LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA - LIBRI D'ANTIQUARIATO
Opere presenti alla XVIII Mostra del Libro Antico - Palazzo della Permanente, 16-18 marzo 2007


Catalogo n° 47 online
Responsabile: Federico Ossola - Schede a cura di Federico Ossola e Simone Volpato

pagine: [1] [2] [3] [4] 5 [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13]
45. COOKE EDWARD WILLIAM, Fifty plates of shipping and craft

London, 1829. In folio, 50 acqueforti a piena pagina protette da carta velina. Contropiatti in carta marmorizzata policroma. Legatura coeva in pelle.

Splendido album di 50 acqueforti di Edward William Cooke (1811-1880), pittore di marine nato a Londra, figlio di un incisore. Fu la sua prima opera dedicata alle navi e alle rappresentazioni marinare, che costituisce un’accurata testimonianza della marineria del suo tempo. Risentì molto dell’influenza di Turner e dei viaggi fatti a Venezia nel 1850 anche nel 1870.
€ 3.300,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
46. CORBINELLI JEAN DE, Histoire genealogiche de la maison De Gondi

Parigi, Jean Baptiste Coignard, 1705. In 4°, 2 vol., vol. I: 17 c.n.n., cclxxxix, 16 c.n.n., dxi; vol. II: 4 c.n.n., 700 p., 10 c.n.n. Entrambi i due tomi presentano un antiporta allegorica incisa in rame, frontespizio con arme della famiglia silografato oltre a testatine e armi araldiche. Legatura in tutta pelle coeva.

Prima edizione di questo importante e sontuoso libro di genealogia ed araldica scritto da uno dei maggiori umanisti del Seicento, Jean De Corbinelli e dedicato alla famiglia fiorentina dei Gondi. A sua volta è presente un breve opuscolo scritto da Emanuele Persano dedicato appunto alle memorie storiche dei Gondi. Le illustrazioni che ornano i due tomi sono di assoluto valore e bellezza e sono opera di Antoine Pezay. Su Jean de Corbinelli vedi Mario Pozzi («Son diventato barbaro e tutto francese, visu, verbo et opere». Iacopo Corbinelli fra cultura italiana e cultura francese, in: La circulation des hommes et des oeuvres entre la France et l’Italie à l’époque de la Renaissance, Paris, Université de la Sorbonne Nouvelle, 1992, pp. 77–85). L’opera è dedicata alla duchessa di Retz Paule de Gondy.
Saffroy, III, 41966.

€ 2.500,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
47. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Specimen Genealogico - Progonologicum ad illustrandam Augustam Habsburgo - Lotharingicam Prosapiam Caesareo Regio Principi Petro Leopoldo

Vienna, J. T. Trattnern, 1774. In folio (cm 34,5 x 26), legatura coeva in vitello spugnato con titolo impresso in oro su tassello in marocchino arancio al dorso riquadrato da sette nervi entro i quali motivi floreali impressi in oro e tagli rossi; antiporta con il ritratto del Coronini inciso dal Volpato, cc. nn. 8 compreso il frontespizio (con note manoscritte del possessore parzialmente abrase) con in basso la vignetta incisa raffigurante una medaglia con l’effigie di Maria Teresa, grande stemma della Casa d’Austria al verso, ed una vignetta all’inizio del testo sulla seconda c. nn. incisa da Mansfeld; pp. n. 184 (delle quali la 121-122-123 non numerate), 13 alberi genealogici su doppia pagina ripiegati all’interno, 33 tabelle a piena pagina esplicative della Pronologia Austriaco-Borbonica da pp. n. 129 a 161, e 5 vignette delicatamente incise.

Rodolfo Coronini conte di Cronberg, signore di Quisca e Sarsina, nato nel 1731, scrisse diverse opere di carattere genealogico ed alcune dissertazioni in difesa dei diritti dell’Impero Germanico sopra il Ducato del Friuli e sul Marchesato dell’Istria. Seconda edizione stampata per la prima volta nel 1770 a Venezia dallo Zatta. L’opera dedicata a Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa, granduca di Toscana e futuro imperatore Leopoldo II relaziona minuziosamente la genealogia della casa d’Asburgo e di Lorena che nel 1736 si unirono dopo il matrimonio di Maria Teresa e Francesco Stefano di Lorena fondando la nuova dinastia degli Asbugo Lorena. Edizione stimata e non comune sul mercato librario antiquario che rispetto alla precedente è stata integrata ed aggiornata da nuove tavole genealogiche e contiene una disser tazione di Francesco Carlo Palma sulla specificità storica dei titoli spettanti a Maria Teresa quale regina d’Ungheria. Ottimo esemplare a grandi margini e stampato su carta forte. Ex libris di appartenenza.
Manzano p. 68.

€ 1.800,00
 
48. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Tentamen genealogico-chronologicum promovendae seriei comitum et rerum Goritiae

Viennae Austriae, J. T. Trattner, 1752. In 4° (mm 220 x 168), legatura in pelle e cartone, cc. nn. 3 contenenti la supplica al lettore, pp. n. 416, 1 carta bianca; 1 carta geografica più volte ripiegata della contea di Gorizia; 1 tavola raffigurante le iscrizioni tombali e l’effigie dell’ultimo conte di Gorizia seppellito nel Duomo della città, 1 tavola del sigillo trecentesco; 1 tavola di moneta riproducente il conte Mainardo ed altre 4 tavole genealogiche ripiegate all’interno.

Seconda edizione, peraltro stampata un anno più tardi della prima ma pressoché identica, nella quale l’autore si occupa principalmente di storia medioevale goriziana, cercando di comporre una sorta di tentativo cronologico. “Il Coronini attinse abbondantemente all’archivio comitale goriziano ivi conservato e poté beneficiare dei consigli di Erasmo Frölich, nonché di alcune modeste indicazioni fornitegli da Sigismondo d’Attems” Maria Teresa ed il Settecento goriziano, catalogo della mostra, 1982, pagina 136. Ottimo esemplare.
Valentinelli, 209; Combi 1099; Manzano 68.

€ 2.800,00
 
49. CROCE GIULIO CESARE, Bertoldo con Bertoldino e Cacasenno in ottava rima, con argomenti allegorie, annotazioni e figure in rame

Bologna, Lelio dalla Volpe, 1620. In 4°, 2 parti in un volume, (16), 346, (2), 128 p. Antiporta incisa in rame ed acquerellata. Frontespizio con marca tipografica in rame comprendente una veduta della città di Bologna. Ritratto dell’autore con una tabella con iscrizioni lapidarie, inserita nell’apparato delle note a p. 99. Con 15 grandi finalini e 20 graziose tavole finemente incise in rame da Lodovico Mattioli, una per ogni canto. Legatura in pergamena rigida con decorazioni floreali impresse al centro dei piatti e come cornice, dorso arrotondato con titolo dell’opera impresso in oro.

Prima edizione dell’opera più importante del Croce (1550-1620) trasportata in versi da G. P. Riva, P. B. Balbi, G. P. Zanotti e altri, con note di G. A. Barotti. Le incisioni che illustrano il testo sono di invenzione del Mattioli tranne per alcune che sono copie, ma con differente sfondo, di dipinti di G. Maria Crespi. Il più bel testo figurato dell’editoria settecentesca bolognese. Brunet I, 820. Gamba 2156: “... di vari begl’ingegni sono i venti Canti, e tra questi si annoverano i due Zanotti, il Baruffaldi, il Zampieri, l’Amadesi, Flaminio Scarselli, etc....”. Brunet I, 820. Cicognara 1083. Canterzani, Catalogo dei libri... dei Dalla Volpe, 1736.16. “La sua vera fama è legata al romanzo Bertoldo, divenuto presto popolarissimo, cui fece seguire una continuazione col titolo di Bertoldino. È la storia di un contadino astuto e saggio che per le sue trovate argute e i suoi motti riesce a entrare nelle grazie del re dei Longobardi Alboino. Ma mentre Bertoldo è un contadino intelligente e astuto, Bertoldino, suo figlio, è un sempliciotto e uno sciocco. Il Croce trasse il suo Bertoldo dal Dialogus Salomonis et Marcolphi, un’operetta latina medievale, stampata già più volte nel Quattrocento dopo aver circolato per secoli manoscritta, ed edita in traduzione italiana nel 1502. Il Croce sostituì a Salomone Alboino e a Marcolfo Bertoldo, trasportò la scena a Pavia, vi aggiunse episodi nuovi, insisté più che nella satira contro la donna su quella contro i cortigiani, colorì il tutto di una festosità e d’una saggezza popolari. I due racconti furono assai fortunati, al punto che il monaco Adriano Banchieri (1567-1634) ne scrisse un’ulteriore continuazione col titolo di Cacasenno. La fortuna dell’opera, che nel Settecento fu persino volta in poema in venti canti ad opera di altrettanti autori, è perdurata poi nell’Ottocento e fino ai giorni nostri” (Laterza 1966: vol. II, p. 174). “La prima edizione importante delle tre opere riunite è del 1620” (Giacomo Falco, Bompiani 1959: vol. I p. 425).
€ 4.500,00
 
50. DATI AGOSTINO, Augustini Dathi scribae Senensis Elegantiolae in pristinum statum redacte. Contraque vulgatam multorum opinionem de nouem verbis eiusdem libellus. Necnon flosculorum, addito insuper libello clarissimi oratoris Laurentii Vallensis Neapoli nuperrime inuento

Venezia (Venetiis: in aedibus Ioannis Antonii, et Dominicus eius frater [!], de Vulpinis, 1540 mensis Iunio). In 8°, 60 c. Frontespizio silografato che illustra una lezione in uno studiolo e iniziali figurate. Legatura in pergamena rigida.

Si tratta di bella edizione curata da Agostino Dati discepolo del Filelfo, maestro di belle lettere, politico e storico. Nato a Siena nel 1420 e morto nel 1478. Assieme alla sua composizione è associata quella di Lorenzo Valla. Esemplare ben conservato con macchie d’umidità nelle parti inferiori delle pagine.
Mariella Menchelli, Agostino Dati traduttore dal greco, in Umanesimo a Siena, Letteratura, Arti figurative, Musica, Atti del Convegno (Siena 5-8 giugno 1991), a cura di E. Cioni e D. Fausti, Siena 1994, pp. 89-110.

€ 1.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
51. DE NOBLEVILLLE ARNAULT, Aedonologie, ou traité du rossignol franc ou chanteur ...

Parigi, chez Debure pere, 1773. In 8°, X, 2 p.n.n., 156 p. + 2 tavole incise fuori testo (una a doppia pagina, l’altra più volte ripiegata che illustrano un usignolo e delle gabbiette ed attrezzi per l’allevamento degli uccelli; legatura ottocentesca in mezza percallina verde scuro, titolo in oro sul dorso. Ex libris F. De Mattia nel contropiatto anteriore.

Seconda edizione, dopo quella del 1751, di una rarissima opera sul più celebre degli uccelli canori, ossia, l’usignolo. I tredici capitoli che compongono il trattato, sono dedicati alla cattura, al nutrimento e all’addestramento degli usignoli. Esemplare in ottime condizioni con incisioni assai fresche. Barbier I/74f (mais Aedonologie); Quérard I/7; Hoef NBG III/294; Hirsch I/205-206.
€ 850,00
 
52. DE MONTEMART DE BOISE M., Voyage dans les landes de Gascoigne

Parigi, L. Bouchard-Huzard, 1840. In 8°, 210 p. Antiporta litografata con ritratto di giovane donna, 7 illustrazioni tra vedute e carte geografiche. Elegante legatura in tutta pelle rossa con filetti su entrambi i piatti e armi sabaude. Contropiatti in tela di raso.

Bella edizione di questo curioso viaggio tra i territori della Gascoigne con un rapporto alla compagnia agricola e industriale di Arcachon. Esemplare in ottime condizioni.
€ 1.400,00
 
53. DELLA CROCE IRENEO, Historia antica, e moderna: sacra, e profana della città di Trieste

Venezia, Albrizzi, 1698. In folio, pp. nn. 20, n. 694, nn. 50. Legatura in piena pergamena coeva e dorso a quattro nervi con titolo manoscritto. Ritratto a piena pagina di Giuseppe Re d’Ungheria e Arciduca d’Austria che sovente manca. Circa 140 incisioni nel testo tra le quali gli stemmi delle famiglie nobili di Trieste, monete, antichità romane, lapidi, fregi e iniziali ornate.

Prima edizione di questa notevole storia di Trieste dalle sue origini fino al momento in cui viene fondato il rapporto tra Trieste e Roma. Esiste un’altra edizione stampata lo stesso anno con la sola differenza al frontespizio, dove al posto dello stemma dei Gesuiti, figura l’insegna di Trieste. Buon esemplare con alcune pagine un po’ brunite, minimi restauri al dorso. Lozzi 5642; Platneriana 397; Graesse II.
€ 2.800,00
 
54. DREXEL JEREMIAS, Heliotropium seu confomatio humanane voluntatis

Monaco, Cornelius Leysserius, 1627. In 8°, 10 c.n.n., 569 p. Frontespizio illustrato ed inciso in rame come le illustrazioni che introducono i cinque capitoli. Nota di possesso nel frontespizio e timbro alla c.5v che rimandono alla Biblioteca Kartause di Buxheim (si veda l’importante ricostruzione virtuale della biblioteca presente nel sito della Yale University www.csl.yale.edu/buxheim).

Splendida legatura seicentesca in argento lavorato in modo assai fine con motivi floreali (girali, foglioline) che ricopre a sua volta una base in tela di raso rosso. Contropiatti in carta ruvida marrone con foglie impresse e dorate. La legatura è associata ad uno dei maggiori testi scritti dal gesuita tedesco Jeremias Drexel. Nella maggior parte dei casi queste pagine, derivate dai materiali usati dal Drexel nel suo ventennio di predicazione alla corte di Massimiliano I, elettore di Baviera, ammassano lunghi repertori di exempla topici, alleggeriti dall’inserto di immagini emblematiche. Proprio il ricorso a figurine come queste, talvolta usate in modo estemporaneo, garantirono un’ampia fortuna alle sue opere: innumerevoli sono le ristampe, anche in lingua straniera. Questo suo Heliotropium, l’ultimo di una serie di volumetti in tutto simili, non fa eccezione: come il lungo titolo fa intendere (una traduzione può essere Il girasole, ovvero conformazione della volontà dell’uomo a quella divina), Drexel fornisce una sorta di breviario per il cristiano che voglia uniformare la propria vita al modello divino. Per spiegare il legame inscindibile che lega l’uomo a Dio, egli si serve di una corona di cinque emblemi: l’immagine scelta (e peraltro già adoperata da vari emblematisti, dal Camerarius al Cramer allo Hugo) è quella del girasole, la cui vita dipende in tutto dalla luce del sole. Il primo passo verso la conformazione alla volontà divina, osserva Drexel, consiste nel conoscerla: questo è anche l’argomento del primo libro e il significato del primo emblema (agnitio divinae volontatis). Così come accade al girasole appena sbocciato, che si volge al sole, Paolo, caduto sulla via di Damasco e abbagliato dalla luce di Dio (“Domine, quid vis me facere?”, Ac., 9 6), conosce per la prima volta la volontà divina. Il significato dell’intera tavola viene dunque riassunto nell’ultimo simbolo: la Volontà divina (un cuore incoronato), che pure ci promette la spada del martirio ma ci gratifica col giglio della salvezza, lega a sé con doppia mandata la volontà dell’uomo, un cuore alato e coronato di rose, che alla chiamata di Dio, “Veni”, risponde “Ecce, venio”.
€ 6.500,00
 
55. DU SOMMERARD ALEXANDRE-EDMOND, Les arts au Mojen Age

Parigi, 1838-1846. In 4° per i cinque volumi dedicati alla storia delle arti del Medioevo e altri cinque volumi di formato atlantico contenenti 508 litografie anche colorate coevamente raffiguranti monumenti, ritratti di personalità, piante di città. Vol. I: xvi, 456 p., 2 c.n.n.; Vol. II: 576 p.; Vol. III: 388 p.; Vol. IV: 424 p.; Vol. V: 429 p. Legatura con piatti in carta marmorizzata, dorso arrotondato in vitello rosso con impressioni in oro, contropiatti in carta marmorizzata policroma.

Splendida e sontuosa opera di estrema rarità a trovarsi completa del testo e delle tavole a cura di Alexandre e Edmond Du Sommerard che legarono il proprio nome alle vicende dell’Hotel de Cluny che ospita dal 1843 il Museo nazionale del Medioevo. Il Museo fu iniziato da Alexandre Du Sommerard, militare poi entrato alla Corte dei Conti (1779-1842), che in tempi in cui il Medioevo non andava affatto di moda si era appassionato all’epoca e ai suoi oggetti, mettendo insieme una vasta collezione. L’uomo era socievole, mondano e amico di letterati, e mostrava volentieri la collezione. Anche per allocarla meglio (e perché aveva ormai bisogno di più spazio), decise di acquistare l’Hôtel des abbés de Cluny. Alla sua morte (si era già in piena età romantica e il medioevo era diventato interessante), lo Stato acquisì l’Hotel, le collezioni, e anche le Terme (queste ultime dalla città di Parigi), creando qui, nel 1843, il Museo nazionale del Medioevo. (Vicaire III 544).
€ 28.500,00
 
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