, 1732.
In 8°, 18 c.n.n., 384 p. Legatura in pergamena
su assi rigidi. Varie sottolineature
e scritte a lapis.
Terza edizione. Sotto il nom de
plume dell’Ascoso Accademico
Gelato si nasconde il Conte
Malvasia (Bologna, 1616-1693),
fu dotto antiquario ed erudito.
Tenne la cattedra di giurisprudenza
nell’ateneo cittadino e fu
Canonico della Cattedrale. Il presente
testo, pubblicato la prima
volta nel 1657, è un fondamentale
saggio. Esemplare in buone
condizioni.
Cicognara, 4176: Non è d’uopo
ripetere come tutto ciò che porta
il nome del Malvasia faccia testo
d’arte in fatto delle cose bolognesi;
Lozzi, I, 658, cita la prima edizione.
Graesse, IV, 356.
€ 950,00
81. MATTIOLI PIETRO ANDREA, Les commentaires ... sur le six livres de la matiere medecinale
de Pedacius Dioscoride
Parigi, Jean Baptiste De Ville, 1680. In folio, 4 c.n.n., XCV, 636 p., 17 c.n.n. Frontespizio con
caratteri rossi e neri e bella incisione allegorica in rame (“N. Auroux Sculp.”). Testatine e iniziali
silografate. Nel verso della p. XCV ritratto silografato di Pietro Andrea Mattioli. Moltissime
le immagini delle piante descritte. Legatura in tutta pelle coeva.
Bella edizione francese stampata a Lione dei Commentari del Mattioli con traduzione
di Antoine Du Pinet (la prima è del 1561). I Commentari di Mattioli al testo
di Dioscoride acquistarono grande valore grazie sia all’esattezza dei dettagli
descritti che alla loro rappresentazione nei disegni. Essi furono ideati per l’uso
quotidiano da parte di fisici, erboristi e altri specialisti. I Commentari si diversificano
profondamente dalle varie traduzioni fatte da altri autori, che in genere
curavano gli aspetti lessicali e grammaticali piuttosto che quelli botanici o medici.
Mattioli sostenne il suo lavoro con nuove informazioni, in parte derivate da
proprie osservazioni dirette, in parte da notizie contenute in altri autori.
€ 3.300,00
82. MILLER JOHANN SEBASTIAN, Illustratio systematis sexualis Linnaei
Francoforte sul Meno, Varrentrapp et Wenner, 1804. In folio grande, 60 c.n.n., 108 illustrazioni
colorate d’epoca. Legatura in mezzo cuoio ad angoli con piatti in carta marmorizzata, dorso
arrotondato con decorazioni floreali in oro e titolo e nome dell’autore impressi in oro.
Bellissima seconda edizione nella revisione e nella interpretazione del
Borchkausen ed illustrata con 108 incisioni colorate. L’opera fu edita la prima
volta tra il 1770 e il 1777 a cura di Johann Sebastian Miller (1715-1792) botanico
ed incisore nato a Nürnberg e vissuto a Londra. Esemplare in perfetto stato
conservativo.
Nissen BBI 1373; Stafleu-C 6486.
€ 16.500,00
83. MILTON JOHN, Il Paradiso perduto ... tradotto in verso sciolto dal Signor Paolo Rolli
Parigi, Giannalberto Tumermani, 1742. In folio, 4 c.n.n., 143 p., 96 p.; testo stampato su due
colonne divise da motivi ornamentali con 25 vignette di grandi dimensioni, magistralmente
rese su rame da Francesco Zucchi su disegni di Piazzetta, Tiepolo, Cignaroli. Legatura con
dorso in tela grezza e piatti in carta marmorizzata. Nel foglio di guardia anteriore timbro
“Braga Pirro fotocine comico Oderzo”.
Del capolavoro di John Milton (1608-1674), Paradise Lost, poema che narra la
storia dell’Angelo Ribelle a Dio e della perdita del Paradiso terrestre da parte di
Adamo ed Eva, in tutto il Settecento dominò una traduzione unica e incontrastata,
quella di Paolo Rolli (1687-1765). Essa fu l’unico tramite attraverso il quale i nostri intellettuali nel secolo dei lumi – e poi poeti come il Parini, il Monti e il
Foscolo stesso – conobbero il capolavoro miltoniano. Paolo Rolli nacque a Roma
nel 1687 (morì a Todi nel 1765), discepolo di Gravina, arcade con il nome di
Eulibio Discepolo, visse diciotto anni a Londra come precettore dei figli di
George II. A Londra promosse la pubblicazione di numerosi classici italiani, e
compose melodrammi. Tra essi si ricordano Muzio Scevola e Floridante (1721),
Scipione e Alessandro (1726), Riccardo I (1727) musicati da Händel. Rolli fu una
figura centrale nell’evoluzione del gusto arcadico verso esiti rococò. La sua produzione
lirica è raccolta nei tre libri dei Componimenti poetici. Egli dà all’oggetto,
disegnato con tocco lieve e morbido, un rilievo sempre maggiore, fino a sfiorare
quella ‘sensuosità delle cose’ che sarà caratteristica del XVIII secolo maturo.
Un equilibrio felice raggiunse nei due libri di Canzonette e cantate (1727).
(Vedi: Gabriele Bucchi - Traduzioni poetiche settecentesche e storia della lingua
italiana: il Paradiso perduto tradotto da Paolo Rolli in percorsi incrociati. Studi
di letteratura e linguistica italiana. Atti del Dies Romanicus Turicensis. Zurigo, 23
maggio 2003, a cura di Francesca Broggi, Giovanni Nicoli, Lorenza Pescia,
Thomas Stein Leonforte, Insula, 2004). Edizione di grande impatto visivo, stampata
su carta ruvida, uno degli illustrati veneti più ambiti.
Morazzoni, p. 43; Graesse, IV 530.
€3.800,00
84. MINADOI GIOVANNI TOMMASO, Disputationes duae I. De Caussa periodicationum in
Febribus 2)-De Febre ex Sanguinis Putredine
Padova, Francesco Bolzetta, 1599. In 4°, [4], 40 [i.e. 42] c. Frontespizio con emblema e motto
“PAX”. Legatura in cartone ruvido.
Prima edizione di argomento medico scritto da Giovanni Tommaso Minadoi
medico, filosofo e storico. Fu professore di medicina all’Università di Padova.
Esercitò la professione medica presso il duca Guglielmo a Mantova, più tardi a
Rovigo ed in altre località. Nato a Rovigo intorno al 1540, morì a Firenze nel
1615. Questo testo si apre con una poesia di Bernardino De Rubeis di Vicenza
e la dedica a Marino Caballo, senatore della Repubblica Veneta. Esemplare con
pagine macchiate d’umidità nella parte finale.
€ 1.200,00
85. MORO MARCO, Trieste città gentilissima e commerciale figurata in ventiquattro
vedute prospettiche disegnate da Marco Moro e descritte da celebri penne archeologiche
artistiche
Venezia, Brizighel Editore, 1854. In folio oblungo (mm 500 x 340), frontespizio litografico con
al centro lo stemma della città e l’aquila bicipite, dedica dell’opera alla Contessa Maria
Wimpffen nata Baronessa Eskeles fautrice delle belle arti, pp. nn. 4 proemio), 24 vedute litografiche
con al recto di ognuna il timbro di possesso Fondo Ottocaro Weiss) e 23 fogli descrittivi
e relative veline. Brossura originale su carta rosata. Rilegatura moderna di estrema eleganza
in tutta pelle verde con bordure floreali all’esterno dei piatti impresse in oro, sguardie in
carta policroma.
Splendida opera di grande importanza per l’iconografia di Trieste non comune
da trovarsi completa di tutte le 24 tavole che raffigurano la città: Teatro Grande, Piazza della Borsa, Castello di Trieste, Piazza Maggiore, Riva Carciotti, Tempio
di S. Antonio, Interno del Tempio di S. Antonio, Corsia Stadion, Esterno di S.
Maria Maggiore detta dei Gesuiti, Interno di S. Maria Maggiore detta dei Gesuiti,
Passeggio verso il Boschetto, Molo San Carlo, Arco Romano detto di Riccardo,
Galleria del Tergesteo (mancante del foglio descrittivo e della velina),
Monumento di Gio. Winkelmann, Nuova Chiesa di San. Jacopo, Cimitero, Nuovo
Macello, Duomo di San Giusto, Nuovo Ospitale Civile, Riva d’Opicina, Porto e
Lanterna, Servola, Passeggio di Santo Andrea. Ottimo stato conservativo.
€ 16.500,00
86. MURET THÉODORE, Album de l’Exil (Résidences de la branche ainée des Bourbons
Depuis 1830)
Parigi, Bertin-Editeur, 1850. In 4° oblungo (mm 380 x 270), pagine numerate 32, tavole 15,
brossura editoriale litografata.
Rara edizione originale che descrive il viaggio intrapreso dal Re di Francia Carlo
X, esiliato dalla Francia nel 1830, e dal suo seguito, in tutta Europa soggiornando
nelle diverse e prestigiose residenze. Opera corredata dalle 15 belle litografie
in seppia eseguite da Eugéne Grandsire con tra l’altro due tavole su Venezia
e tre su Gorizia.
€ 3.800,00
87. OPPIANO, De venatione libri IIII De Piscatu Libri V ... confectis studio & opera
Conradi Rittershusii
Leida, ex officina Plantiniana apud Franciscum Raphelengium, 1597. In 8°, 88 p.n.n., 376 p.,
32 p.n.n., 8 p.n.n., 344 p., 164 p.n., 2 p.n.n.; caratt. rom. cors. gr.; leg. coeva alle armi di origine forse francese in piena pelle, piatti riccamente decorati da motivi floreali e da varie cornici
in oro che racchiudono, al centro, uno stemma in oro di una nobile famiglia non identificata,
front. con bella marca silogr. dei Plantin. Sono presenti tre ex libris del Conte della
Trinità, di Gino Sabattini e di F. De Mattia.
Rara prima edizione con la traduzione e le dotte note del Rittershusius dei due
celebri poemi di Appiano sulla caccia e sulla pesca. Esemplare in ottime condizioni,
molto bella la legatura e ben conservata, qualche foro da tarlo.
Kreysing, 4; Ceresoli 390.
€ 1.500,00
88. ORTELIUS ABRAHAM, Theatre de l’univers contenant les cartes de tout le monde avec
une brieve declaration d’icelles
Anversa ([Colophon:] A Anvers, de l’imprimerie Plantinienne, pour Abraham Ortel autheur
mesme de ce livre. M.CCCCC.XCVIII), 1598. In folio grande, 6 c.n.n. contenenti il frontespizio
inciso ed acquerellato e il ritratto dentro un tondo dell’Ortelius. Seguono poi la carta con
rappresentazione del mondo e 119 tavole a tutta pagina, 6 c.n.n. Legatura coeva in cuoio con
dorso arrotondato, sei nervi sporgenti e decorazioni floreali. I piatti presentano una doppia
cornice con ferri ai lati e stemma nobiliare impresso in oro.
Strepitoso atlante in-folio grande curato da Abraham Ortelius e stampato ad
Anversa da Christoph Plantin. Si tratta della quarta edizione in lingua francese
dopo la prima edizione in lingua latina del 1570. Le tavole sono acquerellate in
modo assai fine e delicato. La tavola 9 presenta le carte del Perù, Florida e
Guastecan; la tavola 22 il Cenomanorum e la Britanniae et Normandiae typus del 1594. Le carte con numerazione 104 e 109 non sono riportate nel repertorio del
Koeman ma sono qui presenti. Esemplare in ottime condizioni conservative,
qualche traccia di tarlo e di umidità.
Burger, Geographie en reizen, p. 6 [3]; Koeman, Atlantes Neerlandici Ort 32;
Sijmons, Catalogue of atlases 250.
P. a r.
|