161. HOMANN JOHANN BAPTIST, Status Parmensis sive Dvcatvs Parmensis et
Placentinvs...Norimberga, 1731. Foglio unico (mm 580x485 misurati alla battuta). Stampa acquerellata.
Splendida grande carta con grande cartiglio alla base e con scena di caccia e le
piante delle città di Parma e di Piacenza. Stampata dagli eredi di Homann e
datata 1731. Incisione in rame acquarellata con indicazione della scala adottata
“germanica, italica”. Si trova segnata la graduazione per latitudine e longitudine.
Interessanti le vicende biografiche dell’Homann (1663-1724). Seguendo il
lungo periodo di dominio olandese, la famiglia Homann divenne la più importante
nella pubblicazione di mappe in Germania nel XVIII secolo. L’attività era
stata fondata nel 1702 da J.B. Homann a Norimberga. Immediatamente dopo la
pubblicazione del primo atlante nel 1707, questi divenne membro dell’Accademia
delle Scienze di Berlino e nel 1715, venne nominato Geografo dell’Imperatore.
Dopo la morte del fondatore nel 1724, l’attività venne diretta dal figlio,
fino al 1730 e venne successivamente trasmessa ai suoi eredi con il nome,
appunto di Eredi Homann. Infatti, l’attività continuò la sua produzione fino al
secolo successivo, esercitando grande influenza nel settore dell’editoria in
Germania. Oltre agli atlanti, gli Homann produssero anche un notevole numero
di mappe individuali. Esemplare in ottime condizioni.
€ 650,00
162. HONDIUS HENRICUS, Ducato di Parma et di Piacenza
Amsterdam, 1639. Incisione in rame. Foglio unico (mm 486x380 misurati alla battuta).
Stampa acquerellata.
Carta geografica tratta dall’Atlas Novus edito da Henricus Hondius e J. Jansson.
I due cartografi olandesi rielaborarono a partire dal 1636 il lavoro del Mercator,
inizialmente utilizzando e correggendo le sue lastre e sucessivamente arricchendo
i loro Atlanti con nuove carte più accurate e moderne come questa.
Esemplare in buone condizioni con strappo nella parte sup. del margine.
€ 950,00
163. INGHIRAMI GIOVANNI, Carta geografica della Toscana ricavata dal vero nella proposizione
di 1 a 200.000Firenze, 1830. Incisione in rame su quattro fogli a loro volta applicati su tela (mm
1.165x1.148). Le quattro carte sono inserite in un astuccio.
Scenografica carta della Toscana in 4 fogli incisi in rame nel 1830, con scala
1:200.000 e dedicata S.A.R. Leopoldo II. È la massima opera del Padre Scolopio
Giovanni Inghirami (Volterra, 1779-Firenze, 1851). Si basa su regolare triangolazione
e su mappe catastali eseguite dal 1817 al 1827 a scale variabili da
1:5.000 a 1:625. I due fogli settentrionali recano in alto l’elenco delle principali
quote calcolate in piedi francesi. I due fogli meridionali contengono numerose
piantine di città alla scala di 1:35.000, il titolo, la legenda dei segni convenzionali,
le scale grafiche, una nota relativa alla costruzione della carta. Nella
parte inf. sono inserite le piante delle città di Firenze, Pisa, Siena, Livorno e
suoi sobborghi, Pistoia, Arezzo, Prato, Volterra, Pescia, Sansepolcro, Cortona,
Grosseto, Orbetello, Montalcino, Montepulciano, Pontremoli, Porto Ferrajo,
Piombino, Samminiato, Colle, Massa, Pietra Santa, Chiusi, Pienza, Pitigliano ed
Empoli. Esemplare in ottime condizioni.
€ 1.400,00
164. ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE I. R. STATO MAGGIORE GENERALE, Carta generale del
Regno Lombardo Veneto ridotta dalla Carta topografica (indic. anche in lingua
tedesca)
Milano, 1838. Quattro fogli incisi in rame montati su tela. Ciascun foglio misura mm
750x452 per un totale di mm 1.500x904. Nel marg. inf. destro oltre alla indicazione del soggetto
descritto si trova la spiegazione dei segni adottati, l’indicazione della scala adottata
(1:288.000 del naturale) oltre alla graduazione per latitudine e longitudine. Le carte sono
riunite in un astuccio di tela foderato. Carta in ottime condizioni conservative.
L’attività catalografica dell’Istituto Geografico Militare dell’I. R. Stato Maggiore
austriaco non era stimolata solo da finalità militari o commerciali sull’alto mare,
ma anche da necessità di tipo amministrativo che, nell’Italia settentrionale, raggiunsero
il culmine alla fine del Settecento con l’istituzione del catasto teresiano e poi napoleonico. A Milano, nel 1796, fu infatti creato un Bureau topografico
al seguito dell’armata napoleonica, diretto dall’ingegnere geografo militare
Bacler D’Albe, che allestì il progetto di una carta del “teatro di guerra” in
Italia. Quando i Francesi dovettero lasciare la città, i materiali preparatori furono
portati a Parigi e consentirono, nel 1802, la pubblicazione di due carte in
52 fogli complessivi, a copertura dell’Italia intera, comprese le isole maltesi.
Riacquistata la Lombardia dopo la vittoria di Marengo, i Francesi ricostituirono
a Milano nel 1800 il Bureau, affiancandolo all’analogo ufficio cartografico
appositamente creato dalla Repubblica Cisalpina, e nel 1803 lo ridenominarono
“Deposito della Guerra”, sul modello dell’analogo omonimo Dépôt de la
guerre di Parigi. Con il personale militare francese operavano tecnici italiani,
tra cui gli incisori Bordiga, Carlo Brioschi che poi fu direttore dell’Osservatorio
di Capodimonte, i cugini Giacomo e Giovanni Marieni di cui il primo divenne
direttore del ‘Deposito’, e Ferdinando Visconti, successivamente direttore
dell’Officio Topografico di Napoli, già fondato nel 1781 da Giovanni Antonio
Rizzi-Zannoni.
€ 700,00
165. JANSONIUS JOHANN, Karstia, Carniola, Histria, et Windorum Marchia
Amsterdam, 1647. Incisione in rame. Foglio unico (mm 491x380 misurati alla battutta).
Stampa acquerellata.
La cartografia è tratta da una tavola che compone il I volume, della seconda
edizione, dell’Atlas Novus sive Theatrum Orbis Terrarum, in quo tabulae et descriptiones omnium regionum totius universi accuratissime exhibentur, in
quatuor tomos distinctus edito da Jansonius ad Amsterdam, nel 1647.
Jansonius riprese un modello di Gerardo Mercatore, probabilmente il rame
della carta del 1589, intitolata “FORVM IVLIVM, KARSTIA, CARNIOLA,
HISTRIA ET WINDORVM MARCHIA”. L’incisione comprende quasi tutto il
Friuli, l’Istria, il Karst, l’Ober Krain, l’Unter Krain, la Windisch Marck, parte
della Carinzia, della Stiria, della Croazia e delle isole del Quarnaro. Nel marg.
inf. destro è indicato, entro un cartiglio con putti, la scala adottata oltre alla
presenza della graduazione per longitudine e latitudine. Ottimo esemplare.
G. Marinelli, Saggio di cartografia della Regione Veneta, 1881, p. 155, n. 744.
C. Rossit, Theatrvm Fori Julii, vol. II, pp. 44-45, 175; Idem, Descriptio Histriae,
1981, p. 161.
€ 750,00
166. KINDERMANN JOSEPH KARL, Carte de la Carinthie et de la Carniole avec les Comtes
de Gorice et de Gradisca et le gouvernement de Trieste
Wien, Verlag des Kunst=und Industrie Comptoirs, 1803. Foglio inciso in rame montato su
tela (mm 595x480 misurati alla battuta). Stampa acquerellata per indicare i confini.
Accurata e importante carta della Carinzia con la Contea di Gorizia e di
Gradisca e il Governatorato di Trieste opera dell’importante geografo e cartografo
viennese Kindermann. Tale carta deriva dal suo atlante intitolato Die
Provinz Inner-Oesterreich che si compone di 12 fogli con datazione differente,
tra il 1789 e il 1797. A partire dal 1800 i suoi materiali verranno acquisiti dalla Wiener Kunst – und Industrie – Comptoir. La carta presenta una intitolazione
in tedesco ed in francese come la legenda con l’indicazione dei simboli
adottati. Presenta una graduazione per latitudine e longitudine. Esemplare in
ottime condizioni.
L. Lago, Theatrum Fori Julii, vol. II, p. 169.
€ 950,00
167. L’ISLE GUGLIELMO DE, Carta geografica della provincia del Friuli
Venezia, Albrizzi, 1740-1750. Incisione in rame. Foglio unico (mm 431x342 misurati alla battutta).
Stampa acquerellata.
Splendida carta che compone l’Atlas novissimo dell’astronomo e cartografo
Guglielmo De l’Isle (1675-1726) pubblicato postumo a Venezia in edizione italiana
presso la Stamperia di Giambattista Albrizzi nel 1740 e nel 1750. Nel
marg. sup. destro bellissimo cartiglio con monumenti architettonici, scena
bucolica e lapide marmorea su cui è inciso il titolo della carta. Nel marg. inf.
destro indicazione delle miglia adottate e della graduazione per latitudine e
longitudine. Esemplare in ottime condizioni.
L. Lago, Theatrum Fori Julii, vol. II, p. 138-140.
€ 950,00
168. ORTELIUS ABRAHAM, Fori Julii accurata descriptio
Anversa 1573. Incisione in rame. Foglio unico (mm 480x355 misurati alla battuta). Stampa
acquerellata. 1573.
La carta Fori Iulii accurata descriptio fu inserita per la prima volta nell’Additamentum
del Theatrum Orbis Terrarum di Abraham Ortel (Abrahamus Ortelius,
da cui la comune denominazione italiana in Ortelio), del 1573; essa occupa la
facciata sinistra della tavola 34ª (il verso presenta la descrizione in latino del
territorio del Forum Iulii oltre a capilettera acqurellato). L’incisione dovrebbe
essere copia di una carta proveniente dalla biblioteca del cartografo ungherese
Giovanni Zsámbok o Sambuco, il cui nome appare nella legenda esplicativa.
Inizialmente la mappa fu attribuita al Sambuco dallo studioso Bagrow, ma
questa tesi non è più accolta dagli studiosi Almagià, Cucagna, Rossit e Lago,
che suggeriscono come fonti comuni di riferimento, oltre il disegno di
Giovanni Antonio Cortona da Udine, anteriore al 1554, un modello proposto
da Pietro Coppo del 1540, da cui deriva la raffigurazione dell’Istria. Molto bella
la rappresentazione di bucintori, mostro marino e della veduta di Venezia.
Ottimo esemplare con piccolo foro vicino alla voce “Bosco de Modrussa” nella
parte destra.
G. Marinelli, Saggio di cartografia della Regione Veneta, 1881, p. 115, n. 566; L.
Lago-C. Rossit, Theatrum Fori Julii, p. 143-144; R. Almagia, M.C.V., vol. 2, p. 89;
R. Almagià, M.I.C., p. 39a; A. Cuccagna, Catalogo ragionato, pp. 103-107.
€ 1.500,00
169. ORTELIUS ABRAHAM, Apuliae, quae olim Iapygia nova corographia Calabriae
descrip.
Anversa, 1574. Incisione in rame. Foglio unico (mm 467x310 misurati alla battuta). Stampa
acquerellata.
Incisione tratta dal Theatrum Orbis Terrarum, opera di Abraham Ortelius, che
ebbe la sua prima edizione ad Anversa nel 1570 l’officina tipografica plantiniana.
Ortelio, grande cartografo e geografo olandese (1527-1598) vi raccolse
il sapere geografico e cartografico del suo tempo, proponendo in 147 spettacolari
tavole incise l’immagine più fedele del mondo allora conosciuto e, in
alcune straordinarie “carte storiche”, regioni e itinerari tratti dalla letteratura,
dalla mitologia, dalla tradizione. L’opera ebbe uno straordinario successo editoriale,
dovuto non soltanto alle tavole ma anche al testo, che costituisce una
vera e propria enciclopedia geografico-cartografica con notizie tecniche sui
metodi di proiezione e sui principali cartografi. Questa nitidissima incisione
presenta il territorio della Apuglia (Puglia) e della Calabria con indicazione
della scala adottata “20 Scala milliarium”. Nella parte sinistra si trova un cartiglio
con scritta “APVLIAE, QVAE / OLIM IAPYGIA, / NOVA CORO / GRAPHIA
Jacopo Castaldo Auctore” mentre nella destra, sempre in cartiglio “CALA /
BRIAE / DESCRIP. / Per / Prosperum Parisium / Consent.” Giacomo Gastaldi
è uno dei più grandi cartografi del Cinquecento. Nasce in Piemonte alla fine
del Quattrocento o all’inizio del Cinquecento. La sua prima carta appare nel
1554 e viene ricordato come “Cosmografo della Repubblica di Venezia”. Infatti
il Consiglio dei Dieci della Repubblica veneta si riferisce a lui come “Mastro
Giacomo di Piemonte il nostro Cosmografo”. I cartigli, le incisioni sono acquerellate
d’epoca in modo assai fine con attenzione speciale riservata nell’indicare
le città con dei castelletti oltre ai boschi. Nella carta della Apuglia sotto il
cartiglio raffigurazione di un mostro marino. Esemplare in ottime condizioni.
Van Der Broecke 121.
€ 950,00
170. ORTELIUS ABRAHAM, Italia gallica sive Gallia cisalpina
Anversa, 1579-1580. Incisione in rame. Foglio unico (mm 465x345 misurati alla battuta).
Stampa acquerellata. Presenta una cornice in legno.
Fascinoso esemplare ben conservato tratto dal Theatrum Orbis Terrarum, il
primo atlante moderno, comprendente carte di tutte le zone del mondo. La
geniale intuizione di Ortelius, latinizzato successivamente, fu appunto questa:
prima d’allora la produzione cartografica era stata irregolare, locale a livello di
produzione ed i pochi atlanti, i cosiddetti “Atlanti Lafreriani” erano costituiti su
richiesta raccogliendo carte di alcune zone, ignorando le altre. Ortelius riunì
in un unico corpus la produzione cartografica eterogenea del periodo, costituendo
la base per un’impresa editoriale di enorme successo, pubblicata dal
1570 al 1612.
€ 700,00
171. ORTELIUS ABRAHAM, Regni Neapolitani verissima secundum antiquorum et
recentiorum traditionem descriptio Pyrrho Ligorio auct.
Anversa, 1574. Incisione in rame. Foglio unico (mm 495x365 misurati alla battuta). Stampa
acquerellata.
Incisione tratta dal Theatrum Orbis Terrarum, opera di Abraham Ortelius, che
ebbe la sua prima edizione ad Anversa nel 1570 l’officina tipografica plantiniana.
Questa nitidissima incisione presenta un cartiglio acquerellato su cui è
inciso il soggetto della rappresentazione con l’indicazione che la tavola riprende
le descrizioni effettuate da Pirro Ligorio. Molto bella è la rosa dei venti nel marg. destro, oltre alla presenza di una caravella nel marg. inf. sinistro.
Accurata la descrizione topografica con la visualizzazione delle località attraverso
dei piccoli castelletti. Non vi è indicazione della scala adottata.
Esemplare in ottime condizioni.
Van Der Broecke 139.
€ 1.200,00
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