45. COOKE EDWARD WILLIAM, Fifty plates of shipping and craft
London, 1829. In folio, 50 acqueforti a piena pagina protette da carta velina. Contropiatti in
carta marmorizzata policroma. Legatura coeva in pelle.
Splendido album di 50 acqueforti di Edward William Cooke (1811-1880), pittore
di marine nato a Londra, figlio di un incisore. Fu la sua prima opera dedicata
alle navi e alle rappresentazioni marinare, che costituisce un’accurata testimonianza
della marineria del suo tempo. Risentì molto dell’influenza di Turner e
dei viaggi fatti a Venezia nel 1850 anche nel 1870.
€ 3.300,00
46. CORBINELLI JEAN DE, Histoire genealogiche de la maison De Gondi
Parigi, Jean Baptiste Coignard, 1705. In 4°, 2 vol., vol. I: 17 c.n.n., cclxxxix, 16 c.n.n., dxi; vol.
II: 4 c.n.n., 700 p., 10 c.n.n. Entrambi i due tomi presentano un antiporta allegorica incisa in
rame, frontespizio con arme della famiglia silografato oltre a testatine e armi araldiche.
Legatura in tutta pelle coeva.
Prima edizione di questo importante e sontuoso libro di genealogia ed araldica
scritto da uno dei maggiori umanisti del Seicento, Jean De Corbinelli e dedicato alla famiglia fiorentina dei Gondi. A sua volta è presente un breve opuscolo
scritto da Emanuele Persano dedicato appunto alle memorie storiche dei Gondi.
Le illustrazioni che ornano i due tomi sono di assoluto valore e bellezza e sono
opera di Antoine Pezay. Su Jean de Corbinelli vedi Mario Pozzi («Son diventato
barbaro e tutto francese, visu, verbo et opere». Iacopo Corbinelli fra cultura italiana
e cultura francese, in: La circulation des hommes et des oeuvres entre la
France et l’Italie à l’époque de la Renaissance, Paris, Université de la Sorbonne
Nouvelle, 1992, pp. 77–85). L’opera è dedicata alla duchessa di Retz Paule de
Gondy.
Saffroy, III, 41966.
€ 2.500,00
47. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Specimen Genealogico - Progonologicum ad illustrandam Augustam Habsburgo - Lotharingicam Prosapiam Caesareo Regio Principi Petro Leopoldo
Vienna, J. T. Trattnern, 1774. In folio (cm 34,5 x 26), legatura coeva in vitello spugnato con
titolo impresso in oro su tassello in marocchino arancio al dorso riquadrato da sette nervi
entro i quali motivi floreali impressi in oro e tagli rossi; antiporta con il ritratto del Coronini
inciso dal Volpato, cc. nn. 8 compreso il frontespizio (con note manoscritte del possessore
parzialmente abrase) con in basso la vignetta incisa raffigurante una medaglia con l’effigie di
Maria Teresa, grande stemma della Casa d’Austria al verso, ed una vignetta all’inizio del testo
sulla seconda c. nn. incisa da Mansfeld; pp. n. 184 (delle quali la 121-122-123 non numerate),
13 alberi genealogici su doppia pagina ripiegati all’interno, 33 tabelle a piena pagina esplicative
della Pronologia Austriaco-Borbonica da pp. n. 129 a 161, e 5 vignette delicatamente
incise.
Rodolfo Coronini conte di Cronberg, signore di Quisca e Sarsina, nato nel 1731,
scrisse diverse opere di carattere genealogico ed alcune dissertazioni in difesa
dei diritti dell’Impero Germanico sopra il Ducato del Friuli e sul Marchesato
dell’Istria. Seconda edizione stampata per la prima volta nel 1770 a Venezia dallo
Zatta. L’opera dedicata a Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa, granduca di
Toscana e futuro imperatore Leopoldo II relaziona minuziosamente la genealogia
della casa d’Asburgo e di Lorena che nel 1736 si unirono dopo il matrimonio
di Maria Teresa e Francesco Stefano di Lorena fondando la nuova dinastia
degli Asbugo Lorena. Edizione stimata e non comune sul mercato librario antiquario
che rispetto alla precedente è stata integrata ed aggiornata da nuove tavole
genealogiche e contiene una disser tazione di Francesco Carlo Palma sulla
specificità storica dei titoli spettanti a Maria Teresa quale regina d’Ungheria.
Ottimo esemplare a grandi margini e stampato su carta forte. Ex libris di appartenenza.
Manzano p. 68.
€ 1.800,00
48. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Tentamen genealogico-chronologicum promovendae
seriei comitum et rerum Goritiae
Viennae Austriae, J. T. Trattner, 1752. In 4° (mm 220 x 168), legatura in pelle e cartone, cc.
nn. 3 contenenti la supplica al lettore, pp. n. 416, 1 carta bianca; 1 carta geografica più volte
ripiegata della contea di Gorizia; 1 tavola raffigurante le iscrizioni tombali e l’effigie dell’ultimo conte di Gorizia seppellito nel Duomo della città, 1 tavola del sigillo trecentesco; 1 tavola
di moneta riproducente il conte Mainardo ed altre 4 tavole genealogiche ripiegate all’interno.
Seconda edizione, peraltro stampata un anno più tardi della prima ma pressoché
identica, nella quale l’autore si occupa principalmente di storia medioevale
goriziana, cercando di comporre una sorta di tentativo cronologico. “Il Coronini
attinse abbondantemente all’archivio comitale goriziano ivi conservato e poté
beneficiare dei consigli di Erasmo Frölich, nonché di alcune modeste indicazioni
fornitegli da Sigismondo d’Attems” Maria Teresa ed il Settecento goriziano,
catalogo della mostra, 1982, pagina 136. Ottimo esemplare.
Valentinelli, 209; Combi 1099; Manzano 68.
€ 2.800,00
49. CROCE GIULIO CESARE, Bertoldo con Bertoldino e Cacasenno in ottava rima, con argomenti allegorie, annotazioni e figure in rame
Bologna, Lelio dalla Volpe, 1620. In 4°, 2 parti in un volume, (16), 346, (2), 128 p. Antiporta
incisa in rame ed acquerellata. Frontespizio con marca tipografica in rame comprendente una
veduta della città di Bologna. Ritratto dell’autore con una tabella con iscrizioni lapidarie, inserita
nell’apparato delle note a p. 99. Con 15 grandi finalini e 20 graziose tavole finemente incise
in rame da Lodovico Mattioli, una per ogni canto. Legatura in pergamena rigida con decorazioni
floreali impresse al centro dei piatti e come cornice, dorso arrotondato con titolo dell’opera
impresso in oro.
Prima edizione dell’opera più importante del Croce (1550-1620) trasportata in
versi da G. P. Riva, P. B. Balbi, G. P. Zanotti e altri, con note di G. A. Barotti.
Le incisioni che illustrano il testo sono di invenzione del Mattioli tranne per
alcune che sono copie, ma con differente sfondo, di dipinti di G. Maria Crespi.
Il più bel testo figurato dell’editoria settecentesca bolognese.
Brunet I, 820. Gamba 2156: “... di vari begl’ingegni sono i venti Canti, e tra questi
si annoverano i due Zanotti, il Baruffaldi, il Zampieri, l’Amadesi, Flaminio
Scarselli, etc....”. Brunet I, 820. Cicognara 1083. Canterzani, Catalogo dei libri...
dei Dalla Volpe, 1736.16. “La sua vera fama è legata al romanzo Bertoldo, divenuto
presto popolarissimo, cui fece seguire una continuazione col titolo di
Bertoldino. È la storia di un contadino astuto e saggio che per le sue trovate
argute e i suoi motti riesce a entrare nelle grazie del re dei Longobardi Alboino.
Ma mentre Bertoldo è un contadino intelligente e astuto, Bertoldino, suo figlio,
è un sempliciotto e uno sciocco. Il Croce trasse il suo Bertoldo dal Dialogus
Salomonis et Marcolphi, un’operetta latina medievale, stampata già più volte nel
Quattrocento dopo aver circolato per secoli manoscritta, ed edita in traduzione
italiana nel 1502. Il Croce sostituì a Salomone Alboino e a Marcolfo Bertoldo,
trasportò la scena a Pavia, vi aggiunse episodi nuovi, insisté più che nella satira
contro la donna su quella contro i cortigiani, colorì il tutto di una festosità e
d’una saggezza popolari. I due racconti furono assai fortunati, al punto che il
monaco Adriano Banchieri (1567-1634) ne scrisse un’ulteriore continuazione
col titolo di Cacasenno. La fortuna dell’opera, che nel Settecento fu persino
volta in poema in venti canti ad opera di altrettanti autori, è perdurata poi
nell’Ottocento e fino ai giorni nostri” (Laterza 1966: vol. II, p. 174). “La prima
edizione importante delle tre opere riunite è del 1620” (Giacomo Falco,
Bompiani 1959: vol. I p. 425).
€ 4.500,00
50. DATI AGOSTINO, Augustini Dathi scribae Senensis Elegantiolae in pristinum statum redacte. Contraque vulgatam multorum opinionem de nouem verbis eiusdem libellus. Necnon flosculorum, addito insuper libello clarissimi oratoris Laurentii Vallensis Neapoli nuperrime inuento
Venezia (Venetiis: in aedibus Ioannis Antonii, et Dominicus eius frater [!], de Vulpinis, 1540
mensis Iunio). In 8°, 60 c. Frontespizio silografato che illustra una lezione in uno studiolo e
iniziali figurate. Legatura in pergamena rigida.
Si tratta di bella edizione curata da Agostino Dati discepolo del Filelfo, maestro
di belle lettere, politico e storico. Nato a Siena nel 1420 e morto nel 1478.
Assieme alla sua composizione è associata quella di Lorenzo Valla. Esemplare
ben conservato con macchie d’umidità nelle parti inferiori delle pagine. Mariella Menchelli, Agostino Dati traduttore dal greco, in Umanesimo a Siena,
Letteratura, Arti figurative, Musica, Atti del Convegno (Siena 5-8 giugno 1991), a
cura di E. Cioni e D. Fausti, Siena 1994, pp. 89-110.
€ 1.800,00
51. DE NOBLEVILLLE ARNAULT, Aedonologie, ou traité du rossignol franc ou chanteur ...
Parigi, chez Debure pere, 1773. In 8°, X, 2 p.n.n., 156 p. + 2 tavole incise fuori testo (una a
doppia pagina, l’altra più volte ripiegata che illustrano un usignolo e delle gabbiette ed attrezzi
per l’allevamento degli uccelli; legatura ottocentesca in mezza percallina verde scuro, titolo
in oro sul dorso. Ex libris F. De Mattia nel contropiatto anteriore.
Seconda edizione, dopo quella del 1751, di una rarissima opera sul più celebre
degli uccelli canori, ossia, l’usignolo. I tredici capitoli che compongono il trattato,
sono dedicati alla cattura, al nutrimento e all’addestramento degli usignoli.
Esemplare in ottime condizioni con incisioni assai fresche.
Barbier I/74f (mais Aedonologie); Quérard I/7; Hoef NBG III/294; Hirsch I/205-206.
€ 850,00
52. DE MONTEMART DE BOISE M., Voyage dans les landes de Gascoigne
Parigi, L. Bouchard-Huzard, 1840. In 8°, 210 p. Antiporta litografata con ritratto di giovane
donna, 7 illustrazioni tra vedute e carte geografiche. Elegante legatura in tutta pelle rossa con
filetti su entrambi i piatti e armi sabaude. Contropiatti in tela di raso.
Bella edizione di questo curioso viaggio tra i territori della Gascoigne con un
rapporto alla compagnia agricola e industriale di Arcachon. Esemplare in ottime
condizioni.
€ 1.400,00
53. DELLA CROCE IRENEO, Historia antica, e moderna: sacra, e profana della città di
Trieste
Venezia, Albrizzi, 1698. In folio, pp. nn. 20, n. 694, nn. 50. Legatura in piena pergamena coeva
e dorso a quattro nervi con titolo manoscritto. Ritratto a piena pagina di Giuseppe Re d’Ungheria
e Arciduca d’Austria che sovente manca. Circa 140 incisioni nel testo tra le quali gli stemmi delle
famiglie nobili di Trieste, monete, antichità romane, lapidi, fregi e iniziali ornate.
Prima edizione di questa notevole storia di Trieste dalle sue origini fino al
momento in cui viene fondato il rapporto tra Trieste e Roma. Esiste un’altra edizione
stampata lo stesso anno con la sola differenza al frontespizio, dove al
posto dello stemma dei Gesuiti, figura l’insegna di Trieste. Buon esemplare con
alcune pagine un po’ brunite, minimi restauri al dorso.
Lozzi 5642; Platneriana 397; Graesse II.
€ 2.800,00
54. DREXEL JEREMIAS, Heliotropium seu confomatio humanane voluntatis
Monaco, Cornelius Leysserius, 1627. In 8°, 10 c.n.n., 569 p. Frontespizio illustrato ed inciso in
rame come le illustrazioni che introducono i cinque capitoli. Nota di possesso nel frontespizio
e timbro alla c.5v che rimandono alla Biblioteca Kartause di Buxheim (si veda l’importante
ricostruzione virtuale della biblioteca presente nel sito della Yale University
www.csl.yale.edu/buxheim).
Splendida legatura seicentesca in argento lavorato in modo assai fine con motivi
floreali (girali, foglioline) che ricopre a sua volta una base in tela di raso rosso. Contropiatti in carta ruvida marrone con foglie impresse e dorate. La legatura è
associata ad uno dei maggiori testi scritti dal gesuita tedesco Jeremias Drexel. Nella
maggior parte dei casi queste pagine, derivate dai materiali usati dal Drexel nel
suo ventennio di predicazione alla corte di Massimiliano I, elettore di Baviera,
ammassano lunghi repertori di exempla topici, alleggeriti dall’inserto di immagini
emblematiche. Proprio il ricorso a figurine come queste, talvolta usate in modo
estemporaneo, garantirono un’ampia fortuna alle sue opere: innumerevoli sono le
ristampe, anche in lingua straniera. Questo suo Heliotropium, l’ultimo di una serie
di volumetti in tutto simili, non fa eccezione: come il lungo titolo fa intendere (una
traduzione può essere Il girasole, ovvero conformazione della volontà dell’uomo
a quella divina), Drexel fornisce una sorta di breviario per il cristiano che voglia
uniformare la propria vita al modello divino. Per spiegare il legame inscindibile
che lega l’uomo a Dio, egli si serve di una corona di cinque emblemi: l’immagine
scelta (e peraltro già adoperata da vari emblematisti, dal Camerarius al Cramer allo
Hugo) è quella del girasole, la cui vita dipende in tutto dalla luce del sole. Il primo
passo verso la conformazione alla volontà divina, osserva Drexel, consiste nel
conoscerla: questo è anche l’argomento del primo libro e il significato del primo
emblema (agnitio divinae volontatis). Così come accade al girasole appena sbocciato,
che si volge al sole, Paolo, caduto sulla via di Damasco e abbagliato dalla
luce di Dio (“Domine, quid vis me facere?”, Ac., 9 6), conosce per la prima volta
la volontà divina. Il significato dell’intera tavola viene dunque riassunto nell’ultimo
simbolo: la Volontà divina (un cuore incoronato), che pure ci promette la
spada del martirio ma ci gratifica col giglio della salvezza, lega a sé con doppia
mandata la volontà dell’uomo, un cuore alato e coronato di rose, che alla chiamata
di Dio, “Veni”, risponde “Ecce, venio”.
€ 6.500,00
55. DU SOMMERARD ALEXANDRE-EDMOND, Les arts au Mojen Age
Parigi, 1838-1846. In 4° per i cinque volumi dedicati alla storia delle arti del Medioevo e altri
cinque volumi di formato atlantico contenenti 508 litografie anche colorate coevamente raffiguranti
monumenti, ritratti di personalità, piante di città. Vol. I: xvi, 456 p., 2 c.n.n.; Vol. II:
576 p.; Vol. III: 388 p.; Vol. IV: 424 p.; Vol. V: 429 p. Legatura con piatti in carta marmorizzata,
dorso arrotondato in vitello rosso con impressioni in oro, contropiatti in carta marmorizzata
policroma.
Splendida e sontuosa opera di estrema rarità a trovarsi completa del testo e delle
tavole a cura di Alexandre e Edmond Du Sommerard che legarono il proprio
nome alle vicende dell’Hotel de Cluny che ospita dal 1843 il Museo nazionale del
Medioevo. Il Museo fu iniziato da Alexandre Du Sommerard, militare poi entrato
alla Corte dei Conti (1779-1842), che in tempi in cui il Medioevo non andava affatto
di moda si era appassionato all’epoca e ai suoi oggetti, mettendo insieme una
vasta collezione. L’uomo era socievole, mondano e amico di letterati, e mostrava
volentieri la collezione. Anche per allocarla meglio (e perché aveva ormai bisogno
di più spazio), decise di acquistare l’Hôtel des abbés de Cluny. Alla sua morte
(si era già in piena età romantica e il medioevo era diventato interessante), lo Stato
acquisì l’Hotel, le collezioni, e anche le Terme (queste ultime dalla città di Parigi),
creando qui, nel 1843, il Museo nazionale del Medioevo. (Vicaire III 544).
€ 28.500,00
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