LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA - LIBRI D'ANTIQUARIATO
Opere presenti alla XVIII Mostra del Libro Antico - Palazzo della Permanente, 16-18 marzo 2007


Catalogo n° 47 online
Responsabile: Federico Ossola - Schede a cura di Federico Ossola e Simone Volpato

pagine: [1] 2 [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13]
12. Oracula metrica Iovis, Apollinis, Hecates, Serapidis, et aliorum deorum ac vatum tam virorum quam feminarum, a Ioanne Opsopoeo collecta. (Item) Astrampsychi oneirocreticon a Ios. Scaligero digestum et castigatum. (Graece et latine)

(pubblicato con:) Oracula magica Zoroastris cum scholiis Plethonis et Pselli nunc primum editi. E bibliotheca regia. Studio Johannis Opsopoei. (pubblicato con:) Sibyllina oracula ex vett. codd. aucta, renovata, et notis illustrata a D. Iohanne Opsopoeo Brettano, cum interpretatione latina Sebastiani Castalionis et indice. Parigi, (Compagnia della Grande Nave), 1607. Un volume in 8° (mm 180 x 115) diviso in tre parti ciascuna con proprio frontespizio e propria numerazione delle pagine, legatura dell’epoca in piena pergamena molle con titolo manoscritto al dorso e numerazione di vecchia biblioteca; Prima parte: c. nn.1 (frontespizio degli Oracula metrica con la marca della Compagnia della Grande Nave con sulle vele le iniziali dei tipografi associati e ai lati la scritta Lutetia), pp. n. da VII a XXIIII (“Testimonia aliquot de oraculis graecorum” con titoli in latino e testo in greco ), pp. n.114 (“Oracula vetera” con testo in greco e latino, “Astrampsychi somniorum interpretatio” con testo in greco e latino, note per il lettore in latino), cc. nn. 3 (indice in latino dei nomi a cui sono attribuiti gli oracoli); Seconda parte: c. nn. 1 (frontespizio degli Oracula magica con la marca della Compagnia della Grande Nave uguale a quella della prima parte), pp. n. da 7 a 144 (“Testimonia”, “Fragmenta”, “Oracula magica”, “Plethonis scholia”, “Pselli scholia”, testo in latino e greco, note al testo in latino); Terza parte: cc. nn. 8 (frontespizio dei Sibyllina oracula inciso da C. De Mallery con cornice e figure e in alto diversa marca della Compagnia della Grande Nave, lettera dedicatoria in latino al consigliere Aimerio datata settembre 1599, prefazione in latino al lettore, poesia in latino dedicata al curatore I. Opsopoeus), pp. n. 524 (“De sibyllis et carminibus sibyllinis” di Onofrio Panvinio in latino con 12 incisioni a mezza pagina numerate raffiguranti le Sibille, “Sibyllarum elogia et testimonia” in greco e latino, prefazione di Marco Antimaco agli oracoli sibillini, “Sibyllina oracula” in greco e latino e in libri otto, “Fragmenta”, “De inspectione” in latino e greco, altri “Fragmenta” aggiunti, indice, altri “Fragmenta”), pp. n. 71 (note in latino del curatore I. Opsopoeus), pp. nn. 2 (estratto in francese del privilegio di stampa).

Testi in greco e latino, caratteri romano e corsivo di differenti grandezze, graziose e nitide incisioni raffiguranti 12 Sibille, iniziali illustrate e alcuni abbellimenti tipografici. Alcune righe di commento manoscritte anticamente al foglio di guardia anteriore, una firma antica cancellata al frontespizio della terza parte, alcuni errori di numerazione delle pagine, rifilatura del margine superiore, lievi brunitura e fioritura della carta, alcune macchie isolate, margine esterno delle ultime decine di carte eroso senza mancanze di testo, legatura con alcune macchie e mancanze: nel complesso esemplare in buone condizioni di conservazione. Raccolta di Oracoli curata da Opsopoeus che insegnò nel Cinquecento ad Heidelberg, tratti da molteplici scrittori dell’antichità con interpretazioni, commenti e aggiunte. Questa seconda edizione del 1607 corrisponde nella numerazione delle pagine e nei testi alla prima del 1599, sempre della Compagnia della Grande Nave, anche se l’ordine delle tre parti, forse per errore tipografico, è variato: Brunet descrive come prima parte i Sibyllina oracula, come seconda gli Oracula metrica e come terza gli Oracula magica. Anche questa edizione risulta presente in poche biblioteche italiane.
Brunet V, 370.
Dorbon-Ainé: Biblioteca esoterica. Paris, s.d., p. 354 (3319). SBN.

€ 1.800,00
 
13. Raccolta degl’indirizzi presentati a S.A.I. Il Principe Viceré dal clero del Regno d’Italia

Milano, Giuseppe Masparo, 1811. In 8°, 2 parti: XII, 168 p.; 83 p. Legatura in mezzo cuoio ad angoli con piatti in carta marmorizzata. Nel contropiatto anteriore stemma nobiliare non identificato.

Curioso libro con “indirizzi” e propositi e commenti inviati dai vescovi di Adria, Ceneda, Bologna, Padova, Pavia ed altre città al Principe Viceré Eugenio di Beauharnais. Esemplare con qualche macchia d’umidità.
€ 450,00
 
14. ACCADEMIA ETRUSCA, Saggi di dissertazioni accademiche ... nella nobile Accademia Etrusca dell’antichissima Città di Cortona I-II

Roma, Pagliarini Mercanti-Librari, 1735. In 4°, 2 vol., vol. I: XVI, 228 p.; vol. II: XVI, 228 p. Frontespizio con caratteri rossi e neri, vignetta calcografica come le iniziali figurate, testatine animate e finalini con grottesche e le molte illustrazioni a piena pagina di argomento epigrafico, numismatico, antiquario. Legatura con dorso in pergamena e piatti in carta marmorizzata.

Bellissimo esemplare appartenuto all’archivista triestino Costantino Cumano. L’Accademia Etrusca di Cortona nasce nel 1727 per iniziativa di un gruppo di intellettuali cortonesi che erano in rapporto con i settori più avanzati della cultura dell’epoca, fin dall’inizio si propose gli scopi dell’approfondimento degli studi archeologici e storici e della discussione della cultura “antiquaria”. Per conseguire tali fini, ebbe come strumenti privilegiati il “Museo dell’Accademia Etrusca” che si arricchì rapidamente con le molte donazioni e la “Biblioteca” al cui incremento contribuì anche la “comunità” con diversi notevoli acquisti e con il deposito dei materiali provenienti dalle “soppressioni”. Grazie a diverse nomine assai prestigiose e alla pubblicazione dei Saggi di dissertazioni che furono conosciuti ben presto in gran parte dell’Europa, l’Accademia Etrusca acquistò grandissima rilevanza e notorietà nel secolo XVIII, annoverando tra i suoi adepti e collaboratori i nomi più prestigiosi, italiani e stranieri, del “secolo dei lumi”. Il primo volume presenta 12 dissertazioni di Giovanni Lami, Lodovico Bourguet, Simone Peruzzi ed altri incentrate sull’alfabeto etrusco, sulle iscrizioni puniche, sulle medaglie maltesi; il secondo volume presenta anch’esso 12 dissertazioni di Gregorio Redi, Antonio Cocchi, Giusto Fontanini ed altri sui monumenti pelasgi, gli anfiteatri toscani, iscrizioni di Tivoli. Esemplare in ottime condizioni con tavole assai fresche.
€ 1.200,00
 
15. AELIANO CLAUDIO, Cl. Aeliani sophistae varia historia ... cum versione Justi Vulteji ... et perpetuo commentario Jacobi Perizonii

Leida, Johannes du Vivie-Isaac Severus, 1701. In 8°, 33 c.n.n., 1018 p., 115 c.n.n. Antiporta illustrata incisa in rame di natura allegorica con scene di avvenimenti storici descritti da Aeliano. Frontespizio in carattere rosso e nero, caratteri latini e greci. Nel frontespizio ulteriore vignetta con motto “ARS VSV, STVDIO SAPIENTIA CRESCIT”. Elegante legatura fiamminga in pergamena con bellissima impressione in oro su entrambi i piatti che riproducono la dea Atena con l’attributo della civetta e la scritta “HAGAE COMITIS” oltre a fregi decorativi.

Splendida edizione olandese delle opere storiche di Aeliano nell’interpretazione di Jacobus Perizonius e di Justus Vulteus. Claudius Aelianus nacque a Preneste nel 170 d. C. (morì a Roma intorno al 235). Fu letterato e filosofo. Usò il greco per le sue opere, prevalentemente di compilazione erudita. Rimane qualcosa del suo trattato Della natura degli animali (17 libri) raccolta di curiosità, e la Vasta storia (14 libri) raccolta di fatti e detti di filosofi e letterati, importante per le numerose citazioni. Le sue opere filosofiche sono andate perdute. Esemplare ben conservato.
€ 2.800,00
 
16. ALBERGHETTI SIGISMONDO, Il Direttore delle proiettioni orizontali ... per il miglior uso dell’artigliaria

Venezia, Antonio Pinelli, 1591. In 8°, 63 p., 1 p.n.n. Frontespizio illustrato calcografico e tavola oblunga. Legatura in pergamena rigida, dorso arrotondato che riporta il titolo dell’opera in pennarello.

Prima edizione di un curioso libretto scritto da Sigismondo Alberghetti, pubblico fonditore della Repubblica di Venezia. L’opera è dedicata a Bortolo Erizzo. Riccardi I, 14.
Esemplare in buone condizioni conservative.


€ 2.600,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
17. ALIGHIERI DANTE, Dante con l’espositioni di Christoforo Landino et d’Alessandro Vellutello

Venezia, (In Venetia: appresso Gio. Battista, & Gio. Bernardo Sessa, fratelli, 1596). In folio, 28 c.n.n., 163 p., 4 c.n.n., 164-392 p. Frontespizio con bellissimo ritratto di Dante, marca tipografica riprodotta nella dedica al principe Guglielmo Gonzaga e in quella di Cristoforo Landino alla Repubblica Fiorentina. Illustrazioni silografate per ciascun canto. Legatura coeva in pergamena rigida, dorso arrotondato con targhetta in cuoio rosso con impresso in oro la scritta “DANTE”.

Importante nuova impressione della edizione sessiana del 1544 curata da tre giganti dell’umanesimo e del rinascimento.
Adams D 111; Mortimer 148.

€ 6.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
18. ARGOLI ANDREA, Ptolemaeus parvus in Genethliacis junctus Arabibus, auctore Andrea Argolo D. Marci Serenissimo Annuente Senatu Equite, in Patavino Lyceo Mathematicas scientias profitente

Lione, Joseph et Peter Vilort, 1652. In 8°, 4 c.n.n., 247 p. Frontespizio con vignetta silografata oltre a finalini e diverse tabelle astronomiche. Legatura d’epoca in marocchino scuro con dorso arrotondato, quattro nervi sporgenti e decorazioni floreali impresse in oro oltre all’indicazione del titolo. Fogli di guardia con vari segni a penna e a lapis.

Prima edizione dell’importante opera composta dall’Argoli uscita nel 1652 sia a Padova presso il Frambotti sia a Lione. Andrea Argoli (Tagliacozzo 1570-Padova 1657), dopo aver compiuto gli studi a Napoli, ottenne nel 1622 la cattedra di matematica alla Sapienza, ma fu sostituito dal Castelli nel 1627 (forse per il manifestarsi degli interessi astrologici). Nel 1632 fu invitato dalla Repubblica Serenissima a ricoprire l’insegnamento di matematica nell’ateneo padovano. Sebbene tolemaico, subì il fascino di Galileo, a favore del quale intendeva scrivere una replica contro l’opera del Chiaramonti, poi mai redatta. Confidò a Micanzio di avere scritto un ‘Discorso’ sul sistema del mondo”, ma temeva pubblicandolo “d’incontrar mala ventura”. Tale opera non è però mai stata pubblicata, né ritrovata, né se ne conosce il contenuto. La presente opera, preceduta da una prefazione in cui si esalta l’astrologia e si sostiene che essa non viola le leggi ecclesiastiche, conobbe numerose ristampe che ne attestano il successo ed il valore nella diffusione dell’astrologia nel XVII secolo. Edizione in ottimo stato conservativo. Riccardi I/1°, col. 50; Bibl. Magica Casanatense 124; Caillet I, 53; non in Rosenthal magica; Faggin, Palagio degl’incanti p. 18; Dizionario biografico degli italiani, vol. 4, p. 132-134.
€ 2.800,00
 
19. ARISTOFANE, Aristofanis Comoediae undecim graece et latine

Amsterdam, Thomas Fritsch, 1710. In folio, 6 c.n.n., 580 p., 30 c.n.n., 324 p. Frontespizio in caratteri rossi e neri, vignetta calcografica con Pegaso, iniziali silografate. Caratteri corsivi ed epigrafici e greci. Legatura fiamminga della prima metà del sec. XVIII in pergamena su piatti di cartone rigido, decorato in oro e in piccola parte a freddo. Sui piatti doppia riquadratura di filetti dorati con agli angoli della cornice interna un ferro a tre rametti di ghiande. Al centro sono impresse in oro le armi della città di Novio Magnum ossia Nimega (cfr. Brockhaus, v. 13, p. 482). Dorso con sette cordoni leggermente prolungati sui piatti, sottolineati da doppi filetti dorati e con il ferro a tre rametti di ghiande al centro degli scomparti; targetta in pelle rossa, con filetti dentellati e i nomi dell’autore e del curatore a lettere capitali.

Importante e bella edizione delle commedie di Aristofane curata da Ludolph Kuster con note di Isaac Casaubon e dello Spanheim. Esemplare in perfette condizioni conservative in strepitosa legatura olandese coeva. Brunet I:453: “Cette belle édition, que recommandent ses notes savantes, a été longtemps fort recherchée...; Dibdin pp. 299-300: “This excellent edition, emphaticaly called “Editio Optima,” contains, for the first time, some new scholia on the “Lysistrato;” some notes of Isaac Casaubon on the “Equites;” and of Spanheim and Bentley on a few of the earlier plays. P. 299, note: “Ludolph Kuster, the editor of this magnificent work...”
€ 12.000,00
 
20. ARISTOFANE, Comoediae undecim, è graeco in latinum, ad verbum, translatae; Andrea Divo Iustinopolitano interprete ...

Venezia, (Jacopo Pocatela), 1538 (colophon: Venetiis apud D. Iacob a Burgofrancho Papiensem, mense iunio. D.M.XXXVIII.). In 8° (mm 158 x 100), legatura coeva in piena pergamena color avorio, dorso con due nervi e titolo manoscritto all’epoca, piatti con tracce di lacci; cc. n. 260 (frontespizio architettonico con figure allegoriche e putti, la marca tipografica con le iniziali IABF cimate da una croce sulla cui asta le lettere DP e sotto una stella, il tutto racchiuso in uno scudo sostenuto da due putti, al verso i titoli in latino delle undici commedie: Plutus, Ranae, Acharnes, Aves, Concionantes, Lysistrate, Nebulae, Equites, Vespae, Pax, Sacra Cereris celebrantes; lettera dedicatoria in latino del traduttore Andrea Divo al cardinale Alessandro Farnese, testo in latino delle commedie preceduto dall’argomento e dai personaggi, colophon alla fine e marca tipografica al verso dell’ultima carta n. 260 con le iniziali IABF cimate da una croce sulla cui asta le lettere DP e sotto una stella,racchiusa in uno scudo retto da due figure femminili rappresentanti la Fede e la Speranza con motto latino “Sustine et abstine” in alto e il corrispettivo greco in basso). Testo in latino, carattere corsivo, iniziali silografiche ornate. Legatura con abrasioni al piatto anteriore che è parzialmente staccato e con angolo superiore piegato, mancanze al dorso, frontespizio con mancanza al margine inferiore in corrispondenza delle firme di appartenenza, alcune annotazioni cinquecentesche: nel complesso esemplare con carta ancora fresca e carattere nitido.

L’editore e tipografo Jacopo Pocatela (noto anche con il nome latino di Paucisdrapis) da Borgofranco, stampò a Pavia numerosi testi di diritto e di medicina nell’ultimo decennio del Quattrocento e nei primi decenni del Cinquecento finchè trasferì la sua tipografia a Venezia dove risulta attivo dal 1528 al 1539 dedicandosi alla letteratura volgare italiana e a quella greco-latina. Questa edizione delle commedie del greco Aristofane, vissuto tra il 445 e il 385 circa a. C., nella classica versione latina di Andrea Divo da Capodistria, dotto nelle lettere greche e latine e traduttore in latino dal greco di molte opere, avrà un discreto successo e sarà ristampata a Basilea nel 1542 e 1552.
Ascarelli F., Menato M.: La tipografia del ’500 in Italia. Firenze, L.S. Olschki, 1989. Brunet I, 456. Stancovich P.: Biografia degli uomini distinti dell’Istria. Trieste, Gio. Marenigh, 1829. Non in Adams.

€ 3.000,00
 
21. ARNAULT ANTOINE VINCENT, Vie politique et militaire de Napoléon

Parigi, Emile Babeuf, 1822-1826. In folio, 2 vol., vol. I: 4 c.n.n., 136 p.; vol. II: 4 c.n.n., 173 p. Sono presenti 133 planches litografate a tutta pagina con ampi margini. Legatura con dorso in pelle a sei nervi e decorazione floreale impressa in oro e piatti in carta marmorizzata.

Prima edizione. Volume di estrema bellezza con pagine d’ampi margini e illustrazioni assai fresche. Nei primi anni del periodo rivoluzionario divenne famoso per le tragedie repubblicane quali Marius (1791) e Lucrèce (1792). La scena politica allora imperante lo costrinse ad allontanarsi dalla Francia ma vi rientrò nel 1793, rischiando la ghigliottina. Partecipò alle campagne napoleoniche in Italia ed in Egitto manifestando sempre profonda ammirazione per l’imperatore: questo gli valse la nomina di membro dell’Académie française (1799), responsabile della pubblica istruzione e consigliere per l’insegnamento universitario. Con il tracollo del regime politico napoleonico, Arnault si trovò in gravi difficoltà, perdette tutte le cariche ricevute e fu costretto all’esilio in Belgio. Nel 1829 fu riaccolto in Francia e riammesso all’Accademia; oltre alle tragedie, scrisse opere di varia natura fra le quali Vie politique et militaire de Napoléon (1822) e la Nouvelle biographie des contemporains (1822-1825). Nel 1797, al seguito di Napoleone, effettuò un viaggio in Italia: le descrizioni che ne derivarono non sono di facile lettura risultando, a tratti, alquanto confuse. Durante il tour italiano visitò città quali Lodi, Mantova, Verona, Venezia e giunse fino a Corfù in veste di riorganizzatore del governo delle isole Ionie. Terminato l’incarico rientrò in Italia, passando per Brindisi e, da qui, risalì la penisola. I suoi resoconti di viaggio rivestono un mero interesse storico-documentario. Esemplare in perfette condizioni.
Graesse I 225.

€ 13.500,00
 
22. AUDRAN GERARD ET ALII, Les Batailles d’Alexandre

Parigi, Goyton, 1674-1678. Legatura in mezza pelle con piatti in carta marmorizzata con scritta nel dorso “Planches”. Questo nostro volume fa parte di una collezione di 79 illustrazioni di soggetti differenti eseguiti, come si ricava dalla scheda descrittiva della BNF, da:
Silvestre, Israèl: 1621-1691 (Aquafortiste)
Lepautre, Pierre (Graveur): 1660-1744 (Aquafortiste)
Lepautre, Jean: 1618-1682 (Aquafortiste)
Edelinck, Jean: 1643-1680 (Graveur sur métal)
Edelinck, Gérard: 1640-1707 (Graveur sur métal)
Audran, Gérard: 1640-1703 (Aquafortiste)
Nolin, Jean Baptiste: 1657-1725 (Aquafortiste)
Châtillon, Louis de: 1639-1734 (Aquafortiste)
Chauveau, François: 1613-1676 (Aquafortiste)
Simonneau, Louis: 1654-1727 (Aquafortiste)
Dal sito www.mistral.culture.fr alla voce inerente a Charles Le Brun e al soggetto Draperie (scheda n. 130) si legge questa nota nella sezione commento: Etude pour La Bataille d’Arbelles (musée du Louvre, Inv. 2895). Le tableau fut gravé par Gérard Audran (cuivre à la Chalcographie, n° 998). La bataille se déroula dans la plaine de Gaugamèles, près d’Arbelles. Il s’agit de la dernière grande bataille d’Alexandre contre Darius. Le succès des Reines de Perse - peint par Le Brun à la demande de Louis XIV, à Fontainebleau, en 1660-1661 - incite l’artiste à entreprendre un grand cycle sur la vie d’Alexandre, il réalise plusieurs toiles entre 1665 et 1673. Le Cabinet des dessins du Louvre conserve plus de deux cents dessins relatifs aux peintures de L’Histoire d’Alexandre, dont une cinquantaine pouvant concerner La Bataille d’Arbelles. Etudes de draperie pour Alexandre; en haut, manteau agrafé sur l’épaule gauche; au milieu, draperie servant de selle, posée sur le cheval d’Alexandre; en bas, probablement un détail de la même draperie. En ce qui concerne le support de papier bleu, cf. n° 1806 (Inv. 29371). (Beauvais, Louvre, Inventaire général des dessins, Ecole française, Charles Le Brun, 1619-1690, tome I, 2000, n° 1782, p. 488; Atelier de Le Brun. Entré dans les collections royales en 1690; paraphe de Jean Prioult (L. 2953) au verso; marque du musée (L. 1886). Planches d’artista: Gerard Audran e Charles Le Brun

Siamo in presenza del secondo volume della prima edizione dei 23 tomi che formavano la Collection d’estampes connue sous le nom de Cabinet du Roi (cfr. Brunet I, p. 1442-1443: hanno un minore valore economico quelle stampate tra il 1727 e il 1743). Strepitoso e raro album di 15 illustrazioni a bulino e acquaforte (cm 700 x 520 misurati alla battuta e cm 780 x 555 con i margini bianchi) avente come soggetto le battaglie di Alessandro e copiate dall’Audran, dall’Edelink e dal Picart, dal ciclo eseguito dal massimo pittore barocco Charles Le Brun (BNF: Tableau faisant partie de la suite de Le Brun, les Batailles d’Alexandre réalisée pour le Cabinet du Roi. L’origine première de la Chalcographie remonte à Louis XIV. En 1667, Louis XIV décide, “afin d’encourager l’art de la gravure et d’en continuer l’histoire”, de faire graver sur cuivre les événements militaires et culturels importants de son règne et de faire reproduire les œuvres peintes ou sculptées appartenant aux collections de la Couronne. En moins de vingt ans, plus de 300.000 livres sont consacrées à des recueils offerts à titre d’hommage ou mis à la disposition des amateurs: le Carrousel de 1662; le Recueil des plantes gravées par ordre du Roi, gravée d’après les miniatures de Nicolas Robert et décrite par Denis Dodart, pour l’Académie des Sciences en 1670, les Plaisirs de l’Ile enchantée (divertissements donnés par le Roi à Versailles) gravés par Lepautre.
À la mort de Colbert, le fonds comporte 1 337 planches gravées. Colbert tire rapidement parti de ce soutien actif du roi à la gravure. En 1670, il fait réunir les planches gravées en volumes agrémentés de descriptions pour les offrir aux notables du royaume et aux ambassadeurs des cours étrangères, diffusant ainsi l’image de la gloire du souverain. En 1679, afin de compenser des coûts trop élevés, le ministre décide de la vente des tirages. C’est le début de la commercialisation des gravures qui connaîtra un succès grandissant). Secondo la nostra ipotesi, queste planches dell’Audran, dell’Edelink e del Picart furono riunite in un volume che presenta nell’angolo superiore destro della copertina il numero di collocazione 16. Non si tratta però dell’esemplare presente nel Cabinet in quanto nel dorso ci sarebbe dovuto essere la dicitura “Chateau du Versailles”. Gérard II Audran (Lione 1640-Parigi 1703) è il più noto della famiglia di ornatisti, incisori e disegnatori francesi attivi nel Sei-Settecento. Dopo essersi perfezionato con Carlo Maratta e Ciro Ferri a Roma, passò a dirigere la scuola di incisione della manifattura reale dei Gobelins. Le sue incisioni sono notevoli per la forza e la nitidezza del segno. La maggior parte degli incisori del Settecento adottarono la sua tecnica nell’uso del bulino.

€ 25.000,00
 
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