86. SEUTTER MATTHAEUS, Atlas maior... Atlas Novus indicibus instructus, oder neuer
mit wort registern versehener Atlas, besteh-end in 50 Seutterisch Geographischen
haupt und special - tabellen...
Wien, Kaiserlichen Hof, 1730. In folio, (mm 540x340), 1 car-ta bianca, antiporta allegorica incisa
a piena pagina, frontespizio in rosso e nero, dedica a Carlo Sesto, cc. n.n. 5; carte 2 dei
globi celeste e terrestre, 49 carte (su 50, manca la carta postale della Germania alla fine del
volume), ogni carta è accompagnata da un indice alfabetico, posto su doppia pagina che correda
ogni singola carta; legatura in pelle restaurata.
Magnifico atlante in una raffinata coloritura d’epoca dove spiccano le belle carte
del mappamondo, i 4 continenti, l’Italia, la Terrasanta, la Turchia, la Grecia, la
Russia con una grande carta di formato doppio.
€ 26.000,00
87. STERNE LAURENCE, Viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e l’Italia traduzione
di Didimo Chierico
Trattasi di contraffazione napoletana del 1818. In 8°, XXV, 249 p. Vi sono due ritratti incisi.
L’opera si apre con un avvertimento dei Lettori, una lettera di Didimo Chierico A’ Lettori
Salute, la Notizia intorno a Didimo Chierico. Legatura in cartone semplice con timbro sbiadito
nellla copertina.
Il Viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e l’Italia traduzione di Didimo
Chierico esce due volte nel 1813 a Pisa (Gio. Rosini: Molini & Landi & C.; dai torchi
di Gio. Rosini: Rosini, Giovanni Didot) e nel 1818 con questa contraffazione
probabilmente napoletana. Magistralmente tradotto da Ugo Foscolo, dà avvio al
filone letterario del viaggio, appunto, sentimentale, del tutto nuovo, in netta contrapposizione
con le convenzioni del tempo. Laurence Sterne rifiuta sia la descrizione
asettica del luogo, sia la registrazione pedante degli eventi quotidiani; libera
invece la scrittura così che colga, attraverso la conoscenza delle osservazioni,
ciò che di più spontaneo provoca nell’uomo: il sentimento è per sua natura non
codificabile perché diverso da esperienza a esperienza. Con lui il viaggio finisce
d’essere il solo incontro con le cose, bensì con gli uomini – e le donne – e con le
loro emozioni. Il viaggio parte da Calais passa a Montreuil, Nampont, Amiens,
Parigi, Versailles, Rennes per toccare la Savoja e Torino. Esemplare in buone condizioni
con pochi e piccoli fori da tarlo e pagine allentate, dorso usurato.
€ 350,00
88. TASSINI GIUSEPPE, Edifici di Venezia distrutti o volti ad uso diverso da quello che
furono in origine destinati
Venezia, Reale Tipografia Giovanni Cecchini, 1885. In 4°, 134 p., 2 p.n.n. Legatura moderna
con dorso in cuoio e piatti in carta marmorizzata.
Tassini dedicò gran parte della propria vita allo studio della toponomastica della
città lagunare, raccogliendo notizie, curiosità, fatti e nomi di personaggi legati
alle vie cittadine. La sua ricerca servì per illustrare il ricco volume Curiosità veneziane
e questo volume sugli edifici veneziani suddivisi per sestiere di Castello,
di San Marco, di San Polo, di Dorsoduro, di San Croce, di Cannaregio. Esemplare
ben conservato.
€ 150,00
89. TASSO TORQUATO, La Gerusalemme liberata, con le figure di Giambattista
Piazzetta. Alla Sacra Real Maestà di Maria Teresa D’Austria...
In Venezia, stampata da Giambattista Albrizzi, 1745. In folio reale (mm 450x310), cc. n.n. 1
bianca, occhietto, antiporta allegorica a piena pagina, frontespizio in rosso e nero con vignetta
al centro, ritratto dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria, cc. n.n. 10 comprendenti la dedica
dell’Albrizzi a Maria Teresa, il Privilegio di stampa alla Repubblica di Venezia, il catalogo
degli associati e l’allegoria del Poema; cc. n. 255 (erroneamente 253), 1 nn; 20 grandi incisioni
a piena pagina ognuna delle quali posta all’inizio di ogni canto, racchiuse da eleganti
bordure ornamentali di tipo barocco con le dediche alla base delle tavole e 20 grandi finali
alla conclusione dei rispettivi canti dei quali 6 a piena pagina, testate e iniziali figurate, tutto
disegnato da Giambattista Piazzetta ed inciso in rame da Felice Polanzani. Magnifica legatura
coeva veneziana in marocchino rosso con tripla filettatura ai piatti, dorso con ricchi fregi dorati
e titolo dell’opera, tagli dorati, sguardie in carta policroma.
Splendida edizione originale dell’opera che è considerata la più bella ed importante
dell’editoria veneziana del Settecento, qui in un’elegantissima legatura in
marocchino rosso, “non a torto è considerato il più bel libro veneziano... G. B. ha
assecondato i desideri dell’editore da par suo, superando in brio e felicità d’invenzioni
la già bella edizione del Bousset, disegnando 70 composizioni e sfoggiandovi
una piacevolezza che ci fa passare da meraviglia in meraviglia... è un’edizione
che ben caratterizza un’epoca, e ben si merita tutta l’ammirazione che oggi
ancora la circonda” Morazzoni 256 e p. 123-26. Secondo l’ultimo studio del
Radaelli “Alcune note al Tasso del Piazzetta” vengono distinte due edizioni rispettivamente
in A e B, le quali si confrontano soprattutto per l’aspetto tipografico
senza più dar dubbio all’edizione. La nostra secondo queste modifiche che le contraddistingono,
apparterrebbe all’edizione B: “Dallo schema qui sotto riportato e
dalle illustrazioni che l’accompagnano si vedrà che l’intero testo è stato ad un
certo momento ricomposto (edizione B) con l’utilizzo di un carattere tipografico
più fine per disegno e qualitativamente migliore, in taluni casi addirittura diverso,
dando alla pagina come risultato un leggerezza ed un’ariosità che a stento si trova
negli esemplari dell’altra edizione”. Radaelli “Alcune note al Tasso del Piazzetta”
Morazzoni 256; Cohen 978; Sander 1887; Da Pozzo 191.
€ 18.500,00
90. VALEGIO FRANCESCO, Nuova Raccolta di tutte le più illustri et famose città di tutto
il mondo
Venezia, Francesco Valegio (In Venetia cum privilegio Donato Rasicotti al ponte di Bare),
1595. In 8° oblungo, titolo inciso, legatura seicentesca in vitello, tavole 315 di mm 130x165.
Frontespizio architettonico di notevole impatto visivo con le personificazioni della Opulentia,
Pax, Iustitia, Concordia, Obidientia e Communitas.
Splendida raccolta topografica cinquecentesca, di grande rarità con 315 vedute e
piante di città incise in rame, molte firmate dal Valegio, con grande chiarezza e precisione.
Molte delle vedute si ispirano alle tavole della Civitates Orbis Terrarum del
Braun & Hogenberg pubblicate a partire dal 1572. Raffigurano le città principali
d’Europa e alcune città in Africa e Asia. Tra le tavole, 51 sono le vedute prospettiche
o piante di città di tutta Italia (Roma antiqua, Roma, Venetia, Napoli, Milano, Genova,
Fiorenza, Lucca, Siena (2), Loreto, Rimini, Urbino, Pesaro, Viterbo, Orvieto,
Terracina, Mola, Velletri, Tivoli, Sulmona, Aquapen-dente, Ancona, Perugia, Bologna,
Ferrara, Parma, Reggio, Piacenza, Pavia, Mantova, Cremona, Padova, Vicenza,
Brescia, Verona, Bergamo, Lago di Como, Udine, Palmanova, Treviso, Serravalle,
Torino, Trento, Gallipoli, Palermo, Messina, Catania, Trapani, Cagliari, Teramo,
Chieti, Aquila, Ascoli) – vedi la bibliografia del Cremonini –. Il nostro esemplare è
interfoliato con 9 carte iniziali e 61 carte finali che vengono utilizzate per incollare
delle incisioni sciolte nel nostro caso raffiguranti le città di Landeskron e Sitten.
Cremonini, L’Italia nelle vedute e carte, p. 40. Darlington & Howgego, n° 4.
P.A.R.
91. VALENTIN F., Histoire de Venise
Tours, chez A.D Mame et C.ie, 1839. In 8°, 312 p., 4 incisioni in acciaio raffiguranti:
Francailles du Doge avec la mer Adriatique nel frontespizio; Entrée des Francais à Venise
en 1797; Carmagnole dépose dans l’église S. Marc ...; Le pont du Rialto. Legatura coeva in
cuoio su assi di cartone, piatti con cornice impressa in oro come il dorso, contropiatti in
carta marmorizzata.
Si tratta di graziosa opera pubblicata nella collana “bibliothèque de la jeunesse
chrétienne” che tratta della storia di Venezia negli aspetti culturali ed artistici. Le
prime due incisioni sono capovolte. Esemplare in buone condizioni conservative.
€ 200,00
92. VASCOTTI CHIARO, Storia della Castagnavizza contenente eziandio la malattia, la
morte e il funerale di Carlo X
Gorizia, Tipografia Paternolli, 1848. In 8°, 209 p., 1 p.n.n. Legatura in cartoncino giallo con
dorso in tela cerata azzurra. Nel frontespizio vignetta illustrata litografata oltre alle testatine
usate come decorazione. Sempre nel frontespizio appare timbro di provenienza con dicitura
Conventus Castagnavicensis.
Importante opera scritta dal francescano Chiaro Vascotti morto nel 1860. Visto dal
castello di Gorizia, il convento della Castagnavizza è lì, ad un passo, raggiungibilissimo.
Eppure tra il castello ed il convento passa la linea di demarcazione confinaria
tra Italia e Slovenia, che nel secondo dopoguerra ha diviso Gorizia e Nova
Gorica. Non era così nel 1836, quando la chiesa, retta dai francescani, e prima
ancora da monaci francesi, era una delle mete preferite delle passeggiate che giornalmente
Carlo X effettuava durante il suo esilio, partendo dalla residenza goriziana
di palazzo Coronini Cronberg. Gorizia infatti è stata la tappa conclusiva di un
peregrinare che portò l’ultimo re francese, ed i fedelissimi della sua corte, dapprima
ad abbandonare la Francia – costretti in questo dalla vittoria dell’opposizione
liberale alle elezioni del luglio 1830 – a raggiungere la Scozia poi, a dimorare quindi
Praga, uno dei centri della Casa d’Austria, per scegliere infine quella “vecchia
città ai margini meridionali della monarchia” quale destinazione ultima dell’esilio.
Una scelta leggermente pilotata anche dagli effetti di un’epidemia di colera che
stava interessando l’Europa. Di Gorizia, a Carlo X, era stato più volte vantato il
clima mite e salubre, e tale fattore spinse ulteriormente il re a ritirarsi in questo
paese diviso tra Germania ed Italia e che riuniva il vantaggio dei due climi.
Destinazione Gorizia, allora, considerata “oasi invulnerabile”. Lunghe passeggiate,
dunque, per Carlo X, ormai settantanovenne, per conoscere i dintorni di Gorizia,
soffermandosi anche nel convento di Castagnavizza, luogo che lo colpì a tal punto
da considerarlo ideale sito dove riposare per sempre. Ed alla sua morte tale volontà
fu rispettata dal figlio Luigi XIX, duca d’Angoulême, che fece deporre le spoglie
del padre nella cripta, sotto la cappella della chiesa. Qualche anno dopo, nel 1839,
nel sotterraneo della chiesa, in una nicchia ricavata nel corridoio, furono deposti
anche i resti mortali del duca di Blacas, fedelissimo di Carlo X. La cripta della
Castagnavizza, dunque, stava realmente diventando l’ultima dimora per i reali francesi:
cinque anni più tardi, infatti, morì anche Luigi XIX, e la sua scelta fu di riposare
accanto al padre. Sebbene alla morte di Luigi XIX le insegne gigliate dei
Borboni di Francia lasciassero Gorizia per trasferirsi a Frohsdorf, vicino Vienna, la
cripta del convento francescano accolse nel corso del tempo anche le spoglie di
Maria Teresa, duchessa d’Angoulême (1851) e, tredici anni più tardi, quelle di Luisa
Maria, duchessa reggente di Parma e Piacenza e sorella del conte di Chambord,
Enrico V per i legittimisti, nipote di Carlo X. Lo stesso Enrico volle farsi inumare
alla Castagnavizza, così come sua moglie Maria Teresa, morta esattamente cinquant’anni
dopo Carlo X. Durante la prima guerra mondiale, ed a causa dei violenti
bombardamenti che riguardarono il convento, i sei feretri reali furono tolti
dalla cripta e trasferiti a Vienna, per decisione dell’imperatrice d’Austria Zita,
discendente del conte di Chambord. Nel 1932, infine, su interessamento di uno storico
triestino, Oscar de Incontrera, il loro ritorno nei sotterranei del convento.
€ 800,00
93. YRIARTE CHARLES, Venise. Histoire - Art - Industrie - La Ville - La vie
Paris, J. Rothschild Editeur, Typographie Georges Chamerot, 1878. In-folio, XII p., 3 c.n. n.,
328 p. Opera che presenta 525 incisioni di cui 50 a piena pagina. Frontespizio architettonico
con presenza nel marg. inf. del Leone di San Marco e scritta “VRBS VENETIARVM”, prima
grande litografia a piena pagina con raffigurazione del Trionfo di Venezia del Veronese.
Legatura coeva con piatti in cartone rivestito da carta marmorizzata, dorso arrotondato in tela
grezza con etichetta in cuoio su cui è scritto in oro “C. YRIARTE VENISE”.
Fondamentale monografia dedicata dall’autore a sir Richard Wallace. Lo Yriarte era
un pubblicista francese nato nei paesi baschi nel 1833 e morto nel 1898. Per molti
anni fu redattore capo del Mondé illustre, diede alla luce molti saggi sull’Italia, tra
i quali, oltre a Venise, si devono annoverare il Sur le bords de l’Adriatrique,
Florence oltre a monografie su artisti e personaggi del Risorgimento italiano. A lui
si deve anche una relazione di un viaggio in Trieste apparso nel volume Trieste e
l’Istria del 1875 per l’editore Treves di Milano. Il volume su Venezia parte con l’origine
della città, suo sviluppo e prende in analisi gli archivi della città, l’Arsenale,
il Rinascimento e gli artisti più importanti, la produzione del vetro, della moda per
concludersi con le monete dei dogi e le ville della città e della terraferma. Il presente
esemplare ha tutte le litografie a piena pagina che spesso venivano staccate
e questo determina la preziosità del nostro esemplare.
€ 700,00
94. ZANDONATI VINCENZO, Guida storica dell’antica Aquileja
Gorizia, Tipografia di G. B. Seitz, 1849. In 8°, 230 p., 2 p.n.n. Antiporta litografata raffigurante
la basilica di Aquileja (Ant. Buttonaz dis). Legatura in cartoncino per il primo esemplare
con titolo dell’opera impresso nella copertina.
Importante guida friulana composta dall’erudito nonché farmacista triestino
Vincenzo Zandonati e dedicata a Francesco Saverio Luschin. Trattasi per formato
di una sorta di guida tascabile. Lo Zandonati ebbe un ruolo importante per
l’origine delle collezioni lapidarie tergestine e aquileiesi. Esemplare in discrete
condizioni conservative.
€ 250,00
95. ZANOTTO FRANCESCO, Storia della Repubblica di Venezia
Venezia, Editore l’Autore, 1864. In 8°, 2 vol., I vol.: VII, 559 p., 5 p.n.n.; II vol.: 2 c.n. n., 479
p., 1 p.n.n. Legatura in tela cerata con scritta del titolo in oro sul dorso.
Egregia storia di Venezia dalle origini al XIX secolo. Esemplare in buone condizioni
conservative.
€ 150,00
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