76. VECELLIO CESARE, Habiti antichi, et moderni di tutto il mondo (...) Di nuovo accresciuti di
molte figure
Venezia, Gio. Bernardo Sessa, 1598. In 8°, (mm 175 x 115), cc.nn. 56, n. 507, frontespizio allegorico xilografico,
502 tavole xilografiche di personaggi in costume racchiusi da bella cornice su tutti i lati, 4 vedute
della città di Venezia, capilettera istoriati con testo in italiano e latino. Legatura ottocentesca in piena
pergamena, frontespizio rinforzato al recto.
Prima edizione completa ed ampliata rispettto all’originale del 1590 che contiene solamente
420 xilografie, mentre a questa edizione sono state aggiunte 20 tavole che raffigurano
per la prima volta i costumi americani. Ogni figura è commentata da un testo
sulla pagina a fronte, in italiano e latino. Celebre opera del Vecellio pittore ed incisore.
Buon esemplare con vari ex libris di appartenenza.
Brunet V, 11o4; Graesse; Cicognara 1819; Lipperheide Aa34.
€ 6.800,00
77. VIGNOLA JACOPO BAROZZI IL, Li cinque ordini di architettura. Et agiunta de L’opere del
Ecc.mo M. Giacomo Barocio Da Vignola. Con un ragionamento alli architetti di M.
Ottaviano Ridolfi intorno alla perfettione di tutti li cinque ordeni di detta architettura.
Con la nuova agiunta di Michielangielo Bonarrota
Venezia, Nel Negozio Remondini (presumibilmente nel 1648). In folio (mm 440 x 300), legatura in cartone
rigido, frontespizio inciso a piena pagina e 42 tavole caligrafiche, tavola dei cinque Ordini di architettura,
tavole numerate dalla 4 alla 32 e 12 non numerate.
€ 2.200,00
78. WIENER WERKSTÄTTE-JOHN WILHELM, Erzerzog Karl, der Feldherr und seine Armee
Wien, K. k: Hof - und Staatsdruckerei. In folio (mm 390 x 320), antiporta con il ritratto inciso dell’Arciduca
Karl a colori, 78 tavole a colori e numerosissime illustrazioni nel testo, c. nn. 1, pagine numerate XI,
430, nn. 2. Legatura in tela cerata con ricche decorazioni dorate che delimitano i lati dei piatti, piatto superiore
con al centro lo stemma Arciducale, piatto inferiore con il monogramma della Wiener Werkstätte
e dei suoi esecutori materiali (J. Hoffman, P. Ruckendorfer, K. Beitel, L. Willner), dorso liscio decorato a
tutto campo, guardie in seta, taglio superiore dorato.
Magnifica edizione tirata in numero limitatissimo di esemplari che esalta le gesta dell’Arciduca
Carlo e della sua armata impegnata nella guerra contro i francesi. Le campagne militari
di Napoleone inflissero all’Austria delle sconfitte disastrose, egli occupò per due volte
Vienna, ma la vittoria dell’arciduca Carlo su Napoleone ad Aspern fu la prova che il grande
“corso” non era invincibile. La Wiener Werkstätte fu fondata nel 1903 da Joseph Hoffmann
e Kolo Moser, professori della Kunstgewerbeschule di Vienna e da Friedrich Wärndorfer,
commerciante di tessuti e banchiere. Hoffmann, il cui atelier di architettura fu a sua
volta affiancato alla WW, incominciò insieme con Moser a cercare i collaboratori più adatti,
come esperti in legatoria, nella lavorazione dell’oro e dell’argento, in falegnameria, in
pittura, eccetera. All’inizio si dovette lavorare soprattutto per le esigenze interne. I laboratori
e i locali di esposizione dovevano essere attrezzati. Dovevano essere compiuti tutti
i tentativi possibili per portare a nuova vita le vecchie tecniche di artigianato artistico.
Ma prima di tutto Hoffmann e Moser dovettero progettare ex novo gli oggetti d’uso quotidiano
o quelli con funzione puramente ornamentale. Trovò così realizzazione il postulato
di Hoffmann, secondo il quale «soltanto in un laboratorio proprio si conseguono le
conoscenze fondamentali del trattamento dei più svariati materiali» (Josef Hoffmann, Autobiografia).
In queste circostanze Kolo Moser fu per Josef Hoffmann non solo un eccezionale
partner e un collaboratore, ma soprattutto un modello e una fonte di sempre nuova
energia: «Destò spesso molta ammirazione il vedere come Moser, lui pittore, riuscisse
a penetrare nei segreti dell’arte della costruzione e la prontezza con cui sapeva riconoscere
inesattezze ed errori che derivavano da cattive abitudini». (Josef Hoffmann, Autobiografia).
Dell’opera in totale vennero stampati 400 esemplari dei quali soltanto 60 con queste
caratteristiche (nostro esemplare n. 46). Ottimo esemplare in perfetto stato di conservazione,
ex libris e firma di appartenenza, astuccio originale.
€ 3.600,00
79. WOLFF CHRISTIAN, Cosmologia generalis methodo scientifica pertractata qua ad solidam in primis Dei atque naturae cognitionem via sternitur
Verona, Dionisio Ramanzini, 1736. In 4°, 9 c.n.n., 283 p., 1 p.n.n.; caratt. rom. cors.; testo a una e due
colonne; front. con incisione in rame raffigurante l’arena di Verona. Leg. coeva in perg. su assi di cartone
rigido e dorso con etichetta incollata e titolo impresso in oro.
Trattasi di una importante opera di Christian Wolff, (Breslavia 1679-Halle 1754), filosofo
tedesco. Studiò filosofia e matematica. Nel 1703 si addottorò in filosofia a Lipsia. Per interessamento
di Leibniz, divenne docente all’università di Halle (1706-1723), quindi a
Marburg (1723-1740). Tornò a Halle (1740-1754) come rettore dell’università. È il maggiore
esponente dell’illuminismo tedesco. Allievo di Leibniz, del quale sviluppò le concezioni
razionalistiche ed etiche, ideò un sistema filosofico razionalistico, distinguendo
la conoscenza scientifica da quella sensibile. Tra le opere di Wolff, ancora tutte redatte in latino, si citano la Philosophia rationalis sive Logica (1728), la Philosophia prima sive
Ontologia (1729), la Cosmologia generalis (1731), la Psychologia empirica (1732), la
Psychologia rationalis (1734), la Theologia rationalis (1736-1737) e la Philosophia practica
universalis (1739). L’opera di Wolff è una vera e propria enciclopedia del sapere filosofico
che riprende le posizioni di Leibniz. L’originalità di Wolff sta nell’aver individuato
l’esigenza di un metodo razionale che fondasse la ricerca filosofica. Trent’anni dopo questo
metodo sarebbe stato messo a punto con decisione da I. Kant. Esempl. in ottime condizioni.
€ 800,00
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