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CARTE DI CONFINE
Dai domini di San Marco ai possedimenti asburgici

Sei secoli di manoscritti, edizioni a stampa, cartografia e vedute
Catalogo online

 Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA  (1-79)Parte II: CARTOGRAFIA (80-141)Parte III: VEDUTE (142-219)
pagine: [1] [2] 3 [4] [5] [6] [7]
23. BRUÉ A. H., Mappe Monde en deux Hemisphères presentant l’état actuel de la Géographie. Dediée a Monsieur Le Baron G. Cuvier, Conseiller d’Etat ordinaire...

A Paris. Chez l’auteur, rue des Macons - Sorbonne n. 9 et chez les principaux Marchands de Géographie. Juni 1820 Augmantée settembre 1821.

Spettacolare mappamondo diviso su quattro fogli delle dimensioni di mm 980 x 630 ciascuno con un foglio esplicativo dell’opera e la dedica. La bella opera, in ottimo stato di conservazione, presenta su un foglio un timbro a secco con le iniziali del Brué e il testo “Du fonds de l’Auteur”. Carta quindi importante pubblicata nel giugno del 1820 ed aumentata nel settembre del 1821 e di proprietà del Brué.
€ 2.800,00
24. BUFFON GEORGE LOUIS LECLERC COMTE DE-LACÉPÈDE BERNARD-GERMAIN DE LA VILLE C.TE DE Histoire naturelle générale et particulière, Supplément à l’Histoire naturelle, Histoire naturelle des quadrupedes ovipares et des serpens, Histoire naturelle des oiseaux

Paris, Imprimerie Royale- chez Panckoucke, 1769-1770. In 8°, 13 vol., I vol.: 4 c.n.n., 451 p., 5 p.n.n., 4 tav. incise in rame; II vol.: 2 c.n.n., 458 p.; III vol.: 2 c.n.n., 480 p., 7 tav. incise in rame; IV vol.: 2 c.n.n., 520 p., 1 tav. incisa in rame; V vol.: 2 c.n.n., 395 p. + xxxix p.; VI vol.: 2 c.n.n., 393 p., 30 tav. incise in rame + tav. ripiegata; VII vol.: 2 c.n.n., 357 p., 33 tav. incise in rame; VIII vol.: 2 c.n.n., 388 p., 18 tav. incise in rame; IX vol.: 4 c.n.n., xlviiii, 349 p., 21 tav. incise in rame; X vol.: 2 c.n.n., 473 p., 28 tav. incise in rame; XI vol.: 2 c.n.n., 358 p., 28 tav. incise in rame; XIII vol.; 2 c.n.n., 399 p., 36 tav. incise in rame; XIII vol.: 2 c.n.n., cdlxxix p. Leg. coeva in cuoio con dorso arrotondato, cinque nervi e scritta del titolo impresso in oro, tagli spruzzati di rosso, controp. in carta marmorizzata policroma.
Paris, Imprimerie Royale, 1775-1782. In 8°, 13 vol., I vol.: 422 p., 1 antip. inciso in rame con ritratto dell’autore; II vol.: 4 c.n.n., 340 p., xliv, 16 tav. incise in rame; III vol.: 4 c.n.n., 434 p.; IV vol.: 4 c.n.n., 370, liii p.; V vol.: 6 c.n.n., 334 p., 34 tav. incise in rame; VI vol.: 6 c.n.n., 230, xxxviii p., 32 tav. incise in rame; VII vol.: 4 c.n.n., 573 p.; VIII vol.: 4 c.n.n., 416, xxxiv p., 6 tav. incise in rame; IX vol.: 2 c.n.n., vi, 504 p., 1 tav. oblunga incisa in rame; X vol.: 2 c.n.n., V, 372 p., xliv, 6 tav. incise in rame ed una oblunga; XI vol.: 4 c.n.n., 412 p., 29 tav. incise in rame; XII vol.: 4 c.n.n., 290, xxxviii, 49 tav. incise in rame. Paris, Hotel De Thou, rue des Poitevins, 1785-1790. In 8°, 4 vol., I vol.: 359 p., 11 tav. incise in rame; II vol.: iv, 462 p., 1 c.n.n., 15 tav. incise in rame; III vol.: 432 p., 11 tav. incise in rame; IV vol.: 408 p., 11 tav. incise in rame.
Paris, Imprimerie Royale, 1770-1785. In 8°, 18 vol., I vol.: xxxvi, 352 p., 14 tav. incise in rame; II vol.: 4 c.n.n., 351 p., 15 tav. incise in rame; III vol.: 4 c.n.n., 417 p., 9 tav. incise in rame; IV vol.: 4 c.n.n., 405 p., 18 tav. incise in rame; V vol.: xxiii, 456 p., 19 tav. incise in rame; VI vol.: xii, 246, clxxvii p., 12 tav. incise in rame; VII vol.: xii, 430, 13 tav. incise in rame; VIII vol.: xv, 418, xlvi p., 14 tav. incise in rame; IX vol.: xii, 472 p., 15 tav. incise in rame; X vol.: xiii, 316, xlvi p., 17 tav. incise in rame; XI vol.: xx, 495, xiii p., 15 tav. incise in rame; XII vol.: xii, 482 p., 10 tav. incise in rame; XIII vol.: xix, 446 p., 14 tav. incise in rame; XIV vol.: xii, 360, lxxii p., 17 tav. incise in rame; XV vol.: xvi, 439 p., 24 tav. incise in rame; XVI vol.: viii, 326, clii p., 15 tav. incise in rame; XVII vol.: viii, 484 p., 23 tav. incise in rame; XVIII vol.: iv, 486 p., 8 tav. incise in rame.

Buffon è soprattutto famoso per la sua opera maggiore, l’Histoire naturelle, générale et particulière, in 36 volumi apparsi dal 1749 al 1789, di cui 8 dopo la sua morte grazie a Bernard Lacépède. Vi ha incluso tutto il sapere dell’epoca nel campo delle scienze naturali.
È in quest’opera che Buffon ha rilevato le somiglianze tra l’uomo e la scimmia e la possibilità di una genealogia comune. L’attenzione che Buffon accorda all’anatomia interna lo pone tra gli iniziatori dell’anatomia comparativa.
La Storia naturale di Buffon, che doveva comprendere tutti i regni della natura, comprende solo i minerali e una parte degli animali (quadrupedi, e uccelli). È accompagnata da una Théorie de la Terre, dai Discours sotto forma di introduzione, e dei supplementi tra i quali si trovano le Époques de la nature, una delle più belle opere dell’autore. Tra i suoi collaboratori, occorre citare per i quadrupedi Louis Jean-Marie Daubenton, che si incaricò della parte delle descrizioni anatomiche, sostituito poi per gli uccelli da Philippe Guéneau de Montbeillard al quale s’aggiunse, a partire dal 1767, Barthélemy Faujas de Saint-Fond, l’abate Bexon e Charles-Nicolas-Sigisbert Sonnini de Manoncourt. La sua Histoire naturelle conobbe un immenso successo. I primi due volumi, la Théorie de la terre e l’Histoire naturelle de l’homme, vedono tre riedizioni successive in sei settimane. Questa enciclopedia è divisa in 36 volumi: 15 volumi sui quadrupedi (dal 1749 al 1767); 9 volumi sugli uccelli (dal 1770 al 1783); 5 volumi sui minerali (dal 1783 al 1788), l’ultimo contiene il Traité de l’aimant, ultima opera di Buffon; 7 volumi di supplementi tra cui le Époques de la nature (1778).
L’Histoire naturelle fu stampata inizialmente all’Imprimerie royale in 36 volumi in-4, 1749-1788. È stata continuata nello stesso formato da Lacépède, che ha descritto gli ovipari, i serpenti, i pesci, i cetacei, 1786-1804. Le edizioni migliori, dopo l’editio princeps, sono quelle di Jean Vincent Félix Lamouroux e Desmarets, 42 volumi in-8, di François Cuvier, 1829-1831 42 volumi, e di Marie Jean Pierre Flourens, 1854, 12 vol. in-8. Georges-Louis Leclerc conte di Buffon nacque a Montbard in Borgogna nel 1707 e morì a Parigi nel 1788; fu quindi contemporaneo di Linneo. Nel 1739 fu nominato intendente del Jardin du Roy a Parigi; a lui si deve la riorganizzazione di quell’istituto, chiamato poi Jardin des plantes e la fondazione del Muséum d’histoire naturelle di Parigi. Sarà proprio presso il Jardin des plantes che Lamarck svolgerà le sue prime attività, ricevendo stima e ammirazione da Buffon. Nella Histoire naturelle générale et particulière Buffon sottopone a minuziosa analisi descrittiva i vari aspetti del mondo naturale. Non gli sfugge la possibilità che le specie possano subire qualche cambiamento col passare del tempo, come si legge: “[...] non sarebbe impossibile che [...] tutti gli animali del mondo nuovo fossero gli stessi di quelli dell’antico, dai quali sarebbero derivati; si potrebbe dire che essendo stati separati, in seguito, da mari immensi o da terre impraticabili, col tempo avranno subito tutti gli effetti d’un clima [...] e si saranno cambiati dopo un certo periodo [...]”. Buffon attribuì queste variazioni a processi del tipo degenerativo, avanzando l’ipotesi che, in aggiunta alle categorie di organismi originati da speciali atti creativi all’inizio del mondo (specie nobili), vi fossero anche gruppi minori, “concepiti dalla natura e prodotti dal tempo”, dove la degenerazione aveva implicato un’alterazione della costituzione originale.
Studiando i fossili, presentanti progressive complessità via via che si arrivava agli strati più recenti e così diversi dalle forme di vita attuali, arrivò ad ammettere che fossero il frutto di una lentissima trasformazione nel corso di millenni, e non solo durante i quaranta giorni del Diluvio. Arrivò ad attribuire alla Terra centomila anni d’età, un tempo brevissimo se paragonato ai cinque miliardi della datazione attuale, ma inaccettabile per i suoi contemporanei che, in base all’interpretazione della Bibbia, ritenevano di seimila anni l’età massima della Terra. Non disponendo di prove valide, Buffon non sviluppò ulteriormente queste idee che tuttavia lo pongono, per la genialità d’intuizione, come il più importante precursore di Lamarck e Darwin.

€ 6.000,00<
25. CAGNOLI ANTONIO, Trigonometria piana e sferica

Parigi, Francesco Ambrogio Didot, 1786. In 4°, viii, 461 p., 8 tav. di testo oblunghe e 6 tav. incise in rame anch’esse oblunghe; caratt. rom. cors.; testo a una colonna. Leg. con dorso in cuoio e piatti in carta marmorizzata.

Nel 1786 a coronamento dei suoi studi pubblicò a Parigi in italiano la “Trigonometria piana e sferica”... non priva di novità, soprattutto nella concatenazione degli argomenti, ma anche nella sostanza; la relazione tra i tre angoli ed i lati a loro opposti in un triangolo sferico venne espressa per primo, con una formula che porta il suo nome, dal Cagnoli. Il libro ebbe notevole successo: nel 1788 fu tradotto in francese, diffondendosi in tale lingua in tutta Europa; nel 1804 si ebbe a Bologna una seconda edizione corretta e ampliata, anch’essa tradotta in francese nel 1808. Questa è una delle successive ristampe. Esempl. ben conservato.
€ 1.200,00
26. CASSIUS DIO, Dione Cassio Niceo historico greco De’ fatti de’ Romani dalla guerra di Candia, fino alla morte di Claudio Imperatore tradotto di greco in latino per Guglielmo Xilandro ... nuovamente nella nostra lingua ridotto per M. Francesco Baldelli. Vita dell’autore descritta per Thomaso Porcacchi

Vinegia, Giolito De’ Ferrari, 1565. In 4°, (mm 211 x 147); 42 c.n.n., 843 p.; caratt. rom. cors.; testo a una e due colonne; marca tipogr. silogr. nel front., testatine ed iniziali silogr. oltre a testatine finali. Leg. moderna con piatti in carta marmorizzata e dorso in marocchino rosso con titolo dell’opera impressa in oro. Nel front. timbro di possesso con le sigle GVPF. Testo postillato.

Importante edizione di argomento storico che si apre con la dedica di Francesco Baldelli a Guidobaldo di Feltre Duca d’Urbino, di Tommaso Porcacchi al Cardinale Sforza. Esempl. in buone condizioni con front. e ultima carta su cui è impresso il registro rinforzate, pagine con macchie d’umidità.
€ 680,00
27. CLÜVER PHILIPP, Introductionis in universam geographiam..., 1629. PHILIPPI CLUVERI | INTRODUCTIONIS | IN UNIVERSAM | GEOGRAPHIAM, | TAM VETEREM QUAM NOVAM | LIBRI VI. | Cum integris JOHANNIS BUNONIS, JOH. FRID. HEKELII | & JOH. REISKII, & selectis LONDINENSIBUS notis. | Textum ad optimas Editiones recognovit; Pauca CLUVERII, multa | interpretum sphalmata obelo notavit; Bunonianis Tabulis geographicis | passim emendatis novas accuratiores addidit; Praefationemque | de CLUVERII satis & scriptis Historico-criticam; | cum praecognitis geographicis, | praefixit | AUGUSTINUS BRUZEN LA MARTINIERE, | Sapientissimi Hispaniarum Indiarumque Regis PHILIPPI V. | Geographus. | EDITIO OMNIUM LOCUPLETISSIMA. | [impresa tipogr. con motto “VITA SINE LITTERIS MORS EST” a cura di “G. Rademaker del.” e “G. v. Gouven sculp”]. AMSTELAEDAMI, | Apud PETRUM DE COUP. | MDCCXXIX.

In 4°, (mm 246 x 188); *-5*4 6*2 A-Z4 A-5A4 5B2; [22] c., 688 p., [30] c.; caratt. rom. cors. greco; il fasc. 6*2 si trova inserito nel fasc. 5B2; testo a due colonne e quattro per gli indici; antiporta calcogr. con scritta epigrafica «PHILIPPI CLUVERII | INTRODUCTIONIS | IN UNIVERSAM | GEOGRAPHIAM | cum notis | J. BUNONIS HEKELII | ET REISKII | LIB. VI», capilettere silogr., 46 tav. incise ripiegate ed una a stampa. Front. a caratt. rosso e nero. Leg. coeva in marocchino scuro con dorso arrotondato, quattro nervi, tassello con scritta «CLVVERI | GEOGRAPHIA | CVM NOTIS | VARIOR» impressa in oro. L’edizione presenta ottime incisioni su rame, assai fresche, per esempio citiamo quelle inerenti alla Patria del Friuli, della Contea di Gorizia e di Trieste e Dalmazia.
Tra c. 2B1v-2B2r (p. 194-195) carta geografica (mm 206 x 254) con indicazione nel marg. inf. sinistro: «VINDELICIAE | et | NORICI, Conterminarumq. | terrarum antiqua | descriptio | Auctore | PHIL. CLUVERIO». Si ritrova nel capitolo IV libro III intitolato De Vindelicia & Norico.
Tra c. 201v-202r (p. 290-291) carta geografica (mm 264 x 315) con indicazione nel marg. sup. destro: «ITALIA | ANTIQUA» nel capitolo XXII del libro III dal titolo De Italia, & variis ejus nominibus. 8 Tra c. 2O2v-2O3r (p. 292-293) carta geografica (mm 381 x 474) con indicazione nel marg. sup. destro: «TABULA | ITALIAE ANTIQUAE | in REGIONES XI ab Augusto divisae | et | tum ad mensuras itinerarias | tum ad observationes astronomicas | exacta | Accurante Guillelmo de l’Isle Regiâ Scientiarum | Academiâ et Christianissimi Francorum Regis | Geographo primario» con legenda «Notarum et Characterum | Explicatio» e riferimento alla scala «Milliaria Romana» e «Stadia Graeca».
Tra c. 2P2v-2P3r (p. 300-301) carta geografica (mm 204 x 257) con indicazione nel marg. inf. sinistro: «ITALIAE GALLICAE | sive | GALLIAE CISALPINAE | Conterminarumque Terraru[m] | Vetus et nova Descriptio» nel capitolo XXIV del libro III dal titolo Ligures, Taurini, Cottii & Ideonni regna, Salassi, Lepontii, Euganei, Rhaeti, Veneti, Carni, Histri.
Tra c. 2V1v-2V2r (p. 338-339) carta geografica (mm 263 x 305) con indicazione nel marg. sup. destro: «ITALIA | NOVA» nel capitolo XXXIV del libro III dal titolo De novissima Italiae divisione.
Tra c. 3C1v-3C2r (p. 386-387) carta geografica (mm 206 x 242) con indicazione nel marg. inf. sinistro: «Veteris et Nova | PANNONIAE | et | ILLYRICI | Descriptio» nel capitolo I del libro IV dal titolo De Pannonia.

L’autore, Philipp Clüver (1580-1623), è conosciuto per le pubblicazioni di natura geografica e soprattutto per l’Italia Antiqua edita nel 1624, quindi postuma. Il Cluverio si pone come il fondatore della geografia storica dell’Italia antica. In quest’opera, qui presentata, che funge da introduzione alla metodologia della trattazione geografica, viene ribadita l’importanza della geografia che grazie al Cluverio non rimase più “ancilla historiae” (c. *2v).
P.ar.
28. CORBELLA P. BONORENUS, De genealogia illustrissimae Soardorum familiae brevis epitome. Ex multis auctoribus, & monumentis fide dignis exacte collecta. - Unito - G. A. Beroa & S. Bosello (documento manoscritto sulla genealogia dei Suardi datato Bergamo 7 Juli-29 Aug. 1612)

Bergomi, Typis Comini Ventura, 1612. In 4°, (mm 200 x 150), legatura di fattura veneziana in seta damascata rossa su cartone con un motivo ad intreccio lungo i lati dei piatti che forma una cornice impressa in oro eseguita con un unico ferro e ricami floreali agli angoli, dorso parzialmente mancante e slegato, tracce di bindelle; cc. nn. 2 bianche, cc. n. 21, 1 bianca; magnifica miniatura a tutto campo (mm 154 x 102) delineata da bordura di duplice filetto rossa entro il quale si interseca in un intreccio dorato su fondo azzurro: in primo piano il leone marciano in oro che si appoggia tra la terra ferma ed il mare sotto un cielo stellato, due soli ed una corona, e il motto “Iam Feliciter Omnia”; nel verso, dello stesso formato e sempre a vivaci colori, lo stemma nobiliare d’arme di Petrus Paulus Bataglia sulle tinte del rosso, blu oro e argento; seguono cc. nn. 30 delle quali (4) e (il verso della 11 e la 12) bianche; cc. nn. 2.

Importante documento che contiene la genealogia della famiglia Suardi, redatta dal notaio e canonico Pietro Corbella, originario di Bologna, eseguita completamente su pergamena sia per la prima parte a stampa (da uno dei migliori tipografi del periodo quale Comin Ventura), che per il manoscritto, e racchiusa da delicate bordure con motivi di arabeschi ed altri ritoccate vivacemente a colori d’epoca ed incorniciate da un duplice filetto. Contenuto dell’appendice documentaria: 1) spiegazione in lingua italiana indirizzata ai rettori di Bergamo riguardo all’autenticità e all’importanza del documento, da parte di Gio. Andrea Beroa e Scipio Bosello, datata 7 luglio 1612, autenticata con sigillo cartaceo e firma di Gabriel Salvaneus il 29 agosto 1612 (fol. 2-4). 2) Conferma dei privilegi nobiliari della famiglia Suardi da parte di P. P. Batalea e Aloysius Mocenigo, 29 agosto 1612, autenticata da Franc. Zanchus e G. Salvaneus (fol. 6-7). 3) Copia del documento del 22 gennaio 1330 relativo al conferimento del titolo nobiliare a Walter de Suardis da parte dell’imperatore Ludovico di Baviera, autenticata di proprio pugno da parte di Joh. Bapt. de Zinettis e Petrus Corbella, nonché (di pugno di un aiutante di cancelleria) da parte di P.P. Batalea, con data 29 agosto 1612 (fol. 8-12). 4) Copia del documento del 4 dicembre 1584 relativo alla nomina a conti palatini dei fratelli Ludovicus, Franciscus, Julius e Galeatius Sicci de Suardis da parte dell’imperatore Rodolfo II, parimenti autenticata e datata (fol. 14-31).
Di Crollalanza Vol. I p. 103. Spreti VI p. 501.

€ 20.000,00
29. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Fastorum Goritiensium

Vienna, typis Josephi Kurtzbock, 1769. In 8°, (mm 188 x 247); 208, 4 p.n.n.; caratt. rom. cors.; testo a una colonna. Legatura in cartone rigido.

Prima edizione di un testo dedicato a Ferdinando arciduca d’Austria. Nell’ambito della cultura goriziana del Settecento il conte Rodolfo Coronini Cronberg (1731-1791) si distinse come uomo politico e come erudito. Fu educato a Vienna e sotto la guida del padre gesuita Erasmo Fröhlich scrisse un’opera fondamentale della storiografia medievale, Tentamen genealogicum-chronologicum promovendae seriei comitum et rerum Goritie edito in due edizioni del 1752 e 1759. In opere successive celebrò le origini e le gesta delle nobili famiglie goriziane, descrisse inoltre la guerra austro-turca del 1595 e ricostruì tutta la genealogia degli Asburgo-Lorena nel laborioso e ricco volume Speciem genealogicum-chronologicum ad illustrandam augustane Habsburgo-Lotharingicame. Nel 1780 fu tra i soci fondatori della Colonia Accademica degli Arcadi Romano-Sonziaci.
Esemplare ben conservato, lievi macchie d’umidità.

€ 900,00
30. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Specimen Genealogico - Progonologicum ad illustrandam Augustam Habsburgo - Lotharingicam Prosapiam Caesareo Regio Principi Petro Leopoldo

Vienna, J. T. Trattner, 1774. In folio, (cm 34,5 x 26), legatura coeva in vitello spugnato con titolo impresso in oro su tassello in marocchino arancio al dorso riquadrato da sette nervi entro i quali motivi floreali impressi in oro e tagli rossi; antiporta con il ritratto del Coronini inciso dal Volpato, cc. nn. 8 compreso il frontespizio (con note manoscritte del possessore parzialmente abrase) con in basso la vignetta incisa raffigurante una medaglia con l’effigie di Maria Teresa, grande stemma della Casa d’Austria al verso, ed una vignetta all’inizio del testo sulla seconda c. nn. incisa da Mansfeld; pp. n. 184 (delle quali la 121-122-123 non numerate), 13 alberi genealogici su doppia pagina ripiegati all’interno, 33 tabelle a piena pagina esplicative della Pronologia Austriaco - Borbonica da pp. n. 129 a 161, e 5 vignette delicatamente incise.

Rodolfo Coronini conte di Cronberg, signore di Quisca e Sarsina, nato nel 1731, scrisse diverse opere di carattere genealogico ed alcune dissertazioni in difesa dei diritti dell’Impero Germanico sopra il Ducato del Friuli e sul Marchesato dell’Istria. Seconda edizione stampata per la prima volta nel 1770 a Venezia dallo Zatta. L’opera dedicata a Pietro Leopoldo, figlio di Maria Teresa, granduca di Toscana e futuro imperatore Leopoldo II relaziona minuziosamente la genealogia della casa d’Asburgo e di Lorena che nel 1736 si unirono dopo il matrimonio di Maria Teresa e Francesco Stefano di Lorena fondando la nuova dinastia degli Asbugo Lorena. Edizione stimata e non comune sul mercato librario antiquario che rispetto alla precedente è stata integrata ed aggiornata da nuove tavole genealogiche e contiene una dissertazione di Francesco Carlo Palma sulla specificità storica dei titoli spettanti a Maria Teresa quale regina d’Ungheria. Ottimo esemplare a grandi margini e stampato su carta forte Ex libris di appartenenza.
Manzano 68.

€ 1.800,00
31. CORONINI CRONBERG RODOLFO, Tentamen genealogico-chronologicum promovendae seriei comitum et rerum Goritiae

Viennae Austriae, J. T. Trattner, 1753. In 4°, (mm 220 x 168), legatura in pelle e cartone, cc. nn. 3 contenenti la supplica al lettore, pp. n. 416, 1 carta bianca; 1 carta geografica più volte ripiegata della contea di Gorizia; 1 tavola raffigurante le iscrizioni tombali e l’effigie dell’ultimo conte di Gorizia seppellito nel Duomo della città, 1 tavola del sigillo trecentesco; 1 tavola di moneta riproducente il conte Mainardo ed altre 4 tavole genealogiche ripiegate all’interno.

Seconda edizione, peraltro stampata un anno più tardi della prima ma pressoché identica, nella quale l’autore si occupa principalmente di storia medioevale goriziana, cercando di comporre una sorta di tentativo cronologico. “Il Coronini attinse abbondantemente all’archivio comitale goriziano ivi conservato e poté beneficiare dei consigli di Erasmo Fröhlich, nonché di alcune modeste indicazioni fornitegli da Sigismondo d’Attems” (Maria Teresa ed il Settecento goriziano, catalogo della mostra, 1982, pagina 136). Ottimo esemplare. Valentinelli, 209; Combi 1099; Manzano 68.
€ 2.800,00
32. DALL’ONGARO FRANCESCO, La Memoria nuove ballate con note storiche

Venezia e Trieste, Tip. Merlo, 1844. In 8°, XI, 130 p., 6 litografie a piena pagina raffiguranti: Vetta del Monte Spaccato; Tiglio di Rojano; Croce di San Bartolammeo; Arco di Riccardo; Torre Della Madonna del Mare; (Spartito musicale della canzone “Il Voto” di Luigi Ricci); Cenobio di Grignano. Testo inquadrato da cornice ad un filetto e bordura floreale agli angoli. Legatura in mezza pelle verde con titolo impresso in oro al dorso.

Trattasi di prima edizione ad opera di questo letterato e storico bresciano (1723-1807), suddivisa in 12 canti. Dedicata al cardinale Giovanni Molino. Edizione assai rara di cui si conoscono quattro esemplari nella Biblioteca universitaria di Sassari, in quella di Cambridge, di Harvard-Houghton e in quella dell’Università del Texas. Esempl. in ottime condizioni con incisioni freschissime. OCLC 39867854.
€ 700,00
 
 
 
 
33. DELLA CROCE IRENEO, Historia antica, e moderna: sacra, e profana della città di Trieste

Venezia, Albrizzi, 1698. In folio, legatura in piena pergamena coeva e dorso a quattro nervi con titolo manoscritto, pp. nn. 20, n. 694, nn. 50. Ritratto a piena pagina di Giuseppe Re d’Ungheria e Arciduca d’Austria che sovente manca. Circa 140 incisioni n. t. tra le quali gli stemmi delle famiglie nobili di Trieste, monete, antichità romane, lapidi, fregi e iniziali ornate.

Prima edizione di questa notevole storia di Trieste dalle sue origini. Esiste un’altra edizione stampata lo stesso anno con la sola variante al frontespizio, dove al posto dello stemma dei Gesuiti, figura l’insegna di Trieste. Buon esemplare con alcune pagine un po’ brunite, minimi restauri al dorso. Lozzi 5642; Platneriana 397; Graesse II.
€ 2.800,00
pagine: [1] [2] 3 [4] [5] [6] [7]
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