110. SERLIO SEBASTIANO, Regole generali di architettura, di Sebastiano Serlio bolognese,
sopra le cinque maniere de gli edifici
Venezia, Francesco Marcolini al segno de la Verità, 1544. In folio (mm 345 x 245), *4 A-R4 S6;
74 c. Frontespizio illustrato con motivo architettonico, piante a tutta pagina silografate. Nel
frontespizio timbro in inchiostro nero.
Pubblicato a Venezia nel 1537, esso doveva fornire ad architetti e committenti
veneti le chiavi della «bella maniera» degli antichi: di lì a poco, la stessa situazione
si sarebbe ripetuta in Francia: la corte, che ambiva a ritrovare uno stile aulico,
guardava con impazienza al classicismo italiano; e la «bella architettura»,
come una lingua, veniva divulgata, con tanti onori a chi, come Serlio, la recava
in dote. Le Regole generali di architettura mostrano il canone formale della
«bella maniera», sintesi tra le fonti classiche – Vitruvio e i monumenti – e il classicismo
bramantesco. Esemplare ben conservato.
€ 3.300,00
111. SIGONIO CARLO, Historiarum De Regno Italiae quinque reliqui libri
Venezia, Francesco de’ Franceschi, 1591. (Venetiis: apud Franciscum Franciscium Senensem).
In 4°, 56 p.n.n, 234 p.n. Frontespizio con marca tipografica silografata (“La Pace: donna seduta
accanto ad una colonna con scritta PAX, con in una mano un ramo d’ulivo e nell’altra una
fiaccola rovesciata. Motto: Omnem sensum exuperat. Testatine e iniziali silografate. Il testo è
contenuto in una cornice. Esemplare con diverse sottolineature nei bordi in matita rossa.
Legatura moderna con piatti in carta marmorizzata e dorso in pergamena come gli angoli dei
piatti. Astuccio per custodia.
Ulteriore edizione di questo importante trattato storiografico scritto da Carlo
Sigonio contenente i restanti cinque libri. Storico e filologo classico nato a
Modena intorno al 1520 e morto a Ponte Basso (Modena) nel 1584. Insegnò
greco, sempre a Modena, fra il 1546 e il 1556. Scrisse numerose opere storiche,
tutte in latino, fra l’altro piuttosto significative per la scrupolosità nell’utilizzazione
delle fonti e l’attenzione prestata al Medioevo. Oltre agli studi filologici sull’antichità
(Regum, consulum, dictatorum ac censorum Romanorum Fasti, A.
Gadaldini, Modena 1550; De antiquo iure civium romanorum libri duo,
Giordano Ziletti, Venezia 1560), rimarchevoli sono le Historiae de regno Italiae,
in venti libri, che espongono i principali eventi italiani dal 570 al 1200. Nel 1568
fu nominato storiografo cittadino dal Senato di Bologna, che lo incaricò di redigere
un’opera storica, le Historiae Bononienses ab initio civitatis usque ad
annum MCCLVII (Bologna 1578), che costituisce un primo rilevante tentativo di
storia locale e regionale. Al centro delle Historiae de Occidentali Imperio
(Bologna, 1578), in venti libri, è il periodo compreso tra l’impero di Diocleziano
(iniziato nel 284) e la discesa dei Longobardi (565). Per incarico di papa
Gregorio XIII scrisse, infine, le Historiae ecclesiasticae, rimaste incompiute (e
pubblicate solo nel 1734). Con tale opera il Sigonio “written with impeccable
scholarship and in excellent Latin, spoke much of the love of liberty. Its message
was, however, disconcerting for those who glorified the Italian past: the
Lombard catastrophe had created the Kingdom of Italy and the collapse of
Hohenstaufen rule had ended it; and throughout its existence it had failed to
provide security and peace to its inhabitants. Contemporary Italians could be
proud of their past without striving to have it restored”.
Ernst Breisach, Historiography: Ancient, Medieval, and Modern, 1994, p. 159.
Esemplare con frontespizio rinforzato.
€ 1.400,00
112. SIGONIO CARLO, Historiarum De Regno Italiae libri quindicem
Venezia, Iordanem Zilettum, 1574. In folio, 8 p.n.n., 591 p., 1 p.n.n. Frontespizio con marca
tipografica e motto “INTER OMNES”. Testatine figurate e iniziali floreali silografate. Legatura
moderna con piatti in carta marmorizzata e dorso in pergamena come gli angoli dei piatti.
Astuccio per custodia.
Prima edizione di questo importante trattato storiografico scritto da Carlo
Sigonio.
€ 1.800,00
113. (SULLY) BETHUNE, MAXIMILIAN (SIC) DE, Memoires des sages et royales oeconomies
d’Estat domestiques, politiques et militaires de Henry le Grand, ...
Amstelredam, Alethinosgraphe de Clearetimelee & Graphexechon de Pistariste, s. d. (ma 1638)
2 volumi in folio (mm 330 x 205), legatura seicentesca in piena pelle, dorso a nervi con fini
dorature e titolo, filetti dorati ai piatti, tagli a spruzzo marroni; Vol. I: cc. nn. 6 (frontespizio
con la marca delle tre virtù incoronate d’amaranto e le tre V colorate in verde e al verso due
sonetti, avviso degli stampatori ai lettori, lettera dedicata al Duca di Sully), pp. n. 703 (testo
dell’opera diviso in LXXXXVIII capitoli, da p. 605 a 629 “ Paralelles (sic) de Cesar et de Henry
le Grand ” in versi francesi e latini con caratteri romani, Panegirici al Duca di Sully, indice dei
capitoli e delle materie con errata alla fine); Vol. II: cc. nn. 4 (frontespizio con la marca delle
tre virtù incoronate d’amaranto e le tre V colorate in verde, sonetti, addio del Duca di Sully
alla corte), pp. n. 744 (testo dell’opera diviso in LI capitoli, indice delle materie), p. nn. 1 di
errata. Testo in francese con soltanto alcune parti tradotte in latino, carattere romano con soltanto
alcune parti in corsivo, richiami tematici a stampa ai margini del testo, fregi all’inizio dei
capitoli con iniziali ornate, numerosi errori di numerazione delle pagine e alcune ripetute, sottolineature
a matita in poche pagine del volume I, alcune tenui macchie e lieve alone al margine
inferiore esterno del volume II, lieve brunitura della carta in alcune pagine.
Edizione senza data con la marca acquerellata
in rosso e verde e il parallelo di
Cesare ed Enrico il Grande impresso in
caratteri romani, considerato da Brunet
segno di distinzione della prima edizione
originale dalle reimpressioni in folio con
il medesimo frontespizio, che presenterebbero
invece il parallelo in caratteri italici.
Il nostro esemplare presenta un
numero di pagine numerate superiore a
quello descritto dai repertori bibliografici
consultati (703 invece di 535 nel volume
I e 744 invece di 459 nel volume II),
numero da noi non reperito in nessun
altro esemplare descritto neanche tra
quelli risultati dalla consultazione degli
archivi informatici accessibili: in base ai
dati in nostro possesso soltanto l’esemplare
presente nella importante
Biblioteca Economica dell’illustre
Professor Piero Sraffa presso il Trinity
College di Cambridge risulta esattamente
corrispondente al nostro e già da lui confrontato
dettagliatamente a suo tempo
con l’esemplare della British Library considerato
la vera ed unica prima edizione
in prima tiratura. Pertanto anche in presenza
sul nostro esemplare di una nota
manoscritta antica in latino al foglio di
guardia anteriore (“editio rarissima et
non castrata. Vide Biblioth. Salthen. p. 107 et Lenglet de Fresnoy Biblioth.
Historiq.”), riteniamo con certezza che il nostro esemplare rappresenta la vera
prima edizione stampata in poche copie al Castello di Sully nel 1638 e di cui esisterebbero pochissimi esemplari. Il nostro inoltre si presenta in condizioni di conservazione
complessivamente molto buone e con bella e solida legatura coeva.
Maximilien de Bethune, Duca di Sully, importante uomo di stato francese vissuto
dal 1560 al 1641 e soprintendente alle Finanze sotto il governo di Enrico di
Navarra, influenzò molto la vita economica e finanziaria francese per alcuni decenni
finché alla morte di Enrico fu escluso dal governo e si ritirò nei suoi castelli scrivendo
la sua opera principale cioè le Memoires.
Biblioteca Salteniana p. 107, anno 1751: “Rarissimi operis rarissima editio...”;
Brunet V, 588-90; Catalogo Biblioteca Luigi Einaudi, II, 5506-7, Ottobre 1981.
SBN (Servizio bibliotecario nazionale).
RARISSIMA PRIMA EDIZIONE IN PRIMA TIRATURA
P. a r.
114. TACITO PUBLIO CORNELIO, 1)-P. Cornelii Taciti annalium 2)-Ioannis Bocatii De
Certaldo ... de casibus virorum illustrium
1)-Basilea, Froben, 1533. In folio, 36 c.n.n., 492 p., 12 c.n.n.; 2)-Augustae Vindelicorum,
Philippus Ulhardus, 1544. In folio, 12 c.n.n., 273 p., 3 p.n.n. La prima opera si apre con un
frontespizio che reca la marca tipografica dell’Officina Frobeniana, riportata anche nel
colophon. La seconda opera presenta alla c.a1v le insegne silografate di Leonardo Beckh e il
motto “PRAEMIA VIRTVTIS FELICIA CONSPICIS ARMA”. Legatura moderna con dorso in
cuoio e piatti in carta marmorizzata oltre ad etichetta nel piatto anteriore con scritta “II. UMANIORE.
1. Proemio. FACCINI GIACOMO”. Nel recto del foglio di guardia anteriore timbro in
inchiostro rosso e nota di possesso “Bianchi Prefetto”.
1- Bell’esemplare del capolavoro incompiuto di Tacito nell’edizione frobeniana.
Gli Annales, che narrano del periodo storico successivo alla morte di Augusto
nel 14, furono l’opera finale di Tacito. Scrisse almeno 16 libri, ma i libri 7-10
sono andati perduti e parti dei libri 5, 6, 11 e 16 sono mancanti. Il libro 6 finisce
con la morte di Tiberio e i libri dal 7 al 12 coprivano presumibilmente i regni
di Caligola e Claudio. I libri rimanenti riguardano il regno di Nerone, probabilmente
sino alla sua morte nel giugno 68 o sino alla fine dell’anno per poi ricollegarsi
alle Historiae. La seconda parte del libro 16 è andata perduta (finisce narrando
gli eventi dell’anno 66). Non si sa se Tacito completò l’opera o se decise
di finire prima gli altri lavori che aveva pianificato di scrivere; morì prima di
poter mettere mano alle storie di Nerva e Traiano, e non si ha nessun frammento
della parte dell’opera su Augusto e gli albori dell’impero con cui aveva deciso
di finire il suo lavoro di storico.
2- Bell’esemplare di uno dei più curiosi scritti di Giovanni Boccaccio. Dopo la
composizione del Decameron, egli inizia un periodo di ripiegamento spirituale
e di vocazione meditativa. Boccaccio si dedica appassionatamente allo studio
dei classici, scambiando testi antichi col Petrarca, a cui è inoltre legato da un’affettuosa
amicizia. Diffonde in Italia e in Europa le più recenti e mirabili scoperte
di codici e opere letterarie (Varrone, Marziale, Tacito, Apuleio, Ovidio,
Seneca). Nel 1359 fa istituire presso lo Studio di Firenze la prima cattedra di
greco, assegnandola a Leonzio Pilato, a cui commissiona anche la traduzione dei
poemi omerici. Nell’ambito di questa ampia attività filologico-erudita di tipo
umanistico si collocano i suoi repertori sulle divinità classiche (De genealogiis
deorum gentilium), sulla geografia (De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris), sulle più illustri figure femminili
(De claris mulieribus), e maschili (De casibus virorum illustrium).
€ 3.500,00
115. TASSO TORQUATO, La Gerusalemme liberata
Parma, Tipi Bodoniani, 1794. In folio piccolo, 2 volumi, vol. I: [20], 331, [1] p.; vol. II: [4], 337,
[1] p. Legatura in mezza pergamena ad angolo con piatti in carta marmorizzata come i contropiatti.
Dorso arrotondato con titolo dell’opera impresso in oro. Al centro dei piatti anteriori
stemma “Ex libris comitis F. Crenneville” e nel margine superiore del frontespizio di entrambi
i volumi timbro di possesso “Alfred von Herzfeld”. Tagli marmorizzati.
Importantissima edizione del capolavoro tassiano, considerata fra i capolavori di
Bodoni e stampata in sole 130 copie, dedicata a Carlo IV di Borbone, Re di
Spagna ed Imperatore delle Indie la cui dedica è impressa in carattere corsivo
grande mentre il testo in carattere tondo. Il testo fu curato dall’abate Serassi, il
quale portò a termine l’impresa “di ridurre la Gerusalemme del Tasso alla più
vera e genuina lezione sugli autografi dell’epico immortale” poco prima della sua
morte, come scrive lo stesso Bodoni in una lettera del 21 ottobre 1791 al Conte Cesare Ventura. L’esemplare fu posseduto dal famoso generale austriaco Franz
Folliot von Crenneville (* 22. März 1815 in Odenburg; † 22. Juni 1888 in
Gmunden) e da Alfred von Herzfeld. Esemplare a pieni margini.
Brooks 563.
€ 13.000,00
116. TATTI GIOVANNI, Della Agricoltura ... libri cinque
Venezia, Francesco Sansovino, 1560. In 4°, 4 c.n.n., 187 p. Impresa tipiografica sul frontespizio
e nel colophon, testatine ed iniziali silografate, testo in carattere corsivo ed epigrafico,
molte finissime figure botaniche in silografia nel testo. Legatura in pergamena rigida e tagli
spruzzati di nero.
Prima edizione assoluta. Il volume si apre con la dedica al medico Nicolò Tinto
da parte dell’autore, il grande poligrafo Francesco Sansovino. Il presente trattato
commenta gli scritti di antichi e moderni autori (Aristotele, Plinio, Dioscoride,
Virgilio, Varrone, Crescenzio, Mattioli ed altri) e si occupa di quanto pertiene
all’agricoltura, ai prodotti della campagna ed il loro impiego nella gastronomia,
con particolare attenzione al vino, cui è dedicato l’intero libro secondo (c. 42-
70). Opera di grande interesse per la varietà e la peculiarità degli argomenti
affrontati. Esemplare in ottime condizioni con qualche tarlatura.
Manca all’Adams, Vicaire e Simon, Bibl. Vinaria. Westbury p. 214. Simon, B. G.
n. 1452. Simon, Bacchica II, 636. Oberlé 609. BGW 1771. B.IN.G 1757. STC 662.
€ 8.500,00
117. TESAURO EMANUELE, Il cannocchiale aristotelico
Venezia, Giovanni di Pauli, 1696. In 4°, 8 c.n.n., 466 p. Frontespizio con marca tipografica
silografata. Legatura in cartone semplice, dorso con carta marmorizzata.
Emanuele Tesauro (1591-1675) è uno degli intellettuali più rappresentativi del
XVII secolo. La sua opera più famosa è infatti il Cannocchiale Aristotelico, ossia
Idea dell’arguta et ingeniosa elocutione che serve a tutta l’Arte oratoria, lapidaria,
et simbolica esaminata co’ Principij del divino Aristotele. Concepito nella
prima metà del secolo ed edito in versione definitiva nel 1670, il Cannocchiale
Aristotelico è un vasto trattato sull’arguzia e le figure retoriche, e in particolare
sulla metafora. Esemplare con legatura allentata, piatto anteriore rovinato.
€ 950,00
118. TITIUS JEAN DANIEL, Parus minimus polonorum Remiz Bononiensium Pendulinus
descriptus
Lipsia, Haeredes Lankisios, 1755. In 4°, 48 p. + 2 tav. fuori testo incise in rame; legatura coeva
in mezza pelle con angoli, dorso a nervetti, titolo in oro.
Edizione originale, molto rara, di una curiosa e interessante dissertazione sul
Remiz pendulinus, un uccello passeiforme che vive nelle zone umide e sulle rive
dei fiumi europei ed asiatici. Esemplare con lievi bruniture a causa del tipo di
carta grezza.
€ 850,00
119. TOMMASO D’AQUINO, SANTO, 1)- Scriptum super primo libro sententiarum 2)-Incipit
prolugus Magistri in tertio libro Sententiarum
1)-Impressum Venetijs per magistrum Antonium de Strata cremonensem. Anno domini 1486
Die 21 Juni - Antonius de Strata, 21 giugno 1486. 150 fogli, carattere gotico. Iniziali eseguite
in inchiostro rosso. Testo a due colonne.
2)-Impressum Venetijs ingenio ac impensa Hermani Liechtenstein Coloniensis. Anno natalis
domini M.cccclxxxx. Die xxvi Aprilis - Hermannus Liechtenstein, 26 aprile 1490. 150 fogli,
carattere gotico. Iniziali in inchiostro rosso. Testo a due colonne.
Legatura in cuoio con piatti che presentano varie cornici e decorazioni floreali
e geometriche, dorso liscio con tre nervi sporgenti, bindelle saltate ed etichetta
nel piatto anteriore che riporta il titolo dell’opera. A c. a2r della prima opera nota di possesso “Sum B. Maria Virginis in Rottenbuch”. Sono presentati due incunaboli
veneziani con i commenti di Tommaso d’Aquino alle sentenze di Pietro
Lombardo (primo e terzo libro). Esemplare in buone condizioni conservative
con legatura e piatto anteriore allentato. (1 vol.: Hain-C 1474; GW M46367; BMC
V 294; Goff T-161; 2 vol.: Hain-C 1480; GW M46382; BMC V 358; Goff T-167).
€ 18.500,00
120. TOMMASO D’AQUINO, SANTO Super secundo libro sententiarum
Bologna (Anno M.cccclxxxxiiii die vigesimo septimo madii). In folio (mm 301 x 215), 182 c.
Iniziali acquerellate a mano. Testo a due colonne. Legatura coeva in cuoio con ricca decorazione
geometrica e floreale impressa a secco, dorso arrotondato con tre nervi sporgenti.
Etichetta con titolo dell’opera attaccata nel piatto anteriore. Nel contropiatto anteriore ex libris
con nota “JACOBUS DEI GRATIA ... chiemensis praepositus ...” e nel foglio che presenta il
titolo dell’opera indicazione in inchiostro rosso “caenobij chiemensis”
Seconda edizione dei commentari del secondo volume delle sentenze di Pietro
Lombardo eseguite da Tommaso d’Aquino. Il lavoro esegetico e le “Sentenze” di
Pietro Lombardo sono state stampate diverse volte: i commenti alle Epistole di
San Paolo nel 1474, etc; le “Sentenze” furono stampate nel 1472 e per l’ultima
volta nel 1892 (Parigi). Il Migne contiene queste tre opere (P.L., CXCI, CXCII).
La migliore edizione delle “Sentenze” è quella che si trova nel commentario di
San Bonaventura (Opera S. Bonaventurae, Quaracchi, 1885, I-IV)(Hist. litt. de la
France, XII; PROTOIS, Pierre Lombard (Paris, 1880); BALTZER, Die Sentenzen
des Petrus Lombardus (Leipzig, 1902); ESPENBERGER, Die Philosophie des
Petrus Lombardus (Munster, 1901); DE GHELLINCK, The Book of Sentences in
Dublin Review (1910); Mediaeval Theology in American Catholic Quarterly Review (1908); Revue des Questions historiques (July, 1910); Revue Neo-scolastique
(1909). Esemplare in ottime condizioni con qualche tarlatura.
HAIN-C 1477; GW M46374; BMC VI 841; Goff T-164.
€ 16.500,00
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