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VIAGGIO IN ITALIA
Sei secoli di manoscritti, edizioni a stampa, cartografia e vedute


Catalogo n° 43 online

 Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA  (1-97)Parte II: CARTOGRAFIA (98-186)Parte III: PIANTE e VEDUTE (187-261)
pagine: [1] [2] [3] 4 [5] [6] [7] [8] [9] [10]
34. CARRERA PIETRO, Delle memorie historiche della città di Catania spiegate in tre volumi

Catania, per Giovanni Rossi, 1639. In 4°, 558 p.+ antiporta incisa in rame con scritta “CATANAE DECORA ALTA VETUSTAE” e raffigurazioni mitologiche e stemma della città riprodotto anche nel frontespizio. Legatura in pergamena con membra disiecta che riportano delle annotazioni musicali. Esemplare con molte illustrazioni di monete incise.

Importantissima e rara edizione del famoso testo di natura erudito-storico di Pietro Carrera. Come si legge nel frontespizio dovevano apparire tre volumi di tale opera ma ne sono apparsi solo i primi due. SBN ne descrive, malamente senza indicare l’editore, il primo volume; il sito della BNF parla di due volumi in un tomo; quello della British Library ne indica due (il II vol., del 1641, presenta il titolo: Volume secondo, nel quale si discorre della vita, traslatione miracoli, & altre pertinenze della gloriosa Sant’Agatha a cui perfine s’intesse una variata ghirlanda di poetici fiori). Il Carrera nacque nell’antico quartiere di San Vito, il 12 luglio 1573 da Mariano Carrera e da Antonina Saverino. Le prime nozioni di logica le ebbe dal giurista Girolamo Milana, poi fece gli studi ecclesiastici nel seminario di Siracusa, città dove ottenne gli ordini sacri. Dal settembre 1601 al dicembre 1604 fu una prima volta cappellano nella Parrocchia di Santa Maria della Stella, ritornando a ricoprire lo stesso ufficio dal luglio 1612 al gennaio 1617. Nel 1604 era maestro-notaro della corte vicariale. Fu, inoltre, cappellano di donna Giovanna d’Austria, signora di Militello “... nell’anno 1621, trovandomi ai servigi di don Francesco Branciforti principe di Pietraperzìa e di donna Giovanna Austriaca sua moglie, fui con loro in Augusta, ove dimorammo da febbraio insino a maggio”. In questi felici anni il Carrera, oltre a godere della compagnia dei nobili ingegni ch’erano a corte, poté avere accesso alla ricchissima biblioteca del principe Branciforti (circa 10.000 volumi). Dopo la morte di don Francesco Branciforti, avvenuta il 23 febbraio 1622, Carrera si allontanò da Militello, per recarsi prima, nel 1623, a Messina e poi, nel 1624, al seguito del Duca don Giacomo Bonanni, a Canicattì (da dove si sa che per pochi giorni tornò a Militello, dopo il terremoto del del 3 e del 6 ottobre di quell’anno). Quello fu pure l’anno in cui venne pubblicata a Messina l’opera Antica Siracusa illustrata, di cui il Bonanni veniva indicato come autore, ma che successivamente il Carrera rivendicò come sua (su questa paternità contestata, infatti, tra il 1640 ed il 1643, dopo la morte del Duca, egli sostenne una violenta polemica con fra’ Mariano Perrello da Scicli). Nel novembre del 1625 troviamo il Carrera impegnato nelle sue ricerche erudite a Napoli, da dove passò a Roma, per ritornare in Sicilia prima dell’inoltrarsi dell’inverno. Tornò in queste due capitali nel 1636, sempre per motivi di studio. Nel frattempo, nel 1633, lasciato il servizio presso il Bonanni, dopo una permanenza di otto mesi a Palermo, si era trasferito a Catania, dove nel 1634 aveva cominciato a scrivere Notizie di Militello nel Val di Noto, opera interessante perché nella parte rimastaci contiene diverse notizie di carattere statistico-economico, superando la mera biografia dei prìncipi, che spesso era il modo dell’epoca d’intendere la storia. Purtroppo, il lavoro restò incompleto, perché i signori di Militello, don Federico Colonna e donna Margherita Branciforti, non dettero alcun segno di incoraggiamento o di apprezzamento.
Nel 1639 uscì il primo volume delle Memorie istoriche della città di Catania, dove rivendicò l’onore di essere patria di Sant’Agata alla città di Catania (c’era in atto, al riguardo, una lite tra questa e Palermo presso la Santa Sede). Così, tra minuziosaggini e polemiche erudite, Pietro Carrera passò a Catania ancora otto anni, prima di finire all’ospedale di Messina, dove il 18 settembre 1647, a settantaquattro anni, morì. Esemplare con legatura in cattive condizioni conservative.
BL STC XVII, I, 193; Michel, II, 50; Mira, I, 183; Mongitore, II, 133; Narbone, I, 196; Viola, 37,00.

€ 2.800,00
35. CASTELLAN ANTOINE LAURENT, Lettres sur l’Italie

Paris, chez A. Nepveu libraire, 1819. In 8°, III vol., pp. (4), 367; (4), 307; (4), 365. Nel I vol.: 15 tav.; II vol.: 16-34 tav.; III vol.: 35-50. Bellissima legatura in pelle con cornice dorata nei piatti e dorso con ressere in cuoio che riproducono il titolo dell’opera, tagli marmorizzati.

Prima edizione di questo assai raro viaggio in Italia, raccontato attraverso 71 lunghe lettere che descrivono ampiamente bellezze naturali ed artistiche, usi e costumi, curiosità, ecc. dell’Italia meridionale (soprattutto la Puglia e la Campania) e centrale (Lazio e Toscana). Di grande freschezza i rami, molti su doppia pagina, che mostrano graziose vedute di città e località e particolari monumenti, alcune delle quali non raffigurate altrove, tutte disegnate e finemente incise dal Castellan, membro onorario della Reale Accademia di Belle Arti di Parigi: tra le altre Otranto, Brindisi, Bari, Mola, Ariano, Avellino, Terracina, Napoli, Tivoli, Firenze, Fiesole, Pratolino, Monte Senario, Vallombrosa. In fine 4 pagine di musica inc. con “Airs de la Tarantule”. Esemplare molto bello, intonso. Manca a Fossati-Bellani (che al n. 490 registra l’ediz. inglese, 1820).
Pine-Coffin 819.10, Note.

€ 2.600,00
36. CESTARI DOMENICO-GIAMPICCOLI STEFANO, Notizie istoriche e geografiche appartenenti alla città di Chioggia con la carta in prospetto - Notizie istorico-geografiche appartenenti alla città di Trevigi

Belluno, (Simone Tissi), 1781 e 1783. In 8°, 62 p., 2 p.n.n. e 58 p., 2 p.n.n. Tavola fuori testo incisa in rame a cura di Stefano Giampiccoli raffigurante la città di Chioggia e dedicata a Domenico Cestari. Legatura in cartone marmorizzato per i piatti e in cuoio per il dorso. Vi è solo la prima parte dell’opera. Vi è allegato anche il Très-faciles dialogues pour ceux qui apprenent les langues polonoise & francoise (Warsawie, Ludwika Kocha, 1805), in 8°, 79 p., 5 p.n.n.

Interessante e piacevole guida di Chioggia a cura del Cestari natovi nel 1757. Patriota, letterato, riformatore e politico, Cestari come presidente della Municipalità provvisoria di Chioggia nel 1797 si caratterizza per la sua battaglia a favore della rinascita commerciale della città attraverso la valorizzazione del suo porto commerciale e gli scambi con l’entroterra padano. Difese e incoraggiò la libertà commerciale del porto presso gli Austriaci dopo Campoformio, accogliendo personalmente consensi a Vienna e difese anche in seguito il decoro della città contro le prepotenze austriache. Accanito difensore della imprenditorialità chioggiotta, fu in relazione con i principali letterati veneti ed emiliani del suo tempo. Ha condotto alcune riforme nell’organizzazione della città, sulla quale ha lasciato alcuni scritti di notevole pregio, tra cui quest’opera. Sulla storia di Trevigi non è sicura l’attribuzione al Cestari ma è più probabile la paternità al Giampiccoli. Esemplare in ottime condizioni con le incisioni assai fresche. Della Storia di Treviso manca la seconda parte.
€ 4.800,00
37. CLÜVER PHILIPP, Introductionis in universam geographiam..., 1629

Amsterdam, apud Petrum De Coup, 1629. In 4°, (mm 246x188); *-5*4 6*2 A-Z4 A-5A4 5B2; [22] c., 688 p., [30] c.; caratt. rom. cors. greco; il fasc. 6*2 si trova inserito nel fasc. 5B2; testo a due colonne e quattro per gli indici; antiporta calcogr. con scritta epigrafica «PHILIPPI CLUVERII | INTRODUCTIONIS | IN UNIVERSAM | GEOGRAPHIAM | cum notis | J. BUNONIS HEKELII | ET REISKII | LIB. VI», capilettere silogr., 46 tav. incise ripiegate ed una a stampa. Frontespizio a caratt. rosso e nero. Legatura coeva in marocchino scuro con dorso arrotondato, quattro nervi, tassello con scritta «CLVVERI | GEOGRAPHIA | CVM NOTIS | VARIOR» impressa in oro. L’edizione presenta ottime incisioni su rame, assai fresche, per esempio citiamo quelle inerenti alla Patria del Friuli, della Contea di Gorizia e di Trieste e Dalmazia: Tra c. 2B1v-2B2r (p. 194-195) carta geografica (mm 206x254) con indicazione nel marg. inf. sinistro: «VINDELICIAE | et | NORICI, Conterminarumq. | terrarum antiqua | descriptio | Auctore | PHIL. CLUVERIO». Si ritrova nel capitolo IV libro III intitolato De Vindelicia & Norico. Tra c. 201v-202r (p. 290-291) carta geografica (mm 264x315) con indicazione nel marg. sup. destro: « ITALIA | ANTIQUA» nel capitolo XXII del libro III dal titolo De Italia, & variis ejus nominibus. Tra c. 202v-203r (p. 292-293) carta geografica (mm 381x474) con indicazione nel marg. sup. destro: «TABULA | ITALIAE ANTIQUAE | in REGIONES XI ab Augusto divisae | et | tm ad mensuras itinerarias | tum ad observationes astronomicas | exacta | Accurante Guillelmo de l’Isle è Regiâ Scientiarum | Academiâ et Christianissimi Francorum Regis | Geographo primario» con legenda «Notarum et Characterum | Explicatio» e riferimento alla scala «Milliaria Romana» e «Stadia Graeca».Tra c. 2P2v-2P3r (p. 300-301) carta geografica (mm 204x257) con indicazione nel marg. inf. sinistro: «ITALIAE GALLICAE | sive | GALLIAE CISALPINAE | Conterminarumque Terraru[m] | Vetus et nova Descriptio» nel capitolo XXIV del libro III dal titolo Ligures, Taurini, Cottii & Ideonni regna, Salassi, Lepontii, Euganei, Rhaeti, Veneti, Carni, Histri. Tra c. 2V1v-2V2r (p. 338-339) carta geografica (mm 263x305) con indicazione nel marg. sup. destro: «ITALIA | NOVA» nel capitolo XXXIV del libro III dal titolo De novissima Italiae divisione. Tra c. 3C1v-3C2r (p. 386-387) carta geografica (mm 206x242) con indicazione nel marg. inf. sinistro: «Veteris et Nova | PANNONIAE | et | ILLYRICI | Descriptio» nel capitolo I del libro IV dal titolo De Pannonia.

L’autore, Philipp Clüver (1580-1623), è conosciuto per le pubblicazioni di natura geografica e soprattutto per l’Italia Antiqua edita nel 1624, quindi postuma. Il Clüver si pone come il fondatore della geografia storica dell’Italia antica. In quest’opera, qui presentata, che funge da introduzione alla metodologia della trattazione geografica, viene ribadita l’importanza della geografia che grazie al suo apporto non rimase più “ancilla historiae” (c. *2v).
€ 7.500,00
38. CORONELLI VINCENZO, Blasone veneto o gentlizie insegne delle famiglie patrizie oggi esistenti in Venezia

Venezia, Giovanni Battista Tramontin, 1706. In 16°, 6 c.n. n., 114 tavole incise in rame per 930 stemmi gentilizi ed un antiporta con scritta “GL’ARGONAUTI” e motto “PLUS ULTRA”. Legatura coeva in pergamena morbida con contropiatti in carta marmorizzata policroma.

Seconda edizione dopo quella edita nel 1694-1701 dedicata al nobile Francesco Rota. Preceduti da un’introduzione sugli elementi del blasone, vengono presentati gli elmi e le corone delle dignità laiche e le insegne delle cariche ecclesiastiche, 78 stemmi di città venete e ben 930 armi gentilizie delle famiglie patrizie venete, con le diverse varianti dei differenti rami. Molti blasoni sono rimasti in bianco. Esemplare in perfette condizioni.
Armao, Vincenzo Coronelli, p. 54 n. 12.

€ 1.900,00
 
 
 
 
 
 
39. DANDOLO TULLIO, Lettere su Venezia

Milano, presso Antonio Fortunato Stella e Figli, 1827. In 8°, 242 p.; caratt. cors. rom.; testo a una colonna. Legatura in cartone rigido. Nel frontespizio calcografia anonima raffigurante la basilica di San Marco e la scritta del Sannazaro “hanc posuisse Deos” oltre al titolo scritto in elegante corsivo con svolazzi. Il nome dell’autore si ricava da CLIO.

Questa curiosa opera è stampata dall’importante tipografo milanese Stella, famoso per i rapporti tenuti con il Leopardi e la tipografia de’ classici italiani. Il testo si apre con una dedica rivolta ad uno sconosciuto personagggio ricordato con le lettere alfabetiche di C. G. e firmata a Varese il 29 ottobre 1826. Dalla dedica possiamo capire l’intenzione dell’autore “di dare... un’idea di ciò che fu ne’ tempi addietro la Repubblica Veneta, di quello di descrivere gli oggetti principali di Venezia”. L’opera si apre pertanto con l’origine della città, i costumi veneziani, Leonardo, la costituzione di Venezia per intrattenersi poi su Marco Polo, Canova, Contarini, Zeno ed altri personaggi. Alla fine compare un componimento di Iacopo Foscari dal titolo Canto marinaresco datogli dal conte Tedaldi-Fores. Il conte Tullio Dandolo è conosciuto nell’ambito erudito per il volume I secoli dei due sommi italiani Dante e Colombo del 1856. Esemplare mancante del foglio di guardia e frontespizio con macchie d’umidità.
€ 250,00
40. DANDOLO TULLIO, Lettere su Venezia

Torino, presso la Vedova Ghiringhello e Comp. ed i Fratelli Reycend e Comp. librai, 1830. In 8°, 207 p.; caratt. rom. cors.; testo a una colonna. Legatura in cuoio con dorso arrotondato e scritta del titolo e rosellina in oro.

Trattasi dell’edizione successiva quella del 1827. Presenta un frontespizio senza calcografia come in quella del 1827 e ripropone il motto del Sannazaro “hanc posuisse Deos”.
€ 220,00
 
41. DE FRANCESCHI CARLO, L’Istria note storiche

Parenzo, Tipografia di Gaetano Coana, 1879. In 4°, 508 p., 2 p.n.n. Legatura in tela cerata.

Importante opera dedicata “alla gioventù dell’Istria” da parte del segretario emerito della giunta provinciale istriana. Si tratta di un testo di carattere storico e culturale con forte valore risorgimentale.
€ 250,00
42. DE WINT PETER, Sicilian Scenery

London, Rodwell & Martins, 1823. In 4°, 4 c.n.n. + 63 tavole litografate con relativa scheda introduttiva che spiega il soggetto raffigurato. Legatura in cuoio con piatti decorati da cornici impresse in oro con motivi floreali oltre al dorso.

Splendido volume curato da Peter De Wint nato a Stone nello Stadfordshire nel 1784 e morto a Londra nel 1849. Allievo di J. R. Smith, percorse i suoi studi artistici alla Royal Academy. De Wint appartenne alla grande scuola degli acquarellisti inglesi della prima metà dell’Ottocento, raggiungendo la fama con le sue opere di illustratore di opere di viaggio, che pubblicò per le maggiori case editrici dell’epoca. Sicilian Scenery, fa parte di una collana di più ampio respiro che riguarda resoconti di viaggio nell’Europa dei primi anni del secolo legato al progresso e alla trasformazione moderna (European Scenery, Londra, 1821, Rodwell & Martin). Fatto particolare è che De Wint per illustrare il paesaggio siciliano si servì dei bozzetti che nell’Isola aveva disegnato William Light, il vero viaggiatore, che ebbe modo di documentare con il suo taccuino il percorso delle sue visite. William Light, militare di carriera, si spostò sempre laddove la corona aveva interessi economici, tanto da essere nominato ispettore generale della nuova colonia dell’Australia meridionale. Morì nel 1838 ad Adelaide, città che contribuì a fondare e che, anche in questo caso, aveva rappresentato con i suoi disegni. Ricordiamo infatti due sue opere: Vedute di Adelaide e Piano di Adelaide. Esemplare in ottime condizioni (la testa del dorso è un po’ rovinata).
€ 2.600,00
43. DELLA CROCE IRENEO, Historia antica, e moderna: sacra, e profana della città di Trieste

Venezia, Albrizzi, 1698. In folio, 20 p.n.n., 694 p., 50 p.n.n. Legatura in piena pergamena coeva e dorso a quattro nervi con titolo manoscritto. Ritratto a piena pagina di Giuseppe Re d’Ungheria e Arciduca d’Austria che sovente manca. Circa 140 incisioni n. t. tra le quali gli stemmi delle famiglie nobili di Trieste, monete, antichità romane, lapidi, fregi e iniziali ornate.

Prima edizione di questa notevole storia di Trieste dalle sue origini in cui viene fondato il rapporto tra Trieste e Roma. Esiste un’altra edizione stampata lo stesso anno con la sola differenza al frontespizio dove, al posto dello stemma dei Gesuiti, figura l’insegna di Trieste. Buon esemplare con alcune pagine un po’ brunite, minimi restauri al dorso.
Lozzi 5642; Platneriana 397; Graesse II.

€ 2.800,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
44. FERRIGNI P. C., Fra Quadri e Statue. Strenna-ricordo della seconda esposizione nazionale di belle arti. Lettere al pungolo

Milano, Fratelli Treves, 1873. In 8°, XX, 287, 1 p.n.n. Legatura in tela cerata, dorso arrotondato con scritta del titolo impressa in oro e sei nervi falsi. Presenta 12 fotografie. Nel frontespizio e nella p. V timbro con nota di possesso “ITALO GUIDI INGEGNERE ARCHITETTO”.

Gustosissima e vivace descrizione a cura di P. C. Ferrigni, che si fa chiamare Yorick figlio di Yorick, tra le statue ed i quadri della seconda esposizione nazionale delle belle arti tenutasi nel 1872 a Milano e dedicata a sua altezza Ismail Pascia Khedive di Egitto. Il volume si divide in capitoli dedicati alle statue, alla palinodia, ai quadri, alla festa del quattro settembre, all’arte antica a Brera. Esemplare ben conservato, fotografe assai belle.
€ 360,00
pagine: [1] [2] [3] 4 [5] [6] [7] [8] [9] [10]
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