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VIAGGIO IN ITALIA
Sei secoli di manoscritti, edizioni a stampa, cartografia e vedute


Catalogo n° 43 online

 Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA  (1-97)Parte II: CARTOGRAFIA (98-186)Parte III: PIANTE e VEDUTE (187-261)
pagine: [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] 8 [9] [10]
75. PECHT FRIEDRICH, Venedigs Kunstschätze. Galerie der Meisterwerke Venetianischer Malerei

Triest, Literarisch-artistiche Abtheilung des Österreichischen Lloyd, 1860. In-folio, 1 c.n. n., 175 p., 36 tavole incise in acciaio protette ciascuna da carta velina. Doppio front, il primo con vignetta che riproduce la basilica di San Marco. Legatura coeva con piatti in cartone marmorizzato e dorso in cuoio con nervi falsi impressi in oro come il titolo dell’opera, contropiatti in carta marmorizzata.

Si tratta di una lussuosa edizione a cura della sezione letteraria artistica della tipografia del Lloyd austriaco con sede a Trieste. Il Pecht (1814-1903) fu uno dei magggiori scrittori tedeschi di arte, assistente a Monaco di Franz Seraph Hanfstaengl, illustratore di libri classici di Goethe e di Schiller (Goethe-Galerie. Charaktere aus Goethes Werken, Brockhaus, Leipzig 1877; Lessing-Galerie. Charaktere aus Lessings Werken, Brockhaus, Leipzig 1868; Schiller-Galerie. Charaktere aus Schillers Werken, Brockhaus, Leipzig 1959) oltre a libri di viaggio sull’Italia con la descrizione delle opere d’arte. Questo volume è uno dei suoi capolavori e studia la pittura veneziana riproducendo i dipinti di Giovanni Bellini, Carpaccio, Lorenzo Lotto, Giambattista Tiepolo ed altri. Esemplare con il dorso staccato dalla parte del piatto anteriore.
€ 300,00
76. POLITI RAFFAELLO, Il viaggiatore in Girgenti e il Cicerone di piazza ovvero Guida agli avanzi d’Agrigento - Illustrazione di un vaso fittile rappresentante Apollo il citaredo - Sul simulacro di Venere trovato in Siracusa

Girgenti, presso la Tipografia di V. Lipomi, 1826. In 4°, 92 p. + 41 tavole. Legatura su assi con piatti ricoperti da carta grezza. Palermo, presso Lorenzo Dato, 1826. In 4°, 23 p. + 2 tav. Palermo, presso la Reale stamperia, 1826. In 4°, 16 p. +4 tav.
Sono riunite in un unico volume tre belle opere di Raffaello Politi di natura antiquaria e archeologica. Il Politi fu custode reale delle antichità nella valle di Girgenti. Esemplare in ottime condizioni con calcografie e litografie assai nitide.
€ 950,00
77. PORCACCHI THOMASO, L’isole più famose del Mondo, descritte da Thomaso Porcacchi da Castiglione Arretino e intagliate da Girolamo Porro Padovano. Con l’Aggiunta di molte Isole...

In Venetia, Appresso gli Heredi di Simon Galignani, MDLXXXX (1590). In 4°, mm. 300x215, elegante legatura del XVIII secolo in mezza pelle e carta marmorizzata, dorso a sei nervi entro i quali decorazioni impresse in oro e tasselli di colore arancio e verde rispettivamente per il titolo dell’opera e per il luogo e la data di stampa, tagli spruzzati in rosso, all’interno exlibris di appartenenza del Conte Jacopo Riccati; cc. nn 12 (incluso il frontespizio), pp. 201, (19; Test., Final. e Iniziali istoriate xilografiche, grande marca tipografica xilografica nell’ultima pagina, frontespizio allegorico inciso a piena pagina in rame entro cornice architettonica e 47 tavole incise in rame.

Rara edizione del più celebre “Isolario” stampato a Venezia nel ’500 con le magnifiche tavole nel testo incise in rame da Girolamo Porro allievo di Enea Vico da Parma. Oltre alle Isole e a una grande pianta di Venezia e delle sue Lagune è riportata anche una animata vedute d’insieme della battaglia di Lepanto (pagina 87), che vide la vittoria della Lega cristiana contro i turchi, il 7 ottobre 1571. Di grande rilevanza ed interesse le tavole relative all’America, fra le quali la pianta dell’isola di Temistan (Messico), la carta generale dell’America, di S. Domingo, di Cuba, della Giamaica. Alla fine dell’opera sono presenti due Mappamondi, il primo con la descrizione della terra nel suo insieme (p. 193), il secondo con una carta nautica con le rotte e le caratteristiche dei mari e degli oceani (p. 198). Tavole in strepitoso stato conservativo per la freschezza e la brillante inchiostratura. Esemplare appartenuto al matematico e fisico trevigiano Jacopo Riccati, che nacque a Venezia il 28 maggio 1676. Dopo aver compiuto gli studi a Brescia ed a Padova ritornò nel palazzo di famiglia a Castelfranco Veneto e morì a Treviso il 15 aprile 1754. La storia della cultura ricorda Jacopo Riccati particolarmente per i molti importanti contributi nel campo dell’Analisi matematica, tra i quali spicca l’equazione differenziale di Riccati, equazione non lineare originariamente presentata da Riccati e successivamente generalizzata da Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert (1717-1783). Esemplare a grandi margini e in perfetto stato conservativo con solo qualche lievissima fioritura in alcune pagine. Splendida anche la legatura settecentesca che contraddistingue in modo esemplare questa rara edizione.
Graesse, V, 414; Cicognara 2084; Olschki 991; Cassini, p. 65.

€ 13.500,00
78. PTOLOMEUS CLAUDIUS, De Geographia libri octo...,

Venetiis, apud Vincentium Valgrisium, 1562. In 4°, [8], 112, 286 p., 64 c. [64] p.; caratt. rom. e cors.; testo a una colonna. Capilettera figurati incisi in rame, come vari diagrammi e figure oltre a 64 tavole calcografiche doppie. Legatura in cuoio con dorso su cui è scritto in oro «PTOLOMAEUS | DE | GEOGRAPHIA».

Trattasi della prima edizione in lingua latina e seconda publbicazione dopo quella uscita presso il Valgrisi nel 1561 (Adams II, 120 n. 2235 in italiano a cura di Girolamo Ruscelli, con traduzione di Willibald Pirckheimer, come in questa edizione del 1562, e con discorso di Giuseppe Moleto). Questo esemplare si apre con la dedica del matematico Moleto a Aloysio Cornelio “Cardinali” nella quale spiega che «sit cognitio Geographica, ijs solum iudicamdum relinquitur, qui lectitant historias: praeter quòd studium Geographicum, utilitatem, delectionemque maximam, omnibus praebeat studiosis» (c. *2r). A c. A1r comincia il testo con la dicitura «CLAVDII PTOLEMAEI | ALEXANDRINI | GEOGRAFICAE ENARRATIONIS | LIBER PRIMVS. | In quo differat geographia à Chorografia. Caput primum» dove la geografia è definita «imitatio est picturae totius partis terrae cognitae, cum ijs, quae sibi quasi universaliter sunt annexa». La tavola 14 presenta la dicitura «SCLAVONIAE NOVA TABVLA» (mm 240x200) sotto la cui denominazione si trovano «Stiria, Iapidia olim, Corinthia, quae Illiris, & Liburnia dicebatur: Dalmatia, Croatia, & Coruatia, quae & comitatus Zarae dicitur».
€ 12.000,00
79. PTOLOMEUS CLAUDIUS, Geografia cioè descrittione universale della terra partita in due volumi, Nel primo de’ quali si contengono gli otto libri della geografia di Claudio Tolomeo, nuovamente con singolare studio rincontrati, & corretti dall’Eccell... Gio. Antonio Magini Padovano... Nel secondo vi sono poste XXVII tavole Antiche di Tolomeo, & XXXVII altre moderne... Dal Latino nell’italiano tradotta dal R. D. Leonardo Cerniti Vinitiano...

Venetia, Gio. Battista, & Giorgio Galignani Fratelli, 1597-1598. Tomi 2 in unico volume in folio, elegante legatura del XVIII secolo in mezza pelle e carta marmorizzata, dorso a sei nervi con decorazioni impresse in oro e tasselli di colore arancio e verde rispettivamente per il titolo dell’opera e per il luogo e la data di stampa, tagli spruzzati in rosso, all’interno ex libris di appartenenza del Conte Jacopo Riccati; cc. (2 incluso il frontespizio), 62, 21, 1 bianca, (14); 212 (incluso il II° frontespizio), (30); vignette allegoriche incise in rame ai due frontespizi, iniziali istoriate ed ornate, testate e finalini e figure xilografiche nel testo; 64 tavole incise in rame (63 a mezza pagina nel testo ed 1 a pagina intera fuori testo).

Rara prima edizione italiana del Tolomeo curato da Giovanni Antonio Magini, celebre cosmografo e matematico padovano che si applicò soprattutto alla topografia, inaugurando in Italia il metodo moderno delle rivelazioni cartografiche. Le 64 tavole incise in rame da Girolamo Porro sono ripartite in 27 carte antiche della geografia di Tolomeo e 37 carte moderne, illustrate da “ricchissimi Commentarij” del Magini. Nel complesso 33 carte dell’Europa, 20 dell’Asia, 6 dell’Africa ed 1 dell’Ame-rica e 4 mappamondi. L’opera costituisce una fondamentale summa delle conoscenze geografiche generali e storico-topografiche sino alla fine del XVI secolo. Essa è inoltre corredata da accurati indici sistematici che ne facilitano la consultazione. Esemplare appartenuto al matematico e fisico trevigiano Jacopo Riccati, che nacque a Venezia il 28 maggio 1676. Dopo aver compiuto gli studi a Brescia ed a Padova ritornò nel palazzo di famiglia a Castelfranco Veneto e morì a Treviso il 15 aprile 1754. La storia della cultura ricorda Jacopo Riccati particolarmente per i molti importanti contributi nel campo dell’analisi matematica, tra i quali spicca l’equazione differenziale di Riccati, equazione non lineare originariamente presentata da Riccati e successivamente generalizzata da Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert (1717- 1783). Esemplare a grandi margini e in perfetto stato conservativo con solo qualche lievissima fioritura in alcune pagine. Splendida anche la legatura settecentesca che contraddistingue in modo esemplare questa rara edizione. Esemplare in perfetto stato di consevazione.
Sabin 66506; Phillips 405, Shirley, Early Printed Maps od the Brit. Isles, 377 F.

€ 15.500,00
80. QUADRI ANTONIO, Huit jours à Venise

Venise, chez François Andreola, 1828. In 8°, 1 c.n.n., XLVII, 404 p., 3 c.n.n. Sono presenti 18 incisioni in acciaio, di cui due tavole pieghevoli. Legatura in cartone decorato con scritta nel piatto anteriore “Objets les plus remarquaables dans Venise et dans les Iles Adjacentes avec le Portrait de Canova et le Monument qui lui a été élevé”. Nel piatto posteriore rovinato compare la statua equestre a Bartolomeo Colleoni a Padova.

Trattasi della quarta edizione italiana e della dodicesima in lingua francese. Curiosa e splendida guida sulla città di Venezia da visitare in otto giorni. L’esemplare si apre con due tavole pieghevoli che riportano la laguna e la pianta di Venezia eseguite dal Pasquali cui seguono queste incisioni in acciaio che riportano il monumento eretto a Canova nella Chiesa dei Frari, Possagno con il tempio ed effige del Canova, il Canal Grande con l’Hotell Royal du Lion Blanc, quello sulla riva degli Schiavoni, l’Hotel de La Reine d’Angleterre, de l’Europe, la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Ponte di Rialto, la chiesa del Redentore e quella di San Giovanni e Marco, l’entrata dei giardini pubblici, Piazza San Marco, la Piazzetta, un Bucintoro, uno dei quattro cavalli di bronzo. Il viaggio parte da Piazza San Marco per finire ai Murazzi. Il Quadri aggiunge anche indicazioni sul mezzo più adatto per i trasporti e consiglia a volte l’uso della gondola, altre volte dice che si può farne a meno, altre ancora afferma che bisogna usare la gondola a due remi. La guida è strutturata in un ingegnoso modo. Vi sono tre colonne: nella prima sono indicate le località, nel secondo si trovano i monumenti più importanti con l’indicazione dell’epoca e degli autori delle opere e nella terza vengono indicati quelle opere che meritano una attenzione particolare. Esemplare con macchie d’umidità da p. 213 in poi, piatto posteriore e dorso rovinati.
€ 550,00
81. ROMANIN SAMUELE, Lezioni di storia veneta

Firenze, successori Le Monnier, 1875. In 8° 2 vol., I vol.: II, 533 p., 3 p.n.n.; II vol.: 343 p. Legatura con dorso in tela cerata e piatti in carta marmorizzata.

Importante storia della cultura veneziana analizzata sotto diversi aspetti. L’autore è Samuele Romanin (1808 - il 9 settembre, 1861), storico veneziano, nato da una povera famiglia ebrea a Trieste. Trovatosi orfano ad una giovane età, ha provveduto ai suoi fratelli più giovani dando le lezioni francesi e tedesche. In 1821 si è trasferito a Venezia, ove ha tradotto il Geschichte des romanischen Reiches in italiano di Hammer-Purgstall’s. Poi pubblicò la Storia dei Popoli Europei (Venezia, 1843-1844). Ha insegnato in una scuola riservata ed era interprete giurato in tedesco alla Corte di Giustizia. Con l’espulsione degli Austriaci nel 1848 fu nominato professore di storia dal governo provvisorio ed ha tenuto conferenze di storia veneziana all’Ateneo Veneto. Nel 1852 cominciò a pubblicare la Storia documentata di Venezia lasciandola però incompiuta causa la sua morte. Esemplare in buone condizioni.
€ 230,00
82. ROUX JOSEPH, Recueil des principaux plans des ports et rades de la Mer Mediterranée

Marseille, 1764. In 8° oblungo, 1 c.n.n. + 170 carta incise in rame. Sono presenti i porti di Ancona, Brindisi, Civitavecchia, Cagliari, Chioggia, Gallipoli, Messina, Napoli, Palermo, Trapani, Trieste, Venezia. Legatura in cuoio su assi rigidi di cartone.

Strepitoso volume curato dalla dinastia dei cartografi francesi dei Roux. Con la cartografia ufficiale dell’ente cartografico di Stato coesisteva la vasta produzione dei cartografi “liberi professionisti”, i quali si contendevano il privilegio di operare in un settore che offriva forti guadagni, potere e prestigio. Tra tali editori privati, un caso emblematico è quello di Joseph Roux, di cui si sa che apparteneva a una famiglia di idrografi e conduceva una tipografia specializzata in Marsiglia con il figlio Joseph junior. Un C. Roux è l’autore di vedute di costa inserite nell’edizione italiana del terzo volume di De Nieuwe Groote Lichtende Zee-Fakkel pubblicato da J. Van Keulen ad Amsterdam nel 1695. Joseph Roux junior, con i discendenti Antoine e Frédéric, si dedicò successivamente alla pittura a sfondo marinaro. Nel 1764 Roux aveva pubblicato un album intitolato Recueil des principauxplans des ports et rades de la Mer Méditerranée... di soli 242x174 mm, comprensivo di 121 tavole di rade e piani di porti, senza testo esplicativo né didascalie. Le carte sono incise piuttosto grossolanamente, contengono poche informazioni nautiche e hanno scala e orientamento variabili, in conseguenza del piccolo formato delle carte. Prive di coordinate geografiche, presentano una rosa centrale semplificata, di otto o sedici venti; della cartografia tipica del secolo precedente hanno conservato i profili di agglomerati urbani o edifici cospicui, disegnati in prospettiva all’interno della linea di costa. L’opera incontrò largo favore, probabilmente per la sua maneggevolezza, e fu ristampata alla fine del secolo: il Museo Correr di Venezia possiede una ristampa del 1799, pubblicata da Yves Gravier, “Libraire derrière la Loge de Banchi”, che pubblicò le edizioni successive. È interessante il legame tra Roux, marsigliese, e il francese Gravier, operante a Genova. L’album ebbe una riedizione nel 1804, ampliata a 163 tavole dal titolo Recueil... de la Mer Méditerranée dont 40 ont été derniérement publiés par Jean Joseph Allezard ancien Capitaine de Marine et plusieurs des autres corrigés, à Gênes chez Yves Gravier Libraire sous la Loge de Banchi; e fu ancora riedita nel 1848, come Nouveau Recueil... de la Mer Méditerranée publiés nouvellement par les meilleur Auteurs, Gênes 1848, chez Yves Gravier, Libraire derrière la Loge de Banchi, in 179 tavole con l’aggiunta di un foglio di bandiere navali e mercantili di tredici Paesi europei e una carta ripiegata di Odessa, con il porto fitto di scandagli, di circa 29x20,5 cm, anonima, non datata e scritta in italiano, posta alla fine del volumetto. L’edizione include carte, scritte in inglese, di Ayrouard (firmate quelle di Portofino, Savona e S. Fiorenzo; attribuibili di Portovenere, Porto Ercole, Porto Longone); di Rizzi- Zannoni (firmate quelle di Salerno, Policastro, S. Eufemia; attribuibile quella di Messina); e una carta del Mar di Marmara di J. N. Bellin. È famosa una sua carta del Mediterraneo in dodici fogli, passata alla storia per essere stata impiegata a bordo della “Victory” al comando di Nelson nel 1805, intitolata Carte de la Mer Méditerranée en douze feuilles. Dediée a M.gr le Duc de Choiseul.
€ 6.000,00
83. SAINT-RÉAL CÉSAR VICHARD DE ABBÉ, Histoire de la conjuration des espagnols contre la république de Venise par Saint Réal

Londres, chez A. Dulau et Co. Soho Square, 1800. In 4°, 2 c.n.n., 156 p. Legatura coeva in cuoio, piatti delimitati da cornice in oro e dorso arrotondato con fregi dorati e titolo dell’opera riportato, contropiatti in carta marmorizzata policroma, tagli dorati.

Trattasi dell’opera scritta dall’importante romanziere francese César Vichard de Saint-Réal (1639-1692) nel 1674: si tratta di un pastiche letterario nello stile di Sallustio come notava lo stesso Voltaire. Esemplare in buone condizioni conservative.
€ 240,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
84. SCHEDEL HARTMANN, Liber chronicarum

Nuremberg, Anton Koberger per Sebald Schreyer e Sebastian Kammermeister, 12 luglio 1493 (colophon: duodecima mensis Julij, Anno salutis nre. 1493). In folio (mm 446x310), 2 fogli di guardia, 20 c.n.n., CCIX c., 6 c.n.n., 1 foglio di guardia. La c. 29 segnata XIXX e corretta a penna, c. XLIII segnata XLII e aggiunta la cifra I a penna, le c. CCLVIII, CCLX, CCLXI sono bianche oltre al verso della c. CCLXVI. Caratt. got. e testo in 64 righe. Alla c. 1 n.n. appare il Registrum huius operis incollato su un foglio un po’ sporco d’inchiostro. Sono presenti 1809 xilografie con raffigurazioni di città, di effigi di papi, scene del Vecchio e Nuovo Testamento, storie tratte dalla vita classica e medievale. Alla c. CCXCIX-(CCC) presenta una mappa a doppia pagina dell’Europa, nel verso della c. CCXC vi sono riferimenti alla scoperta dell’America, alla c. XIIXIII troviamo a doppia pagina mappa tolemaica. Nel verso della c. CLXIX troviamo il ritratto di Joannes Septimus ossia la Papessa (come indicato ad inchiostro rosso) usualmente assente. In questo caso il ritratto era in un primo momento stato tolto via e poi rimesso (sorta di censura?). Legatura di fine seicento in cuoio con dorso arrotondato e sei nervi sporgenti, decorazioni floreali impressi in oro e scritta “REGISTRVM AB INITIO MVNDI”. Nel controp. anteriore e posteriore exlibris in art-decò di Marcellus Schlimovich con motto Ars naturam adiuvat (lo si ritrova in altri libri: MAÏMONIDE, commenté par Denis VOSS (Vossius), R. Mosis Maimonidae de Idololatria liber, cum interpretatione Latina, & notis, Dionysii Vossii. Su Marcelo Schlimovich, collezionista di libri riportò questo giudizio: “Su memoria lo llevó de inmediato a recordar que, hace al menos 20 años, Marcelo Schlimovich – un amante de los libros – legó antes de morir su colección, a la que pertenecía esta obra, a la Sociedad Hebraica Argentina”. Nella prima c.n.n. timbro della Sociedad Hebraica Argentina, colecido M. Schlimovich Incunabolo 9. Nella parte superiore a penna scritta Ex Musaeo Linotte du Tillior Anno 1713. Altre postille al 2 foglio di guardia anteriore e alla 2 c.n.n. oltre a stemma nel verso della 1 c.n.n.

Lo Schedel fu umanista e storico tedesco, nato a Norimberga il 13 febbraio 1440 e morto il 28 novembre 1514. Matricolatosi a Lipsia nel 1456, ricevette il grado del baccalaureus nel 1457 e di magister nel 1460. Allora aveva scelto giurisprudenza come studio professionale, ma allo stesso tempo perseguì l’educazione classica sotto Pieter Luder, che seguì a Padova nel 1463. Là intraprese lo studio della medicina ottenendo un dottorato nel 1466. Nel 1472 diventò medico a Nordlingen; nel 1477, a Amberg; nel 1481, a Norimberga in cui ha vissuto fino alla sua morte. È stato sempre in stretto contatto con gli eruditi e gli artisti. Il suo lavoro principale è questa cronica del mondo, “liber chronicarum”, che ha contribuito molto alla diffusione delle conoscenze storiche. Fu pubblicato in latino nel 1493 a Norimberga, e con una traduzione tedesca a cura di Georg Alt nello stesso anno. La divisione del lavoro in sei età ed il punto di vista sono interamente medioevali. Il lavoro dipende specialmente dal Supplementum chronicarum pubblicato a Venezia nel 1483 da Jacobus Philippus Foresti di Bergamo. Lo Schedel premuroso, conservatore e rigidamente ortodosso non esprime spesso il proprio parere. Il libro deve la popolarità in parte al grande numero di intagli in legno eseguiti da Michael Wolgemuth e da William Pleydenwurff mentre lo stampatore fu Anton Koberger. Esemplare in ottime condizioni con margini ampi e xilografie freschissime, qualche segno di tarlo e piccoli fori.
P.A.R.
85. SERGENT E., Histoire de Venise depuis son origine jusqu’à nos jours

Milano-Venise-Trieste, Colombo Coen, 1871. In 8°, 3 c.n.n., 266 p. Antiporta litografato raffigurante l’uniforme del tribuno, del doge, del procuratore e di altre figure ed altre dieci tavole con i dogi e palazzi di Venezia. Legatura con dorso in tela grezza e piatti in carta marmorizzata.

Egregia storia di Venezia dalle origini al XIX secolo. Esemplare in buone condizioni conservative.
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