34. CARRERA PIETRO, Delle memorie historiche della città di Catania spiegate in tre
volumi
Catania, per Giovanni Rossi, 1639. In 4°, 558 p.+ antiporta incisa in rame con scritta “CATANAE
DECORA ALTA VETUSTAE” e raffigurazioni mitologiche e stemma della città riprodotto
anche nel frontespizio. Legatura in pergamena con membra disiecta che riportano delle annotazioni
musicali. Esemplare con molte illustrazioni di monete incise.
Importantissima e rara edizione del famoso testo di natura erudito-storico di
Pietro Carrera. Come si legge nel frontespizio dovevano apparire tre volumi di
tale opera ma ne sono apparsi solo i primi due. SBN ne descrive, malamente
senza indicare l’editore, il primo volume; il sito della BNF parla di due volumi
in un tomo; quello della British Library ne indica due (il II vol., del 1641, presenta
il titolo: Volume secondo, nel quale si discorre della vita, traslatione miracoli,
& altre pertinenze della gloriosa Sant’Agatha a cui perfine s’intesse una
variata ghirlanda di poetici fiori). Il Carrera nacque nell’antico quartiere di San
Vito, il 12 luglio 1573 da Mariano Carrera e da Antonina Saverino. Le prime
nozioni di logica le ebbe dal giurista Girolamo Milana, poi fece gli studi ecclesiastici
nel seminario di Siracusa, città dove ottenne gli ordini sacri. Dal settembre
1601 al dicembre 1604 fu una prima volta cappellano nella Parrocchia di
Santa Maria della Stella, ritornando a ricoprire lo stesso ufficio dal luglio 1612 al
gennaio 1617. Nel 1604 era maestro-notaro della corte vicariale. Fu, inoltre, cappellano
di donna Giovanna d’Austria, signora di Militello “... nell’anno 1621, trovandomi
ai servigi di don Francesco Branciforti principe di Pietraperzìa e di
donna Giovanna Austriaca sua moglie, fui con loro in Augusta, ove dimorammo
da febbraio insino a maggio”. In questi felici anni il Carrera, oltre a godere della
compagnia dei nobili ingegni ch’erano a corte, poté avere accesso alla ricchissima
biblioteca del principe Branciforti (circa 10.000 volumi). Dopo la morte di
don Francesco Branciforti, avvenuta il 23 febbraio 1622, Carrera si allontanò da
Militello, per recarsi prima, nel 1623, a Messina e poi, nel 1624, al seguito del
Duca don Giacomo Bonanni, a Canicattì (da dove si sa che per pochi giorni
tornò a Militello, dopo il terremoto del del 3 e del 6 ottobre di quell’anno).
Quello fu pure l’anno in cui venne pubblicata a Messina l’opera Antica Siracusa
illustrata, di cui il Bonanni veniva indicato come autore, ma che successivamente
il Carrera rivendicò come sua (su questa paternità contestata, infatti, tra il
1640 ed il 1643, dopo la morte del Duca, egli sostenne una violenta polemica
con fra’ Mariano Perrello da Scicli). Nel novembre del 1625 troviamo il Carrera
impegnato nelle sue ricerche erudite a Napoli, da dove passò a Roma, per ritornare
in Sicilia prima dell’inoltrarsi dell’inverno. Tornò in queste due capitali nel
1636, sempre per motivi di studio. Nel frattempo, nel 1633, lasciato il servizio
presso il Bonanni, dopo una permanenza di otto mesi a Palermo, si era trasferito
a Catania, dove nel 1634 aveva cominciato a scrivere Notizie di Militello nel
Val di Noto, opera interessante perché nella parte rimastaci contiene diverse
notizie di carattere statistico-economico, superando la mera biografia dei prìncipi,
che spesso era il modo dell’epoca d’intendere la storia. Purtroppo, il lavoro
restò incompleto, perché i signori di Militello, don Federico Colonna e donna
Margherita Branciforti, non dettero alcun segno di incoraggiamento o di apprezzamento.
Nel 1639 uscì il primo volume delle Memorie istoriche della città di
Catania, dove rivendicò l’onore di essere patria di Sant’Agata alla città di Catania
(c’era in atto, al riguardo, una lite tra questa e Palermo presso la Santa Sede).
Così, tra minuziosaggini e polemiche erudite, Pietro Carrera passò a Catania
ancora otto anni, prima di finire all’ospedale di Messina, dove il 18 settembre
1647, a settantaquattro anni, morì. Esemplare con legatura in cattive condizioni
conservative. BL STC XVII, I, 193; Michel, II, 50; Mira, I, 183; Mongitore, II, 133; Narbone, I,
196; Viola, 37,00.
€ 2.800,00
35. CASTELLAN ANTOINE LAURENT, Lettres sur l’Italie
Paris, chez A. Nepveu libraire, 1819. In 8°, III vol., pp. (4), 367; (4), 307; (4), 365. Nel I vol.:
15 tav.; II vol.: 16-34 tav.; III vol.: 35-50. Bellissima legatura in pelle con cornice dorata nei
piatti e dorso con ressere in cuoio che riproducono il titolo dell’opera, tagli marmorizzati.
Prima edizione di questo assai raro viaggio in Italia, raccontato attraverso 71 lunghe
lettere che descrivono ampiamente bellezze naturali ed artistiche, usi e
costumi, curiosità, ecc. dell’Italia meridionale (soprattutto la Puglia e la
Campania) e centrale (Lazio e Toscana). Di grande freschezza i rami, molti su
doppia pagina, che mostrano graziose vedute di città e località e particolari
monumenti, alcune delle quali non raffigurate altrove, tutte disegnate e finemente
incise dal Castellan, membro onorario della Reale Accademia di Belle Arti
di Parigi: tra le altre Otranto, Brindisi, Bari, Mola, Ariano, Avellino, Terracina,
Napoli, Tivoli, Firenze, Fiesole, Pratolino, Monte Senario, Vallombrosa. In fine 4
pagine di musica inc. con “Airs de la Tarantule”. Esemplare molto bello, intonso.
Manca a Fossati-Bellani (che al n. 490 registra l’ediz. inglese, 1820).
Pine-Coffin 819.10, Note.
€ 2.600,00
36. CESTARI DOMENICO-GIAMPICCOLI STEFANO, Notizie istoriche e geografiche appartenenti
alla città di Chioggia con la carta in prospetto - Notizie istorico-geografiche
appartenenti alla città di Trevigi
Belluno, (Simone Tissi), 1781 e 1783. In 8°, 62 p., 2 p.n.n. e 58 p., 2 p.n.n. Tavola fuori testo
incisa in rame a cura di Stefano Giampiccoli raffigurante la città di Chioggia e dedicata a
Domenico Cestari. Legatura in cartone marmorizzato per i piatti e in cuoio per il dorso. Vi è
solo la prima parte dell’opera. Vi è allegato anche il Très-faciles dialogues pour ceux qui apprenent
les langues polonoise & francoise (Warsawie, Ludwika Kocha, 1805), in 8°, 79 p., 5 p.n.n.
Interessante e piacevole guida di Chioggia a cura del Cestari natovi nel 1757.
Patriota, letterato, riformatore e politico, Cestari come presidente della
Municipalità provvisoria di Chioggia nel 1797 si caratterizza per la sua battaglia
a favore della rinascita commerciale della città attraverso la valorizzazione del
suo porto commerciale e gli scambi con l’entroterra padano. Difese e incoraggiò
la libertà commerciale del porto presso gli Austriaci dopo Campoformio,
accogliendo personalmente consensi a Vienna e difese anche in seguito il decoro
della città contro le prepotenze austriache. Accanito difensore della imprenditorialità
chioggiotta, fu in relazione con i principali letterati veneti ed emiliani
del suo tempo. Ha condotto alcune riforme nell’organizzazione della città, sulla
quale ha lasciato alcuni scritti di notevole pregio, tra cui quest’opera. Sulla storia
di Trevigi non è sicura l’attribuzione al Cestari ma è più probabile la paternità
al Giampiccoli. Esemplare in ottime condizioni con le incisioni assai fresche.
Della Storia di Treviso manca la seconda parte.
€ 4.800,00
37. CLÜVER PHILIPP, Introductionis in universam geographiam..., 1629Amsterdam, apud Petrum De Coup, 1629. In 4°, (mm 246x188); *-5*4 6*2 A-Z4 A-5A4 5B2; [22]
c., 688 p., [30] c.; caratt. rom. cors. greco; il fasc. 6*2 si trova inserito nel
fasc. 5B2; testo a due colonne e quattro per gli indici; antiporta
calcogr. con scritta epigrafica «PHILIPPI CLUVERII |
INTRODUCTIONIS | IN UNIVERSAM | GEOGRAPHIAM |
cum notis | J. BUNONIS HEKELII | ET REISKII | LIB. VI»,
capilettere silogr., 46 tav. incise ripiegate ed una a stampa.
Frontespizio a caratt. rosso e nero. Legatura coeva in marocchino
scuro con dorso arrotondato, quattro nervi, tassello
con scritta «CLVVERI | GEOGRAPHIA | CVM NOTIS |
VARIOR» impressa in oro. L’edizione presenta ottime incisioni
su rame, assai fresche, per esempio citiamo quelle
inerenti alla Patria del Friuli, della Contea di Gorizia e di
Trieste e Dalmazia: Tra c. 2B1v-2B2r (p. 194-195) carta geografica
(mm 206x254) con indicazione nel marg. inf. sinistro:
«VINDELICIAE | et | NORICI, Conterminarumq. | terrarum
antiqua | descriptio | Auctore | PHIL. CLUVERIO».
Si ritrova nel capitolo IV libro III intitolato De Vindelicia &
Norico. Tra c. 201v-202r (p. 290-291) carta geografica (mm
264x315) con indicazione nel marg. sup. destro: « ITALIA |
ANTIQUA» nel capitolo XXII del libro III dal titolo De Italia,
& variis ejus nominibus. Tra c. 202v-203r (p. 292-293) carta
geografica (mm 381x474) con indicazione nel marg. sup.
destro: «TABULA | ITALIAE ANTIQUAE | in REGIONES XI
ab Augusto divisae | et | tm ad mensuras itinerarias | tum
ad observationes astronomicas | exacta | Accurante
Guillelmo de l’Isle è Regiâ Scientiarum | Academiâ et
Christianissimi Francorum Regis | Geographo primario» con legenda «Notarum et Characterum | Explicatio» e riferimento alla scala «Milliaria Romana» e
«Stadia Graeca».Tra c. 2P2v-2P3r (p. 300-301) carta geografica (mm 204x257) con indicazione
nel marg. inf. sinistro: «ITALIAE GALLICAE | sive | GALLIAE CISALPINAE |
Conterminarumque Terraru[m] | Vetus et nova Descriptio» nel capitolo XXIV del libro III dal
titolo Ligures, Taurini, Cottii & Ideonni regna, Salassi, Lepontii, Euganei, Rhaeti, Veneti,
Carni, Histri. Tra c. 2V1v-2V2r (p. 338-339) carta geografica (mm 263x305) con indicazione
nel marg. sup. destro: «ITALIA | NOVA» nel capitolo XXXIV del libro III dal titolo De novissima
Italiae divisione. Tra c. 3C1v-3C2r (p. 386-387) carta geografica (mm 206x242) con indicazione
nel marg. inf. sinistro: «Veteris et Nova | PANNONIAE | et | ILLYRICI | Descriptio»
nel capitolo I del libro IV dal titolo De Pannonia.
L’autore, Philipp Clüver (1580-1623), è conosciuto per le pubblicazioni di natura
geografica e soprattutto per l’Italia Antiqua edita nel 1624, quindi postuma.
Il Clüver si pone come il fondatore della geografia storica dell’Italia antica. In
quest’opera, qui presentata, che funge da introduzione alla metodologia della
trattazione geografica, viene ribadita l’importanza della geografia che grazie al
suo apporto non rimase più “ancilla historiae” (c. *2v).
€ 7.500,00
38. CORONELLI VINCENZO, Blasone veneto o gentlizie insegne delle famiglie patrizie
oggi esistenti in Venezia
Venezia, Giovanni Battista Tramontin, 1706. In 16°, 6 c.n. n., 114 tavole incise in rame per 930
stemmi gentilizi ed un antiporta con scritta “GL’ARGONAUTI” e motto “PLUS ULTRA”.
Legatura coeva in pergamena morbida con contropiatti in carta marmorizzata policroma.
Seconda edizione dopo quella edita nel 1694-1701 dedicata al nobile Francesco
Rota. Preceduti da un’introduzione sugli elementi del blasone, vengono presentati
gli elmi e le corone delle dignità laiche e le insegne delle cariche ecclesiastiche,
78 stemmi di città venete e ben 930 armi gentilizie delle famiglie patrizie
venete, con le diverse varianti dei differenti rami. Molti blasoni sono rimasti in
bianco. Esemplare in perfette condizioni.
Armao, Vincenzo Coronelli, p. 54 n. 12.
€ 1.900,00
39. DANDOLO TULLIO, Lettere su Venezia
Milano, presso Antonio Fortunato Stella e Figli, 1827. In 8°, 242 p.; caratt. cors. rom.; testo a
una colonna. Legatura in cartone rigido. Nel frontespizio calcografia anonima raffigurante la
basilica di San Marco e la scritta del Sannazaro “hanc posuisse Deos” oltre al titolo scritto in
elegante corsivo con svolazzi. Il nome dell’autore si ricava da CLIO.
Questa curiosa opera è stampata dall’importante tipografo milanese Stella, famoso
per i rapporti tenuti con il Leopardi e la tipografia de’ classici italiani. Il testo
si apre con una dedica rivolta ad uno sconosciuto personagggio ricordato con
le lettere alfabetiche di C. G. e firmata a Varese il 29 ottobre 1826. Dalla dedica
possiamo capire l’intenzione dell’autore “di dare... un’idea di ciò che fu ne’
tempi addietro la Repubblica Veneta, di quello di descrivere gli oggetti principali
di Venezia”. L’opera si apre pertanto con l’origine della città, i costumi veneziani,
Leonardo, la costituzione di Venezia per intrattenersi poi su Marco Polo,
Canova, Contarini, Zeno ed altri personaggi. Alla fine compare un componimento di Iacopo Foscari dal titolo Canto marinaresco datogli dal conte Tedaldi-Fores. Il conte Tullio Dandolo è conosciuto nell’ambito erudito per il volume I
secoli dei due sommi italiani Dante e Colombo del 1856. Esemplare mancante
del foglio di guardia e frontespizio con macchie d’umidità.
€ 250,00
40. DANDOLO TULLIO, Lettere su Venezia
Torino, presso la Vedova Ghiringhello e Comp. ed i Fratelli Reycend e Comp. librai, 1830. In
8°, 207 p.; caratt. rom. cors.; testo a una colonna. Legatura in cuoio con dorso arrotondato e
scritta del titolo e rosellina in oro.
Trattasi dell’edizione successiva quella del 1827. Presenta un frontespizio senza
calcografia come in quella del 1827 e ripropone il motto del Sannazaro “hanc
posuisse Deos”.
€ 220,00
41. DE FRANCESCHI CARLO, L’Istria note storiche
Parenzo, Tipografia di Gaetano Coana, 1879. In 4°, 508 p., 2 p.n.n. Legatura in tela cerata.
Importante opera dedicata “alla gioventù dell’Istria” da parte del segretario emerito
della giunta provinciale istriana. Si tratta di un testo di carattere storico e culturale
con forte valore risorgimentale.
€ 250,00
42. DE WINT PETER, Sicilian Scenery
London, Rodwell & Martins, 1823. In 4°, 4 c.n.n. + 63 tavole litografate con relativa scheda
introduttiva che spiega il soggetto raffigurato. Legatura in cuoio con piatti decorati da cornici
impresse in oro con motivi floreali oltre al dorso.
Splendido volume curato da Peter De Wint nato a Stone
nello Stadfordshire nel 1784 e morto a Londra nel 1849.
Allievo di J. R. Smith, percorse i suoi studi artistici alla Royal
Academy. De Wint appartenne alla grande scuola degli
acquarellisti inglesi della prima metà dell’Ottocento, raggiungendo
la fama con le sue opere di illustratore di opere
di viaggio, che pubblicò per le maggiori case editrici dell’epoca.
Sicilian Scenery, fa parte di una collana di più ampio
respiro che riguarda resoconti di viaggio nell’Europa dei
primi anni del secolo legato al progresso e alla trasformazione
moderna (European Scenery, Londra, 1821, Rodwell
& Martin). Fatto particolare è che De Wint per illustrare il
paesaggio siciliano si servì dei bozzetti che nell’Isola aveva
disegnato William Light, il vero viaggiatore, che ebbe modo
di documentare con il suo taccuino il percorso delle sue
visite. William Light, militare di carriera, si spostò sempre
laddove la corona aveva interessi economici, tanto da essere
nominato ispettore generale della nuova colonia
dell’Australia meridionale. Morì nel 1838 ad Adelaide, città che contribuì a fondare e che, anche in questo caso, aveva rappresentato con i
suoi disegni. Ricordiamo infatti due sue opere: Vedute di Adelaide e Piano di
Adelaide. Esemplare in ottime condizioni (la testa del dorso è un po’ rovinata).
€ 2.600,00
43. DELLA CROCE IRENEO, Historia antica, e moderna: sacra, e profana della città di
Trieste
Venezia, Albrizzi, 1698. In folio, 20 p.n.n., 694 p., 50 p.n.n. Legatura in piena pergamena
coeva e dorso a quattro nervi con titolo manoscritto. Ritratto a piena pagina di Giuseppe
Re d’Ungheria e Arciduca d’Austria che sovente manca. Circa 140 incisioni n. t. tra le quali
gli stemmi delle famiglie nobili di Trieste, monete, antichità romane, lapidi, fregi e iniziali
ornate.
Prima edizione di questa notevole storia di Trieste dalle sue origini in cui viene
fondato il rapporto tra Trieste e Roma. Esiste un’altra edizione stampata lo stesso
anno con la sola differenza al frontespizio dove, al posto dello stemma dei
Gesuiti, figura l’insegna di Trieste. Buon esemplare con alcune pagine un po’
brunite, minimi restauri al dorso.
Lozzi 5642; Platneriana 397; Graesse II.
€ 2.800,00
44. FERRIGNI P. C., Fra Quadri e Statue. Strenna-ricordo della seconda esposizione
nazionale di belle arti. Lettere al pungolo
Milano, Fratelli Treves, 1873. In 8°, XX, 287, 1 p.n.n. Legatura in tela cerata, dorso arrotondato
con scritta del titolo impressa in oro e sei nervi falsi. Presenta 12 fotografie. Nel frontespizio
e nella p. V timbro con nota di possesso “ITALO GUIDI INGEGNERE ARCHITETTO”.
Gustosissima e vivace descrizione a cura di P. C. Ferrigni, che si fa chiamare
Yorick figlio di Yorick, tra le statue ed i quadri della seconda esposizione nazionale
delle belle arti tenutasi nel 1872 a Milano e dedicata a sua altezza Ismail
Pascia Khedive di Egitto. Il volume si divide in capitoli dedicati alle statue, alla
palinodia, ai quadri, alla festa del quattro settembre, all’arte antica a Brera.
Esemplare ben conservato, fotografe assai belle.
€ 360,00
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