1. Ordines del Convento delle Benedettine SS. Agata e Cecilia a Padova, 1421 e 1453
Perg., 1421 aprile e 1453, maggio 2, 51 fogli per 5 fascicoli (I: 10 f.; II: 10 f.; III: 11 f.; IV-V: 10 f.); richiami,
testo ad una colonnna; formato in 4°, mm 254 x 181, specchio di scrittura mm 31 (160) 63x33 (105)
43; rigatura a secco e righe in inchiostro rosso per i pentagrammi, forellini di rigatura nella parte inferiore
dei fogli; testo in latino, scrittura in littera textualis rotunda (si tratta di una scrittura accurata e regolare) e corsiva per le postille c. 32r, 34r-v, 38r, 43r-v, 44r, 45v, 51r; inchiostro marrone scuro e rosso; scritto
da tre mani (la prima dal f. 1r-31r, la seconda dal f. 31v-46r, la terza dal f. 46r-51r) su commissione
delle badesse Anna de Padua (f. 31r) e Jacoba de Padua (f. 45v-46r), f. 51v lineato e con testo nelle prime
tre righe oltre a postilla, 25 pagine pentagrammi con notazione quadrata (corale gregoriano) e testo; f.
32r-46r: nel testo fra le righe accanto a numerose parole, annotazioni supplementari sulle desinenze plurali
sui margini in basso e laterali note di preghiera di mano del 16° secolo mentre al f. 51r nota di quattro
righe di mano del sec. 17° o 18° (precingimus lumbos corporis tui: ut circuncidat dominus vicia cordis
tui precinge domine lumbos corporis mei: et circoncidia vicia cordis mei) e c. 51v solo righe. Tre iniziali
istoriate su sei righe con viticci a colori coprenti azzurro, rosso, verde (f. 1r: S. Agata; f. 21v: S. Cecilia;
f. 28r: S. Pietro Papa), numerose iniziali blu e rosse con ornamenti di fogliame blu, rossi e verdi. I fogli
32v, 33r, 35r, 36v, 37r, 38v, 39r, 40v, 41r, 42v, 43r, 44v, 45r, 50v, 51r sono leggermente brunati mentre i
fogli 46v, 47r, 48v e 49r sono leggermente brunati e macchiati, i fogli 1r, 2r, 46r, 51r presentano inchiostro
o colore rosso sbavato, su tutti i fogli gli angoli bianchi interiori hanno leggere tracce di sporco e
segni delle dita, sintomo che il manoscritto fu eseguito per essere usato. Il terzo fascicolo presenta 11
fogli in quanto alla parola “filio” sulla c. 21r del terzo fascicolo corrisponde il richiamo della c. 20 v del
secondo fascicolo: il foglio fu aggiunto ai dieci fogli del terzo fascicolo già in origine come dimostra la
sottile striscetta di pergamena nella piegatura. Con ogni probabilità la pagina del f. 31v era bianca in origine
visto che il testo della prima parte del manoscritto realizzato nel 1421 termina alla c. 31r, mentre la
notazione sulla c. 31v rientra nel testo successivo realizzato nel 1453. Legatura veneziana di tipo aldino
in pelle marrone, su entrambi i contropiatti largo rollino arabescato a viticci stampigliati in oro, nel centro
una losanga di lienne cieche con dentro 4 stampiglie in oro a forma di losanga, piccole stampiglie
separate e linee cieche servendo da cornice, taglio dorato su tre lati; mancano le chiusure in metallo,
dorso leggermente danneggiato, leggere abrasioni.
Contenuto del ms.
I. c. 1r-21r: Consecratio virginum que fit in epiphania domini vel in secunda ferai pasce aut in dominicis
seu in apostolorum nataliciis celebratur ... filio et spiritum sancto. In que credidi. Incipit in inchiostro
rosso come l’explicit. Apre il testo la grande iniziale di S. Agata. Il rito solenne della consacrazione delle
vergini; si confronti il testo in parte identico nel Pontificale Romanum (iussu editum Benedicto XIV et
Leone XIII recognitum et castigatum, 1895). Nell’antica liturgia della città di Roma la consacrazione delle
vergini (consecratio, benedictio virginum), fu impartita durante la messa di stagione in S. Pietro a Natale-
Epifania, il Lunedì dell’Angelo, e il 29 giugno, San Pietro. Secondo S. Ambrogio la celebrazione con il rito
occidentale del IV secolo consisteva in un discorso del vescovo, nella pubblica professione dei voti, nella
posa di mano, nella presentazione del velo e in solenne preghiere; formule successive al Pontificale
Romanum I. Qui vengono uniti antichissimi pezzi sacramentali romani con arrangiamenti medievali e il
simbolismo di diritto germanico ad uno dei più ricchi e suggestivi costrutti liturgici. Oggi è ancora in uso
solamente in pochissimi conventi, per esempio quello delle Benedettine (vedi Lexicon für Theologie und
Kirche, V, 1933, c. 719).

c. 21r-27v: Ordinatio abbatisse monasterii regulam profitentis. In consecratione abbatisse episcopus debet
missam celebrare et eaque benedicere hoc modo ... et ab indictionem. Deo gratias. Amen. Incipit in
inchiostro rosso come l’explicit; apre il testo la grande iniziale di S. Cecilia. Rito solenne dell’insediamento
e consacrazione della badessa. Questo testo non è conforme con quello della De benedictione abbatisse
del Pontificale Romanum del 1895.
c. 28r-31r: Ordo ad primam tonsuram clericis conferendam ... per dominum nostrum. Incipit in inchiostro
rosso; apre iniziale di S. Pietro Papa. Tonsura solenne dei chierici, rito estraneo alle regole di un convento
di suore.
c. 31r: Anno domini nostri ihesu christi millesimo quadringentesimo vigesimo primo die mense aprilis.
Venerabilis ac Celeberima Domina Anna de padua dei gratis sacra deo dignissima Abbatissa Venerandi
Monasterii sanctarum Agathe et Cecilie de padua. Hunc librum fieri fecit pro usu et utilitate ac proprietate
dicti monasterii. Deo gratias. amen. Indicazione dell’elemento cronico e topico (aprile 1421 e Padova)
oltre al committente ossia Anna de Padua.
II. c. 31v: Disce de ame pabulum mortis quia iam ab alio ... Corale gregoriano con notazione quadrata e
testo.
c. 32r-45r: Ordo et modus ad induendam monialem secundum ordinem Benedicti. Completa post comunione
stet novicia ... missa compleatur. Rito solenne della vestizione delle novizie.
c.45v-46r: Anno domini nostri ihesu christi. millesimoquadringentesimoquinquagesimotercio. Die vero
secundo Maii. Venerabilis ac religiosa domina Jacoba de padua dei gratia abbatissa dignissima venerandi
Monasterii sanctarum Agathe et Cecilie de padua fecit fieri modos sive ordines ad induendam noviciam
monialem et profitendi et induendi moniales secundum regulam sancti benedicti. Ad honorem onnipotentis
dei et beate semper virginis Marie et sanctarum Agathe et Cecilie atque totius curie celestis
triumphantis. Amen.
Indicazione cronologica e topica (2 maggio 1453) oltre al committente Jacoba de Padua.
III. c. 46v-48r: Quicumque in captivitate sive tribulatione positus fuerit. has missas fecit dicere cotidie
septem dies. ab omni periculo et tribulatione liberabitur ... dicat ista. Santa messa di sette giorni in prigionia
e penuria.
c. 48v-51r: Orationes quando misse celebrantur ... similiter. Preghiere in occasione di queste messe.
Il manoscritto fu compilato nel 1421 e nel 1453 su disposizione delle badesse Anna de
Padua e Jacoba de Padua ad uso del convento delle Benedettine SS. Agata e Cecilia dove
serviva da testo liturgico importante fino al XVI secolo, come risulta da annotazioni successive.
L’origine del manoscritto stesso potrebbe essere collegata alla distruzione del
vecchio convento di S. Agata nell’anno 1390 oppure alle riforme della vita monastica
benedettina a Padova iniziate dall’abate Ludovico Barbo (1382-1443) di Santa Giustina
(vedi Lexicon des Mittelalters, I., c. 1446; II, c. 1165). Il convento di S. Agata fu fondato
nei primi due decenni del XIII secolo e precisamente nel 1223. Il convento era situato
nel rione Vanzo alla periferia meridionale della città ed era uno dei conventi padovani
più importanti. Agli inizi del XIV sec., nell’ambito di una riorganizzazione del proprio
patrimonio, nasceva l’esigenza di riunire in un unico “corpus” tutti gli atti notarili e le
“carte” che riguardavano i possedimenti e le rendite del monastero di Sant’Agata di
Padova. Prendeva corpo così il “Liber inventarii seu registrationis omnium possessionum
bonorum monasterii”, codice del 1304, redatto dal notaio Giacomo di Antonio e tutt’oggi
conservato nell’Archivio di Stato di Padova. Il Codice riporta integralmente 157 documenti,
alcuni risalenti al ’200, nei quali si trovano elencati tutti i beni del monastero (terreni,
case, mulini, decime, livelli), il loro valore, la loro destinazione, nonchè le entrate
e i proventi derivanti anche dalla conduzione dei mulini e dalla lavorazione della lana
all’interno della comunità religiosa. Il patrimonio fondiario del monastero, formatosi a
seguito di legati testamentari e di qualche compravendita sostenuta dalle influenti famiglie
padovane, come i da Vo’, agli inizi del ’200, andò aumentando per tutto il corso del
secolo e le proprietà, limitate in un primo momento ad alcune zone della città, si estesero
successivamente anche al territorio. Dalla lettura dei documenti, che rimane essenzialmente
“notarile”, si possono comunque desumere importanti informazioni sulle origini
del monastero e sulle relazioni dell’istituzione con i personaggi più influenti della
Padova politica e finanziaria dell’epoca. Alla conquista di Padova da parte di Francesco
Novello da Carrara (Lexicon, II, c. 1526, sulla famiglia da Carrara che regnava su padova
con interruzioni dal 1318 al 1405), il convento fu distrutto nel 1390. Le monache si
rifugiarono nel vicino convento delle Benedettine S. Cecilia, che in seguito prese il nome di SS. Agata e Cecilia. S. Cecilia fu fondato nel 1225, ed era situato dentro le mura di
Padova, vicino all’odierna Piazza del Castello. Una certa Valpurga da Carrara, figlia di
Francesco Novello da Carrara, morta nel 1405, era badessa di SS. Agata e Cecilia. Dopo
l’occupazione napoleonica di Padova, il convento di SS. Agata e Cecilia, insieme ad altri
sei conventi delle Benedettine, fu chiuso con decreto del 25 aprile 1810.
Bibliografia:
Giordana Maria Canova, Tracce per una storia del patrimonio artistico di monasteri benedettini
padovani durante l’ottocento, in S. Benedetto e otto secoli di vita monatica nel
Padovano, Padova, Editrice Antenore, 1980, p. 245.
I Benedettini a Padova, a cura di Salmazo et alii, Padova, Abbazia di S. Giustina, 1980,
p. 25 e 27 (vedi anche le schede alle p. 370-392)
Giannino Carraro, Il Liber di S. Agata da Padova, Padova, Editrice Antenore, 1997.
Benjamin Kohl, Padua under the Carrara, 1318-1405, The John Hopkins University Press,
Baltimore, 1998, p. 258.
Trolese, Francesco G. B. (2003) Dallo scriptorium, all’armarium, alla biblioteca dei monasteri.
La formazione delle raccolte librarie a servizio della formazione e della ricerca. In
Bettella, Cristiana and Melchionda, Maria Grazia and Spinello, Annalisa and Tajoli, Zeno,
Eds. Proceedings Sulle pagine, dentro la Storia, Padova.
P.ar.
2. “Brevi Memorie di mia Andata e Ritorno d’Italia”Manoscritto su carta adornata da numerosi disegni acquerellati coevi, senza data e anonimo ma redatto
dopo il 1817 (viene ricordata l’esposizione dell’Assunta di Tiziano all’Accademia di Belle Arti di Venezia,
lì giunta nel 1817) da una viaggiatrice molto probabilmente viennese. In folio (mm 295 x 235), legatura
dell’epoca in piena pelle con cornici floreali in oro e a secco ai piatti, fini decorazioni dorate al dorso,
nome Italia impresso in oro al piatto anteriore, merletto interno, tagli dorati; composto da 104 carte non
numerate con testo in italiano al recto e al verso in chiara ed elegante grafia su carta di qualità, comprendenti:
titolo illustrato, pagina di emblemi a colori di città d’Italia, introduzione, paragrafi dal titolo “mia
andata a Napoli” e “primi miei passi in Italia”, descrizione con notizie storiche e artistiche delle città di
Udine, Venezia, Padova, Ferrara, Bologna, Firenze, Arezzo, Cortona, Perugia, Assisi, Spoleto, Terni e
Narni, del lago Trasimeno, musica e parole della canzone veneziana “biondina in gondoletta”, elenco cronologico
dei dogi di Venezia, dei pittori italiani raggruppati per scuole ed epoche, soggetti che “illustrarono”
la Repubblica di Venezia; illustrato nel testo da vignette e vedute, fuori testo da numerosi ritratti a
piena pagina di pittori, letterati e illustri italiani, abbellimenti ai titoli dei paragrafi.
Interessantissimo manoscritto composto in perfetto italiano leggibilissimo da donna straniera
di grande sensibilità e cultura, relativo alle memorie del suo viaggio e soggiorno in
Italia nei primi anni dell’Ottocento, entrando da Ponteba (sic) dopo aver attraversato la
Stiria e la Carinzia. Il testo, che dimostra una grande ammirazione per la cultura italiana,
risulta molto dettagliato in particolare sulle notizie artistiche e riporta alcuni riferimenti
personali al viaggio come l’avere regolato a Bologna in San Petronio il suo orologio
secondo la meridiana di Cassini, le difficoltà climatiche con forte vento del passaggio
sugli Appennini tra Bologna e Firenze, l’avere visto spesso a Firenze Madame de Staël
(che soggiornò in Italia nel 1804-05 e a tal proposito scrisse il romanzo dal titolo Corinna
o l’Italia del 1807), l’incontro tra Firenze ed Arezzo di altri viaggiatori stranieri (due
coniugi svedesi e un inglese) e le riflessioni sulla vita suscitate da quell’incontro. Oltre
al testo affascinano le splendide illustrazioni decorative a colori e i ritratti che dimostrano
una capacità artistica fuori dal comune e rendono l’insieme del manoscritto di magnifica
composizione, in condizioni di conservazione ottime quasi perfette e con elegante
legatura dell’epoca.
€ 13.500,00
3. Die Oesterreichisch - Ungarische Monarchie in Wort und BildWien, Hof - und Staats Druckerei 1886-1902. In 4°, (mm 270 x 205), 24 volumi di varia paginazione con
18 cromolitografie e 4510 incisioni nel testo, magnifica legatura in tela cerata di colore bruno con ricchissime
impressioni dorate su entrambi i piatti al centro dei quali il titolo dell’opera, guardie in carta marmorizzata
e tagli spruzzati in tinta della legatura, ex libris all’interno di ogni volume.
Monumentale opera unica nel suo genere che descrive minuziosamente tutti i paesi comprendenti
la Monarchia Austriaca. Stupenda copia in ottimo stato di conservazione.
Nebehay-Wagner 459.
€ 3.200,00
4. FERDINAND I UND MARIA ANNA CAROLINA im Küstenlande im September 1844
Triest, Lloyd, 1845. In folio, legatura coeva in tutta tela con titolo impresso in oro sul piatto superiore,
pp. n. V, 58. Frontespizio litografato con l’effigie in ovale di sei imperatori austriaci che visitarono Trieste.
In alto l’aquila bicipite incorniciata dal titolo, in basso, lo stemma della città in argento impresso a secco,
e la veduta panoramica di Trieste dal mare.
Opera stampata in occasione della visita di Ferdinando e Carolina nel Litorale, nel settembre
del 1844 e corredata, oltre che dal testo, da 17 splendide tavole litografate da
Linassi e ritraenti Ferdinando e Carolina in vari momenti della loro visita: l’arrivo delle
LL. MM. a Opchina, ingresso delle loro maestà il 5 settembre 1844, il teatro grande illuminato,
le loro maestà nel Tergesteo il 6 settembre, gita delle LL. MM. con dieci piroscafi
a Capodistria, ritorno delle LL. MM. dalla gita, piano per la gita delle LL. MM. II. RR. da Trieste per Capodistria, piazza della Borsa illuminata, illuminazione del porto vista
dalla città, illuminazione del porto vista dal mare, il varo dello “Scuner Hitra”, festa da
ballo nella sala della Borsa, ritorno delle LL. MM. dall’Istria il dì 13 settembre, Palazzo
Governariale colla guardia civica, la festa popolare del 14 settembre, il teatro Mauroner
la sera del 15 settembre, congedo delle LL. MM. al confine del territorio. Ottimo esemplare,
raro da trovarsi completo.
Nebehay Wagner 937.
€ 4.800,00
5. Guerra d’Oriente (Album illustrato)
Firenze, Angelo Usigli, (1860 ?). In folio, (mm 350 x 270), legatura coeva in mezza pelle verde con titolo
impresso in oro al dorso, frontespizio allegorico litografico a piena pagina, pp. n. XII di introduzione, 188
di testo, 23 ritratti di imperatori e generali, 25 vedute con scene di battaglie di mare e di terra, 2 carte topografiche
del “Teatro delle Guerra d’Oriente”; il tutto inciso finemente in litografia e poi ritoccato delicatamente
a mano con vivaci colori fissati poi con chiara d’uovo e firmato “Lit. Ach: Paris Firenze”.
Opera in prima edizione stampata a Firenze da Angelo Usigli, senza data ma presumibilmente
verso il 1860, che ripercorre i fatti diplomatici e gli eventi bellici della Guerra di Crimea
riccamente illustrata da numerosi ritratti dei personaggi più famosi che presero parte
al conflitto e molte scene con battaglie anche navali inerenti la guerra. Altre due carte
topografiche del territorio orientano bene la situazione del teatro della Guerra d’Oriente.
Opera in prima edizione stampata a Firenze da Angelo Usigli, senza data ma presumibilmente
verso il 1860, che ripercorre i fatti diplomatici e gli eventi bellici della Guerra di Crimea
riccamente illustrata da numerosi ritratti dei personaggi più famosi che presero parte
al conflitto e molte scene con battaglie anche navali inerenti la guerra. Altre due carte
topografiche del territorio orientano bene la situazione del teatro della Guerra d’Oriente.
€ 4.000,00
6. Lettera ad un amico lontano intorno alle rovine causate al palazzo della Ragione di
Padova dal turbine del dì 17 d’agosto 1756
In 4°, legatura ottocentesca in mezza pelle e cartone, pp. 7 ed in fine una tavola più volte ripiegata (mm
640 x 420), raffigurante il disegno di ciò che è rimasto del salone della Ragione di Padova rovinato dal
Turbine nel dì 17 Agosto 1756. Giorgio Fossati Architetto incise in Venezia.
4°, legatura ottocentesca in mezza pelle e cartone, pp. 7 ed in fine una tavola più volte ripiegata (mm
640 x 420), raffigurante il disegno di ciò che è rimasto del salone della Ragione di Padova rovinato dal
Turbine nel dì 17 Agosto 1756. Giorgio Fossati Architetto incise in Venezia.
€ 4.200,00
7. Statuta Patavina noviter impressa cum diligentii cura et castigatione et cum additionibus necessarijs tam provisionum ducalium...
Venetiis per Guilielmum De Fontaneto Montisferrati, 1528. In Folio (mm 310 x 220), legatura settecentesca
in mezza pergamena e carta marmorizzata, titolo entro tassello in pelle rossa impresso in oro, stemma
cardinalizio all’interno, cc. nn. 24, n. CXLII, frontespizio in rosso e nero inquadrato da una cornice
xilografica, la prima carta di testo degli statuti è stampata in rosso e nero e contornata da cornice xilografica,
il testo è quasi completamente chiosato con antiche annotazioni anche al recto dell’ultima carta
stampata. Seconda rara edizione degli Statuti di Padova, stampata per la prima volta nel 1482.
Buono lo stato di conservazione.
Biblioteca del Senato tomo V, pagina 152-153; Sander 5369.
€ 3.300,00
9. Venezia monumentale e pittoresca (parte I: i palazzi - parte II: le chiese)
Venezia, Kier editore e proprietario Piazza San Marco 117. Parte I: in folio oblungo, frontespizio e 81 tavole
litografiche tutte di M. Moro; tavole 60.
Importante opera iconografica su Venezia dedicata al Re d’Italia Vittorio Emanuele II in
occasione dell’ingresso nella città lagunare appena liberata, rara da trovarsi completa di
entrambi i volumi. Le tavole di ottima fattura e molto animate furono per lo più incise
da Marco Moro. Il testo descrittivo delle tavole, è attribuito al cavalier Fabio Mutinelli.
Buon esemplare genuino con qualche tavola lievemente ingiallita.
Cicogna 4583-4584.
€ 16.500,00
|