LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA
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LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA - LIBRI D'ANTIQUARIATO
Opere presenti alla XVIII Mostra del Libro Antico - Palazzo della Permanente, 16-18 marzo 2007


Catalogo n° 47 online
Responsabile: Federico Ossola - Schede a cura di Federico Ossola e Simone Volpato

pagine: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] 11 [12] [13]
110. SERLIO SEBASTIANO, Regole generali di architettura, di Sebastiano Serlio bolognese, sopra le cinque maniere de gli edifici

Venezia, Francesco Marcolini al segno de la Verità, 1544. In folio (mm 345 x 245), *4 A-R4 S6; 74 c. Frontespizio illustrato con motivo architettonico, piante a tutta pagina silografate. Nel frontespizio timbro in inchiostro nero.

Pubblicato a Venezia nel 1537, esso doveva fornire ad architetti e committenti veneti le chiavi della «bella maniera» degli antichi: di lì a poco, la stessa situazione si sarebbe ripetuta in Francia: la corte, che ambiva a ritrovare uno stile aulico, guardava con impazienza al classicismo italiano; e la «bella architettura», come una lingua, veniva divulgata, con tanti onori a chi, come Serlio, la recava in dote. Le Regole generali di architettura mostrano il canone formale della «bella maniera», sintesi tra le fonti classiche – Vitruvio e i monumenti – e il classicismo bramantesco. Esemplare ben conservato.
€ 3.300,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
111. SIGONIO CARLO, Historiarum De Regno Italiae quinque reliqui libri

Venezia, Francesco de’ Franceschi, 1591. (Venetiis: apud Franciscum Franciscium Senensem). In 4°, 56 p.n.n, 234 p.n. Frontespizio con marca tipografica silografata (“La Pace: donna seduta accanto ad una colonna con scritta PAX, con in una mano un ramo d’ulivo e nell’altra una fiaccola rovesciata. Motto: Omnem sensum exuperat. Testatine e iniziali silografate. Il testo è contenuto in una cornice. Esemplare con diverse sottolineature nei bordi in matita rossa. Legatura moderna con piatti in carta marmorizzata e dorso in pergamena come gli angoli dei piatti. Astuccio per custodia.

Ulteriore edizione di questo importante trattato storiografico scritto da Carlo Sigonio contenente i restanti cinque libri. Storico e filologo classico nato a Modena intorno al 1520 e morto a Ponte Basso (Modena) nel 1584. Insegnò greco, sempre a Modena, fra il 1546 e il 1556. Scrisse numerose opere storiche, tutte in latino, fra l’altro piuttosto significative per la scrupolosità nell’utilizzazione delle fonti e l’attenzione prestata al Medioevo. Oltre agli studi filologici sull’antichità (Regum, consulum, dictatorum ac censorum Romanorum Fasti, A. Gadaldini, Modena 1550; De antiquo iure civium romanorum libri duo, Giordano Ziletti, Venezia 1560), rimarchevoli sono le Historiae de regno Italiae, in venti libri, che espongono i principali eventi italiani dal 570 al 1200. Nel 1568 fu nominato storiografo cittadino dal Senato di Bologna, che lo incaricò di redigere un’opera storica, le Historiae Bononienses ab initio civitatis usque ad annum MCCLVII (Bologna 1578), che costituisce un primo rilevante tentativo di storia locale e regionale. Al centro delle Historiae de Occidentali Imperio (Bologna, 1578), in venti libri, è il periodo compreso tra l’impero di Diocleziano (iniziato nel 284) e la discesa dei Longobardi (565). Per incarico di papa Gregorio XIII scrisse, infine, le Historiae ecclesiasticae, rimaste incompiute (e pubblicate solo nel 1734). Con tale opera il Sigonio “written with impeccable scholarship and in excellent Latin, spoke much of the love of liberty. Its message was, however, disconcerting for those who glorified the Italian past: the Lombard catastrophe had created the Kingdom of Italy and the collapse of Hohenstaufen rule had ended it; and throughout its existence it had failed to provide security and peace to its inhabitants. Contemporary Italians could be proud of their past without striving to have it restored”.
Ernst Breisach, Historiography: Ancient, Medieval, and Modern, 1994, p. 159. Esemplare con frontespizio rinforzato.

€ 1.400,00
 
112. SIGONIO CARLO, Historiarum De Regno Italiae libri quindicem

Venezia, Iordanem Zilettum, 1574. In folio, 8 p.n.n., 591 p., 1 p.n.n. Frontespizio con marca tipografica e motto “INTER OMNES”. Testatine figurate e iniziali floreali silografate. Legatura moderna con piatti in carta marmorizzata e dorso in pergamena come gli angoli dei piatti. Astuccio per custodia.

Prima edizione di questo importante trattato storiografico scritto da Carlo Sigonio.
€ 1.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
113. (SULLY) BETHUNE, MAXIMILIAN (SIC) DE, Memoires des sages et royales oeconomies d’Estat domestiques, politiques et militaires de Henry le Grand, ...

Amstelredam, Alethinosgraphe de Clearetimelee & Graphexechon de Pistariste, s. d. (ma 1638) 2 volumi in folio (mm 330 x 205), legatura seicentesca in piena pelle, dorso a nervi con fini dorature e titolo, filetti dorati ai piatti, tagli a spruzzo marroni; Vol. I: cc. nn. 6 (frontespizio con la marca delle tre virtù incoronate d’amaranto e le tre V colorate in verde e al verso due sonetti, avviso degli stampatori ai lettori, lettera dedicata al Duca di Sully), pp. n. 703 (testo dell’opera diviso in LXXXXVIII capitoli, da p. 605 a 629 “ Paralelles (sic) de Cesar et de Henry le Grand ” in versi francesi e latini con caratteri romani, Panegirici al Duca di Sully, indice dei capitoli e delle materie con errata alla fine); Vol. II: cc. nn. 4 (frontespizio con la marca delle tre virtù incoronate d’amaranto e le tre V colorate in verde, sonetti, addio del Duca di Sully alla corte), pp. n. 744 (testo dell’opera diviso in LI capitoli, indice delle materie), p. nn. 1 di errata. Testo in francese con soltanto alcune parti tradotte in latino, carattere romano con soltanto alcune parti in corsivo, richiami tematici a stampa ai margini del testo, fregi all’inizio dei capitoli con iniziali ornate, numerosi errori di numerazione delle pagine e alcune ripetute, sottolineature a matita in poche pagine del volume I, alcune tenui macchie e lieve alone al margine inferiore esterno del volume II, lieve brunitura della carta in alcune pagine.

Edizione senza data con la marca acquerellata in rosso e verde e il parallelo di Cesare ed Enrico il Grande impresso in caratteri romani, considerato da Brunet segno di distinzione della prima edizione originale dalle reimpressioni in folio con il medesimo frontespizio, che presenterebbero invece il parallelo in caratteri italici. Il nostro esemplare presenta un numero di pagine numerate superiore a quello descritto dai repertori bibliografici consultati (703 invece di 535 nel volume I e 744 invece di 459 nel volume II), numero da noi non reperito in nessun altro esemplare descritto neanche tra quelli risultati dalla consultazione degli archivi informatici accessibili: in base ai dati in nostro possesso soltanto l’esemplare presente nella importante Biblioteca Economica dell’illustre Professor Piero Sraffa presso il Trinity College di Cambridge risulta esattamente corrispondente al nostro e già da lui confrontato dettagliatamente a suo tempo con l’esemplare della British Library considerato la vera ed unica prima edizione in prima tiratura. Pertanto anche in presenza sul nostro esemplare di una nota manoscritta antica in latino al foglio di guardia anteriore (“editio rarissima et non castrata. Vide Biblioth. Salthen. p. 107 et Lenglet de Fresnoy Biblioth. Historiq.”), riteniamo con certezza che il nostro esemplare rappresenta la vera prima edizione stampata in poche copie al Castello di Sully nel 1638 e di cui esisterebbero pochissimi esemplari. Il nostro inoltre si presenta in condizioni di conservazione complessivamente molto buone e con bella e solida legatura coeva.
Maximilien de Bethune, Duca di Sully, importante uomo di stato francese vissuto dal 1560 al 1641 e soprintendente alle Finanze sotto il governo di Enrico di Navarra, influenzò molto la vita economica e finanziaria francese per alcuni decenni finché alla morte di Enrico fu escluso dal governo e si ritirò nei suoi castelli scrivendo la sua opera principale cioè le Memoires.
Biblioteca Salteniana p. 107, anno 1751: “Rarissimi operis rarissima editio...”; Brunet V, 588-90; Catalogo Biblioteca Luigi Einaudi, II, 5506-7, Ottobre 1981. SBN (Servizio bibliotecario nazionale).

RARISSIMA PRIMA EDIZIONE IN PRIMA TIRATURA
P. a r.
 
114. TACITO PUBLIO CORNELIO, 1)-P. Cornelii Taciti annalium 2)-Ioannis Bocatii De Certaldo ... de casibus virorum illustrium

1)-Basilea, Froben, 1533. In folio, 36 c.n.n., 492 p., 12 c.n.n.; 2)-Augustae Vindelicorum, Philippus Ulhardus, 1544. In folio, 12 c.n.n., 273 p., 3 p.n.n. La prima opera si apre con un frontespizio che reca la marca tipografica dell’Officina Frobeniana, riportata anche nel colophon. La seconda opera presenta alla c.a1v le insegne silografate di Leonardo Beckh e il motto “PRAEMIA VIRTVTIS FELICIA CONSPICIS ARMA”. Legatura moderna con dorso in cuoio e piatti in carta marmorizzata oltre ad etichetta nel piatto anteriore con scritta “II. UMANIORE. 1. Proemio. FACCINI GIACOMO”. Nel recto del foglio di guardia anteriore timbro in inchiostro rosso e nota di possesso “Bianchi Prefetto”.

1- Bell’esemplare del capolavoro incompiuto di Tacito nell’edizione frobeniana. Gli Annales, che narrano del periodo storico successivo alla morte di Augusto nel 14, furono l’opera finale di Tacito. Scrisse almeno 16 libri, ma i libri 7-10 sono andati perduti e parti dei libri 5, 6, 11 e 16 sono mancanti. Il libro 6 finisce con la morte di Tiberio e i libri dal 7 al 12 coprivano presumibilmente i regni di Caligola e Claudio. I libri rimanenti riguardano il regno di Nerone, probabilmente sino alla sua morte nel giugno 68 o sino alla fine dell’anno per poi ricollegarsi alle Historiae. La seconda parte del libro 16 è andata perduta (finisce narrando gli eventi dell’anno 66). Non si sa se Tacito completò l’opera o se decise di finire prima gli altri lavori che aveva pianificato di scrivere; morì prima di poter mettere mano alle storie di Nerva e Traiano, e non si ha nessun frammento della parte dell’opera su Augusto e gli albori dell’impero con cui aveva deciso di finire il suo lavoro di storico. 2- Bell’esemplare di uno dei più curiosi scritti di Giovanni Boccaccio. Dopo la composizione del Decameron, egli inizia un periodo di ripiegamento spirituale e di vocazione meditativa. Boccaccio si dedica appassionatamente allo studio dei classici, scambiando testi antichi col Petrarca, a cui è inoltre legato da un’affettuosa amicizia. Diffonde in Italia e in Europa le più recenti e mirabili scoperte di codici e opere letterarie (Varrone, Marziale, Tacito, Apuleio, Ovidio, Seneca). Nel 1359 fa istituire presso lo Studio di Firenze la prima cattedra di greco, assegnandola a Leonzio Pilato, a cui commissiona anche la traduzione dei poemi omerici. Nell’ambito di questa ampia attività filologico-erudita di tipo umanistico si collocano i suoi repertori sulle divinità classiche (De genealogiis deorum gentilium), sulla geografia (De montibus, silvis, fontibus, lacubus, fluminibus, stagnis seu paludibus, et de nominibus maris), sulle più illustri figure femminili (De claris mulieribus), e maschili (De casibus virorum illustrium).
€ 3.500,00
 
115. TASSO TORQUATO, La Gerusalemme liberata

Parma, Tipi Bodoniani, 1794. In folio piccolo, 2 volumi, vol. I: [20], 331, [1] p.; vol. II: [4], 337, [1] p. Legatura in mezza pergamena ad angolo con piatti in carta marmorizzata come i contropiatti. Dorso arrotondato con titolo dell’opera impresso in oro. Al centro dei piatti anteriori stemma “Ex libris comitis F. Crenneville” e nel margine superiore del frontespizio di entrambi i volumi timbro di possesso “Alfred von Herzfeld”. Tagli marmorizzati.

Importantissima edizione del capolavoro tassiano, considerata fra i capolavori di Bodoni e stampata in sole 130 copie, dedicata a Carlo IV di Borbone, Re di Spagna ed Imperatore delle Indie la cui dedica è impressa in carattere corsivo grande mentre il testo in carattere tondo. Il testo fu curato dall’abate Serassi, il quale portò a termine l’impresa “di ridurre la Gerusalemme del Tasso alla più vera e genuina lezione sugli autografi dell’epico immortale” poco prima della sua morte, come scrive lo stesso Bodoni in una lettera del 21 ottobre 1791 al Conte Cesare Ventura. L’esemplare fu posseduto dal famoso generale austriaco Franz Folliot von Crenneville (* 22. März 1815 in Odenburg; † 22. Juni 1888 in Gmunden) e da Alfred von Herzfeld. Esemplare a pieni margini.
Brooks 563.

€ 13.000,00
 
 
 
 
116. TATTI GIOVANNI, Della Agricoltura ... libri cinque

Venezia, Francesco Sansovino, 1560. In 4°, 4 c.n.n., 187 p. Impresa tipiografica sul frontespizio e nel colophon, testatine ed iniziali silografate, testo in carattere corsivo ed epigrafico, molte finissime figure botaniche in silografia nel testo. Legatura in pergamena rigida e tagli spruzzati di nero.

Prima edizione assoluta. Il volume si apre con la dedica al medico Nicolò Tinto da parte dell’autore, il grande poligrafo Francesco Sansovino. Il presente trattato commenta gli scritti di antichi e moderni autori (Aristotele, Plinio, Dioscoride, Virgilio, Varrone, Crescenzio, Mattioli ed altri) e si occupa di quanto pertiene all’agricoltura, ai prodotti della campagna ed il loro impiego nella gastronomia, con particolare attenzione al vino, cui è dedicato l’intero libro secondo (c. 42- 70). Opera di grande interesse per la varietà e la peculiarità degli argomenti affrontati. Esemplare in ottime condizioni con qualche tarlatura.
Manca all’Adams, Vicaire e Simon, Bibl. Vinaria. Westbury p. 214. Simon, B. G. n. 1452. Simon, Bacchica II, 636. Oberlé 609. BGW 1771. B.IN.G 1757. STC 662.

€ 8.500,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
  
117. TESAURO EMANUELE, Il cannocchiale aristotelico

Venezia, Giovanni di Pauli, 1696. In 4°, 8 c.n.n., 466 p. Frontespizio con marca tipografica silografata. Legatura in cartone semplice, dorso con carta marmorizzata.

Emanuele Tesauro (1591-1675) è uno degli intellettuali più rappresentativi del XVII secolo. La sua opera più famosa è infatti il Cannocchiale Aristotelico, ossia Idea dell’arguta et ingeniosa elocutione che serve a tutta l’Arte oratoria, lapidaria, et simbolica esaminata co’ Principij del divino Aristotele. Concepito nella prima metà del secolo ed edito in versione definitiva nel 1670, il Cannocchiale Aristotelico è un vasto trattato sull’arguzia e le figure retoriche, e in particolare sulla metafora. Esemplare con legatura allentata, piatto anteriore rovinato.
€ 950,00
 
118. TITIUS JEAN DANIEL, Parus minimus polonorum Remiz Bononiensium Pendulinus descriptus

Lipsia, Haeredes Lankisios, 1755. In 4°, 48 p. + 2 tav. fuori testo incise in rame; legatura coeva in mezza pelle con angoli, dorso a nervetti, titolo in oro.

Edizione originale, molto rara, di una curiosa e interessante dissertazione sul Remiz pendulinus, un uccello passeiforme che vive nelle zone umide e sulle rive dei fiumi europei ed asiatici. Esemplare con lievi bruniture a causa del tipo di carta grezza.
€ 850,00
 
119. TOMMASO D’AQUINO, SANTO, 1)- Scriptum super primo libro sententiarum 2)-Incipit prolugus Magistri in tertio libro Sententiarum

1)-Impressum Venetijs per magistrum Antonium de Strata cremonensem. Anno domini 1486 Die 21 Juni - Antonius de Strata, 21 giugno 1486. 150 fogli, carattere gotico. Iniziali eseguite in inchiostro rosso. Testo a due colonne.
2)-Impressum Venetijs ingenio ac impensa Hermani Liechtenstein Coloniensis. Anno natalis domini M.cccclxxxx. Die xxvi Aprilis - Hermannus Liechtenstein, 26 aprile 1490. 150 fogli, carattere gotico. Iniziali in inchiostro rosso. Testo a due colonne.

Legatura in cuoio con piatti che presentano varie cornici e decorazioni floreali e geometriche, dorso liscio con tre nervi sporgenti, bindelle saltate ed etichetta nel piatto anteriore che riporta il titolo dell’opera. A c. a2r della prima opera nota di possesso “Sum B. Maria Virginis in Rottenbuch”. Sono presentati due incunaboli veneziani con i commenti di Tommaso d’Aquino alle sentenze di Pietro Lombardo (primo e terzo libro). Esemplare in buone condizioni conservative con legatura e piatto anteriore allentato. (1 vol.: Hain-C 1474; GW M46367; BMC V 294; Goff T-161; 2 vol.: Hain-C 1480; GW M46382; BMC V 358; Goff T-167).
€ 18.500,00
 
120. TOMMASO D’AQUINO, SANTO Super secundo libro sententiarum

Bologna (Anno M.cccclxxxxiiii die vigesimo septimo madii). In folio (mm 301 x 215), 182 c. Iniziali acquerellate a mano. Testo a due colonne. Legatura coeva in cuoio con ricca decorazione geometrica e floreale impressa a secco, dorso arrotondato con tre nervi sporgenti. Etichetta con titolo dell’opera attaccata nel piatto anteriore. Nel contropiatto anteriore ex libris con nota “JACOBUS DEI GRATIA ... chiemensis praepositus ...” e nel foglio che presenta il titolo dell’opera indicazione in inchiostro rosso “caenobij chiemensis”

Seconda edizione dei commentari del secondo volume delle sentenze di Pietro Lombardo eseguite da Tommaso d’Aquino. Il lavoro esegetico e le “Sentenze” di Pietro Lombardo sono state stampate diverse volte: i commenti alle Epistole di San Paolo nel 1474, etc; le “Sentenze” furono stampate nel 1472 e per l’ultima volta nel 1892 (Parigi). Il Migne contiene queste tre opere (P.L., CXCI, CXCII). La migliore edizione delle “Sentenze” è quella che si trova nel commentario di San Bonaventura (Opera S. Bonaventurae, Quaracchi, 1885, I-IV)(Hist. litt. de la France, XII; PROTOIS, Pierre Lombard (Paris, 1880); BALTZER, Die Sentenzen des Petrus Lombardus (Leipzig, 1902); ESPENBERGER, Die Philosophie des Petrus Lombardus (Munster, 1901); DE GHELLINCK, The Book of Sentences in Dublin Review (1910); Mediaeval Theology in American Catholic Quarterly Review (1908); Revue des Questions historiques (July, 1910); Revue Neo-scolastique (1909). Esemplare in ottime condizioni con qualche tarlatura. HAIN-C 1477; GW M46374; BMC VI 841; Goff T-164.
€ 16.500,00
 
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