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VIAGGIO IN ITALIA
Sei secoli di manoscritti, edizioni a stampa, cartografia e vedute


Catalogo n° 43 online

 Parte II: CARTOGRAFIA  (98-186)Parte I: MANOSCRITTI ED EDIZIONI A STAMPA (1-97)Parte III: PIANTE E VEDUTE (187-261)
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172. OTTENS RAINER, Circuli austriaci in quo sunt Archiducatus Austriae... Comitatus Tiroli

Amsterdam, fine Seicento-inizi Settecento. Incisione in rame. Foglio unico (mm 600x500 misurati alla battuta). Stampa acquerellata.

Il titolo è inserito in un cartiglio, ornato con divinità, disegnato nell’angolo inferiore destro. Appena sotto, la scale grafiche sono rappresentate in miglia germaniche e galliche. La carta è opera di Rainer Ottens che nel 1683 pubblicherà un importante atlante. Esemplare in ottime condizioni.
€ 1.150,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
173. REISSER F., Neue topographische Karte von Friaul und der angraenzenden Grafschaft Görz und Gradisca

Wien, Artaria und Comp., 1805. Foglio inciso in rame montato su tela (mm 710x610 misurati alla battuta).

Importante carta geografica molto rara del territorio del Friuli, della Contea di Gorizia e di Gradisca oltre a Trieste, Muggia, Capo d’Istria, Isola e Pirano con evidenza della laguna di Caorle, di Marano, e il golfo di Trieste e scritta “ADRIATISCHES MEER”. Sono presenti sia l’indicazione della scala adottata in italiano e tedesco oltre alla graduazione per latitudine e longitudine. La carta è pubblicata dalla famosa casa editrice viennese Artaria, specializzata anche in pubblicazioni musicali. Molto attenta la descrizione delle parti relative ai boschi e alle città indicate con castelletti e con dei cerchi. Esemplare in ottime condizioni.
€ 1.500,00
 
 
 
 
 
174. RIZZI ZANNONI GIOVANNI BATTISTA, Nuova carta dell’Italia settentrionale e delle Alpi che la circoscrivono

Napoli, 1799. Grandiosa rappresentazione dell’Italia settentrionale e delle Alpi in un foglio, inciso in rame (mm 1.480x900). Carta in buone condizioni conservative.

Questa splendida carta appare molto simile alla sezione presente nella grande rappresentazione nella carta dell’Italia del 1806. Il fatto che tale carta presenta una cornice con motivo alla greca ininterrotta fa pensare che sia nata autonomamente. Nel Saggio di Bibliografia Istriana del Combi al n. 139 si afferma che essa consta di sei fogli che corrispondono alle unità incise: difatti la carta è composta da 24 quadrati a loro volta uniti in sei quadrati. Il Rizzi Zannoni nasce a Padova il 2 settembre 1736, allievo del marchese Giovanni Poleni (1683-1761), fu con ogni probabilità un autodidatta. Di lì a poco questi lasciava nuovamente Padova per recarsi in Germania ove avrebbe lavorato presso lo stabilimento cartografico dei Seutter e degli eredi di Homann. Nel 1759 era a Norimberga e nel 1760 era già a Parigi, ove collaborava con un cartografo francese alla realizzazione di una grande carta della Germania. Dopo gli incerti anni dell’adolescenza e della gioventù, la sua vita può dividersi in tre netti periodi: quello parigino, dal 1760 al 1776; quello padovano dal 1776 al 1781 ed infine quello napoletano dal 1781 al 1814. Soffermiamoci sul periodo napoletano. Nel giugno del 1781 era a Napoli, nuovamente con l’abate Galiani, a progettare una carta dell’intero Regno, da realizzarsi, questa volta, attraverso rilevamenti diretti. Il permesso di sei mesi venne rinnovato per due anni e poi ancora per due, finché la residenza napoletana non divenne definitiva. L’idea di Galiani di “rettificare” la carta realizzata a Parigi nel 1769 diede luogo alla nascita, nel Mezzogiorno d’Italia, della moderna cartografia geodetica. Il Rizzi Zannoni assistette a tutte le trasformazioni dell’istituto topografico da “Commissione per la carta geografica”, dal 1781 al 1795, a Officina geografica e topografica, della quale egli era il solo responsabile amministrativo e scientifico, a Deposito Topografico, durante il Decennio francese. Con la venuta dei francesi, Rizzi Zannoni continuò ad attendere alla realizzazione delle carte del Regno. Nel 1807 fu posto a capo del Deposito topografico istituito da Giuseppe Bonaparte; nel 1812, sotto il regno di Gioacchino Murat, riuscì a stampare l’ultimo dei 31 fogli dell’atlante geografico, la cui pubblicazione era iniziata nel 1788.
V. Valerio, Società uomini e istituzioni, p. 409-412.

€ 2.400,00
175. SEUTTER MATTHAEUS, Insula et regnum Sardiniae

Augustae Vindelicorum, 1725. Foglio unico (mm 467x310 misurati alla battuta). Stampa acquerellata.

Splendida incisione in rame acquerellata tratta dall’Atlas Geographicus del 1725. Matthias Seutter era un cartografo ed editore tedesco operante a Augsburg. Allievo di Homann, ne riprese lo stile cartografico, in particolare quello dei cartigli ricchi e molto decorati. Il Seutter pubblicò nel 1725 l’Atlas Geographicus, e nel 1728 l’Atlas Novus, riedito successivamente negli anni 1730, 1736, 1741 e 1745. Nell’anno 1735 uscì il Grosser Atlas, ed, infine nel 1744, l’Atlas Minor. La presente incisione ha nel marg. sup. sinistro un cartiglio animato, nel marg. inf. destro l’indicazione delle scale adottate in miglia d’Italia, di Spagna oltre alle leghe di cammino e di mare. Cornice con graduazione della latitudine e della longitudine. Molto accurata e piacevole la descrizione topografica con i monti, i boschi e le località. Esemplare in ottime condizioni con macchia d’inchiostratura nel marg. sup.
€ 1.200,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
176. SEUTTER MATTHAEUS, Mappa Geographica totius Insulae et Regni Siciliae

Augustae Vindelicorum, 1745 circa. Foglio unico (mm 575x495 misurati alla battuta). Stampa acquerellata.

Splendida incisione in rame acquerellata con la rappresentazione dell’Isola di Malta e di Goze con relative indicazioni della scala adottata e nel marg. inf. destro legenda in lingua latina e francese. Nel marg. sup. sinistro superbo cartiglio animato con offerta di doni a Poseidone. Serie di caravelle lievemente incise. Molto particolare la rappresentazione del Monte Gibello o Monte Etna con eruzione in atto. Indicazione della graduazione della latitudine e della longitudine. Accurata la descrizione topografica. Matthias Seutter era un cartografo ed editore tedesco operante a Augsburg. Allievo di Homann, ne riprese lo stile cartografico, in particolare quello dei cartigli ricchi e molto decorati. Il Seutter pubblicò nel 1725 l’Atlas Geographicus, e nel 1728 l’Atlas Novus, riedito successivamente negli anni 1730, 1736, 1741 e 1745. Nell’anno 1735 uscì il Grosser Atlas, ed, infine nel 1744, l’Atlas Minor. Esemplare in ottime condizioni conservative.
L. Lago, Theatrum Fori Julii, vol. II, p. 138-140.

€ 900,00
 
177. VALLE GIOVANNI, La Dalmazia Veneta

Venezia, Antonio Zatta, 1784. Foglio unico su carta ruvida spessa. Incisione in rame (mm 425x329 misurati alla battuta). Stampa acquerellata per indicare le isole, i fiumi e la cornice che contiene la graduazione per latitudine e longitudine oltre alla scena bucolica nel marg. sup. destro. Incisione di “D. Colussi scr.”.

Bella incisione tratta dal volume dello Zatta intitolato ATLANTE novissimo illustrato 1775-85. Nel marg. sup. destro troviamo la scritta “LA / DALMAZIA / VENETA / di Giovanni Valle / Giustinopolitano / Di nuova Projezione” presso lo Zatta e figli nel 1784 oltre all’indicazione nel marg. inf. destro della scala adottata “di miglia 6 comuni d’Italia”. La scritta “Dalmazia” è posta all’interno di una scena bucolica con casa di campagna, torrente con cascata e vegetazione. Esemplare in ottime condizioni.
€ 450,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
178. VALLE GIUSEPPE, Parte settentrionale dell’Istria / Parte meridionale dell’Istria

Venezia, Antonio Zatta, 1783. Foglio unico su carta ruvida spessa per una carta suddivisa in due parti. Incisione in rame (mm 420x330 misurati alla battuta per entrambe le carte). Stampa acquerellata per indicare i confini, le isole oltre alla cornice che contiene la graduazione per latitudine e longitudine e al paesaggio bucolico nei marg. sup. e inf. destro e inf. Incisione di Giovanni Zuliani e disegno di D. Colussi.

Eccelsa incisione tratta dal volume dello Zatta intitolato ATLANTE novissimo illustrato 1775-85. Nel marg. sup. sinistro leggiamo la scritta “PARTE / SETTENTRIONALE / DELL’ISTRIA / DI / Giovanni Valle” e nel marg. inf. destro “PARTE / MERIDIONALE / DELL’ISTRIA / DI / Giovanni Valle” indicazione “Venezia 1784 / presso Antonio Zatta e Figli” oltre a scala “miglia 10 comuni d’Italia da 60 per Grado” nel marg. sup. sinistro della carta raffigurante la parte settentrionale. Come scrive Luciano Lago, tale carta deriva da un’incisione su lastra di rame e ci “troviamo di fronte a un modello nuovo, il quale, se offre scarsi risultati per quanto attiene allo scheletro cartografico, è incomparabilmente più ricco ed esatto nel quadro dell’insediamento umano”. Esemplare in ottime condizioni.
L. Lago, Theatrum Adriae, p. 303 n. 375.

€ 950,00
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
179. VANDELLI DOMENICO, Stati del serenissimo signor duca di Modena in Italia delineati colle strade principali, e parti de’ dominj circovicini

Ferrara, 1746. Incisione in rame a cura di Andrea Bolzoni. Quattro fogli applicati su tela (mm 555x353 e in totale mm 1.111x706). Carta colorata nei confini. In alto, entro un ricco cartiglio, si trova l’indicazione del titolo della tavola e la veduta di Modena. Nel marg. inf. sinistro altro cartiglio con spiegazione al “LETTORE”.

Strepitosa carta a cura di Domenico Vandelli, matematico, naturalista e cartografo, nato a Modena, da una famiglia di studiosi. Fu versato nella matematica, nella geografia e nelle scienze naturali, ma coltivò anche le lettere e l’archeologia. Nel 1725 intraprese un viaggio nei principali centri culturali dell’Europa e al suo ritorno fu chiamato dal duca Rinaldo a ricoprire la cattedra di matematica presso l’Università di Modena. Il duca Francesco d’Este lo nominò suo cartografo e, in seguito all’unificazione del Ducato di Modena con Massa e Carrara, gli commissionò il progetto per la costruzione di una strada attraverso le Apuane, da Massa a Castelnuovo Garfagnana. Dopo dieci anni di lavoro fu costruita la strada, detta Via Vandelli, che attraversava l’Appennino e poi le Alpi Apuane, salendo fino a 1634 m del passo della Tambura; la “Via Vandelli” non fu, però, molto utilizzata per le difficoltà del percorso, rese ancora peggiori dalla neve. Domenico Vandelli era conosciuto inoltre per la sua opera cartografica: tra i suoi lavori più importanti, la Carta del modenese e la presente Carta degli Stati del serenissimo signor duca di Modena. Esemplare di forte impatto scenografico e ben conservata.
€ 4.800,00
 
 
 
 
 
 
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